Fotomontaggio: Uomo vestito da vichingo impugna un’ascia e mostra i denti limati davanti a una capanna
Foto modificata con l'intelligenza artificiale

Sui denti vichinghi limati ritrovati tra Svezia e Danimarca c'è un messaggio che nessuno è ancora riuscito a leggere. Alcuni uomini vissuti nell'epoca vichinga si facevano incidere due o tre solchi orizzontali sugli incisivi superiori, e il significato di quei segni resta sconosciuto.

Le ipotesi degli archeologi vanno dall'estetica al riconoscimento tra mercanti, fino all'idea di un segno da guerrieri. Nessuna, finora, è stata dimostrata.

Indice

  1. Come erano fatti i solchi sugli incisivi
  2. Circa 130 casi e il ruolo di Gotland
  3. A cosa potevano servire i solchi
  4. Guerrieri e rituali, le ipotesi senza prove

Come erano fatti i solchi sugli incisivi

I segni sono piccoli e regolari, generalmente sulla superficie esterna dello smalto degli incisivi superiori, cioè i denti davanti che si vedono quando si sorride. A documentarli in modo sistematico è stata l'antropologa svedese Caroline Arcini, con una ricerca uscita nel 2005 sulla rivista scientifica American Journal of Physical Anthropology.

Arcini aveva studiato i resti di 24 uomini vissuti più o meno tra l'800 e il 1050. Gli scheletri arrivavano da siti archeologici delle attuali Svezia e Danimarca, il cuore della Scandinavia vichinga.

Esaminando le dentature, la studiosa ha notato un dettaglio che tornava in tutti i casi. Su diversi incisivi superiori comparivano scanalature orizzontali, di solito due o tre per dente, incise in parallelo una sopra l'altra.

A escludere la semplice usura è la regolarità dei segni. Questi solchi ordinati e ripetuti non sembrano dovuti al consumo causato dal cibo o all'abitudine di usare i denti come attrezzi. Siamo davanti a un intervento deliberato. Qualcuno ha lavorato quei denti con cura per cambiarne l'aspetto, e il risultato era permanente: una volta inciso lo smalto, il segno restava per tutta la vita.

C'è poi un altro elemento che salta all'occhio: nello studio di Arcini i portatori dei solchi erano tutti uomini.

Anche se si conoscono epoca e tecnica di queste incisioni, la loro funzione resta sconosciuta. Quei solchi raccontano una tecnica condivisa, eseguita da persone che sapevano bene cosa stavano facendo. La precisione delle incisioni, sorprendente per l'epoca, fa pensare a qualcuno con una certa esperienza, e tutt'altro che a un gesto improvvisato.

Circa 130 casi e il ruolo di Gotland

Il quadro si è allargato con una ricerca dei ricercatori Matthias S. Toplak e Lukas Kerk, pubblicata sulla rivista Current Swedish Archaeology. I due studiosi hanno censito circa 130 individui dell'epoca vichinga con modifiche dentali simili a quelle descritte da Arcini.

Il campione supera così di molto i 24 uomini dello studio del 2005 e conferma la concentrazione geografica dei ritrovamenti.

Una parte importante dei ritrovamenti proviene infatti da Gotland, un'isola svedese nel mar Baltico. Nell'epoca vichinga l'isola aveva un ruolo di primo piano nelle reti commerciali, i circuiti di scambio che collegavano porti e mercati lontani. Se i denti incisi fossero sparsi in modo uniforme in tutta la Scandinavia, sarebbe difficile legarli a un ambiente preciso; concentrati in un luogo specifico, invece, suggeriscono che i portatori appartenessero a comunità o gruppi riconoscibili.

Il ragionamento degli archeologi parte proprio da qui. Una pratica che richiede abilità, che segue modelli ripetuti e che si addensa in un'area legata ai commerci difficilmente nasce dal capriccio di un singolo. È uno degli elementi su cui Toplak e Kerk basano la loro interpretazione dei solchi come segni di riconoscimento tra mercanti. Va detto però che la concentrazione dei reperti mostra dove si trovano i casi, ma da sola non spiega a cosa servissero quei segni.

A cosa potevano servire i solchi

Una delle ipotesi è che le incisioni fossero un modo per farsi riconoscere. Accanto alla pista commerciale, diversi ricercatori hanno collegato i solchi all'estetica, al prestigio, all'identità maschile o all'appartenenza a determinati gruppi.

Toplak e Kerk hanno ripreso la pista commerciale. Secondo la loro proposta, i solchi potevano essere un segnale di identificazione tra i membri di un gruppo ristretto di commercianti, una specie di codice condiviso inciso direttamente sul corpo.

Per capire perché l'ipotesi regge, bisogna rivedere l'immagine classica dei vichinghi. Erano anche saccheggiatori, certo, ma partecipavano a reti di scambio estese, che univano la Scandinavia ad altre regioni d'Europa e a territori molto più lontani.

In un mondo così, essere riconosciuti contava parecchio. Una modifica permanente del corpo poteva servire a identificare certe persone, a esprimere legami sociali o a mostrare l'appartenenza a una comunità precisa, anche lontano da casa.

Il meccanismo, a pensarci, è più vicino a noi di quanto sembri. Tatuaggi, piercing e altre modifiche del corpo sono ancora oggi un modo per dire chi sei e a quale gruppo senti di appartenere.

Vista così, quella dei solchi sui denti è un possibile esempio di appartenenza espressa attraverso il corpo. Cambiano gli strumenti e i significati, ma l'idea di segnare il corpo per raccontare qualcosa di sé attraversa i secoli.

Guerrieri e rituali, le ipotesi senza prove

Rituale, segno di guerra o semplice moda: ogni lettura dei solchi resta un'ipotesi archeologica. La pista militare, per esempio, ha avuto a lungo un certo fascino: i segni sarebbero serviti ai guerrieri per distinguersi o per intimidire gli avversari.

Ma questa spiegazione incontra due ostacoli concreti. Il primo è che gli studi archeologici non hanno trovato un legame abbastanza solido tra i denti incisi e le sepolture con armi, cioè le tombe in cui il defunto veniva accompagnato da spade, asce o lance.

I solchi si notavano da vicino, magari in un sorriso o durante una conversazione, ma difficilmente a distanza, soprattutto se chi li portava aveva i baffi: poco adatti, insomma, a spaventare un nemico sul campo di battaglia.

Poi c'è il problema delle fonti scritte. Non si conosce nessun documento dell'epoca che spieghi in modo esplicito cosa significassero quelle incisioni, quindi le funzioni rituali, sociali o simboliche restano tutte ipotesi.

Un tassello in più è arrivato dall'odontoiatria. Uno studio uscito nel 2023 sulla rivista PLOS ONE ha analizzato 3.293 denti di 171 individui di Varnhem, in Svezia, individuando sia problemi dentali sia possibili interventi per curarli.

Tra quei resti c'era anche un uomo tra i 35 e i 50 anni con le stesse incisioni orizzontali sugli incisivi superiori. La scoperta conferma che la pratica era nota in alcune comunità scandinave, senza però chiarire se avesse uno scopo estetico, sociale o simbolico.

Il verdetto, per ora, è uno solo. Alcuni uomini dell'epoca vichinga hanno scelto di segnarsi i denti per sempre, seguendo modelli riconoscibili e con una precisione che sorprende ancora gli specialisti; il perché resta inciso nello smalto, in attesa di essere decifrato.

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