
Con la riforma dell’orale della Maturità 2026, il peso dell’organizzazione delle commissioni diventa ancora più centrale. Il colloquio resta una prova da 20 punti, ma cambia struttura, cambiano le materie coinvolte e cambia il modo in cui si svolge l’interrogazione.
In questo quadro, il presidente di commissione assume un ruolo chiave: è la figura che garantisce che tutto avvenga secondo le regole, che le procedure ministeriali vengano rispettate e che il colloquio si svolga in modo ordinato ed equo.
Indice
Come sono formate le commissioni alla Maturità 2026
A partire dal 2026, le commissioni d’esame sono composte da:
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2 commissari interni;
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1 presidente esterno.
Si tratta quindi di commissioni da cinque membri, e non più da sette come negli anni precedenti.
I commissari interni sono docenti della classe, mentre i commissari esterni e il presidente provengono da altre scuole. Questa composizione mista serve a bilanciare due esigenze: da un lato la conoscenza diretta degli studenti, dall’altro una valutazione esterna e imparziale.
Qual è il ruolo del presidente di commissione
Il presidente di commissione è il garante esterno della correttezza, della trasparenza e della legalità dell’intero esame.
In concreto:
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coordina i lavori della commissione;
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assicura il rispetto delle procedure ministeriali;
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vigila sulle tempistiche delle prove;
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modera lo svolgimento dei colloqui orali;
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garantisce criteri di valutazione equi e coerenti.
Non è un “super commissario” che decide i voti da solo. Il suo ruolo è super partes: non entra nel merito disciplinare come un commissario di materia, ma controlla che il confronto tra docenti avvenga nel rispetto delle regole.
È anche la figura a cui si fa riferimento in caso di contestazioni o problemi procedurali.
Il presidente può fare domande all’orale?
Sì, può intervenire nel colloquio, ma entro confini precisi.
Il presidente può porre domande solo sulle discipline per cui possiede l’abilitazione. Inoltre, deve attenersi alle stesse regole che valgono per tutti gli altri commissari.
Nel nuovo orale 2026, infatti: l’interrogazione verte solo su 4 materie, stabilite dal MIM a fine gennaio per ogni indirizzo.
Non può quindi introdurre discipline che non rientrano tra quelle individuate per l’indirizzo di studi.
Su quali programmi si basa l’orale
Un altro punto fondamentale riguarda i contenuti.
Il programma oggetto d’esame non copre l’intero quinquennio, ma fa riferimento al programma dell’ultimo anno. Il documento di riferimento è il Documento del 15 maggio, redatto dal consiglio di classe. Qui vengono descritti i contenuti svolti, le metodologie e gli strumenti utilizzati, oltre a chiarire obiettivi e criteri di valutazione.
Tutti i commissari, presidente compreso, devono attenersi a quanto riportato in questo documento.
Quando si conosceranno i nomi dei presidenti di commissione
Tradizionalmente, i nomi dei presidenti di commissione vengono pubblicati intorno alla metà di maggio.
Per i commissari esterni, invece, l’attesa si prolunga di solito fino ai primi giorni di giugno.
Sono due momenti distinti, ed è normale che gli studenti scoprano prima il nome del presidente e solo successivamente quelli dei commissari esterni.