Cesto con smartphone spenti e chiavi sul tavolo per le regole digitali in famiglia
Immagine realizzata con AI

Tra figli e tecnologia, a casa si discute anche di un telefono che squilla all'alba, una posizione condivisa, una foto finita online senza permesso. Smartphone, localizzazione, chat e notifiche richiedono un galateo domestico, con regole da concordare in famiglia e rivedere nel tempo.

Indice

  1. Notifiche che svegliano chi dorme
  2. Posizione condivisa sempre accesa
  3. Il gruppo di famiglia che esplode
  4. Messaggio visualizzato senza risposta
  5. Smartphone a tavola durante i pasti
  6. Foto pubblicate senza chiedere il permesso
  7. Telefono scarico quando sei fuori casa

Notifiche che svegliano chi dorme

Sono le sette del mattino e tuo fratello non trova il caricatore. Ti chiama, ti scrive, ma hai il "non disturbare" attivo: allora usa la funzione per ritrovare il telefono e il tuo smartphone parte a suonare a tutto volume. Buongiorno.

Le notifiche sono tantissime anche per gli adulti. Nel 2024, uno studio pubblicato su Acta Paediatrica riportava che 62 genitori con bambini piccoli attivavano il telefono 93 volte e ricevevano in media 293 notifiche al giorno.

Dallo studio emerge anche che lo stress saliva nei giorni in cui era il dispositivo, con una notifica, a spingere il genitore a prendere in mano il telefono. Insomma, conta quanto spesso il telefono interrompe quello che stai facendo.

Cosa fare? Attiva il "non disturbare" programmato dalle 23 alle 7 e proponi in famiglia una fascia di silenzio uguale per tutti, adulti compresi. Se il tuo telefono lo permette, lascia passare solo le chiamate dei contatti che servono davvero.

Posizione condivisa sempre accesa

Le app di localizzazione permettono di condividere la posizione dei dispositivi in famiglia. Nel 2021 Life360, una delle app più diffuse per localizzare i figli, contava 32 milioni di persone nel mondo che l'avevano installata.

"In realtà non ci sono prove che queste app mantengano i bambini più al sicuro", ha spiegato alla BBC Sonia Livingstone, docente di media e comunicazione alla London School of Economics. Secondo lei un controllo fatto all'insaputa dei figli può minare la fiducia e spingerli a disattivare il rilevamento.

Cosa fare? Concorda con i tuoi genitori quando condividere la posizione, per esempio durante le uscite serali o i viaggi, invece di tenerla attiva ventiquattro ore su ventiquattro.

Il consiglio degli esperti va nella stessa direzione: se un'app di monitoraggio si usa, va spiegata ai figli chiarendo che non nasce da mancanza di fiducia. E il suo uso va adattato nel tempo, man mano che cresce il bisogno di indipendenza.

Il gruppo di famiglia che esplode

Cento messaggi mentre sei a lezione, metà sono buongiornissimo e video di gattini, l'unica info utile (a che ora si cena dalla nonna) è sepolta in mezzo. Capita che il gruppo di famiglia diventi la chat più rumorosa del telefono.

Il problema è la pressione di dover rispondere sempre, la stessa che si vive nei gruppi di classe. Darsi regole sui contenuti e sugli orari dei messaggi la riduce parecchio.

Cosa fare? Proponi tre regole semplici. La prima: nel gruppo si scrivono solo cose pratiche, come orari, spesa e passaggi in macchina.

La seconda: niente catene né meme a raffica, che possono viaggiare in chat private. La terza: chi vuole può silenziare il gruppo senza che nessuno si offenda, visto che le cose urgenti passano da una chiamata.

Messaggio visualizzato senza risposta

La doppia spunta blu e poi il silenzio: aspetti una risposta che non arriva. Oppure sei tu ad aspettare un passaggio e nessuno ti dice che è in ritardo.

Cosa fare? Accordatevi su un "ok" o un pollice appena arrivi o appena leggi una richiesta urgente. Due secondi che evitano attese e incertezze.

Chi usa Google Family Link può impostare gli avvisi di arrivo e partenza da un luogo. Nell'app si va su Posizione, poi su Luoghi della famiglia, si sceglie il luogo e si attivano le opzioni "Arriva" e "Se ne va".

Se gli avvisi non arrivano, controlla due cose: deve esserci almeno un luogo della famiglia configurato e deve essere attiva la Precisione della localizzazione (o la modalità Alta precisione). Quando questa si spegne, le notifiche sulla posizione si disattivano.

Smartphone a tavola durante i pasti

I genitori chiedono di posare il telefono a cena, ma spesso il loro è accanto al piatto. Gli studiosi chiamano technoference i momenti in cui la tecnologia si infila nelle relazioni familiari e le interrompe.

Uno studio del 2025 su 1.664 adolescenti ha trovato un legame in entrambe le direzioni: le interruzioni tecnologiche dei genitori nell'interazione con i figli predicevano un uso problematico del cellulare nei ragazzi, e viceversa. Per l'American Academy of Pediatrics i media digitali possono fare da "connettore" o da "dis-connettore" delle relazioni.

Cosa fare? Suggerisci un cesto o un mobile dove tutti lasciano lo smartphone durante i pasti. Unica eccezione le chiamate davvero attese, annunciate prima di sedersi.

Funziona meglio se la regola vale per l'intera famiglia. Quando si applica solo ai figli sembra una punizione, quando la rispettano tutti diventa un'abitudine condivisa.

Foto pubblicate senza chiedere il permesso

La foto della gita in cui hai gli occhi chiusi, finita nelle storie di tua madre. O lo scatto di tuo fratello addormentato sul divano, postato da te per ridere.

Per Sonia Livingstone i ragazzi hanno diritto alla privacy, soprattutto quando stanno diventando giovani adulti. E la regola vale anche al contrario: niente foto o video di altre persone senza il loro consenso.

Cosa fare? Stabilite che prima di postare una foto di un familiare, figli o genitori che siano, si chiede il permesso a chi compare. Basta un messaggio: "Posso pubblicarla?".

Attenzione anche ai dettagli che raccontano troppo, come la scuola, l'indirizzo o le abitudini della famiglia. Meglio controllare lo sfondo prima di condividere.

Telefono scarico quando sei fuori casa

Una telefonata da casa di un amico o un biglietto sul tavolo: per avvisare ci sono alternative allo smartphone. Anche con il telefono al 2% alle undici di sera, conviene avere un piano per comunicare e rispettare gli orari concordati.

Secondo Sally Beville Hunter, docente di sviluppo umano e scienze della famiglia all'Università del Tennessee intervistata dal 'New York Times', i ragazzi che sanno di essere sempre monitorati rischiano di non allenare abilità come orientarsi da soli e tenere traccia del tempo.

Cosa fare? Concorda un piano B che non dipenda dalla batteria: il numero di un amico da chiamare, scritto anche fuori dal telefono, e un orario fisso di rientro che vale anche se lo smartphone si spegne. Se a quell'ora sei a casa, nessuno deve dare di matto.

Ti piacciono notizie come questa?
Aggiungici ai preferiti su Google, seguici sul canale WhatsApp o su Google News.
@gianmarcodeusebi ‘il Barbero de Roma’ svela 12 segreti di Roma: dal s***o al cornetto

Sesso, scandali, intrighi, curiosità e leggende: Roma nasconde storie nella sua storia millenaria che sembrano uscite da una serie TV. Scoprile nella seconda parte di #Screenshot (ft Azzykky)

Guarda il video