Illustrazione di una bambina che associa simboli su tessere a un libro aperto in aula
Immagine realizzata con AI

Per imparare a leggere contano di più la capacità di distinguere i suoni delle parole e il bagaglio di vocabolario e conoscenze che il quoziente d'intelligenza. È il risultato di una delle analisi più estese mai condotte sul rapporto tra abilità mentali e lettura, guidata da Daniel Hajovsky, professore associato del Dipartimento di Psicologia dell'educazione della Texas A&M University.

Allo studio hanno lavorato anche ricercatori della University of Kansas, della St. John's University, della Montclair State University e della Temple University. Il gruppo ha riunito 50.000 correlazioni, ricavate da 137 batterie di test cognitivi e di rendimento, in un unico modello statistico.

L'obiettivo era capire quali abilità mentali prevedono meglio lo sviluppo della lettura e perché alcuni bambini incontrano difficoltà.

Indice

  1. Intelligenza ed elaborazione visiva contano meno del previsto
  2. Distinguere i suoni: la base per decifrare le parole
  3. Vocabolario e conoscenze: cosa serve per capire un testo
  4. Come allenare le basi della lettura a scuola e a casa

Intelligenza ed elaborazione visiva contano meno del previsto

Per decenni le difficoltà di lettura sono state spiegate con due fattori: l'intelligenza e la capacità di elaborare le informazioni visive. Chi leggeva con facilità veniva considerato più intelligente, chi faticava era visto come meno capace, e i problemi venivano attribuiti soprattutto alla fatica nell'interpretare lettere e parole sulla pagina.

Lo studio americano rimette in discussione entrambe le convinzioni. L'elaborazione visiva non ha mostrato alcuna relazione significativa con la capacità di lettura, in tutta l'analisi.

Anche l'intelligenza generale conta nella lettura, ma ha un peso molto più ridotto rispetto a quanto indicato da alcune ricerche precedenti.

Per le famiglie è un messaggio incoraggiante. Un bambino che fa fatica a leggere può comunque diventare un buon lettore: la difficoltà può riflettere una specifica abilità da potenziare, che ha bisogno di più sviluppo e più sostegno.

Lo studio mette in risalto due abilità legate al linguaggio: l'elaborazione uditiva e il bagaglio di vocabolario e conoscenze.

Distinguere i suoni: la base per decifrare le parole

La prima delle due abilità è l'elaborazione uditiva, cioè la capacità di riconoscere e distinguere i singoli suoni che compongono le parole pronunciate. Sembra un dettaglio, ma è il primo anello della catena che porta dal parlato allo scritto.

Per leggere una parola, il bambino deve individuare i suoni separati al suo interno e capire a quali lettere corrispondono. Questo collegamento sostiene la decodifica, il processo con cui si ricava come si pronuncia una parola scritta.

La decodifica è la parte strumentale della lettura: saper usare lo strumento in modo corretto e rapido. Quando un bambino impara a leggere, è una condizione necessaria per arrivare al significato, anche se da sola non basta.

In italiano il legame tra suono e segno è molto regolare. La nostra è infatti una lingua a ortografia trasparente, in cui la corrispondenza tra grafemi, cioè i segni scritti, e fonemi, cioè i suoni, è molto regolare ma non priva di eccezioni.

Nell'analisi del gruppo guidato da Hajovsky, l'elaborazione uditiva è emersa come uno dei predittori più affidabili del successo nella lettura. È un'abilità di cui si parla poco, rispetto all'intelligenza o all'elaborazione visiva, eppure è tra quelle che pesano di più.

Vocabolario e conoscenze: cosa serve per capire un testo

La seconda abilità decisiva ha un nome meno immediato: i ricercatori la chiamano in inglese comprehension-knowledge. Indica il vocabolario, i concetti e le conoscenze di base che un bambino accumula studiando e vivendo le esperienze di tutti i giorni.

A che serve? Avere questa base rende più facile capire il significato delle parole, poi delle frasi e infine dei testi più lunghi. In pratica è il bagaglio a cui il lettore attinge per dare senso a ciò che ha appena decifrato.

"Abilità ampie come la comprehension-knowledge e l'elaborazione uditiva hanno svolto ruoli forti e specifici nella lettura, al di là dell'intelligenza generale, soprattutto per la decodifica e la comprensione", ha spiegato Hajovsky.

Messe insieme, le due abilità si sono rivelate più affidabili di qualsiasi altra tra quelle esaminate nello studio. Anche altre funzioni cognitive, come memoria, ragionamento e velocità di elaborazione, contribuiscono allo sviluppo della lettura, ma con un ruolo di supporto.

Il quadro che ne esce è netto. Leggere bene dipende da più abilità collegate tra loro, e quelle legate al linguaggio hanno un peso speciale rispetto all'intelligenza generale o al modo in cui si elabora ciò che si vede.

Come allenare le basi della lettura a scuola e a casa

Se le difficoltà possono nascere da un'abilità precisa, anche l'aiuto può essere preciso. Secondo i ricercatori, gli insegnanti possono individuare le debolezze specifiche di ogni studente e proporre un insegnamento su misura, invece di trattare tutti i problemi di lettura allo stesso modo.

Lo stesso vale tra le mura di casa. "Rafforzare le abilità di base a casa, anche quelle che sembrano semplici, può avere effetti significativi sulle capacità di lettura più avanzate", ha detto Hajovsky.

Un esempio di lavoro sulle basi arriva dalla scuola dell'infanzia. Il percorso Programma P.A.S.S.I., pubblicato dalla casa editrice Erickson, propone attività per potenziare l'alfabetizzazione e prevenire la dislessia, da fare sotto forma di gioco o da inserire nella routine della giornata.

Il percorso lavora su un predittore delle difficoltà di scrittura individuato dalla ricerca: la consapevolezza notazionale, cioè la conoscenza delle regole che permettono al codice scritto di rappresentare la lingua parlata. Le attività toccano il segno grafico, quello ortografico, quello numerico e quello misto.

Per il ricercatore della Texas A&M, l'approccio più efficace passa dalla collaborazione tra scuola, genitori e comunità, con un sostegno costante in classe e a casa. La lettura cresce come una rete di abilità connesse: rafforzarne le fondamenta un passo alla volta aiuta i bambini a diventare lettori più sicuri e capaci.

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