silvia rovere poste italiane

Il primo giorno di lavoro non è come il primo giorno di scuola. Nessun professore ti spiega le regole e nessuno ti dice come ci si comporta davvero dentro un'azienda: come si parla con le persone, come si affrontano i problemi, come si impara dagli errori.

Spesso si dà troppa importanza alle sole competenze tecniche, ai titoli di laurea, e alle certificazioni, trascurando però alcune competenze fondamentali che, secondo chi ha trascorso decenni nelle aziende, fanno davvero la differenza.

Ci spiega tutto la nostro Pro(f) di oggi Silvia Maria Rovere, Presidente di Poste Italiane - una delle aziende più importanti del nostro Paese - spiega quali sono i 4 segreti che fanno davvero la differenza nel mondo del lavoro, ribaltando anche alcuni stereotipi duri a morire nelle aziende. 

Troverai tutto spiegato in questo articolo e nel nuovo episodio di Like a Pro(f) che trovi qui sotto: contenuti da non perdere se vuoi diventare un vero pro e distinguerti fin dalla tua prima esperienza lavorativa!

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Un "Boomer" può davvero insegnarti a lavorare? I 4 consigli definitivi. Sfatiamo un mito: l'esperienza non scade. Se stai per entrare nel mondo del lavoro (o ci sei appena entrato), ci sono dinamiche che nessuna università ti insegna. Ascolta questi 4 pilastri fondamentali condivisi dalla nostra Pro(f) di oggi: Silvia Rovere, Presidente di Poste Italiane, una delle aziende più importanti che esistano nel nostro paese. Ecco come farti fare la differenza fin dal primo giorno: 1 Imparare a "stare" in azienda: Non basta sapere fare il proprio mestiere. Devi imparare a interagire: sapersi presentare, calibrare la comunicazione a seconda che tu parli con un collega o col tuo capo, e soprattutto... imparare ad ascoltare. 2 Orientamento al risultato: L'impegno è apprezzato, ma è il raggiungimento dell'obiettivo che fa svoltare la tua carriera. È quello che porta valore all'azienda e dà a te la vera gratificazione professionale. 3 Etica e Cultura aziendale: Non sono parole vuote. Significa trasparenza, rispetto per i colleghi, non fingere di sapere cose che non sai e, soprattutto, accettare di sbagliare perché è l'unico modo per migliorare. 4 Il Valore del Reverse Mentoring: Progetti come "Generazione Talento" dimostrano che non è una strada a senso unico. I senior trasferiscono esperienza, ma i giovani portano innovazione e nuove visioni. È uno scambio alla pari. Non perderti questa puntata di LikeaPro(f): se ti è piaciuta salvala tra i contenuti preferiti likeaprof skuolanews Carriera ConsigliDiLavoro SoftSkills

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Indice

  1. I 4 consigli per distinguersi nel mondo del lavoro
    1. Imparare a stare in azienda
    2. Essere orientati al risultato
    3. Cultura aziendale ed etica del lavoro: due facce della stessa medaglia
    4. GenerAzione Talento e il reverse mentoring: quando i giovani insegnano ai senior
  2. Glossario: le parole del lavoro spiegate easy

I 4 consigli per distinguersi nel mondo del lavoro

Secondo il recentissimo report "Women in business 2026" di Grant Thornton, in Italia le donne ricoprono solo il 22,6% delle posizioni da CEO e solo il 3,2% di quelle da Presidente. Basterebbe già solo questo dato per spiegare chi è Silvia Maria Rovere

Arrivare ai vertici in un contesto così squilibrato significa aver sviluppato uno sguardo concreto, selettivo, costruito sull’esperienza reale.

Ecco perché i suoi consigli sono oro colato per orientarsi davvero nel mondo del lavoro, fin dal primo giorno.

#1  Imparare a stare in azienda

Sembra banale, eppure non lo è. Il primo insegnamento di Rovere è disarmante nella sua semplicità: "imparare a lavorare." Ma cosa significa concretamente? 

Prima di tutto, capire come ci si inserisce in una comunità di persone. Un'azienda non è solo un luogo dove si eseguono compiti: è un ecosistema - a volte complesso - fatto anche di relazioni, dove il modo in cui ci si pone fa già la metà del lavoro.

"Imparate a presentarvi, imparate ad ascoltare", dice Rovere, sottolineando come l'ascolto sia una delle competenze più sottovalutate dai giovani che si affacciano al mondo professionale. 

Non è la stessa cosa parlare con un collega di scrivania, con il proprio capo o con un cliente che non si è mai incontrato prima. Calibrare il registro comunicativo in base all'interlocutore è una delle prime abilità che distingue chi fa subito una buona impressione da chi invece fatica a integrarsi.

#2 Essere orientati al risultato

Il secondo segreto riguarda la mentalità con cui si affronta ogni compito. L'impegno è importante, certo, ma da solo non basta. 

"Nel luogo di lavoro è molto importante l'impegno, ma come anche a scuola è importante il risultato alla fine." Portare a termine un'attività, raggiungere un obiettivo concreto: questo è ciò che le aziende si aspettano, e farlo bene è "un primo tassello del proprio contributo all'azienda."

Questa visione orientata al risultato non è cinismo, anzi. Rovere la descrive come qualcosa di "estremamente gratificante": vedere completato un progetto, aver contribuito a qualcosa di tangibile, è una delle soddisfazioni più genuine che il lavoro può offrire, soprattutto all'inizio di una carriera.

#3 Cultura aziendale ed etica del lavoro: due facce della stessa medaglia

Ogni azienda ha una sua identità, un suo modo di fare le cose, valori impliciti ed espliciti che ne guidano le decisioni quotidiane. "Essere allineati con questa cultura aziendale non è una cosa semplice da capire", ammette Rovere, ed è per questo che chi è in azienda da più tempo diventa una risorsa preziosa per chi arriva: può aiutare i nuovi arrivati a orientarsi in qualcosa che non si trova scritto su nessun manuale.

A questa cultura si intreccia indissolubilmente l'etica del lavoro, che Rovere definisce come "quello che poi ci fa essere delle persone affidabili nel lungo termine." Una definizione che va ben oltre il semplice rispetto delle regole: "è fatta di rispetto, è fatta di collaborazione, è fatta di trasparenza, è fatta di non mentire a noi stessi e agli altri su quello che possiamo o siamo in grado di fare."

C'è poi un elemento di questa etica che spesso sorprende i giovani: "l'etica del lavoro è anche accettare di sbagliare, perché sbagliando si trova la strada per migliorare." L'errore, in quest'ottica, non è una sconfitta da nascondere ma uno strumento di crescita da riconoscere apertamente. 

Cultura e etica, dunque, camminano insieme: capire dove si è arrivati e comportarsi con integrità sono due condizioni inscindibili per chi vuole costruire una carriera solida e duratura.

#4 GenerAzione Talento e il reverse mentoring: quando i giovani insegnano ai senior

Il quarto segreto è forse il più sorprendente, e ribalta una logica che sembrava fino ad oggi scontata. Non sono solo i giovani ad imparare dai colleghi più esperti: è vero anche il contrario. 

Rovere descrive il cosiddetto reverse mentoring come uno degli ingredienti chiave del progetto GenerAzione Talento - nato quando la numero uno di Poste italiane ha preso  la guida del semestre di presidenza del Consorzio Elis - proprio per favorire il dialogo tra le diverse generazioni in azienda.

L'idea è che i nuovi arrivati, cresciuti in un mondo digitale e in continua evoluzione, portino con sé competenze, linguaggi e punti di vista che i senior non sempre possiedono. 

"Il contrario del mentoring", lo definisce Rovere: i ragazzi diventano guide per chi è in azienda da anni, aggiornandoli su strumenti e dinamiche nuove, mentre ricevono in cambio l'esperienza e la conoscenza del mestiere che solo gli anni possono dare.

Un'osmosi bidirezionale che trasforma l'ingresso in azienda da momento di spaesamento in occasione di crescita reciproca, e che mette i giovani in una posizione inaspettata: non solo apprendisti, ma portatori di valore fin dal primo giorno.

Glossario: le parole del lavoro spiegate easy

Ti sei perso qualche termine per strada? Normale. Di seguito trovi uno schema riassuntivo per stare al passo.

  • Competenze tecniche: sono le abilità “pratiche” che impari studiando o facendo esperienza. Esempio: usare Excel, programmare, fare analisi dati.

  • Soft skill: sono le capacità legate al comportamento e alle relazioni.Esempi: omunicare bene, lavorare in team, gestire lo stress. Spesso fanno più la differenza delle competenze tecniche.

  • Ecosistema aziendale: modo “figo” per dire che un’azienda è fatta di persone, relazioni e dinamiche, non solo lavoro. Non basta fare bene i compiti: devi anche saper stare con gli altri.

  • Registro comunicativo: è il modo in cui parli in base a chi hai davanti. Non parli allo stesso modo con: un collega, un capo o un cliente.

  • Orientamento al risultato: significa non fermarsi all’impegno, ma arrivare all’obiettivo. Non conta solo provarci: conta portare a casa il risultato.

  • Cultura aziendale: è l’insieme dei valori e delle regole (spesso non scritte) di un’azienda. Tipo: come si lavora, come si comunica, cosa è “ok” e cosa no.

  • Etica del lavoro: è il modo in cui ti comporti sul lavoro nel lungo periodo. Alcuni esempi sono l’essere affidabile, dire la verità, rispettare gli altri e prendersi responsabilità.

  • Mentoring: quando una persona più esperta aiuta una meno esperta a crescere. Il classico “senior → junior”.
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