esame di ninja
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Mentre in Italia migliaia di studenti affrontano l'ansia, il caldo e le notti insonni legati alle prove d'esame della Maturità, in Giappone si tiene una sessione d'esame di tutt'altro tipo, strutturata espressamente per chi desidera dimostrare le proprie doti da guerriero dell'ombra.

Lo scorso 14 giugno, la città di Koka, situata all'interno della prefettura di Shiga, ha fatto da cornice alla 18ª edizione della Koka-ryu Ninja Certification (la certificazione ufficiale della celebre Scuola di Koka). Si tratta di un vero e proprio esame formale mirato a valutare le abilità teoriche e pratiche dei moderni aspiranti ninja.

In base a quanto riportato dalla testata giornalistica Japan Today, l'evento di quest'anno ha attirato l'attenzione di ben 131 candidati, giunti non soltanto dalle svariate regioni dell'arcipelago giapponese, ma persino dall'estero, con partecipanti provenienti da Singapore e Hong Kong.

L'aspetto più affascinante dell'iniziativa è l'assoluta trasversalità anagrafica: la passione per il ninjutsu non conosce limiti d'età, tanto che i candidati spaziavano da un minimo di 9 anni fino a un massimo di 76 anni, tutti ugualmente concentrati nel superare le rispettive prove.

Indice

  1. Tra teoria, abiti tradizionali e stelle di ferro: la struttura delle prove
  2. Preservare una tradizione militare secolare

Tra teoria, abiti tradizionali e stelle di ferro: la struttura delle prove

La sessione di valutazione, gestita con rigore dalla Koka Ninja Research Association, si articola su tre distinti livelli di difficoltà: principiante, intermedio e avanzato. Ciascuno di essi richiede il superamento di un test scritto in aula, ma le modalità d'esame presentano profonde differenze operative:

  • Livello Principiante (Beginner): Ha registrato l'affluenza più massiccia, con ben 93 esaminandi. Oltre a completare il foglio scritto, i candidati hanno dovuto cimentarsi in una prova pratica incentrata sul corretto lancio dello shuriken (la tradizionale stella metallica tagliente). Inoltre, l'organizzazione ha previsto un originale incentivo: un punteggio bonus assegnato d'ufficio a chiunque si presentasse alla prova indossando il costume da ninja d'ordinanza. Questo approccio più accessibile si riflette nei risultati, stante un tasso di promozione pari al 90%.

  • Livello Intermedio (Intermediate): Sostenuto da 28 candidati, questo step ha imposto standard teorici decisamente più severi. Il questionario si è focalizzato sulla complessa storia locale e sulle secolari tradizioni belliche della scuola di Koka, esigendo uno studio rigoroso da parte dei partecipanti. In questo caso, la selezione ha ridotto la quota dei promossi al 70%.

  • Livello Avanzato (Advanced): Ha visto mettersi in gioco una nicchia ristrettissima di soli 10 candidati. Oltre al test d'esame ordinario, gli aspiranti maestri hanno dovuto redigere e consegnare una relazione scritta integrativa di livello accademico. La Koka Ninja Research Association mantiene il più stretto riserbo in merito ai criteri di valutazione e alle modalità di ricezione di tale saggio – anche se, ironizzano gli addetti ai lavori, è altamente improbabile che i testi siano stati recapitati sotto forma di antichi rotoli segreti arrotolati. Il livello di sbarramento è stato notevole, con un tasso di successo fermo al 55%.

Preservare una tradizione militare secolare

Sollecitati in merito ai motivi della loro partecipazione, moltissimi iscritti hanno riferito come la scelta sia scaturita da un profondo e duraturo interesse nei confronti della cultura ninja e dell'area di Koka. La cittadina è infatti venerata a livello internazionale in quanto culla storica del ninjutsu. Più di cinquecento anni fa, il distretto era controllato dal potente clan Koga, celebre in tutto il Giappone feudale per le straordinarie e micidiali doti dei suoi agenti segreti, specializzati in infiltrazioni stealth e guerriglia asimmetrica.

Il fine ultimo dell'associazione organizzatrice risiede proprio nel mantenere viva e attiva questa eredità culturale unica, offrendo una vetrina annuale in grado di aggregare appassionati da ogni angolo del globo. I riscontri dell'ultima sessione confermano che la tradizione è tutt'altro che dimenticata. E se in futuro il Giappone dovesse mai trovarsi nella necessità di reclutare un corpo speciale di moderni guerrieri dell'ombra, saprà perfettamente a quale albo ufficiale attingere.

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