“Nessun uomo è un’isola.” maturità a.s. 2013-2014 Stefano Sartorio
Istituto d’Istruzione Superiore Grazio Cossali
di Orzinuovi
Liceo Scientifico
"Nessun uomo è un'isola"
Esperienze significative e
considerazioni sul volontariato
Stefano Sartorio
Classe V°B
Anno scolastico 2013/2014 1
“Nessun uomo è un’isola.” maturità a.s. 2013-2014 Stefano Sartorio
Indice
Premessa …....................................................................................................... pag. 2
Nessun uomo è un'isola................................................................................... pag. 3
Introduzione …................................................................................................ pag. 5
Cap. 1 “volontariato”….................................................................................. pag. 6
- Definizioni ed etimologia
- Cenni legislativi
Cap. 2 Esempi storici di volontariato …........................................................ pag. 9
- La figura di Don Bosco e il suo rinnovamento del concetto di Oratorio,
- La personalità di Jean Henri Dunant e la nascita della Croce Rossa/Mezzaluna Rossa,
- Sir Robert Baden-Powell, padre del fenomeno dello scoutismo.
Cap. 3 Le mie esperienze: pag. 23
considerazioni personali …........................................
Conclusioni …................................................................................................. pag. 26
Ringraziamenti ….......................................................................................... pag. 28
Bibliografia e Sitografia …............................................................................ pag. 29
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“Nessun uomo è un’isola.” maturità a.s. 2013-2014 Stefano Sartorio
Premessa
"Never doubt that a small group of thoughtful, committed citizens can
change the world. Indeed, it is the only thing that ever has." Margaret Mead.
Da parecchi anni mi dedico a diversi tipi di volontariato. Spesso la gente mi chiede:
"Perché sprechi così il tuo tempo libero?" e, pur ammettendo poi che il volontariato
sia una buona opera per il mondo, spesso prosegue dicendo "Io non lo farei mai...".
Forse, da un certo punto di vista, hanno ragione: sto buttando via tempo prezioso.
Piuttosto che fare un turno di servizio alla Croce Verde, la notte potrei benissimo
uscire con i miei amici. E perché astenersi dal fare una bella ed abbondante
colazione solo per una superflua donazione di sangue? O meglio ancora, perché
passare i week-end a fare servizio con gli scout? Pare decisamente meglio
sollazzarsi per tre mesi al mare al posto di prendere parte ad iniziative come il CRE-
GREST o i campi scuola. Giusto?
Sono tuttavia più che convinto che anche la più piccola azione possa in qualche
modo aiutare a risanare questo mondo, da più persone definito 'marcio'. Si trattasse
pure di un'azione piccola quanto goccia d'acqua, che, versata nel mare ne innalzerà
il livello.
Lo scopo del seguente elaborato è quello di motivare delle buone azioni prive di
interessi personali apponendo esempi storici di come l'uomo sia capace (e spesso
necessiti) di aiutare il suo prossimo. Senza guadagni personali e senza lasciarsi
influenzare da religione, indirizzi politici o questioni etniche, sono esistite (ed
esistono tutt'oggi) personalità che si lasciano affibbiare come unica etichetta la
parola 'umanitarista', perché antepongono il bene del singolo essere umano ad ogni
altro ideale. 3
“Nessun uomo è un’isola.” maturità a.s. 2013-2014 Stefano Sartorio
Nessun uomo è un'isola
Meditazione XVII
Nessun uomo è un'isola, intero per se stesso;
Ogni uomo è un pezzo del continente,
parte della Terra intera; e se una sola zolla vien portata via
dall'onda del mare, qualcosa all'Europa viene a mancare,
come se un promontorio fosse stato al suo posto,
o la casa di un uomo, di un amico o la tua stessa casa.
Ogni morte di uomo mi diminuisce perché
io son parte vivente del genere umano.
E così non mandare
mai a chiedere per chi suona la campana:
essa suona per te. John Donne (1623) 4
“Nessun uomo è un’isola.” maturità a.s. 2013-2014 Stefano Sartorio
Nessun uomo può considerarsi indipendente dal resto dell’umanità; nessun uomo è
in assoluto completo in se stesso.
La campana contenuta nel sermone del poeta inglese John Donne, "Nessun uomo
è un’isola" (No man is an island) è in realtà un campanello d’allarme che segnala
un malfunzionamento nel corpo del mondo, di cui tutti siamo delle cellule. È un
inno che con estrema sensibilità predica un tipo di fratellanza universale. Davvero
sorprendente che pochi versi scritti nel Seicento manifestino una tale modernità di
pensiero.
Nessun uomo è un’isola. Ma chi, al giorno d'oggi più che mai, guardandosi dentro,
non si sente un po’ un’isola abbandonata a se stessa? Ognuno si sente solo, così
agisce e pensa egoisticamente, denotano come una parte di fondamento della nostra
società sia l'egoismo dell’individualismo. Ognuno vuole essere un’isola
imperscrutabile, anche se a separarlo da un’altra isola è solo qualche centimetro.
Nonostante il progresso tecnologico e nella conoscenza, il reale rapporto umano in
famiglia, a scuola, nell’ambito lavorativo, dov’è finito? Ognuno sta con le cuffiette
nelle orecchie ad ascoltare la propria musica. È anche per questo che in certi
momenti viviamo la vera crisi (quella morale). Perché scegliamo di comportarci
come isole distanti.
Ma John Donne grida (o meglio “ci sgrida”) che nessun uomo è un’isola. Ogni
uomo è componente integrante di un’umanità interconnessa e rimane la
responsabilità della parte che egli ha nella vita dell’intero corpo. L’errore di uno è
l’errore di tutti. L’azione di uno si ripercuote sull’altro e, di conseguenza, ogni
perdita è una lacerazione profonda dell’Universo. 5
“Nessun uomo è un’isola.” maturità a.s. 2013-2014 Stefano Sartorio
Introduzione
Storicamente l’aggettivo “volontario” è stato dapprima utilizzato nello specifico per
l’ambito militare. Esso, infatti, indicava coloro che offrivano il proprio servizio
nell'esercito in modo volontario, ovvero senza ricevere l'obbligo di leva. Solo a
partire dalla metà del XIX secolo si è diffusa nella mentalità dell'uomo una
differente visione a riguardo, e cioè dare un'importanza sociale al concetto del
'prodigarsi per gli altri', o appunto fare volontariato.
È questo è il significato che vorrei dare a tale termine nell'analisi seguente.
Prendendo in considerazione principalmente tre rivoluzionari movimenti, dalla loro
nascita sino ai giorni nostri, che identificano pienamente (a mio parere) il significato
del volontariato:
Mi soffermerò principalmente su tre esempi che esprimono pienamente il senso del
volontariato:
- La figura di Don Bosco come precursore dell'Oratorio,
- La personalità di Jean Henri Dunant e la nascita della Croce Rossa/Mezzaluna Rossa,
- Sir Robert Baden Powell, padre del fenomeno dello scoutismo.
Un concetto che mi aiuta ad esprimere il senso che collego alle esperienze inerenti il
mondo del volontariato che voluto e potuto vivere fino ad ora, è quello esplicitato
nel titolo della tesina stessa: nessun uomo è un'isola, cioè scollegato dagli altri
uomini. Grazie alla presa di coraggio di alcune personalità di spicco si è potuto
creare una rete di relazioni internazionali che è riuscita ad avvicinare le singole isole
e a creare un arcipelago. 6
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Cap. 1 “Volontariato” 7
“Nessun uomo è un’isola.” maturità a.s. 2013-2014 Stefano Sartorio
Definizioni ed etimologia
Cercare di definire i tratti essenziali del volontariato è un’operazione complessa. È
infatti una realtà varia, che nasce da differenti matrici culturali e motivazioni
personali difficili da indagare, e che solo negli ultimi decenni ha iniziato ad avere
una connotazione specifica. Eseguendo infatti una breve ricerca sulla storia di tale
concetto, si capisce come abbia subìto leggere modificazioni per quanto riguarda il
suo campo di azione. Mentre, per quanto riguarda il mero significato, esso è sempre
rimasto pressoché invariato.
Dal dizionario emerge la seguente definizione:
Volontariato: "Attività libera e gratuita svolta a favore della
collettività in diversi settori da parte di cittadini spesso organizzati in
apposite associazioni. Il volontariato è l'insieme di tali attività o di tali
associazioni" Il termine è derivato da volontario. Sul modello del
1
francese volontariat.
Volontario: "chi presta la propria opera per spontanea iniziativa,
2
senza riceverne compenso, in regime di volontariato" . Il termine usato
3
in latino era voluntarii = "soldati volontari".
Il termine volontario, etimologicamente dal latino “voluntarius”, è un
aggettivo che deriva dal sostantivo “voluntas”, ovvero volontà. Individua ciò
che è dettato da un impulso interno, accompagnato da una perfetta cognizione
di causa, quindi spontaneo.
Nicola Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana loZingarelli2009, Zanichelli
1 Nicola Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana loZingarelli2009, Zanichelli
2 Luigi Castiglioni- Scevola Mariotti, vocabolario della lingua latina IL, IV edizione, Loescher
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“Nessun uomo è un’isola.” maturità a.s. 2013-2014 Stefano Sartorio
Cenni legislativi
In Italia si è iniziato a fare grandi passi in avanti nel campo delle organizzazioni di
volontariato (per le quali è prevista gratuità del servizio e la totale assenza del fine
di lucro, anche indiretto) grazie all'introduzione di alcune riforme politiche che,
oltre a definire a grandi linee cosa sono, hanno accelerato il comune modo di
pensare della popolazione. Significativa a tal scopo è la legge 266 dell'11 agosto
1991. Questa, infatti, dopo ben 10 anni di lavoro, ha fatto in modo che il
volontariato fosse riconosciuto come forma politica e non più come semplice scelta
personale, ingrandendone lo sviluppo e un appoggio finanziario per la sua
diffusione. Come recita il primo comma dell'art.1 di tale legge, infatti, "la
Repubblica Italiana riconosce il valore sociale e la funzione dell'attività di volontariato
come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo, ne propone lo sviluppo
salvaguardandone l'autonomia e ne favorisce l'apporto originale per il conseguimento
delle finalità di carattere sociale, civile e culturale individuate dallo stato, dalle regioni,
Detta legge stabilisce
dalle provincie autonome di Trento e Bolzano e dagli enti locali".
inoltre che il volontario delle organizzazioni deve seguire corsi di formazione,
qualificazione e aggiornamento professionale svolti dagli enti locali (in
regolamentazione con quanto prescrive la regione) in settori di diretto intervento
delle organizzazioni stesse (es. AREU: azienda regionale emergenza urgenza).
compatibilmente con l'organizzazione dell’azienda o dell’amministrazione di
appartenenza vengono definite quindi le forme di flessibilità dell’orario di lavoro o
delle turnazioni.
Il fine da conseguire è indicato e definito nella legge all'art.2 comma 1 "per attività
di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito,
tramite l'organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed
".
esclusivamente per fini di solidarietà.
Quindi le finalità delle organizzazioni devono essere di carattere sociale, civile e
culturale, e prevedere l’esclusivo perseguimento del fine di solidarietà.
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Sintesi volontariato, tesina
Questa tesina non riporta collegamenti diretti, questi infatti non sono richiesti obbligatoriamente agli studenti per i loro elaborati. Tuttavia è piena di riferimenti collegabili ai programmi generalmente svolti all'ultimo anno di superiori. La tesina di maturità tratta del volontariato.
Collegamenti
Volontariato, tesina
- Italiano - La ginestra di Leopardi e le tematiche dei poeti delle guerre (Montale, Ungaretti).
- Filosofia - Il disagio della società di Freud.
- Storia - La nascita di associazioni internazionali per la società moderna (Società delle Nazioni, ONU, Unione europea...) e le associazioni che hanno preso coraggio e combattuto contro i regimi totalitari (la Rosa Bianca per esempio...).
- Inglese - The wasteland (what the thunder said) by T.S. Eliot.