Istituto Tecnico Economico
“Valentino De Fazio”
Anno scolastico 2013/2014
Il vizio: gloria del passato, ricchezza del futuro
Erica Scalzo
Classe V C Programmatori
Indice
Introduzione..................................................1
1.
2. Fonte di ispirazione e lenta distruzione: 2
Il vizio e Charles Baudelaire.
I tentativi fallimentari per l’errato controllo del vizio:
3. 9
Il proibizionismo americano.
4. Il vizio come fonte di redditività: 12
Analisi di bilancio della HIPPOGROUP CESENATE S.p.A.
L’importanza della
5. Legalità nel vizio del gioco: 20
Profili giuridici delle scommesse online.
6. Il vizio soggetto a tassazione: 24
Le imposte sui giochi.
7. The Evolution and the Spread of Gambling: 27
The Importance of a Secure Casinò Website.
Introduzione dell’argomento: il vizio
Non riesco a dare un’indicazione precisa su quante volte la parola “vizio” ha segnato la mia quotidianità, quante volte ne ho chiesto il significato, quante volte mi sono sentita rispondere: “È una brutta cosa” e niente altro…
Ma ora, forte delle mie personali capacità di comprensione e discernimento, ho deciso di
di tesina, l’argomento
sviluppare, nel mio progetto Il Vizio.
Per capirci da subito, ritengo che sia utile dare una spiegazione del termine: Il vizio è una esigenza dell’uomo di trasgredire, una dannosa abitudine alla quale l’uomo tende ad
L’uomo quindi associa al vizio la
abbandonarsi in quanto essere debole e imperfetto.
soluzione del suo problema, all’ostacolo che il vizio rende più “semplice” da superare.
Il vizio dunque è un’indole segreta che appartiene ad ogni uomo, manifestandosi prevalentemente in maniera incontrollata.
Chi si ritiene privo di vizi, è colui che ne possiede maggiormente.
Non pensate però che quanto scritto definisca l’argomento, poiché il vizio è stato oggetto di riflessioni da parte di molti filosofi, sociologi, religiosi, e tra questi mi piace indicarne
un sorriso, l’interpretazione: “Ogni vizio denota la mancanza di
alcuni che ne aiutano, con
qualcosa” di vizio è una creatura d’aspetto talmente mostruoso che più
Maria Pia Isgrò; “Il
la vedi, più ti piace” di Finley Peter Dunne o “Tutti i vizi, quando sono di moda, passano per virtù” di Molière.
Una prima rappresentazione dei vizi è riconducibile ad Aristotele, filosofo e scienziato greco del 383-384 A.C. che introdusse per primo i 7 vizi capitali: superbia, accidia, invidia, avarizia, gola e lussuria.
A riproporli fu Dante Alighieri, poeta fiorentino della seconda metà del 1200 che attraverso la Divina Commedia paragonò le 7 zone del purgatorio ai 7 vizi capitali, definendoli peccati, rendendo ogni tappa del suo cammino una sorta di attraversamento e di
di essi rappresentando ciò a cui l’uomo si lascia trasportare e di cui si
conoscenza pente
prima della morte.
Ma siamo proprio sicuri che Dante si possa considerare un uomo senza “vizi”? Non potrebbe invece essere lui stesso un superbo, per essersi attribuito la capacità esclusiva di entrare nell’Inferno, nel Purgatorio e di poter accedere al Paradiso esclusivamente per beneficiare della vista di Beatrice? O per essersi attribuito il potere di giudicare e condannare gli altri uomini all’inferno? Dove sta la virtù?
con l’appellativo di “capitali” risulterebbe
Oggi definire i vizi obsoleto, anche perché essi sono passati dall’essere peccato da punire a una moda, una scappatoia alla noia quotidiana. Molteplici sono quindi le sfaccettature del vizio, diversificazioni prodotte dall’evolversi del tempo.
Ma qual è il fattore che permette al vizio di manifestarsi e svilupparsi in un essere umano?
Ogni uomo ha dei desideri, che possono manifestarsi in maniera controllata o incontrollata
carattere…
a seconda del Sono proprio i desideri incontrollati che mettono a fuoco il punto
dell’uomo, attraverso cui
debole il male si insidia.
Dall’unione di questi due concetti nasce il vizio che è quindi un mix di desiderio incontrollato intriso dal male.
Facile capire come i vizi non avranno mai fine, basta pensare ai concetti di male e desiderio: l’uomo non può vivere senza desideri e non potrà mai raggiungere la soddisfazione piena di se stesso, poiché i desideri non avranno mai fine; la stessa cosa
il male, ovvero coloro che ne hanno colto l’essenza
vale per gli atteggiamenti sviluppanti
ne cominceranno a essere schiavi, abbandonando la concezione di mostruosità
considerandolo fonte di soddisfazioni al quale si renderà presto conto di non poter più fare
a meno.
Ed è proprio dal non poterne più fare a meno che prende forma il vizio: qualcosa di cui l’uomo non può fare a meno perché il vizio è nell’uomo stesso.
perché abbia scelto questo argomento per il “lavoro” che
A questo punto è facile capire
concluderà il mio percorso scolastico: curiosità, desiderio di sapere, voglia di confrontarmi con qualcosa di diverso.
Scelta difficile, ma intrigante perché è un argomento talmente diffuso fra la gente, ma sembra che nessuno ci faccia caso più di tanto, come se questa ignoranza bastasse a
Ma credo che tendiamo un po’ tutti a tacere quando si tratta di vizi, poiché è
liberarsene.
una questione che grossomodo tocca ognuno di noi, chi più chi meno.
Proprio per questo motivo voglio dimostrare la diffusione e la quotidianità di questo argomento, toccando ogni singolo aspetto di esso.
Con questo mio percorso scolastico voglio soffermarmi inizialmente su come il vizio sia stato capace di portare a molti personaggi gloria e successo, ma contemporaneamente anche oscurità e morte.
Il mio intento dunque sta nel dimostrare la sua facilità nel diffondersi generando un senso
invece basato sull’apparenza,
di pienezza e appagamento, ma soprattutto che il vizio è in
credere che quello sia l’unico modo per essere in armonia con il
altre parole ci spinge a
mondo offrendoci solo emozioni e soddisfazioni momentanee, lasciandoci pregustare la felicità e il successo senza poi garantirli davvero, passando poi da rapida abitudine a lenta distruzione.
L’altro scopo fondamentale del mio percorso scolastico è evidenziare l’attualità del vizio, poiché se la storia lo ha reso celebre per la gloria e l’ispirazione, il mondo di oggi lo celebra per l’enorme redditività che genera. Dunque si genera una sorta di catena alimentare fra il vizio, la vittima del vizio e l’imprenditore: il vizio si nutre della sua vittima, la vittima cede al vizio e l’imprenditore si nutre con i soldi di quest’ultima.
Ma tutto questo non sarò solo io a raccontarlo, mi farò aiutare da personaggi, eventi storici e dati oggettivi, esplorando il fascino e l’evoluzione ma anche le negatività del vizio:
sviluppare i due distinti aspetti significa evitare di tacere, evidenziando ciò che molti nasconderebbero, trattando la pericolosità del vizio racchiusa nell’epilogo di ogni avvenimento o storia.
Fonte di ispirazione e lenta distruzione
Il vizio e Charles Baudelaire
Il “vizio” da sempre ha, con diverse accezioni, caratterizzato l’uomo.
Molti sono gli esempi che si potrebbero usare per spiegare ciò, ma credo che per individuare le immense articolazioni del vizio e le complessità e particolarità che lo circondano, non esista miglior esempio di quello di Charles Baudelaire. Charles Baudelaire (1821-1867)
Collocare Charles Baudelaire in una corrente letteraria ben definita risulta abbastanza difficile, poiché la sua estrema originalità, il suo talento, la sua voglia di rivoluzione, i suoi vizi, rendono la sua poesia libera da ogni canone letterario.
Nella seconda metà dell’Ottocento Baudelaire inizia ad assumere piena consapevolezza della propria persona, divenendo il più grande esempio di “poesia moderna”, modernità che deriva principalmente dalla sua capacità di spezzare i legami con il passato anticipando importanti temi e concezioni che saranno protagonisti del secolo avvenire e che troveranno sbocco nel Decadentismo.
Ma l’aspetto più affascinante di Baudelaire sta nella sua profonda conoscenza delle trasformazioni ed evoluzioni della società, ed è proprio questo ciò che lo rende testimone critico e sofferto dell’epoca in cui vive,
1
celebrando la sua immagine di poeta dandy ed emarginato.
Ciò che rende Baudelaire “l’incarnazione del vizio” è proprio questa sua
nei confronti della vita, l’infelicità che
forma di debolezza e di incertezza
stargli dietro come un’ombra…
sembra Tutti elementi di cui il vizio si nutre, attaccando così la sua personalità e il suo stile di vita, dandogli ciò di cui lui crede di aver bisogno e che secondo lui esalta il suo lavoro letterario.
Ma partiamo dalle origini di questo malessere.
Baudelaire era un bambino solo, in rabbiosa rivolta contro tutti, gran parte della sua infelicità e del suo disagio derivavano dal difficile rapporto con la famiglia, a causa della morte del padre e del successivo secondo matrimonio della madre.
Con il patrigno Baudelaire non riesce mai a trovare affinità o intesa, al punto da iniziare a condurre una vita sregolata e vivere in ambienti poco casti.
lo porta all’imbarco per l’India, a Calcutta,
Ciò viaggio che viene interrotto dal
poeta per tornare a Parigi, dove ha la possibilità, avendo raggiunto la
entrare in possesso dell’eredità paterna.
maggiore età, di
Ma il vizio continua a contraddistinguere ancora la sua quotidianità tanto che la dispendiosa vita da lui condotta porta la famiglia ad intervenire, vincolando il resto dell’eredità paterna.
Inizia così una situazione economica difficile per il poeta, che lo fa piombare in un cumulo di ansia e disperazione non solo per i debiti contratti, ma anche per il penoso problema di come guadagnarsi la vita giorno per giorno. Una vita che non apprezza mai e che, inconsciamente, lo conduce verso l’autodistruzione, viaggio in cui è accompagnato dal vizio fino all’ultimo attimo.
Dopo quindici anni dal suo viaggio in India riaffiora in Baudelaire la passione per l’esotismo, che sfocia poi nella pubblicazione dei Paradisi Artificiali (1848-1856) e dei Fiori del Male (1857).
La pubblicazione dei Fiori del Male definirà una linea di partenza per la poesia moderna; alla sua comparsa, la raccolta fu sequestrata dalla polizia e accusata di oscenità, cosa che porta il poeta a dover affrontare un processo.
Nonostante ciò, tutti i maggiori movimenti poetici successivi riconoscono in Baudelaire un iniziatore, poiché è proprio grazie alla sua poesia che diventa imperante e decisivo trovare nuovi modi di fare letteratura, nuovi linguaggi, nuove voci, nuove musicalità, nuove suggestioni.
Ci si avvicina così al concetto di poesia assoluta, pura, in cui il testo poetico ha come punto di riferimento soltanto se stesso: la poesia viene liberata dalle strutture metriche e sintattiche tradizionali, elaborando un linguaggio nuovo che permette di portare alla luce i legami misteriosi tra le cose e di accentuare il distacco fra il linguaggio poetico e quello della comunicazione ordinaria.
La parola quindi, deve possedere una magica virtù evocatrice di una realtà profonda dietro alle apparenze, e deve avere la capacità di comunicare le emozioni del poeta. Ne sono un esempio le figure retoriche, tra cui la
2 3 4
, l’allegoria, l’analogia
sinestesia ecc., utilizzate per risaltare il significato
5
connotativo della parola, andando oltre in semplice significato denotativo: in una sola parola, il Simbolismo.
È possibile dunque ricondurre il simbolismo alla vita di Baudelaire: il poeta vive in un esasperato individualismo, cercando esperienze estreme e spesso
l’arte come valore assoluto.
distruttive e provocatorie celebrando
Diversi pertanto gli aspetti su cui poggia il suo simbolismo: uno dei quali si basa sul fatto che sotto la realtà apparente, si nasconde un’altra realtà misteriosa e profonda, una realtà che manifesta la sfiducia verso la scienza, la quale non è capace di penetrare nell’animo umano.
Il poeta può quindi penetrare la vita attraverso l’arte, che appare come l’unico strumento con cui si può esplorare e rendere accessibile ciò che è ignoto e irrazionale.
L’altro aspetto poggia sulla concezione della natura di Baudelaire: essa è una “foresta di simboli” fatta di corrispondenze di profumi,
vista come colori e
l’aspetto musicale del linguaggio, privilegiando il
suoni: egli accentua inoltre
suono rispetto alle parole, arricchendolo di frasi evocative e misteriose.
I testi pertanto non sono particolarmente elaborati, contengono scarsi elementi descrittivi e ciò dipende anche dalla particolare posizione che il poeta assume nei confronti del mondo sociale, ovvero il suo non trovarsi in sintonia con ciò che lo circonda lo porta in una posizione di isolamento.
5
Questa sorta di isolamento fa di Baudelaire un Bohème, un uomo debole incapace di realizzarsi e in perenne fuga dal mondo reale.
E tutto ciò si ritrova nella raccolta I Fiori del Male, raccolta che racchiude il senso dei comportamenti del poeta lungo il corso della sua vita e dove l’impronta del vizio risulta evidente, messa in evidenza dal suo rifugiarsi disperato in tutto ciò che gli provoca felicità e soddisfazione, non rendendosi conto che in realtà il suo rifugio non è altro che apparenza e morte.
Nonostante ciò il poeta spera di riuscire a trovare salvezza, come lascia trasparire la scelta accurata del titolo: secondo lui infatti il poeta può riuscire a riscattarsi dal Male trasfigurandone i motivi in Bellezza e traendone “fiori” di un fascino nuovo.
Il senso del male e del peccato lo ossessiona e, il tentativo di uscirne, attraverso le virtù esaltanti dell’Arte e dell’Amore, naufraga nella miseria quotidiana della sua vita, inghiottita dallo “spleen”, inteso da lui come uno stato patologico di cupa angoscia che può essere meglio rappresentato dal male di vivere, inteso come una depressione spirituale dovuta alla solitudine, all’impossibilità di stabilire un rapporto con l’ambiente, qualcosa che non è frutto di un semplice umore nero ma è la conseguenza di non poter realizzare se stessi attraverso il proprio ideale.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Introduzione Vizio, tesina
La seguente tesina di maturità tratta del tema del vizio. La tesina abbraccia anche i seguenti argomenti nelle varie discipline scolastiche: Charles Baudelaire in Italiano; Il Proibizionismo Americano in Storia; Analisi di Bilancio della HIPPOGROUP CESENATE S.p.A. in Ragioneria; Profili Giuridici delle Scommesse Online in Diritto; Le Imposte sui Giochi in Scienze delle Finanze; The Importance of a Secure Casinò Website in Inglese.
Collegamenti
Vizio, tesina
- Italiano - Charles Baudelaire
- Storia - Il Proibizionismo Americano
- Ragioneria - Analisi di Bilancio della HIPPOGROUP CESENATE S.p.A.
- Diritto - Profili Giuridici delle Scommesse Online
- Scienze delle Finanze - Le Imposte sui Giochi
- Inglese - The Importance of a Secure Casinò Website
(Riguardo inglese ho voluto esprimere il mio giudizio negativo sui siti che offrono di giocare online, presentando un ipotetico sito sicuro che pubblicizza un Casino immaginario che permette esclusivamente di visionare i servizi che il Casino da me proposto offre).