locauto on tour

Frenare in caso di emergenza, mantenere il controllo dell’auto su una strada bagnata o evitare un ostacolo improvviso sono abilità che possono fare la differenza tra un grande spavento e un incidente, ma c’è da chiedersi se siamo davvero preparati a gestire un imprevisto e, nel caso in cui l’incidente avvenga, se sappiamo come comportarci, a cominciare dalla compilazione del CID. 

Infatti, superare l’esame della patente non significa necessariamente essere pronti ad affrontare ogni situazione che la strada può presentare. 

In Austria, per esempio, i neopatentati devono seguire anche un corso obbligatorio di guida sicura, con esercitazioni pratiche pensate per affrontare situazioni di pericolo, un modello introdotto nel 2003 che nei primi anni ha contribuito a migliorare la sicurezza dei conducenti alle prime armi.

In Italia, a giudicare dalle nostre abitudini, la strada da fare è ancora parecchia: secondo l’ultima indagine condotta da YouGov per Locauto Group, il 71% degli italiani ritiene di dover ripassare il Codice della Strada e il 46% ammette di aver utilizzato il cellulare alla guida, due dati che raccontano la distanza tra la conoscenza delle regole e la capacità di tradurle in comportamenti sicuri.

È proprio per contribuire a colmare questo divario che torna “Locauto on Tour”, il progetto di educazione alla sicurezza stradale promosso da Locauto Group, giunto alla terza edizione e realizzato in collaborazione con Skuola.net, A.I.V.I.S. (Associazione Italiana Vittime e Infortuni della Strada) e ProDrive Academy (scuola di guida sportiva), un percorso che porterà nelle scuole superiori esperti, testimonianze e occasioni di confronto per aiutare gli studenti a riconoscere i rischi della strada ancora prima di conseguire la patente. 

Quattro le città protagoniste del tour 2026/27, Trento, Napoli, Catania e Milano, con appuntamenti dall’11 novembre a febbraio, e l’obiettivo di trasformare la sicurezza stradale da un insieme di regole da memorizzare in una consapevolezza da mettere in pratica ogni giorno.

Indice

  1. Italiani al volante, più di 2 su 3 non ricordano le norme del Codice della Strada: e le regole sono ancora poco conosciute
  2. Cellulare, alcol e colpi di sonno: le cattive abitudini che mettono a rischio la sicurezza
  3. Incidenti stradali, dal CID ai soccorsi: gli italiani non sanno sempre come comportarsi 
  4. Dalla teoria alla pratica: Locauto on Tour porta la sicurezza stradale nelle scuole di quattro città

Italiani al volante, più di 2 su 3 non ricordano le norme del Codice della Strada: e le regole sono ancora poco conosciute

La sicurezza stradale rientra tra i temi dell’Agenda dell’UE, che mira a ridurre del 50% le vittime causate dagli incidenti stradali entro il 2030. Avere la patente in tasca non significa infatti necessariamente conoscere tutte le regole della strada e non esenta dai rischi a quali ci esponiamo guidando. E sono gli stessi automobilisti italiani ad ammetterlo. 

Secondo la nuova indagine promossa da Locauto Group e realizzata in collaborazione con YouGov, su un campione rappresentativo di oltre 1.000 adulti italiani, il 71% ritiene di aver bisogno di un ripasso del Codice della Strada. Una percentuale rimasta invariata rispetto al 2025, ma in lieve miglioramento rispetto al 74% registrato nel 2024.

E se le norme già conosciute sembrano aver bisogno di una rinfrescata, quelle introdotte più recentemente rappresentano un ostacolo per molti. Oltre un italiano su quattro (26%) dichiara di non conoscere le recenti disposizioni introdotte dal Codice della Strada, una quota addirittura in crescita rispetto al 23% dell'anno precedente.

Le lacune diventano ancora più evidenti quando si entra nel dettaglio delle regole relative alla guida dopo il consumo di alcol o sostanze stupefacenti.

Il 59% degli intervistati non sa che, secondo le disposizioni introdotte dal Codice della Strada, la patente può essere sospesa in caso di positività al test antidroga anche senza segni evidenti di alterazione. Una questione sulla quale è importante conoscere non soltanto le norme, ma anche le condizioni e le procedure previste per la loro applicazione.

Non va meglio sul fronte dell'alcol: il 77% non conosce l'obbligo di installare il dispositivo Alcolock previsto per determinate categorie di conducenti condannati per guida in stato di ebbrezza. Si tratta di un sistema che impedisce l'avviamento del veicolo quando rileva una concentrazione di alcol nel respiro superiore alla soglia impostata. La percentuale di chi ignora questa disposizione è cresciuta rispetto al 71% del 2025.

Le regole cambiano, ma le conoscenze degli automobilisti non sempre riescono a tenere il passo. E quando si parla di sicurezza stradale, non conoscere una norma può avere conseguenze ben più serie di una semplice multa.

Cellulare, alcol e colpi di sonno: le cattive abitudini che mettono a rischio la sicurezza

Ma quanto incidono queste lacune sui comportamenti quotidiani? Anche qui, la fotografia restituita da YouGov mostra come alcune abitudini potenzialmente pericolose continuino a essere diffuse.

Partiamo da una delle più comuni: l'utilizzo dello smartphone al volante. Nonostante i continui richiami ai pericoli della distrazione, il 46% degli italiani ammette di aver utilizzato il cellulare mentre guidava. Un dato in miglioramento rispetto al 52% del 2024, ma che continua a riguardare quasi un automobilista su due.

E i giovani? Tra i conducenti di età compresa tra 18 e 34 anni, la percentuale raggiunge il 48%.

Basta pensare a quanto possa essere rischioso distogliere lo sguardo dalla strada anche per pochi secondi, magari per leggere un messaggio o controllare una notifica. Una distrazione apparentemente innocua può impedire di accorgersi in tempo di un ostacolo, di una frenata improvvisa o di un pedone che attraversa.

Eppure, il cellulare non è l'unico fattore capace di compromettere l'attenzione alla guida. Il 52% degli intervistati dichiara di essersi messo al volante almeno una volta quando aveva sonno o era particolarmente affaticato. Una percentuale sostanzialmente stabile rispetto alle rilevazioni precedenti, che dimostra quanto la stanchezza continui a essere sottovalutata.

Ancora più delicato è poi il tema dell'alcol e delle sostanze stupefacenti. Il 31% degli italiani afferma di aver guidato dopo aver consumato bevande alcoliche, una quota rimasta pressoché invariata negli ultimi tre anni.

Preoccupa anche la percentuale di chi dichiara di aver guidato dopo aver fatto uso di sostanze stupefacenti: il 16%, in aumento rispetto al 14% registrato nel 2025.

Non mancano, fortunatamente, alcuni segnali incoraggianti. La percentuale di chi dichiara di non utilizzare abitualmente la cintura di sicurezza è scesa dal 15% al 10% nell'ultimo anno. Migliora anche la conoscenza delle regole per il trasporto dei bambini: la quota di intervistati che non conosce correttamente i parametri previsti per l'utilizzo del seggiolino è passata dal 47% al 40%.

Resta invece stabile all'11% la percentuale di chi ammette di aver trasportato bambini senza cintura o seggiolino.

Incidenti stradali, dal CID ai soccorsi: gli italiani non sanno sempre come comportarsi 

E se prevenire un incidente è fondamentale, sapere come comportarsi quando qualcosa va storto lo è altrettanto. Anche su questo fronte, però, la ricerca mette in luce una preparazione insufficiente.

Di fronte a uno scenario di incidente stradale, il 31% dei guidatori dichiara che non compilerebbe il CID, il modulo di constatazione amichevole utilizzato per ricostruire la dinamica del sinistro e agevolare le procedure assicurative. Il 60% afferma che non contatterebbe le autorità competenti, mentre il 44% non presterebbe assistenza alle persone coinvolte, pur essendo testimone dell'accaduto.

Naturalmente, non ogni incidente richiede l'intervento delle forze dell'ordine o la compilazione del CID: molto dipende dalle circostanze. I risultati dell'indagine mostrano però quanto sia importante conoscere le procedure corrette da seguire nelle diverse situazioni, a cominciare dall'obbligo di prestare l'assistenza necessaria alle persone ferite e di attivare i soccorsi.

Un tema tutt'altro che secondario, soprattutto alla luce degli ultimi numeri sull'incidentalità stradale.

Secondo i dati ISTAT relativi al 2025, in Italia si sono verificati 177.207 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 2.868 vittime e 237.822 feriti. Le vittime sono diminuite del 5,3% rispetto al 2024, ma gli incidenti e i feriti sono aumentati rispettivamente del 2,2% e dell'1,7%.

Un quadro che rende ancora più importante il lavoro di prevenzione, anche in vista dell'obiettivo fissato dall'Unione Europea di dimezzare il numero delle vittime della strada entro il 2030.

Del resto, come sottolinea Raffaella Tavazza, CEO di Locauto Group, “La ricerca evidenzia una distanza tra la percezione che gli italiani hanno delle proprie conoscenze e i comportamenti che continuano a tenere sulla strada. È un segnale che ci ricorda quanto il tema della sicurezza richieda un impegno costante, fatto non solo di regole, ma anche di informazione e consapevolezza. La prevenzione non si fa soltanto aggiornando le norme o aumentando i controlli. 

Serve un lavoro costante di educazione, confronto e sensibilizzazione. Con Locauto on Tour vogliamo portare questa riflessione nelle scuole, coinvolgendo i giovani in un dialogo aperto sui principali fattori di rischio alla guida e sul ruolo che ciascuno può avere nel rendere le strade più sicure.”

Una distanza che non può essere colmata soltanto attraverso nuove norme e controlli, ma richiede un lavoro continuo di informazione, educazione e sensibilizzazione. E il momento migliore per iniziare è proprio quello in cui si stanno formando le abitudini dei futuri automobilisti.

Dalla teoria alla pratica: Locauto on Tour porta la sicurezza stradale nelle scuole di quattro città

Come si impara davvero a riconoscere un pericolo prima che sia troppo tardi? È da questa domanda, e dalle criticità evidenziate dalla ricerca YouGov, che prende forma la terza edizione di “Locauto on Tour”, il progetto di educazione alla sicurezza stradale promosso da Locauto Group, azienda italiana attiva nel noleggio di auto e veicoli commerciali a breve, medio e lungo termine, con oltre 110 sedi sul territorio nazionale.

L'iniziativa porterà il tema della mobilità sicura e responsabile direttamente tra i banchi delle scuole superiori, e i protagonisti saranno soprattutto gli studenti del triennio, tra i 16 e i 18 anni: ragazzi che stanno iniziando ad avvicinarsi al mondo della guida, che hanno già conseguito il patentino o che si preparano a prendere la patente.

L'obiettivo non è soltanto insegnare le regole del Codice della Strada, ma aiutare i giovani a comprendere le conseguenze concrete dei comportamenti che adottiamo ogni giorno, sia quando siamo al volante sia quando viaggiamo come passeggeri.

Durante gli incontri, gli studenti avranno l'occasione di confrontarsi con esperti della sicurezza stradale, rappresentanti delle istituzioni, forze dell'ordine e organizzazioni impegnate nella prevenzione degli incidenti.

Al centro degli approfondimenti ci saranno alcuni dei rischi messi in evidenza dalla ricerca YouGov: l'uso del cellulare, le distrazioni, la guida dopo il consumo di alcol o sostanze stupefacenti e l'importanza di riconoscere tempestivamente le situazioni di pericolo.

Un contributo importante arriverà da ProDrive Academy, realtà specializzata nella formazione alla guida sicura, che metterà a disposizione le proprie competenze tecniche per approfondire il controllo del veicolo, i fattori di rischio e i comportamenti necessari per affrontare la strada con maggiore consapevolezza.

Ma ci sarà spazio anche per un'altra dimensione, spesso difficile da raccontare attraverso numeri e statistiche: quella delle persone che hanno vissuto direttamente le conseguenze di un incidente.

Grazie alla collaborazione con A.I.V.I.S., gli studenti potranno ascoltare testimonianze capaci di mostrare quanto un comportamento imprudente possa cambiare la vita di chi si trova coinvolto in un sinistro e delle persone che gli sono vicine.

E così comprendere che la prevenzione non passa soltanto dalla conoscenza delle regole, ma anche dalla capacità di riconoscere i rischi, valutare le conseguenze delle proprie scelte e adottare comportamenti responsabili ogni volta che ci si mette al volante.

Una consapevolezza tutt'altro che scontata, soprattutto alla luce dei risultati della survey, che evidenziano una diffusa tendenza a sottovalutare i rischi legati a determinati comportamenti alla guida. Come sottolinea Manuela Barbarossa, Presidente dell'associazione:

“Osservando i comportamenti alla guida degli italiani e alla luce dei dati sull’incidentalità stradale, siamo chiaramente di fronte ad una forma pericolosa di superficialità. La superficialità è legata ad un pensiero distratto, povero di spirito, che non produce consapevolezza. Pensare non è solo ragionare, ma comprendere, capire, sentire, ascoltare. Il pensiero non è solo calcolo, è una forma di comprensione e una forma di intelligenza che vede, che percepisce il pericolo, e che lo previene”.

“Le regole non sono ingombre alla libertà, ma un aiuto fondamentale per non essere soli alla guida. Per essere aiutati e salvaguardare sé stessi e gli altri. L’abitudine a guidare scorrettamente e la mancanza di conoscenza delle regole non sono altro che il primo passo verso l’incidente” conclude la Presidente A.I.V.I.S.

Quattro le città protagoniste del nuovo tour, che prenderà il via nel novembre 2026 e proseguirà fino a febbraio 2027:

  • Trento, 11 novembre 2026;

  • Napoli, 3 dicembre 2026;

  • Catania, gennaio 2027;

  • Milano, febbraio 2027, dove si concluderà il percorso.

Un calendario che toccherà Nord, Centro-Sud e Isole, portando il confronto sulla sicurezza stradale in contesti territoriali differenti e offrendo agli studenti occasioni per riflettere anche sulle abitudini di mobilità dei propri territori.

Il progetto si inserisce nel percorso avviato da Locauto Group nel 2024, che nelle prime due edizioni ha già coinvolto migliaia di studenti in nove città italiane, rinnovando un impegno che nel maggio 2026 ha ottenuto anche un riconoscimento istituzionale: la tappa romana è stata inserita nel Calendario Ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy.

E non è casuale nemmeno il periodo scelto per dare il via alla nuova edizione: novembre è il mese in cui ricorre la Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada, un appuntamento che richiama l'attenzione sull'importanza della prevenzione e sulla necessità di continuare a investire nell'educazione alla sicurezza.

Perché imparare a guidare non significa soltanto sapere quando accelerare, frenare o dare una precedenza. Significa soprattutto riconoscere i rischi, prendere decisioni responsabili e comprendere che ogni comportamento sulla strada può avere conseguenze per sé e per gli altri. Ed è una consapevolezza che vale la pena sviluppare ancora prima di sedersi al posto di guida.

Guida in sicurezza

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