Testo greco e traduzione di Tucidide, 1, 113.

Versione originale in greco

Καὶ χρόνου ἐγγενομένου μετὰ ταῦτα Ἀθηναῖοι, Βοιωτῶν
τῶν φευγόντων ἐχόντων Ὀρχομενὸν καὶ Χαιρώνειαν καὶ ἄλλ'
ἄττα χωρία τῆς Βοιωτίας, ἐστράτευσαν ἑαυτῶν μὲν χιλίοις
ὁπλίταις, τῶν δὲ ξυμμάχων ὡς ἑκάστοις ἐπὶ τὰ χωρία ταῦτα
πολέμια ὄντα, Τολμίδου τοῦ Τολμαίου στρατηγοῦντος. καὶ
Χαιρώνειαν ἑλόντες καὶ ἀνδραποδίσαντες ἀπεχώρουν φυλακὴν
καταστήσαντες. πορευομένοις δ' αὐτοῖς ἐν Κορωνείᾳ ἐπι-
τίθενται οἵ τε ἐκ τῆς Ὀρχομενοῦ φυγάδες Βοιωτῶν καὶ
Λοκροὶ μετ' αὐτῶν καὶ Εὐβοέων φυγάδες καὶ ὅσοι τῆς
αὐτῆς γνώμης ἦσαν, καὶ μάχῃ κρατήσαντες τοὺς μὲν δι-
έφθειραν τῶν Ἀθηναίων, τοὺς δὲ ζῶντας ἔλαβον. καὶ τὴν
Βοιωτίαν ἐξέλιπον Ἀθηναῖοι πᾶσαν, σπονδὰς ποιησάμενοι
ἐφ' ᾧ τοὺς ἄνδρας κομιοῦνται. καὶ οἱ φεύγοντες Βοιωτῶν
κατελθόντες καὶ οἱ ἄλλοι πάντες αὐτόνομοι πάλιν ἐγένοντο.

Traduzione all'italiano

Poco dopo gli ultimi avvenimenti narrati i fuoriusciti Beoti che tenevano Orcomeno, Cheronea, e qualche altra piazzaforte della regione, subirono l'urto di mille opliti ateniesi con il rinforzo di singoli reparti alleati, agli ordini di Tolmide, figlio di Tolmeo. La conquista di Cheronea e l'asservimento dei suoi abitanti segnò l'esito di quest'impresa: in Beozia rimasero guarnigioni ateniesi. Mentre gli altri, poco fuori Cheronea, sono in marcia per rientrare, si vedono piombare addosso i profughi beoti di Orcomeno spalleggiati dai Locri, dagli esuli eubei e da quanti partecipavano con loro della stessa fede politica. L'assalto ebbe successo: il contingente ateniese fu annientato, pochi i prigionieri vivi. Gli Ateniesi lasciarono libero tutto il territorio beota, concludendo un trattato che consentiva il recupero dei loro uomini, prigionieri o caduti. I fuoriusciti beoti rimpatriarono e con tutti gli altri riacquistano l'indipendenza.

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