
Una storia che nasce da un fratricidio, piena di magie oscure e superstizioni a cui credi ancora oggi senza saperlo. No, non si tratta della trama della trilogia fantasy di turno ma semplicemente delle origini della città di Roma.
Oggi 21 aprile la capitale d’Italia compie ben 2.779 anni: si chiama Natale di Roma, non ha niente a che fare con il Natale cristiano, ed è una delle ricorrenze più antiche ancora celebrate nel mondo occidentale.
Eppure la maggior parte delle persone non sa quasi nulla di quello che c'è dietro – né del mito, né della magia, né delle superstizioni che hanno superato l’impietoso scorrere del tempo.
Indice
- Perché il Natale di Roma si festeggia il 21 aprile
- Il Natale di Roma e il Fascismo: quando Mussolini si appropriò del 21 aprile
- Romolo e Remo: il fratricidio alla fondazione di Roma
- Il fenomeno del Pantheon il 21 aprile: il rito della luce
- Superstizioni dell'antica Roma che usiamo ancora oggi senza saperlo
- Defixiones: le maledizioni su lamine di piombo nell'antica Roma
- Locusta: la strega avvelenatrice della corte imperiale romana
- Natale di Roma 2026
Perché il Natale di Roma si festeggia il 21 aprile
A fissare per primo il 21 aprile come giorno della fondazione fu Marco Terenzio Varrone, erudito del I secolo a.C., basandosi sui calcoli astronomici del matematico Lucio Taruzio Firmano.
Varrone incrociò tradizioni religiose, genealogie leggendarie e osservazioni celesti, e concluse che Romolo aveva fondato Roma il 21 aprile del 753 a.C. sul Colle Palatino.
Da quel momento i Romani iniziarono a contare gli anni ab urbe condita – dalla fondazione della città – come se la storia del mondo avesse un prima e un dopo.
La scelta di questa data non era casuale. Il 21 aprile era già il giorno dei Parilia (o Palilia), un'antica festa pastorale in onore di Pale, divinità protettrice delle greggi.
Era una celebrazione di purificazione e rinnovamento – e Romolo, secondo il mito, era stato cresciuto da pastori. Fondare la città in quel giorno aveva un senso preciso: radici nella terra, protezione divina, un nuovo inizio.
Il Natale di Roma e il Fascismo: quando Mussolini si appropriò del 21 aprile
Durante il regime fascista, il 21 aprile divenne la Festa del Lavoro nazionale, in sostituzione del Primo Maggio. Mussolini la volle come celebrazione della romanità – e come modo per cancellare una data legata al movimento operaio socialista.
Con la caduta del Regime nel 1945, la Festa del Lavoro tornò al primo maggio. Il 21 aprile rimase il compleanno di Roma.
Romolo e Remo: il fratricidio alla fondazione di Roma
La storia di Romolo e Remo è nota, ma spesso ci si ferma alla lupa. La parte interessante viene dopo.
I due gemelli, sopravvissuti all'abbandono nel Tevere e cresciuti in modo selvatico, litigano su dove costruire la città e su chi deve darle il nome. Romolo traccia un solco sacro sul Palatino per segnare i confini – il pomerium – che nessuno avrebbe dovuto attraversare. Remo lo scavalca e così il fratello lo uccide.
È un atto fondativo che Roma non ha mai del tutto rimosso: la città nasce da un confine violato e da sangue fraterno. Alcune letture storiche ci vedono il riflesso di una tensione reale tra comunità diverse che abitavano i colli, prima che Roma diventasse una sola città.
Il fenomeno del Pantheon il 21 aprile: il rito della luce
Da oltre duemila anni, ogni 21 aprile a mezzogiorno, la luce del sole che entra dall'oculus del Pantheon – l'apertura circolare nel soffitto – illumina perfettamente la porta d'ingresso in bronzo.
Non è un caso. È architettura intenzionale: il Pantheon fu progettato come un "orologio cosmico", e questo effetto di luce era il momento in cui, nell'antichità, l'imperatore entrava nel tempio avvolto dal raggio solare, come rappresentazione del dio del sole sulla Terra.
Quel meccanismo funziona ancora, identico, dopo duemila anni.
Superstizioni dell'antica Roma che usiamo ancora oggi senza saperlo
Questa è forse la parte più sorprendente: molte credenze che consideriamo italiane o genericamente popolari vengono direttamente dall'antica Roma.
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Il numero 17 porta sfortuna. In Italia il numero sfigato non è il 13 come nel mondo anglosassone, ma il 17. Il motivo è romano: XVII, anagrammato, diventa VIXI – "ho vissuto", al passato. Un'allusione alla morte che i Romani presero sul serio e che è rimasta fino a noi.
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Portare la sposa in braccio oltre la soglia. Oggi sembra un gesto romantico. In realtà nasce da una superstizione precisa: se la sposa inciampava entrando nella nuova casa, era un presagio terribile. Lo sposo la prendeva in braccio per azzerare il rischio. Stiamo ancora eseguendo un rito apotropaico romano.
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Non rimettere la sedia a posto prima di andarsene. A Roma esiste ancora questa credenza: rimettere la sedia al suo posto prima di uscire da casa altrui significa che non tornerai. L'origine è romana e ha a che fare con l'idea di un addio definitivo.
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Scendere dal letto con il piede destro. Per i Romani tutto ciò che stava a destra era sotto la protezione degli dèi. Il primo piede che toccava terra al mattino doveva essere il destro, e la soglia di casa si varcava con il piede destro. Se sbagliavi, si ricominciava da capo.
Defixiones: le maledizioni su lamine di piombo nell'antica Roma
Roma aveva un lato oscuro che conviveva tranquillamente con la razionalità della vita pubblica.
Le defixiones erano sottili lamine di piombo su cui venivano incise formule magiche per danneggiare un nemico. Il termine viene da defigere, "inchiodare": l'idea era immobilizzare qualcuno, renderlo impotente.
La lamina veniva piegata, perforata con un chiodo e sepolta in una tomba, un pozzo o una palude, consegnata alle divinità dell'oltretomba.
Sono state trovate centinaia di queste lamine in tutto l'Impero. Alcune portavano il nome della vittima scritto con ossessiva precisione, accompagnato dal nome della madre, perché una maledizione mal indirizzata non avrebbe avuto effetto.
Una delle più curiose, risalente al II secolo, conteneva un'invocazione a un demone per rendere inabili i cavalli di una scuderia avversaria durante le gare al Circo Massimo.
Chi commissionava queste lamine non era ai margini della società: erano strumenti usati da persone comuni, mercanti, atleti, innamorati respinti. La magia era parallela alla religione ufficiale.
Locusta: la strega avvelenatrice della corte imperiale romana
Non tutti sanno che dietro alcuni degli omicidi più celebri della corte giulio-claudia ci fosse una figura precisa: Locusta, nata in Gallia, arrivata a Roma come schiava, poi diventata la più famosa avvelenatrice dell'Impero.
Aprì una bottega sul Palatino dedicata a pozioni e veleni, e fu coinvolta — secondo le fonti — negli intrighi di Agrippina, Nerone e Claudio. Una figura a metà tra la farmacista e la consulente politica, che operava nell'ombra delle decisioni imperiali.
Natale di Roma 2026
L'edizione di quest'anno è la XXVI, con tema "Roma, città del diritto e dell'accoglienza".
Oltre 1300 rievocatori provenienti da 16 Paesi europei, con una delegazione da Taiwan, stanno animando quattro giorni di eventi nei luoghi simbolo della città – Pantheon, Circo Massimo, Fori Imperiali, Museo delle Civiltà e Museo Nazionale Romano.
Il programma in sintesi
Le celebrazioni sono partite venerdì 17 aprile con il rito del Rinnovo del Fuoco Sacro in Campo Marzio, che richiama il culto del fuoco delle Vestali. Il Corteo Storico si è tenuto domenica 19 aprile, il più grande evento del genere a livello europeo.
Sabato 18 si è svolto anche un incontro internazionale di Harpastum – una rievocazione del calcio dell'antica Roma – alle Terme di Caracalla.
Oggi, 21 aprile: la giornata si è aperta alle 9 con la deposizione di una corona d'alloro all'Altare della Patria alla presenza del sindaco Gualtieri, seguita da una Santa Messa e dalla cerimonia ufficiale nell'Aula Giulio Cesare.
Nel pomeriggio alle 17.30 le bande delle Forze Armate si esibiscono in contemporanea in più punti del centro storico. È stata presentata anche una medaglia celebrativa per i 2779 anni dalla fondazione.