Illustrazione di un fantoccio con maschera in fiamme su un falò in campagna
Immagine realizzata con AI

L'origine della parola guy, che oggi in inglese indica un uomo o, al plurale, persone di qualunque genere, porta a un nome preciso: Guy Fawkes. È il cospiratore inglese legato alla Gunpowder Plot del 1605, il complotto della polvere da sparo che puntava a far saltare in aria il Parlamento di Londra.

Ogni 5 novembre, nella Bonfire Night (la notte dei falò), in Gran Bretagna si accendono fuochi in cui tradizionalmente brucia un fantoccio con le sembianze di Fawkes. Proprio quelle effigi, nel corso dei secoli, hanno portato il nome del congiurato dentro la lingua di tutti i giorni.

Indice

  1. Guy Fawkes era il braccio della congiura, il capo era Catesby
  2. Il piano del 1605 contro il re e il Parlamento
  3. La Bonfire Night e il fantoccio di Fawkes
  4. Da fantoccio a uomo qualunque, la strada della parola guy

Guy Fawkes era il braccio della congiura, il capo era Catesby

L'uomo che ha prestato il nome alla parola era un esecutore, più che una mente. A ideare il complotto fu Robert Catesby, mentre a Fawkes toccava il ruolo più delicato.

Cattolico e con alle spalle un'esperienza militare, Fawkes aveva infatti il compito legato agli esplosivi. Con il tempo la sua fama è cresciuta così tanto da lasciare in secondo piano tutti gli altri congiurati, Catesby compreso.

Curiosità: Guy era solo uno dei suoi nomi. Durante la guerra degli Ottant'anni combatté dalla parte cattolica della Spagna e si fece chiamare Guido.

Il cambio di identità non finì lì. Dopo la cattura, a chi lo interrogava dichiarò di chiamarsi John Johnson, un nome che oggi suona quasi come uno pseudonimo da film.

La fine fu durissima. Portato alla Torre di Londra, Fawkes venne interrogato e torturato con il via libera di re Giacomo I in persona.

L'autorizzazione è rimasta scritta, nell'inglese del Seicento. "Se non confesserà in altro modo, gli si applichino per prime le torture più lievi… Dio assista il vostro buon lavoro. Giacomo", si legge nel biglietto firmato dal sovrano.

Fawkes venne giustiziato il 31 gennaio 1606, nell'Old Palace Yard. La sua storia personale finì lì; il suo fantoccio diventò protagonista dei falò solo più tardi.

Il piano del 1605 contro il re e il Parlamento

L'obiettivo era colpire in un colpo solo il sovrano e i vertici politici del regno. Durante l'apertura del Parlamento, con Giacomo I d'Inghilterra presente in aula, il piano consisteva nel far saltare in aria la Camera dei Lord.

Lo stesso Giacomo era anche re di Scozia con il nome di Giacomo VI. L'attentato mirava dunque al sovrano dei due regni e ai vertici politici inglesi.

Alla base c'era una profonda frattura religiosa. Dopo la Riforma, per i cattolici inglesi restare fedeli alla propria fede poteva costare sanzioni, esclusione e sospetto.

Una parte dei congiurati scelse la risposta più estrema: abbattere la monarchia protestante con un attentato. Allora leggere Fawkes come un paladino della democrazia di oggi vorrebbe dire attribuirgli idee di un'altra epoca.

A far saltare tutto, ironia della sorte, fu un pezzo di carta. Il 26 ottobre 1605 Lord Monteagle ricevette una lettera anonima che lo invitava a non presentarsi all'apertura del Parlamento.

Il messaggio alludeva a un pericolo imminente e gli chiedeva di distruggere il foglio. Monteagle fece l'opposto e lo consegnò alle autorità.

Quella lettera esiste ancora ed è conservata dai National Archives, gli archivi nazionali britannici. Chi l'abbia scritta, invece, resta un mistero.

L'epilogo arrivò nella notte tra il 4 e il 5 novembre. Fawkes venne scoperto nei sotterranei della Camera dei Lord, dove erano stati messi 36 barili di polvere da sparo.

Il piano fallì prima dell'esplosione. Ed è proprio il giorno della scoperta che i britannici avrebbero ricordato per secoli.

La Bonfire Night e il fantoccio di Fawkes

La festa nacque per celebrare uno scampato pericolo, e Fawkes ne diventò il volto solo con il tempo. Un provvedimento di ringraziamento, approvato dal Parlamento nel gennaio 1606, stabilì commemorazioni per ogni 5 novembre.

Lo scopo era ricordare la salvezza del re e il fallimento dell'attentato. La ricorrenza prese forma con sermoni, campane, falò e fuochi d'artificio.

A quel giorno è legata anche la filastrocca che in Gran Bretagna conoscono tutti. Fa così: "Remember, remember, the fifth of November", cioè "ricorda, ricorda il 5 novembre".

Bada bene, però: i primi falò avevano una forte impronta anticattolica. Sui roghi finivano anche effigi del papa e del diavolo, e solo più avanti Fawkes diventò la figura più riconoscibile.

Durante il regno di Carlo I, per esempio, cominciò probabilmente l'usanza di bruciare effigi del papa. Secondo il Parlamento britannico, Fawkes diventò la figura abitualmente bruciata sui roghi forse solo dopo l'abolizione delle leggi contro il culto cattolico.

Poi c'erano i bambini. Con l'usanza del penny for the Guy ("un penny per il Guy") giravano per le strade con fantocci costruiti con vecchi vestiti e materiali di recupero, chiedendo qualche moneta ai passanti.

Le fotografie conservate dal London Museum mostrano quanto quel rito fosse entrato nella vita dei quartieri. Oggi è un'abitudine molto ridimensionata.

Ecco il dettaglio che conta per la nostra storia. Nel linguaggio comune, quel pupazzo di stracci era ormai semplicemente "il Guy".

Da fantoccio a uomo qualunque, la strada della parola guy

Ogni giorno usiamo parole straniere senza pensarci, e guy è una di quelle con il passato più turbolento. Il suo significato si è allargato per gradi: prima il fantoccio, poi chi gli somigliava, infine un uomo qualunque.

Il primo passaggio lo racconta il dizionario Merriam-Webster. "Le figure umane bruciate nei falò finirono per essere chiamate guys", si legge alla voce dedicata.

Dalla stessa vicenda arriva anche un verbo. Il dizionario spiega che il verbo guy, con il significato di "deridere", deriva proprio dalla storia del fantoccio di Fawkes.

Il secondo passaggio riguarda l'aspetto. Con il tempo guy diventò un modo per indicare una persona trasandata o dall'aspetto strano, insomma qualcuno conciato come il pupazzo del falò.

Anni dopo il fallimento del piano di Fawkes, i bambini britannici portavano in giro la sua effigie il 5 novembre: un'usanza che, nel corso dei decenni, contribuì a trasformare 'guy' in una parola gergale, prima per una persona vestita male e poi, più in generale, per un uomo.

Il terzo passaggio sarebbe avvenuto dall'altra parte dell'oceano. Secondo il dizionario Merriam-Webster, il significato moderno di guy sembra essersi affermato negli Stati Uniti, da dove è poi diventato la parola che conosciamo.

Oggi guy indica un uomo, mentre il plurale guys può indicare persone di qualunque genere. Il senso derisorio sopravvive però in un uso soprattutto britannico, riferito a persone dall'aspetto grottesco.

Insomma, chi scrive guys in una chat di gruppo sta usando il nome di un cospiratore del Seicento.

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