volontari servizio civile universale

Il Servizio Civile Universale non è solo un’esperienza da raccontare nel curriculum. Sempre di più, può diventare anche un percorso in cui le competenze maturate durante i mesi di servizio vengono riconosciute in modo più chiaro.

È questa la principale novità al centro del nuovo Avviso per gli Enti di Servizio Civile Universale, che sarà presentato oggi, martedì 19 maggio, alle ore 18:00, durante la conferenza stampa del Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e del Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale.

progetti servizio civile universale

Indice

  1. Cosa cambia per i volontari del Servizio Civile
  2. Il riconoscimento degli apprendimenti non formali e informali

Cosa cambia per i volontari del Servizio Civile

La novità riguarda la possibilità, per gli enti, di presentare progetti che prevedano percorsi di sviluppo, valorizzazione e attestazione delle competenze acquisite dagli operatori volontari durante l’esperienza di servizio.

Tradotto: quello che si impara facendo Servizio Civile potrà essere raccontato e riconosciuto meglio, non solo come “esperienza personale”, ma anche come bagaglio utile per il futuro formativo e professionale.

Chi sceglie il Servizio Civile Universale entra spesso in contatto con attività molto diverse tra loro: assistenza, educazione, cultura, ambiente, protezione civile, promozione dei diritti, sport, progetti sul territorio.

Sono esperienze che richiedono organizzazione, responsabilità, capacità di lavorare in gruppo, comunicazione, gestione delle relazioni e adattamento ai contesti.

Finora queste competenze potevano essere raccontate in un curriculum o valorizzate durante un colloquio. Con il nuovo Avviso, però, si apre la strada a un passaggio ulteriore: inserirle dentro percorsi strutturati, pensati per far emergere meglio ciò che i volontari imparano durante il servizio.

Non si tratta solo di fare volontariato, quindi. Il Servizio Civile Universale viene sempre più riconosciuto anche come esperienza di crescita personale e professionale, capace di lasciare competenze spendibili nel mondo della formazione e del lavoro.

Lo stesso Dipartimento lo definisce un’occasione di formazione e crescita, utile anche in ambito lavorativo.

Il riconoscimento degli apprendimenti non formali e informali

La misura dà piena applicazione, nell’ambito del Servizio Civile Universale, al Decreto ministeriale n. 115 del 2024 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dedicato al riconoscimento e alla valorizzazione degli apprendimenti non formali e informali.

Sono parole tecniche, ma il senso è abbastanza semplice. Non si impara solo a scuola, all’università o nei corsi ufficiali. Si impara anche nelle esperienze sul campo, nei progetti, nelle attività quotidiane, nelle relazioni con le persone e con le comunità.

Il Decreto Legislativo 16 gennaio 2013, n. 13, aveva già avviato un percorso nazionale per individuare, validare e certificare le competenze acquisite anche in contesti non formali e informali.

Ora questo percorso entra con più forza anche nel Servizio Civile Universale.

Una novità importante soprattutto per i giovani, perché permette di dare più valore a competenze che spesso si costruiscono fuori dai percorsi tradizionali, ma che possono fare la differenza quando ci si affaccia al mondo del lavoro o si continua a studiare.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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