Illustrazione di una donna in abiti dell'antica Roma che si depila la gamba con una pietra pomice in un cortile
Immagine realizzata con AI

Ascelle e gambe lisce, ma anche petto e braccia depilati negli uomini: nell'antica Roma la depilazione riguardava sia uomini sia donne, e i testi latini lo raccontano con nomi, scene e parecchia ironia. A parlarne sono Seneca, Marziale, Svetonio, Giovenale e Ovidio, autori vissuti tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C.

Nelle loro pagine c'è di tutto. C'è un addetto che strappa peli in un bagno, un futuro imperatore accusato di bruciarsi le gambe e uomini presi in giro sia perché troppo lisci sia perché troppo pelosi.

Indice

  1. Nei bagni romani il depilatore strappava i peli delle ascelle
    1. Come ci si depilava nell'antica Roma
  2. Uomini lisci: gambe, petto e braccia depilati
  3. Ovidio e le donne: ascelle curate e gambe senza peli
  4. Non solo testi: le pinzette ritrovate a Wroxeter

Nei bagni romani il depilatore strappava i peli delle ascelle

La scena più vivida la firma Seneca, l'autore delle Epistulae morales ad Lucilium, vissuto tra il 4 a.C. circa e il 65 d.C. In una di queste lettere descrive la confusione del bagno che si trova sotto il suo appartamento, a Baiae.

Tra i rumori che gli arrivano dal piano di sotto, uno dei più fastidiosi è quello del depilatore. Ecco come lo racconta: "Tra quelli che hanno voci almeno naturali, immagina il depilatore, che incessantemente lancia la sua voce acuta e stridula per farsi notare, e non tace mai, se non quando sta strappando le ascelle e fa urlare un altro al posto suo".

Il quadro è piuttosto comico: il depilatore grida per farsi notare e smette solo quando lavora, anche perché in quel momento a urlare è il cliente, con le ascelle appena strappate. 

Come ci si depilava nell'antica Roma

Ma con cosa si strappavano i peli? Per gambe e ascelle esisteva una specie di ceretta, lo psilothrum: una miscela a base di pece greca sciolta nell'olio, spesso arricchita con resine e profumi. Il lavoro si rifiniva poi a mano, con delle pinzette chiamate volsellae. Si potevano usare anche pietre abrasive come la pietra pomice o rasoi.

Uomini lisci: gambe, petto e braccia depilati

Per la depilazione maschile la miniera è Marziale, poeta e autore di libri di epigrammi, brevi componimenti spesso pungenti. In uno di essi se la prende con un certo Labieno, che si depila petto, gambe e braccia, e anche il pene è rasato, circondato da peli corti. Marziale finge di capire: tutto questo, dice, lo fa per la sua amica. Poi arriva la domanda finale: per chi si toglie i peli anche dal sedere?

E non è l'unico testo osé: un altro epigramma si apre con "Cum depilatos, Chreste, coleos portes", cioè con un certo Cresto che porta i testicoli depilati.

La faccenda tocca perfino Augusto. Nella sua biografia, il Divus Augustus, lo storico Svetonio riporta le accuse di Lucio Antonio, fratello di Marco Antonio, rivolte al giovane Ottaviano. Secondo Lucio Antonio, l'imperatore si sarebbe concesso ad Aulo Irzio in Spagna per trecentomila sesterzi. E non solo: "usava bruciarsi le gambe con gusci di noce arroventati, per renderne più morbida la peluria". 

Anche Giovenale, in due delle sue Satire, gioca sul tema, e tornano anche la pinzetta e la pece, gli attrezzi della depilazione.

Ovidio e le donne: ascelle curate e gambe senza peli

Se Marziale prende in giro gli uomini, Ovidio dà consigli alle donne. Il poeta, dedica a loro il libro III dell'Ars amatoria: in pratica è una piccola guida di bellezza in versi. Qui Ovidio invita a eliminare il cattivo odore sotto le ascelle (con l'immagine del caprone) ed esorta le lettrici a evitare le gambe ispide.

Igiene delle ascelle e gambe lisce compaiono tra le regole da seguire, accanto alle altre indicazioni sulla cura di sé che il libro rivolge al pubblico femminile.

Le donne compaiono anche in Marziale, e senza troppi riguardi. Uno degli epigrammi è dedicato a Ligia, una donna anziana che si depila. Messi accanto, i due autori raccontano la stessa abitudine da lati opposti: Ovidio la consiglia alle donne, Marziale la usa per deridere. 

Non solo testi: le pinzette ritrovate a Wroxeter

Fin qui abbiamo parlato di libri. Ma la depilazione romana ha lasciato anche tracce concrete, e una delle più curiose arriva dall'Inghilterra: a Wroxeter Roman City, nello Shropshire, (l'antica Viroconium, una città romana grande come Pompei) gli scavi hanno restituito oltre 50 paia di pinzette, una delle collezioni più grandi di questo oggetto in Gran Bretagna. 

E non servivano solo per le sopracciglia, come verrebbe da pensare oggi. Le pinzette erano usate per eliminare tutti i peli superflui del corpo, comprese le ascelle, da uomini e donne. Insomma, la nostra ossessione moderna per cerette dolorose e rasature irritanti... ha radici parecchio antiche. Sembra che molti romani avessero il proprio set personale per l'igiene, con paletta per le orecchie, detergente per unghie e pinzetta, e frequentassero i bagni ogni giorno. La depilazione era insieme una questione di igiene e uno status symbol.

Ti piacciono notizie come questa?
Aggiungici ai preferiti su Google, seguici sul canale WhatsApp o su Google News.
POTEVO NON FARCELA: Giuseppe Conte senza filtri su malattia, fede e “furti generazionali”

#Wannabe: in questa puntata del vodcast condotto da Daniele Grassucci, l'ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si racconta tra ricordi d'infanzia, difficoltà personali, famiglia e politica

Guarda il video