L’ARTISTA MALEDETTO
LA SUA EVOLUZIONE TRA ‘800 E ‘900 E IL RIFIUTO DELLA SOCIETÀ
Maria Laura Panzeri | VB | 18 giugno 2014
Indice
Mappa concettuale …………………………………………………………………………………………… p. 3
Introduzione ………………………………………………………………………………………………………. p. 4
Capitolo 1 – Le origini dell’artista maledetto (1857-1880)…… p. 5
1.1 – La nascita del termine ……………………………………………………………….. p.6
1.2 – Il poeta maledetto nella società di fine ‘800 ……………………………. p. 6
1.3 – Caratteri principali della poesia simbolista francese ………………… p.6
1.4 – La visione simbolista di Charles Baudelaire ……………………………… p.7
Capitolo 2 – Il passaggio tra ‘800 e ‘900 (1890-1914) ………… p. 12
2.1 – Il desiderio di cambiamento nell’Europa orientale ………………….. p.13
2.2 – Un’esistenza travagliata a cavallo di due secoli ………………………. p.13
2.3 – Le opere di Egon Schiele ………………………………………………………… p. 15
2.3.1 – La crisi d’identità dell’artista: gli autoritratti …………………………………………… p. 15
2.3.2 – La conflittualità dei nudi ………………………………………………………………………… p. 16
3.1 – Spread of pessimism through Europe …………………………………….. p. 17
3.2 – “The dead”, its pessimism and its symbols …………………………….. p. 17
Capitolo 3 – Il musicista maledetto nel periodo delle
contestazioni (1960-1971) ………………………………………………… p. 20
4.1 – Breve introduzione agli anni ’60 …………………………………………….. p. 21
4.1.1 – La contestazione giovanile ………………………………………………………………………. p. 21
4.1.2 – La critica di Marcuse al sistema ………………………………………………………………. p. 21
4.2 – Le icone anticonformiste degli anni ’60 ………………………………… p. 22
4.3 – Il club 27 ………………………………………………………………………………… p. 22
4.3.1 – Il termine ………………………………………………………………………………………………… p. 22
4.3.2 – Il Re lucertola …………………………………………………………………………………………. p. 23
PAGINA 1
4.3.3 – Jimi Hendrix …………………………………………………………………………………………. p. 27
Capitolo 4 – La mercificazione dell’arte (1980-1990) ……….. p. 33
5.1 – Il mercato dell’arte e il disorientamento dell’artista ………………. p. 34
5.2 – L’artista negli anni ’80: Jean-Michel Basquiat ……………………….. p. 34
Conclusioni ………………………………………………………………………………………………………. p. 40
Bibliografia/sitografia ………………………………………………………………………………………… p. 41
PAGINA 2
L'artista maledetto
1: Le origini
ITALIANO: la
visione simbolica di
Baudelaire
2: Tra '800 e '900
3: Gli anni '60 e la
ARTE: il disagio di musica
Schiele STORIA: le 4: L'arte negli anni '80
contestazioni
INGLESE: il FILOSOFIA:
pessimismo di Joyce Marcuse ARTE: Basquiat e il
MUSICA: il club 27 graffitismo PAGINA 3
Introduzione
In questa tesina analizzerò l’evoluzione dell’artista maledetto nel tempo, cercando
di capire quanto la sua arte ed il suo stile di vita siano stati influenzati dalla società
a loro contemporanea. Propongo questo argomento perché personalmente trovo
sia interessante osservare quanto i vari artisti (poeti, musicisti, pittori) abbiano in
comune, nonostante i diversi ambienti di appartenenza: nel primo capitolo
analizzerò la poesia simbolista di Baudelaire nella Francia di fine ‘800; nel secondo
passerò all’ impero asburgico, descrivendo l’esperienza artistica di Schiele, e al
Regno Unito di inizio ‘900, dove si annida il pessimismo dei poeti modernisti; nel
terzo capitolo invece approfondirò la vita ed il contesto storico (gli anni ’60) di
alcune icone del rock che hanno incarnato perfettamente il modello dell’artista
maledetto; infine nel quarto capitolo parlerò di come la società ed il mercato
abbiano il potere di corrompere e rovinare un’artista, esaminando il percorso di
Jean-Michel Basquiat. Ho scelto questo argomento perché l’artista maledetto è
ancora una figura attuale, non solo appartenente al passato, ma anche alla
contemporaneità, basti pensare alle morti più recenti di Kurt Cobain (leader della
band grunge dei Nirvana), nel 1994, e della cantante soul Amy Winehouse, nel 2011.
PAGINA 4
Capitolo 1 maledetto
Le origini dell’artista
(1857-1880) PAGINA 5
1.1: La nascita del termine
I primi riferimenti alla figura dell’artista maledetto sono strettamente collegati ad
un ambito letterario, quello decadente simbolista della Francia degli ultimi
decenni del 1800. Quando nel 1880 la critica utilizzò il termine décadent per
definire in modo negativo i nuovi circoli letterari che si ponevano apertamente in
contrasto con la mentalità borghese(pervasa dalle teorie del P0sitivismo)e che
ostentavano idee e modi di fare volutamente provocatori, gli artisti dei circoli
d’avanguardia reagirono prontamente, assumendo tale espressione e
rovesciandone il significato: décadent non significava più ciò che andava oltre i
limiti della morale comune, ma consisteva in una sorta di privilegio spirituale e
culturale, che elevava l’artista al di sopra della limitata visione dei “profani”.
L’espressione “poeta maledetto” venne coniata nel 1883, quando il poeta simbolista
Paul Verlaine sulla rivista “Lutèce” presentò i maggiori esponenti della corrente dei
Simbolisti francesi, tra cui Verlaine stesso, Arthur Rimbaud e Stéphan Mallarmé,
nella serie intitolata Poètes maudits.
1.2: Il poeta maledetto nella società di fine ‘800
I molti cambiamenti nella società dell’‘800 furono profondamente percepiti dai
poeti dell’epoca: da un punto di vista economico-sociale si ebbero concretissimi
cambiamenti nel modo di vivere, in seguito alla rivoluzione industriale, avvenuta
all’incirca alla metà del secolo, che comportò un grandissimo sviluppo del settore
secondario e, di conseguenza, l’espansione delle città e l’avvento di nuove
tecnologie (come ad esempio l’elettricità come nuova fonte di illuminazione
urbana); da un punto di vista puramente artistico si assistette ad una crisi della
figura dell’intellettuale. In una società in cui gli individui stessi non erano
considerati, se non come parti della massa, l’artista rifiutò il mondo esterno,
rifugiandosi nella sua interiorità. Tale rifiuto fu reciproco: nella società del tempo,
caratterizzata da una visione borghese, dedita al profitto, l’intellettuale venne
emarginato, declassato; non c’era più spazio per ideali e concetti astratti come il
“bello”, ma solo tempo da dedicare alla produzione e al maggior guadagno
possibile.
1.3: Caratteri principali della poesia simbolista francese
La poesia degli intellettuali francesi della seconda metà dell’‘800 presenta alcune
caratteristiche ricorrenti, riconducibili all’ambito (molto più ampio) della corrente
del Decadentismo. Lo stesso termine indica uno stato d’animo diffuso, percepito
in particolar modo dagli artisti: la sensazione della fine di un’epoca e l’apprensione
per il futuro dell’arte (gli artisti avevano la sensazione che tutto ciò che poteva
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essere creato fosse già stato realizzato). I poeti simbolisti furono però in grado di
trovare una via d’uscita da questa opprimente e statica situazione storica e sociale,
attraverso l’arte e, soprattutto, l’esplorazione dell’ignoto: il tema dell’irrazionale è
infatti un punto fisso nella poesia simbolista, poiché rappresenta il rifiuto della
visione scientifica e razionale, che aveva caratterizzato gran parte della letteratura,
in particolare la prosa, francese del periodo immediatamente precedente (basti
pensare al grande romanzo naturalista francese). Questa ricerca, del tutto
soggettiva, si concretizza attraverso simboli, analogie e immagini evocative, che
mirano al disvelamento della realtà nascosta dietro alle apparenze sensibili della
quotidianità, all’essenza più profonda delle cose e dell’universo. Per quanto
riguarda la forma, più di ogni altra cosa viene privilegiata la parola con i suoi suoni
e la sua musicalità. Tutto ciò si manifesta nelle poesie sia con figure semantiche
quali metafore, analogie e sinestesie, sia con figure foniche (allitterazioni,
assonanze e consonanze).
1.4: La visione simbolista di Charles Baudelaire
Nonostante Charles Baudelaire, poeta, critico e giornalista francese, non possa
essere ritenuto un “artista maledetto”, poiché morto qualche decennio prima della
nascita del termine, analizzare alcune delle sue poesie può essere fondamentale
per meglio comprendere lo stato d’animo e la situazione sociale dei poètes maudits,
data la presenza di varie caratteristiche in comune tra Baudelaire e i poeti
successivi.
Charles Baudelaire nacque a Parigi nel 1821, da una famiglia borghese benestante e
rispettabile; i suoi genitori, per strapparlo alla vita dissoluta da bohémien della sua
gioventù, decisero di imbarcarlo su una nave diretta in India. Questo viaggio, mai
concluso dal poeta che sceglierà di ritornare in Francia prima di giungere alla meta,
sarà molto importante nella produzione letteraria di Baudelaire, spesso legata al
tema dell’esplorazione e dell’esotismo. Tornato a Parigi, lo scrittore sperperò in
poco tempo l’eredità ricevuta dal padre (morto quando lui era piccolo) e fu poi
costretto a dedicarsi alla critica (sia letteraria che d’arte) per vivere. Fu proprio
grazie al suo lavoro come critico che ebbe modo di conoscere Edgar Allan Poe,
poeta e scrittore statunitense: in lui Baudelaire riconosce uno spirito fraterno,
attratto come lui dalle atmosfere nere e allucinate e come lui incompreso e
sregolato. Il capolavoro di Baudelaire è senza dubbio la raccolta de I fiori del male
(Les fleurs du mal in francese), pubblicata nel 1857 e sottoposta a processo per il
grande scandalo suscitato; la sentenza fu negativa e il poeta fu costretto a
modificare la sua opera, la cui seconda edizione uscì nel 1861. Nello stesso tempo
però il suo fisico era ormai provato dall’uso di sostanze stupefacenti (tra cui oppio
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e hashish) e dalla malattia, la sifilide, contratta durante la sua giovinezza; l’insieme
di tali aspetti portò alla morte di Baudelaire nel 1867.
I fiori del male è un romanzo in versi, una raccolta di poesie che racconta il
simbolico “viaggio” del poeta e la sua combattuta condizione, in bilico tra “ideale”,
ovvero la bellezza ideale, i valori, l’anima dell’universo che segretamente collega
ogni aspetto della vita, e lo “spleen”, paragonabile all’umor nero degli antichi, una
sensazione di profonda malinconia e disagio interiore. Proprio da questo stato
d’animo l’artista cerca continuamente di fuggire, con vari tentativi: l’alcool, le
droghe, l’amore, la negazione di Dio e la morte, non come fonte di salvezza nel
trascendente ma come disperato tentativo di trovare nell’ignoto qualcosa di nuovo.
L’opera, seppur caratterizzata da un disegno organico, è divisa in sei sezioni:
“Spleen e ideale”, “Quadri parigini”, “I fiori del male”, “La rivolta”, “Il vino”, “La
morte”. Uno dei temi principali, come già ho anticipato, è quello dello spleen, stato
di angoscia provato dall’artista, consapevole del fatto che la società moderna ha
svuotato l’arte di ogni significato, così come ha ridotto la vita a misera e continua
ricerca del profitto. Tale concetto era così importante per Baudelaire al punto di
dedicargli un’intera poesia: “Spleen”.
La poesia “Spleen” è contenuta nella prima sezione, intitolata “Spleen e ideale”. Dal
punto di vista formale, l’autore si è dimostrato fedele alle forme della tradizione;
ciò che veramente colpisce è il modo in cui Baudelaire utilizzò un lessico
quotidiano e immagini sgradevoli per calarci implacabilmente nella sua interiorità,
senza garantirci alcuna possibilità di fuga. Il poeta fece ricorso ad alcune immagini
particolarmente crude e spiacevoli per fare entrare, prima lentamente, poi in modo
vertiginoso, il lettore in una dimensione lugubre e opprimente, attraverso
espressioni del linguaggio comune:
«
Quando come un coperchio il cielo pesa
grave e basso sull’anima gemente
in preda a lunghi affanni, e quando versa
su di noi, dell’orizzonte tutto il giro
abbracciando, una luce nera e triste
»
più delle notti PAGINA 8
In questi primi versi possiamo già percepire l’atmosfera cupa e tenebrosa della
mente dell’autore, che trapela dalla descrizione dal cielo, paragonato ad un
coperchio che ci schiaccia verso il basso:
«
e quando si è mutata
la terra in una cella umida, dove
se ne va su per i muri la Speranza
sbattendo la sua timida ala, come
un pipistrello che la testa picchia
su fradici soffitti; e quando imìta
la pioggia, nel mostrare le sue striscie
infinite, le sbarre di una vasta
prigione, e quando un popolo silente
di infami ragni tende le sue reti
in fondo ad i cervelli nostri, a un tratto
furiosamente scattano campane
come spiriti erranti, senza patria,
che si mettono a gemere ostinati.»
L’atmosfera è qui ulteriormente amplificata, attraverso una serie di similitudini e
metafore. La Speranza viene personificata e paragonata ad un agonizzante
pipistrello; la mente è comparata ad una cella fredda e inospitale, popolata da
ragni. La scelta lessicale assume un forte rilievo: per accentuare ancora di più il
tono di sofferenza che pervade la strofa, vengono impiegate espressioni sgradevoli
quali “cervelli nostri” e “urlo atroce”. Questa prima, lunga, strofa è seguita
solamente da un’altra stanza, di soli cinque versi:
«…E lunghi funerali lentamente
senza tamburi sfilano né musica
dentro l’anima: vinta, la Speranza
piange, e l’atroce Angoscia sul mio cranio
pianta, dèspota, il suo vessillo nero.» PAGINA 9
Le ultime cinque righe forniscono, per mezzo di un linguaggio analogico, la
definizione di spleen: un corteo funebre, la disper
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Introduzione Artista maledetto, tesina
La seguente tesina di maturità tratta il tema dell'artista maledetto.
In questa tesina analizzerò l’evoluzione dell’artista maledetto nel tempo, cercando di capire quanto la sua arte ed il suo stile di vita siano stati influenzati dalla società a loro contemporanea. Propongo questo argomento perché personalmente trovo sia interessante osservare quanto i vari artisti (poeti, musicisti, pittori) abbiano in comune, nonostante i diversi ambienti di appartenenza: nel primo capitolo analizzerò la poesia simbolista di Baudelaire nella Francia di fine ‘800; nel secondo passerò all’impero asburgico, descrivendo l’esperienza artistica di Schiele, e al Regno Unito di inizio ‘900, dove si annida il pessimismo dei poeti modernisti; nel terzo capitolo invece approfondirò la vita ed il contesto storico (gli anni ’60) di alcune icone del rock che hanno incarnato perfettamente il modello dell’artista maledetto; infine nel quarto capitolo parlerò di come la società ed il mercato abbiano il potere di corrompere e rovinare un’artista, esaminando il percorso di Jean-Michel Basquiat. Ho scelto questo argomento perché l’artista maledetto è ancora una figura attuale, non solo appartenente al passato, ma anche alla contemporaneità, basti pensare alle morti più recenti di Kurt Cobain (leader della band grunge dei Nirvana), nel 1994, e della cantante soul Amy Winehouse, nel 2011.
Collegamenti
Artista maledetto, tesina
- Italiano - La visione simbolica di Baudelaire
- Arte - Il disagio di Schiele
- Basquiat e il graffitismo
- Inglese - Il pessimismo di Joyce
- Storia - Le contestazioni giovanili
- Filosofia - Marcuse
- Musica - Il club 27