Estratto del documento

Istituto di istruzione superiore “L. da Vinci” – Lanusei

A.S. 2014-2015

Il cancro e la psicologia del malato oncologico

Nicola Angelino

5° D Liceo Linguistico

Ai miei nonni:

Riccardo Noto, cancro ai polmoni

Nicola Angelino, cancro al fegato

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Premessa

Il cancro è stato definito il male del secolo. Le statistiche ci dicono che ogni anno sempre più persone incontrano la malattia e, purtroppo, il tasso di mortalità è ancora molto alto. E l’atteggiamento della popolazione nei confronti del tumore sapete qual è? Quello di pensare che l’evitare di parlarne, l’evitare il contatto con chi ne è affetto, possa ridurre il rischio di contrarre la malattia. Quasi come fosse frutto di un contagio, un’epidemia.

Penso che questo sia il tema giusto per il mio lavoro, perché conoscere è l’unico modo per potersi confrontare con questa malattia e conoscere è un dovere civico e morale di ogni cittadino per poter essere libero ed in grado di lottare per un diritto unico: la vita.

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Introduzione

Ho deciso di presentarvi questo argomento principalmente perché ho vissuto questa malattia molto da vicino: l’ho vista portar via con sé due persone a me molto care ma, soprattutto, ho visto il modo in cui le ha portate via.

Questo è un argomento che oltre riguardarmi personalmente, è stato anche fonte di forte interesse e ispirazione. Sogno infatti di intraprendere una carriera lavorativa dedita al trattamento e alla ricerca di questo tipo di malattia e che mi faccia stare vicino alle persone colpite da essa.

Ovviamente non essendo né un medico, né un infermiere, né un ricercatore, ad eccezione della parte storico-biologica documentata e approfondita accuratamente su fatti e dati scientifici reali, proporrò l’argomento soprattutto dal mio punto di vista personale.

L’obiettivo principale della ricerca e di tutto l’elaborato è quello dell’informazione e della prevenzione e per stilare questo testo mi sono documentato su fonti certe, ho fatto delle ricerche, ma soprattutto ho sperimentato di persona, attraverso dialoghi e confronti con pazienti oncologici, la storia, il percorso, la forza e il pensiero di queste persone.

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1 - Cos’è il cancro e come ha origine

Innanzitutto vorrei partire dallo spiegare cosa è un tumore e cosa è il cancro, in quanto molto spesso ci si chiede se sono la stessa cosa. Il tumore (dal latino “Tumor”, gonfiore, ingrossamento) è un termine utilizzato in medicina per indicare una patologia caratterizzata da un abnorme accrescimento di un tessuto dell’organismo dovuto al proliferare di cellule in modo anomalo.

I tumori possono essere generalmente suddivisi in due categorie: tumori benigni e maligni. In questo senso, indicando sia i tumori benigni che quelli maligni, sinonimo di tumore è la parola neoplasia (dal greco “neo”, nuova, “plasia”, formazione).

Con la parola cancro invece, ci si riferisce in modo generico a tutti i tumori maligni ed è in particolare su di esso che è centrato questo mio lavoro.

Esistono vari tipi di cancro differenziati tra loro da molti fattori come la diagnosi, le cause e le cure. Ma ci sono alcune proprietà e caratteristiche che accomunano tutti questi tipi di tumore. Per spiegarlo in modo semplice ma efficace, si può dire che ad un certo punto, una cellula dell’organismo “impazzisce”, perde alcune sue proprietà, ne acquisisce altre e comincia a moltiplicarsi al di fuori di ogni regola. I geni delle cellule che vengono modificati e la cui modifica porta alla formazione di neoplasie sono i “proto-oncogeni”, geni sani che regolano la divisione cellulare, e gli “oncosoppressori”, geni che inibiscono la divisione cellulare.

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Quando i proto-oncogeni subiscono mutazioni questi si trasformano in oncogeni che stimolano la cellula a dividersi più spesso. Quando invece gli oncosoppressori subiscono modifiche si producono proteine alterate che non riescono nel loro compito di inibire la divisione cellulare creando quindi uno squilibrio.

A causa di questo “guasto” nel meccanismo che ne controlla la replicazione, le cellule si dividono quando non dovrebbero e generano un numero enorme di altre cellule con lo stesso difetto di regolazione. Le cellule sane finiscono quindi per essere soppiantate dalle cellule neoplastiche.

Sia le cellule di un tumore benigno sia quelle di un tumore maligno tendono a proliferare in maniera abnorme ma, e questa è la differenza fondamentale fra i due: solo le cellule di un tumore maligno tendono a staccarsi, a invadere i tessuti vicini, a migrare dall’organo di appartenenza per andare a colonizzare altre zone dell’organismo.

Il tumore benigno rimane, dunque, limitato all’organo in cui si è sviluppato, mentre il tumore maligno, nel corso di un processo che può avere una lunghezza estremamente variabile e che dura in genere anni, estende la malattia ad altri organi, fino a colpire e compromettere organi vitali quali il polmone, il fegato, il cervello. Questo processo prende il nome di metastatizzazione e le metastasi rappresentano la fase più avanzata della progressione tumorale, oltre che la causa reale dei decessi per cancro.

1.1 - Il particolare caso del cuore

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Pur in casi molto rari, anche il muscolo cardiaco può essere colpito da un tipo di tumore detto mixoma e altre tipologie di tumore possono colpire, anch’esse raramente, i tessuti di sostegno del cuore, cioè quelli connettivi e quelli adiposi.

Le ragioni precise di questa quasi totale immunità del cuore ai tumori primari, mentre le metastasi possono benissimo raggiungerlo, non si conoscono bene. Gli oncologi fanno notare che tutti i muscoli, e il cuore è fatto di muscolo striato, sono meno colpiti di altri organi dai tumori primari.

2 - Le cause del cancro

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Sintesi

Filosofia - la concezione del dolore secondo Schopenhauer

Storia - la seconda rivoluzione industriale; gli attacchi atomici di Hiroshima e Nagasaki sul finire della seconda guerra mondiale

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