Estratto del documento

Introduzione

Stando da cinque anni in questa scuola dove ci sono molte ragazze, con le quali ho condiviso molti momenti importanti, sia brutti che belli, e per tutte le insegnanti che ho avuto durante questo periodo, le quali mi hanno aiutato fino all’ultimo giorno di scuola per permettermi di arrivare dove sono, mi è sembrato giusto dare importanza a questo fenomeno, che negli ultimi tempi è sempre più sulle cronache, per cercare di far capire quanto le donne sono importanti nella nostra vita.

Il percorso che intendo intraprendere, con il presente lavoro, ha lo scopo di evidenziare che, a mio parere, la violenza contro le donne sia la forma di violazione dei diritti umani più diffusa.

Perché al di là della brutalità e della prevalenza del fenomeno c’è un aspetto che preoccupa di più.

Si tratta dell’accettazione sociale della violenza nei confronti delle donne, in quanto questa è tollerata, legittimata e persino

Banalizzata

La violenza nei confronti delle donne è un fenomeno storico che origina in società patriarcali caratterizzate dal disequilibrio di potere tra donne e uomini. Basato su una falsa superiorità maschile sulle donne per controllare le loro vite, i loro corpi e la loro sessualità.

La violenza nei confronti delle donne può assumere varie forme: violenza psicologica, fisica, sessuale ed economica e può verificarsi sia nella sfera pubblica che in quella privata.

Non c’è un solo paese al mondo in cui le donne siano libere dalla violenza, e non c’è un solo ambito nella vita di ogni donna che non la esponga alla minaccia o alla realizzazione di atti di violenza maschile. 1

Per queste ragioni la violenza nei confronti delle donne deve essere considerata la forma di violenza dei diritti umani maggiormente diffusa e, per questo, bisogna combatterla abbattendo prima di tutto gli stereotipi di genere.

Cercherò con questo percorso di illustrare come le donne nel corso della storia hanno lottato per i condizionamenti subiti, per le possibilità negate, le umiliazioni e frustrazioni sofferte, per riscattare la loro dignità e il loro desiderio di rivalsa, le hanno portate dopo lunghe lotte ad avere riconosciuto il loro ruolo di potersi misurare alla pari e poter dire con certezza che esse sono un pilastro della società moderna. 2

Indice

  • “Lo stupro” Franca Rame.........................................................pag. 4
  • Tito Livio, Ab Urbe Condita. L’episodio di Lucrezia................................pag. 11
  • Che cos’è l’intervista?..............................................................pag. 18
  • “Sull’uguaglianza e l’emancipazione femminile” J. S. Mill......................pag. 23
  • Dalla lotta delle suffragette inglesi alla conquista del voto politico 1946................................................................pag. 26
  • Maria Montessori e l’emancipazione femminile......................................pag. 29
  • Donne e sport........................................................................pag. 31
  • Funzione crescente...................................................................pag. 33
  • Bibliografia e sitografia...............................................................pag. 34 3

Franca Rame, attrice-agitatrice che denunciò in scena la violenza sulle donne

Franca Rame nasce il 18 luglio 1929 a Parabiago in provincia di Milano per un caso: la sua famiglia recitava lì!

Franca Rame era nata attrice: la sua era una famiglia di teatranti girovaghi, calcò le scene quando era ancora una bambina. Nella stagione 1950-51 venne scritturata nella compagnia primaria di prosa di Tino Scotti per lo spettacolo Ghe pensi mi di Marcello Marchesi, in scena al Teatro Olimpia di Milano.

La svolta della sua vita avvenne nel 1954 quando sposò Dario Fo che con la patetica figura del giullare aveva conquistato le platee.

La miscela di quei caratteri produsse un’esplosione politica alimentata poi dalle ribellioni del ’68.

La coppia Fo-Rame si fece paladina della controinformazione, andando contro tutto ciò che la stampa pubblicava e le trasmissioni televisive proponevano. 4

La loro recitazione diventava invettiva e predicazione rivoluzionaria contro una società che era intollerabile.

Il 9 marzo 1973, Franca Rame fu costretta a salire su un furgoncino da cinque uomini appartenenti all'area dell'estrema destra, dai quali fu poi stuprata a turno e malmenata. La terribile esperienza è stata successivamente portata in scena dall’attrice con il monologo teatrale “Lo stupro” del 1981. Il procedimento penale si concluse solo nel febbraio 1998, comportando la prescrizione del reato.

Anche questo cupo episodio rafforzò il femminismo al quale Franca Rame si era sempre dedicata.

Con la sua bellezza e con la sua bravura Franca Rame avrebbe potuto avere una vita facile e sontuosa, ma scelse una strada molto diversa: della quale moltissimi non condividono nulla. Usò strumenti di comunicazione e di libertà che una democrazia come quella italiana le offriva e nello stesso tempo scagliandosi contro quella democrazia, come dimostrò quando lasciò il Senato nel 2008, dichiarando che le «istituzioni mi sono sembrate impermeabili e refrattarie a ogni sguardo, proposta e sollecitazione esterna, cioè non proveniente da chi è espressione organica di un partito o di un gruppo di interesse organizzato».

Il 19 aprile 2012 Franca Rame venne colpita da un ictus e ricoverata d'urgenza al policlinico di Milano. È morta il 29 maggio 2013, nella sua abitazione di “Porta Romana” a Milano, all'età di 83 anni. È sepolta nel Cimitero Monumentale di Milano. 5

Franca Rame fu una vera combattente

Lo stupro

La battaglia di Franca Rame in difesa delle donne vittime di violenza.

Nel 1973 lo stupro da parte di esponenti dell'estrema destra. Due anni dopo, nel 1975, Franca Rame scrisse il “Lo stupro”

monologo per denunciare la sua violenza, e quella di tutte le donne.

Il monologo fu portato coraggiosamente in teatro e negli anni ’80 anche in Rai di fronte a milioni di persone, nonostante all’epoca si parlasse molto poco di violenza sessuale e nei tribunali la tendenza prevalente era quella di criminalizzare le donne vittime di violenza. 6

9 marzo 1973, Franca Rame

Era il quando a Milano venne rapita da cinque uomini, fatta salire a forza su un camioncino, stuprata per ore. Le spaccarono gli occhiali, la tagliarono con una lametta, la bruciarono con delle sigarette. Un piano nato negli ambienti di estrema destra, per colpire «la compagna di Dario Fo», che collaborava con “Soccorso Rosso” nelle carceri, che si era esposta sul caso Pinelli. Per quello stupro - secondo alcuni esponenti neofascisti, che parlarono al giudice istruttore Guido Salvini, ispirato da alcuni ufficiali dei Carabinieri a 25 anni dal fatto, solo la

- non c'è mai stata nessuna condanna:

prescrizione: una vera beffa. Ma Franca Rame ha sconfitto la loro violenza con la parola. Invece di accettare l’obbligo al silenzio, ha dimostrato con la sua arte di essere più forte dei suoi violentatori.

L’angoscia di quei momenti drammaticamente vissuti in prima persona è resa dall’attrice nel suo monologo con parole crude che rendono con efficacia la brutalità della violenza subita.

Il cuore mi si sta spaccando, non voglio uscire dalla confusione che ho. Non voglio capire. Non capisco nessuna parola «Muoviti, puttana. Fammi godere». Il sangue mi cola dalle guance alle orecchie. È il turno del terzo. È orribile sentirti godere dentro, delle bestie schifose.

Ma Franca Rame non ha mai smesso di difendere le donne violentate, di denunciare lo schifo di chi ruba qualcosa che non si può vedere: la

1975

dignità. Nel ricorre a un'«analisi teatrale»: non sul lettino dello

7

Lo stupro

psichiatra, ma su un palco, per raccontare in un monologo ( )

quelle ore terribili. L'unico modo per esorcizzare quello che le è successo

Sesso? Grazie,

del 1994

finirà successivamente nello spettacolo

tanto per gradire – Lo stupro, e le parole sono dure, precise, chirurgiche: chi le ascolta non può non vergognarsi.

Io ho visto questo spettacolo riprodotto su un DVD e cercherò di descriverlo in poche righe.

Lo spettacolo inizialmente affronta, in chiave ironica, come è fondamentale educare i giovani alla sessualità.

Franca Rame parla anche dei problemi come l’AIDS, aborto e prevenzione, questioni da lei in parte già affrontate in testi e spettacoli teatrali degli anni Settanta.

Sesso?

Solitamente l’attrice chiudeva lo spettacolo

Grazie, tanto per gradire con “La favola dei tre Desideri”, ma nelle successive repliche decise di concludere con il

Lo stupro

monologo. 8

Franca Rame inizia questo monologo dicendo di volerlo dedicare a tutte le donne violentate.

Le luci si spengono; c’è solo una luce su di lei, che si poggia su una sedia, non in posizione seduta, ma quasi sdraiata (sembra che stia dallo psicologo). Mentre recita è immersa nel personaggio.

All’inizio parla lentamente, ma quando descrive i momenti più terribili, la voce è più lenta. Nel finale si alza, continua a parlare lentamente con voce rotta dal pianto e, infatti, piangendo esce di scena, le luci si spengono lasciando il pubblico - e anche me - perplesso e in silenzio.

Eccone un passo:

Mi scopro a pensare cosa dovrebbe fare una persona in

«

queste condizioni. Io non riesco a fare niente, né a parlare né a piangere … Mi sento come proiettata fuori, affacciata a una finestra, costretta a guardare qualche cosa di orribile. (…..)

Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti. È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male... nel senso che mi sento svenire... non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo... per l’umiliazione... per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello... per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero... mi fanno male anche i capelli... me li

9

tiravano per tenermi ferma la testa. Mi passo la mano sulla faccia... è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino... cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora... Sento le loro domande. Vedo le loro facce... i loro mezzi sorrisi... Penso e ci ripenso... Poi mi decido... Torno a casa... torno a casa... Li denuncerò domani».

Negli anni, dall’esperienza del suo orrore, Franca è passata all'orrore di tutte le donne, raccontando le loro violenze, i soprusi che spesso subiscono persino al momento della denuncia, per non farle sentire sole.

Puntualmente, dal suo sito, teneva il triste conto degli stupri balzati sulla cronaca, per non dimenticare che,

Fatto Quotidiano:

come ha scritto per il

«Molto probabilmente, in qualche parte d’Italia proprio ieri una, dieci, cento donne sono state violentate». 10

Latino

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Sintesi

Introduzione della tesina violenza sulle donne

In questa tesina di maturità viene descritto il tema relativo alla violenza sulle donne. Si tratta di un tema molto scottante al giorno d'oggi. Molte donne, sia bambine sia adulte, sono sottoposte a violenze di ogni genere da parte degli uomini; il problema è diventato drammatico, raggiungendo delle stime molto elevate. Anche l'Italia è un Paese in cui questo grave problema si presenta in maniera preponderante: sono tanti i casi di donne e bambine che subiscono vari soprusi e umiliazioni. Come riferisce la "Dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro le donne" varata nell'anno 1993 nell'articolo 1, si definisce violenza sulle donne:

"Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata."

tema sulla violenza sulle donne

La violenza sulle donne quindi provoca dei danni non solo fisici, ma anche psicologici sulle medesime che sono coinvolte. Le persone coinvolte sono anche colpite sia nella sfera privata sia nella sfera pubblica.

Collegamenti

Tesina violenza sulle donne

  • Italiano - Franca Rame: lo stupro.
  • Latino - Tito Livio e l'episodio di Lucrezia.
  • Metodologia - L'intervista ad una esperta di prevenzione alla violenza.
  • Filosofia - J. S. Mill.
  • Storia - Le suffragette.
  • Pedagogia - Maria Montessori.
  • Educazione fisica - Donne e sport.
  • Matematica - La funzione crescente.
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