Sostituire tutto il sale da cucina con una miscela arricchita di potassio potrebbe evitare 2,96 milioni di decessi ogni anno nel mondo: è la stima di un modello matematico applicato a 193 Paesi e territori. Il calcolo riguarda le malattie cardiovascolari e renali.
Lo studio è stato pubblicato il 4 novembre 2026 sulla rivista Nature Health ed è coordinato da Liping Huang del George Institute for Global Health, istituto di ricerca sulla salute globale. Lo scenario analizzato copre circa 4,6 miliardi di adulti dai 25 anni in su.
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Quante morti e malattie si potrebbero evitare
I 2,96 milioni di decessi corrispondono al 14,6% delle morti attribuibili alle malattie cardiovascolari e renali. Il modello stima anche 10,17 milioni di nuovi casi in meno ogni anno, cioè il 13,1% del totale.
C'è poi un terzo indicatore, i DALY, gli anni di vita corretti per disabilità: misurano quanti anni di vita in salute si perdono per una malattia. Quelli risparmiati sarebbero 69,43 milioni, il 16,5% del carico annuale considerato.
A guadagnarci di più sarebbero cardiopatia ischemica, cardiopatia ipertensiva, ictus e malattia renale cronica. In numeri assoluti i vantaggi maggiori riguardano Cina e India, Paesi molto popolosi e con un alto consumo di sale: per la Cina la stima è di circa 1,08 milioni di decessi evitati, per l'India quasi 400mila.
Il beneficio però non resta confinato all'Asia. In 133 Paesi su 193, il 69% del totale, la sostituzione potrebbe prevenire almeno il 10% dei decessi cardiovascolari, e circa il 40% dei benefici complessivi riguarderebbe le donne.
Come funziona il sale arricchito di potassio
La miscela studiata è composta per il 75% da cloruro di sodio e per il 25% da cloruro di potassio. Sapore e uso in cucina restano simili a quelli del sale normale, quindi niente piatti sciapi.
Il trucco è colpire due problemi in un colpo solo. Nel mondo si consumano in media 4,3 grammi di sodio al giorno, più del doppio dei 2 raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), mentre il potassio si ferma a 2,3 grammi contro un minimo consigliato di 3,5.
"Un consumo eccessivo di sodio, unito a un apporto insufficiente di potassio, è una causa accertata di ipertensione, un importante fattore di rischio per condizioni potenzialmente letali come ictus, infarti e malattie renali", ha spiegato Bruce Neal, professore del George Institute, in un comunicato stampa.
Anche un cambio parziale conterebbe. Sostituire solo il sale usato in casa, in cucina o a tavola, potrebbe evitare 1,85 milioni di decessi l'anno; intervenire solo su cibi industriali e ristorazione ne eviterebbe 1,56 milioni.
In Europa e Nord America la partita si gioca soprattutto fuori dalla saliera: nel complesso, oltre il 70% del sale arriva da alimenti trasformati e pasti fuori casa. "Per ottenere i massimi benefici dal passaggio a un sale arricchito con potassio, è necessario il coinvolgimento dell'industria alimentare in Europa e Nord America", ha aggiunto Neal. Oggi, poi, questo sale costa in media circa il doppio di quello tradizionale.
Chi deve fare attenzione ai reni
Più potassio fa bene alla pressione, ma per qualcuno è un rischio. Quando i reni funzionano male faticano a eliminarlo, e il potassio si accumula nel sangue: si parla di iperpotassiemia (o iperkaliemia), che può causare gravi alterazioni del ritmo cardiaco.
Il modello ha fatto i conti sui 239 milioni di adulti con malattia renale cronica negli stadi da 3 a 5. Con la sostituzione globale si eviterebbero 750mila decessi cardiovascolari, ma se ne aggiungerebbero circa 100mila per iperpotassiemia.
Secondo gli autori la stima potrebbe esagerare il rischio, perché presuppone che i malati renali non vengano esclusi. "I rischi per questo gruppo possono essere gestiti in modo efficace attraverso l'educazione dei pazienti, l'etichettatura dei prodotti e la supervisione clinica", ha dichiarato il nefrologo Vivek Jha del George Institute.
Gli adulti possono usare questi sostituti in casa secondo le linee guida OMS del 2025; fanno eccezione le persone con problemi renali o con condizioni e terapie che ostacolano lo smaltimento del potassio. La raccomandazione non riguarda bambini e donne in gravidanza.
Ricorda anche che tutte queste cifre sono proiezioni matematiche, non benefici già osservati nella popolazione, e che un passaggio completo potrebbe richiedere decenni. Tra le misure proposte dai ricercatori ci sono più screening per la malattia renale, avvertenze standard sulle confezioni e l'indicazione del cloruro di potassio tra gli ingredienti.