Versione originale in greco
οὐ δεῖ δὴ τοιοῦτον, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, παραπεπτωκότα καιρὸν ἀφεῖναι, οὐδὲ παθεῖν ταὐτὸν ὅπερ ἤδη πολλάκις πρότερον πεπόνθατε. εἰ γάρ, ὅθ᾽ ἥκομεν Εὐβοεῦσιν βεβοηθηκότες καὶ παρῆσαν Ἀμφιπολιτῶν Ἱέραξ καὶ Στρατοκλῆς ἐπὶ τουτὶ τὸ βῆμα, κελεύοντες ἡμᾶς πλεῖν καὶ παραλαμβάνειν τὴν πόλιν, τὴν αὐτὴν παρειχόμεθ᾽ ἡμεῖς ὑπὲρ ἡμῶν αὐτῶν προθυμίαν ἥνπερ ὑπὲρ τῆς Εὐβοέων σωτηρίας, εἴχετ᾽ ἂν Ἀμφίπολιν τότε καὶ πάντων τῶν μετὰ ταῦτ᾽ ἂν ἦτ᾽ ἀπηλλαγμένοι πραγμάτων.
Traduzione all'italiano
Non bisogna, o Ateniesi, lasciar sfuggire l'occasione che ci si presenta perché non vi accada di soffrire ciò che già più volte in passato avete sofferto. Se infatti, quando tornavamo dall'aver portato soccorso agli Eubeesi e si presentarono su questa tribuna, tra gli Anfipoliti, Gerace e Stratocle, esortandoci a salpare con le navi e a prendere in consegna la loro città, noi avessimo dimostrato per noi stessi il medesimo zelo che per la salvezza degli Eubeesi, voi allora avreste occupato Anfipoli e vi sareste liberati da tutti i mali che vennero dopo di ciò.