cervello umano come pc

Se il tuo cervello fosse un PC, sulla scatola ci sarebbe scritto qualcosa del tipo: 86 miliardi di unità di calcolo, memoria da migliaia di terabyte, consumi da lampadina e una capacità di adattamento che nessun computer tradizionale può davvero imitare.

Sembra la scheda tecnica di un supercomputer. E invece no: anche se ogni paragone tra cervello e computer va preso con le pinze - perché il cervello non archivia file, non “scarica dati” e non ragiona come un processore -, alcuni numeri aiutano a capire quanto sia impressionante la macchina biologica che abbiamo in testa.

Indice

  1. La memoria umana vale 2.500 terabyte
  2. I neuroni come i core
  3. Il cervello umano filtra gli output esterni
  4. Il cervello umano consumerebbe quanto una lampadina
  5. Gli stimoli ti rallentano così come più programmi aperti rallentano la RAM

La memoria umana vale 2.500 terabyte

Partiamo dalla memoria. Secondo alcune stime, la capacità di immagazzinamento del cervello umano potrebbe arrivare a circa 2,5 petabyte, cioè 2.500 terabyte.

Per rendere l’idea: sarebbe abbastanza spazio per contenere circa 3 milioni di ore di programmi TV. Ma attenzione: non significa che i ricordi siano salvati come video in una cartella.

Le memorie sono distribuite, rielaborate, modificate dal tempo e collegate a emozioni, esperienze e contesti. Il cervello non si limitare a conservare le informazioni, le processa, interpretandole a seconda delle situazioni. 

I neuroni come i core

Poi ci sono i “core”. Nel linguaggio dei computer, i core sono le unità che permettono al processore di svolgere operazioni. Nel cervello, il paragone più immediato è con i neuroni: circa 86 miliardi di cellule specializzate nel ricevere, elaborare e trasmettere informazioni.

Però, ovviamente, un neurone non è davvero un core della CPU. È molto più lento in alcune operazioni, ma anche molto più flessibile. Lavora dentro reti enormi, comunica con altre cellule, modifica le proprie connessioni e partecipa a un sistema che cambia continuamente.

La potenza del cervello non sta nel singolo neurone, ma nel modo in cui miliardi di neuroni si collegano tra loro.

Il cervello umano filtra gli output esterni

Anche sulla velocità di processamento dei dati, il confronto è affascinante. Alcune stime parlano di una quantità enorme di informazioni elaborate dal cervello ogni secondo, ma non dobbiamo immaginarla come la velocità di trasferimento di un hard disk o di una fibra ottica.

Nel cervello non ci sono file che passano da una cartella all’altra. Ci sono segnali elettrici e chimici, filtri, risposte automatiche, percezioni, movimenti, ricordi, emozioni.

Il cervello non “trasferisce dati” come un computer, piuttosto li seleziona, li collega, li trasforma in esperienza.

La cosa quasi paradossale è che, mentre gestisce una quantità enorme di segnali, la parte consapevole del nostro pensiero è molto più limitata. Il cervello riceve tantissime informazioni, ma ne porta alla coscienza solo una piccola parte, già filtrata.

È uno dei motivi per cui riusciamo a orientarci nel mondo senza essere travolti da ogni rumore, colore, odore o dettaglio intorno a noi.

Il cervello umano consumerebbe quando una lampadina

Sul piano dell’efficienza energetica, invece, il cervello è impressionante. Consuma più o meno 20 watt, cioè quanto una piccola lampadina. Con quella quantità di energia controlla il corpo, gestisce memoria, linguaggio, emozioni, attenzione, movimento, immaginazione e decisioni.

Un computer può essere molto più veloce in compiti specifici, certo. Può fare calcoli giganteschi, analizzare dati, processare immagini, generare testi. Ma per farlo ha bisogno di molta più energia.

Il cervello, invece, lavora in modo estremamente efficiente: non è perfetto, ma riesce a fare moltissimo consumando pochissimo. E allora perché, se è così potente, dimentichiamo cosa stavamo per fare appena entriamo in una stanza?

Perché il punto debole non è tanto la memoria a lungo termine, quanto la memoria di lavoro: quella specie di “scrivania mentale” dove teniamo le informazioni che ci servono in quel preciso momento.

Gli stimoli ti rallentano così come più programmi aperti rallentano la RAM

Qui il paragone con la RAM è calzante, ma solo fino a un certo punto. La RAM di un computer tiene temporaneamente aperti dati e programmi. La memoria di lavoro umana fa qualcosa di simile: ci permette di tenere a mente un numero, seguire una spiegazione, risolvere un problema, collegare due idee.

Il problema è che ha spazio limitato, molto più limitato di quanto vorremmo. Per questo studiare con mille notifiche aperte, saltare da una chat a un video, da un video a un compito, da un compito a una mail, non ci rende davvero più produttivi. Ogni passaggio costa attenzione.

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