vita anni 60

Guardare i prezzi dell’Italia degli anni Sessanta fa quasi pensare a un errore: 110 lire per un chilo di pane, 12mila lire per affittare un appartamento e 450mila lire per una Fiat 500.

Quelle cifre, però, acquistano senso solo se confrontate con gli stipendi dell’epoca. Nel 1960 una retribuzione media si aggirava intorno alle 47mila lire al mese. Non si viveva nel lusso, ma in molti casi lo stipendio permetteva di pagare le spese quotidiane e progettare una vita autonoma.

Il divario più evidente con il presente riguarda soprattutto la casa: oggi, per molti giovani, affitto e acquisto assorbono una parte molto più pesante del reddito.

Indice

  1. Casa, automobile e Canone Rai: il divario più evidente
  2. Giornali, elettricità e gas: non tutto oggi costa di più
  3. Dal pane al latte: quanto è cambiata la spesa alimentare
  4. Quanto costavano un paio di scarpe?

Casa, automobile e Canone Rai: il divario più evidente

Nel 1960, per affittare un appartamento di 80 metri quadrati in una zona semicentrale servivano circa 12mila lire al mese. La casa assorbiva quindi poco più di un quarto dello stipendio.

Oggi, secondo i dati Istat riportati dal Corriere Fiorentino, un’abitazione simile costa circa 800 euro al mese. Se gli stipendi avessero conservato lo stesso potere d’acquisto del 1960, invece, quell’affitto dovrebbe fermarsi a 163,07 euro.

È proprio qui che il confronto cambia maggiormente: il prezzo attuale è quasi cinque volte superiore a quello che sarebbe coerente con l’andamento dei salari.

Anche acquistare un’automobile richiedeva un investimento importante. Una Fiat 500, simbolo dell’Italia del boom economico, costava circa 450mila lire, vale a dire quasi dieci mensilità da 47mila lire.

Oggi un’utilitaria Fiat costa indicativamente 16mila euro. Se il potere d’acquisto degli stipendi fosse rimasto invariato, il suo prezzo dovrebbe essere di circa 6.115 euro: meno della metà di quello effettivo.

Il discorso cambia per il Canone Rai annuale. Nel 1960 costava 2.450 lire; oggi ammonta a circa 33 euro, mentre dovrebbe costarne 90 mantenendo lo stesso rapporto con i redditi. In questo caso, quindi, la spesa attuale risulta più bassa rispetto a quella sostenuta dalle famiglie di allora.

Affitto da 12mila lire con uno stipendio da 47mila: quanto costava vivere negli anni ’60 articolo

Giornali, elettricità e gas: non tutto oggi costa di più

Nel 1960 un quotidiano costava circa 34 lire. Oggi per comprare un giornale servono mediamente 1,50 euro, mentre il prezzo sarebbe di appena 0,46 euro se gli stipendi avessero conservato il potere d’acquisto dell’epoca.

Il giornale risulta quindi oltre tre volte più costoso rispetto a quanto dovrebbe essere sulla base dei salari.

Per l’energia elettrica il confronto restituisce un risultato opposto. Un kilowattora costava circa 41,3 lire nel 1960. Oggi il prezzo preso come riferimento è di 0,33 euro, mentre con un potere d’acquisto invariato dovrebbe arrivare a 0,56 euro.

In proporzione agli stipendi, dunque, l’elettricità risulta meno cara rispetto al passato.

Più contenuta la differenza per il gas. Nel 1960 un metro cubo costava circa 35,3 lire. Oggi si spendono indicativamente 0,56 euro, contro i 0,48 euro che si pagherebbero mantenendo invariato il rapporto tra prezzi e salari. Il costo attuale è quindi leggermente superiore.

costo gas elettricita anni 60

Dal pane al latte: quanto è cambiata la spesa alimentare

Tra i beni di prima necessità, il divario più evidente riguarda il pane. Nel 1960 un chilo costava 110 lire. Oggi il prezzo riportato è di circa 3,10 euro, mentre dovrebbe essere di 1,49 euro se gli stipendi avessero mantenuto lo stesso potere d’acquisto.

Per un chilo di pasta servivano invece 163 lire. Oggi costa mediamente 2,14 euro, una cifra leggermente inferiore ai 2,22 euro che rappresenterebbero il prezzo equivalente. La pasta è uno dei pochi prodotti considerati il cui costo è rimasto sostanzialmente in linea con l’evoluzione degli stipendi.

Un litro di latte costava 84 lire nel 1960. Oggi si paga circa 1,54 euro, mentre con un potere d’acquisto invariato dovrebbe costare 1,14 euro.

Per un litro di vino rosso servivano 614 lire. Il prezzo attuale è di circa 9,16 euro, contro un valore a potere d'acquisto invariato di 8,34 euro: una differenza presente, ma meno marcata rispetto a quella registrata per pane o affitto.

Anche la carne di manzo mostra un aumento relativamente contenuto. Un chilo costava 1.119 lire nel 1960; oggi costa circa 16,39 euro, mentre dovrebbe fermarsi a 15,21 euro mantenendo costante il potere d’acquisto.

Affitto da 12mila lire con uno stipendio da 47mila: quanto costava vivere negli anni ’60 articolo

Quanto costavano un paio di scarpe?

Nel 1960, per comprare un paio di scarpe servivano indicativamente 5.400 lire. Oggi una spesa simile si aggira intorno ai 100 euro, mentre il prezzo proporzionato agli stipendi dovrebbe essere di 73,38 euro.

Anche in questo caso il costo è cresciuto più delle retribuzioni, sebbene con una distanza molto meno ampia rispetto a quella osservata per l’affitto e l’automobile.

La vera distanza tra le due epoche emerge soprattutto quando si parla di autonomia: affittare una casa o comprare un’automobile richiede oggi una quota di stipendio molto più alta. Ed è proprio questo squilibrio a rendere più difficile, per molti giovani, progettare una vita indipendente.

Ti piacciono notizie come questa?
Aggiungici ai preferiti su Google, seguici sul canale WhatsApp o su Google News.
Che lavoro è fare il Sindaco di Roma? Roberto Gualtieri lo racconta e annuncia rivoluzione romana

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, intervistato dal direttore Daniele Grassucci nel nuovo episodio di Wannabe

Guarda il video