
Per Epicuro la felicità non si rimanda: a ogni età è giusto occuparsi del benessere dell'animo. Il filosofo greco lo scrive nella Lettera a Meneceo, conosciuta anche come Lettera sulla felicità, il suo testo più famoso. Da quelle pagine arrivano cinque frasi di Epicuro che, insieme, compongono la sua idea di vita felice.
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La felicità si coltiva a ogni età
"Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità", scrive Epicuro aprendo la lettera a Meneceo. Per il filosofo, la filosofia è lo strumento con cui si raggiunge una vita felice, e per questo chi la rimanda perde solo tempo prezioso.
Il consiglio vale in entrambe le direzioni: il giovane la pratica per prepararsi ad affrontare il futuro senza paura, l'anziano per trarre forza dal ricordo della felicità già vissuta.
La morte non esiste per chi vive
Una delle frasi più note di Epicuro riguarda la morte: "Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo più noi". Per il filosofo la morte è semplice assenza di sensazioni, mentre bene e male dipendono soltanto da ciò che si prova.
Capire che la morte non significa nulla per chi vive, scrive Epicuro, rende più godibile la vita mortale e toglie di mezzo l'inganno del desiderio di un tempo infinito.
Il futuro resta solo in parte nelle nostre mani
"Il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro", osserva Epicuro. Da questa idea nasce la sua classificazione dei desideri: alcuni sono naturali, altri inutili, e tra quelli naturali solo alcuni sono davvero necessari.
Conoscere a fondo questa differenza, per il filosofo, è ciò che guida ogni scelta verso il benessere del corpo e la serenità della mente.
Il piacere nasce dalla misura
Epicuro è netto: "Il piacere è il principio e il fine di una vita felice". Non significa però inseguire ogni piacere possibile: alcuni vanno evitati perché portano più fastidi del bene che danno, mentre certe sofferenze sono preferibili se aprono la strada a un piacere più grande.
L'indipendenza dai bisogni permette di apprezzare anche il poco quando manca l'abbondanza, perché ciò che serve davvero alla vita, scrive Epicuro, è sempre facile da trovare.
Saggezza e amicizia completano la felicità
Per Epicuro "non è possibile vivere felicemente senza anche vivere saggiamente, bene e giustamente". La saggezza guida ogni altra virtù e, senza di essa, non esiste vita felice.
Tra le cose che la saggezza procura per un'esistenza felice, Epicuro indica l'amicizia come la più grande. Non conta tanto l'aiuto concreto che un amico può offrire, quanto la fiducia che lo farebbe, se ce ne fosse bisogno.