La tua voce su Marte arriverebbe così debole che una conversazione tra due persone distanti appena cinque metri potrebbe diventare molto difficoltosa. Lo ha spiegato l'Istituto Nazionale di Astrofisica: l'atmosfera del Pianeta rosso attenua rapidamente i suoni fino ad appiattirli.
A raccontare come si sente il "silenzio" marziano sono le registrazioni del rover Perseverance della NASA.
Su Venere, invece, le simulazioni di un gruppo di ricercatori dell'Università di Southampton indicano una trasformazione del tono della voce, che diventa molto più grave.
Il suono si comporta in modo diverso da pianeta a pianeta. Temperatura, pressione e composizione dell'atmosfera possono cambiare radicalmente quello che arriva alle nostre orecchie.
Indice
Su Marte la voce arriva debole e ovattata
Facciamo un esperimento mentale e mettiamo da parte, per un attimo, il problema di sopravvivere. Se potessi parlare direttamente nell'aria marziana, le tue parole risulterebbero più deboli e ovattate, soprattutto a una certa distanza da chi ascolta.
Il motivo sta nell'atmosfera del pianeta. È molto più rarefatta di quella terrestre ed è composta prevalentemente da anidride carbonica.
Per capire la differenza conviene partire da casa nostra. Sulla Terra, quando parliamo, le corde vocali producono vibrazioni che viaggiano attraverso l'aria fino alle orecchie di chi ci sta davanti.
Su Marte lo stesso processo funzionerebbe peggio. L'atmosfera trasmetterebbe i suoni con maggiore difficoltà e ne assorbirebbe rapidamente alcune frequenze.
Ed è qui che entra in gioco la differenza tra acuti e gravi. Secondo la NASA, su Marte i suoni più acuti tenderebbero a scomparire molto prima di quelli gravi.
Per farla breve: lungo la strada la voce perderebbe pezzi. Chi ascolta riceverebbe una versione attenuata, come se qualcuno avesse abbassato il volume del mondo.
I suoni acuti su Marte quasi scomparirebbero
Quali rumori si sentirebbero peggio? La NASA fa esempi molto concreti: fischi, campanelli e altri suoni particolarmente acuti potrebbero diventare quasi impercettibili.
Attenzione a un dettaglio che spesso si confonde. Su Marte l'attenuazione non implica necessariamente una voce più grave: l'atmosfera assorbe alcune frequenze e il suono arriva all'ascoltatore alterato e impoverito di alcune componenti.
È proprio questo assorbimento delle frequenze a complicare le cose. Anche una normale conversazione a distanza potrebbe trasformarsi in un'impresa.
C'è poi un altro dato curioso. Secondo la NASA, su Marte alcuni rumori percepibili sulla Terra da decine di metri di distanza perderebbero molta intensità già dopo pochi metri.
Il risultato è un pianeta sorprendentemente silenzioso. Per chi è abituato al traffico, alle voci e al rumore delle città terrestri, sarebbe un cambio di colonna sonora piuttosto drastico.
Su Marte il suono viaggia a circa 240 metri al secondo
Il suono marziano, oltre che più debole, è anche più lento. Sulla Terra viaggia nell'aria a circa 343 metri al secondo, un valore che si incontra spesso nei problemi di fisica.
Su Marte i numeri cambiano. Le frequenze basse viaggiano a circa 240 metri al secondo, mentre quelle alte possono raggiungere circa 250 metri al secondo. Da questi valori emerge una particolarità tutta marziana. Nell'atmosfera del Pianeta rosso, suoni di frequenza diversa viaggiano a velocità differenti.
Sulla Terra succede qualcosa di molto diverso. Nell'aria che respiriamo, alle frequenze che il nostro orecchio riesce a sentire, questo fenomeno è praticamente trascurabile.
Questi valori sono stati misurati direttamente, ascoltando Marte da vicino grazie a un rover. Prima di allora gli scienziati potevano solo fare ipotesi.
Come Perseverance ha registrato i rumori di Marte
Per lungo tempo il suono su Marte è rimasto un'incognita. Le cose sono cambiate con Perseverance, il rover della NASA arrivato sul Pianeta rosso nel febbraio 2021.
Il veicolo è equipaggiato con microfoni che hanno catturato diversi rumori marziani. L'elenco comprende il vento, le ruote in movimento sulla superficie, gli strumenti scientifici in funzione e anche il ronzio dell'elicottero Ingenuity.
Le analisi di queste registrazioni sono state pubblicate nel 2022 sulla rivista Nature. Sono loro ad aver permesso di misurare per la prima volta in modo diretto la velocità del suono nell'atmosfera marziana.
I microfoni del rover hanno avuto anche altri usi, oltre a regalare le prime registrazioni dei rumori di Marte. Hanno contribuito a studiare il funzionamento degli strumenti di bordo e le proprietà dell'ambiente circostante.
Il motivo per cui il suono interessa tanto agli scienziati è pratico. Studiare come si propagano le onde sonore permette di raccogliere informazioni su temperatura, composizione dei gas e caratteristiche fisiche di un'atmosfera.
Il suono diventa così uno strumento in più per esplorare mondi che, fino a pochi decenni fa, si potevano studiare quasi solo con immagini e misurazioni indirette.
Su Venere la voce diventerebbe profondissima
Se Marte rende difficile farsi sentire, Venere cambierebbe il tono stesso della voce. A studiarlo è stato il gruppo dell'Università di Southampton guidato dal professor Timothy Leighton, che nel 2012 ha sviluppato modelli e simulazioni su voci, strumenti musicali e fenomeni naturali nelle atmosfere di altri mondi.
Anche l'atmosfera venusiana è composta principalmente da anidride carbonica, ma è estremamente densa. La pressione in superficie è circa 93 volte quella al livello del mare sulla Terra.
Secondo le simulazioni, questa densità potrebbe rallentare le vibrazioni delle corde vocali, rendendo la voce sensibilmente più grave. Leighton ha mostrato che la voce di un bambino potrebbe abbassarsi di quasi un'ottava.
C'è poi un paradosso. Vicino alla superficie di Venere il suono sarebbe più veloce che sulla Terra, con valori intorno ai 410 metri al secondo.
Questa differenza può influire su alcuni indizi acustici che il cervello usa per valutare le dimensioni di chi parla. Per descrivere l'effetto, Leighton ha paragonato gli esseri umani su Venere a minuscoli personaggi dei cartoni animati con una voce da basso.
Si tratta di una ricostruzione teorica: nessun essere umano ha mai parlato sulla superficie di Venere. E togliersi il casco non sarebbe un'opzione su nessuno dei due pianeti.
Su Marte la pressione è troppo bassa per sopravvivere senza protezioni e manca ossigeno respirabile a sufficienza. Su Venere le temperature in superficie raggiungono circa 465 gradi Celsius, con una pressione paragonabile a quella delle profondità oceaniche terrestri.
Con le tecnologie attuali servirebbe un sistema di protezione e comunicazione completamente isolato dall'esterno. Dentro un casco pressurizzato, però, la voce non subirebbe automaticamente le trasformazioni previste dalle simulazioni.