Un cubetto di ghiaccio che si scioglie in un bicchiere, un uovo che cambia consistenza in padella, una candela che brucia lentamente. Tre situazioni comunissime, ma non tutte raccontano lo stesso tipo di trasformazione.
Nel primo caso osserviamo un cambiamento fisico, nel secondo entrano in gioco trasformazioni chimiche, mentre nel terzo accadono entrambe le cose.
È proprio attraverso questi piccoli fenomeni quotidiani che possiamo comprendere la differenza tra fisica e chimica, due discipline spesso considerate complicate, ma che spiegano gran parte di ciò che succede intorno a noi.
E per distinguerle, almeno quando parliamo delle trasformazioni della materia, basta partire da una domanda: la sostanza rimane la stessa oppure se ne formano di nuove?
Indice
Che cosa cambia quando il ghiaccio si scioglie
Il punto di partenza è la composizione. Il ghiaccio è fatto di molecole d'acqua, quelle indicate dalla formula H₂O, esattamente come l'acqua liquida in cui si trasforma.
Prova a lasciare un cubetto in un bicchiere sul tavolo: dopo qualche minuto comincia a sciogliersi e, poco alla volta, diventa acqua liquida. L'aspetto cambia completamente, eppure dal punto di vista chimico il materiale è rimasto lo stesso.
Durante lo scioglimento, infatti, le molecole di H₂O non diventano una sostanza nuova. Cambia soltanto il modo in cui sono organizzate e si muovono: prima formano un solido, poi un liquido, ma sono sempre le stesse molecole.
Ecco perché l'impressione inganna. Vedere un cubetto sparire nel bicchiere fa pensare a una trasformazione profonda, mentre a livello di sostanza non si è formato niente di nuovo.
In sintesi, guardando il bicchiere bisogna porsi un unico quesito: si è formata una sostanza nuova o la sostanza di partenza ha cambiato solo stato o aspetto? Nel caso del ghiaccio la risposta è la seconda, e l'identità chimica resta la stessa dall'inizio alla fine.
La fusione e gli altri cambi di stato
Il passaggio dallo stato solido a quello liquido ha un nome preciso: si chiama fusione. Ed è uno degli esempi più usati per spiegare che cos'è una trasformazione fisica.
La stessa logica vale per gli altri cambi di stato dell'acqua. Quando l'acqua bolle e diventa vapore, oppure quando si raffredda e torna a essere ghiaccio, cambia lo stato fisico ma l'identità chimica resta quella.
In pratica l'acqua può passare da solido a liquido a vapore, e tornare indietro, restando sempre H₂O. Anche l'acqua che evapora, infatti, rientra tra le trasformazioni fisiche.
La fusione riguarda anche altri materiali. In una candela accesa la cera vicino alla fiamma passa dallo stato solido a quello liquido a causa del calore, senza cambiare subito la propria composizione: è lo stesso tipo di trasformazione del cubetto nel bicchiere.
La candela, però, va oltre. La cera liquida risale lungo lo stoppino per capillarità, si scalda ancora e in parte vaporizza; i vapori reagiscono con l'ossigeno dell'aria e danno origine alla combustione, che produce anidride carbonica e vapore acqueo e libera calore e luce.
Così, nello stesso oggetto, convivono una trasformazione fisica e una chimica. Il ghiaccio, invece, si ferma alla prima: cambia stato e basta.
La regola per distinguere fisica e chimica
La regola generale sta tutta qui. Quando avviene una trasformazione fisica, una sostanza può variare forma, dimensioni o stato, ma conserva la propria identità chimica; durante una trasformazione chimica, invece, le sostanze che si ottengono non sono quelle iniziali.
Dietro questa distinzione ci sono due modi di guardare la natura. La fisica studia materia, energia e le leggi che regolano fenomeni come movimento, forze, calore, luce ed elettricità, mentre la chimica si concentra su composizione, struttura, proprietà e trasformazioni delle sostanze.
Un esempio quotidiano aiuta a fissare il concetto. Strappare un foglio è una trasformazione fisica, perché la carta resta carta; bruciarlo è una trasformazione chimica.
Lo stesso vale per il ferro che arrugginisce. In presenza di ossigeno e umidità va incontro a corrosione e si formano ossidi e ossiidrossidi di ferro, cioè la ruggine: composti con proprietà diverse rispetto al ferro metallico.
Occhio agli indizi. Formazione di gas, cambio di colore, comparsa di nuove sostanze solide o sviluppo di calore e luce possono suggerire una reazione chimica, ma nessuno di questi segnali basta da solo: anche l'acqua che bolle produce bolle di gas, e si tratta semplicemente di vapore acqueo.
Il criterio più affidabile resta quindi la composizione delle sostanze coinvolte. Le due discipline, comunque, lavorano a stretto contatto: per comprendere una reazione chimica bisogna spesso considerare anche temperatura, pressione ed energia.
Uovo cotto e zucchero caramellato a confronto
Per vedere quanto il ghiaccio sia un caso pulito di trasformazione fisica, basta metterlo accanto a un uovo in padella. L'albume parte liquido e trasparente e dopo poco diventa bianco e solido.
Questo succede per via delle proteine dell'albume: il calore fa perdere a molte la conformazione originaria e le porta a unirsi, creando una rete nuova. Il processo si chiama denaturazione delle proteine, accompagnata dalla loro aggregazione.
A scuola la cottura dell'uovo viene usata comunemente come esempio di trasformazione chimica, perché modifica a fondo la struttura e le interazioni delle molecole. Per essere precisi, l'uovo cotto è una trasformazione prevalentemente chimica.
La differenza con il ghiaccio si vede anche al contrario: per far tornare crudo un uovo non basta raffreddarlo. Attenzione, però: una trasformazione difficile da invertire non è per forza chimica, e lo dimostra un bicchiere rotto, che non torna intero ma conserva la composizione del vetro.
Lo zucchero è l'esempio più ingannevole. Versato nel caffè e mescolato sparisce alla vista, ma le sue molecole si disperdono nell'acqua della bevanda formando una soluzione: è la dissoluzione, una trasformazione fisica in cui la composizione dello zucchero resta invariata.
Teoricamente si potrebbe ottenere di nuovo togliendo il solvente, ad esempio lasciando evaporare l'acqua; tuttavia, partendo da un caffè vero, l'operazione sarebbe più difficile perché ci sono altre sostanze. Tutt'altra storia se lo zucchero viene scaldato fino a caramellare: lì avvengono reazioni chimiche che producono nuove sostanze, responsabili di colore, aroma e sapore del caramello.
Stesso ingrediente, due trasformazioni diverse. Il ghiaccio, invece, sciolto o congelato, resta sempre acqua.