Viaggio nella memoria
Martina Cavallaro
Classe V sez. C Liceo Scientifico “G. Seguenza” Messina
Terra mia
Terra mia
Incendiata d’autunno
Vibrante di sospiri
A primavera.
Rossi sentieri
Che scendono al mare
Tra pini fragranti,
rocce costiere
protese nell’azzurro
come lunghe spume...
Terra mia
Nido perduto
Rifugio della mia anima.
Luciana Favretto
Viaggio nella memoria
“La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé”
“Memory is the diary that we all carry about with us”.
Oscar Wilde
Fin da piccola sono sempre rimasta affascinata dai racconti di mia nonna, storie di un’infanzia
segnata dalle vicende della guerra e dall’amara esperienza dell’esilio. Luciana Favretto, la mia
nonna materna, è nata ad Umago d’Istria, un piccolo paese sulle sponde del Mar Adriatico. Appena
tredicenne dovette abbandonare, come la maggior parte degli altri italiani, la terra istriana e la sua
amata Umago che diventerà, da allora, tema di tante sue poesie nutrite proprio da quella ferita mai rimarginata, da quei ricordi incancellabili, da quell’opprimente disagio dell’anima che conosce
tutta l’angosciosa sensazione di perdita e di sradicamento. La poesia “Terra Mia”, riportata in
copertina, sprigiona una luminosa grazia che tuttavia non riesce a celare quell’intima sofferenza,
quel costante riandare ai ricordi, quasi una sorta di rifugio in cui si annida il disperato tentativo di
riannodare i fili di un’esistenza ormai spezzata. Chi scrive è spesso spinto dal bisogno non solo di
raccontare ad altri il proprio vissuto, ma risponde ad un’esigenza personale, intima, alla necessità
di dare sfogo alla nostalgia di luoghi e momenti perduti.
Ma, oltre ad un bisogno intimo di dare spazio ai propri ricordi vi è una necessità collettiva di
conservare la memoria affinché ciò che è stato non si ripeta mai più. E’ per questo che lo Stato
Italiano ha istituito “Il Giorno della Memoria” e “Il Giorno Del Ricordo”.
Il primo, celebrato il 27 gennaio data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, ricorda la Shoah
(sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei, gli italiani che
hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e
schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno
salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Il Giorno del Ricordo, invece, è celebrato il 10 febbraio di ogni anno e commemora le vittime
dei massacri delle foibe e delle deportazioni avvenute in Istria, in Dalmazia e nelle province
Martina Cavallaro classe V sez. C Liceo Scientifico “G. Seguenza” Pagina 2
Viaggio nella memoria
dell'attuale confine orientale durante l'ultima fase della seconda guerra mondiale e negli anni
immediatamente successivi.
Conservare la memoria, considerare i ricordi di chi ha vissuto quelle tragedie in prima persona
come un tesoro prezioso da preservare mi ha portato a riflettere sul rischio che il passato venga
modificato, cancellato, negato. Già George Orwell nel suo romanzo 1984 aveva denunciato come il
controllo della memoria, del passato fosse un’arma straordinaria per chi volesse instaurare un
regime totalitario. Tramite il ricordo è infatti possibile sfuggire ai tentativi di manipolazione da
parte di chi usa pretesti storici falsi o per lo meno frutto di una cattiva interpretazione storica per
propagare pregiudizi. E’ anche il mezzo con cui è possibile capire le radici profonde dei problemi
ed evitare soluzioni semplicistiche e propagandistiche.
Certo è che l’oblio rassicura ed è comodo: elimina responsabilità, colpe, paure ed evita di riflettere,
togliendo dalla nostra vista le cause degli errori dell’umanità. Tuttavia la Memoria va affrontata,
anche se è una sfida, anche se ci fa male ricordare; anche se preferiremmo dire che i grandi errori
della Storia non sono mai esistiti: il ricordo di ciò che è stato, seppur pesante e tremendo, ci stimola
ad essere migliori, ed è un ottimo monito a non ripeterli. La Memoria è dunque una sentinella, il
ricordo è l’unico metro di confronto valido, l’unico presupposto irrinunciabile per giudicare la
realtà. Dimenticare il passato vuol dire dimenticare chi siamo.
Storia
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Viaggio nella memoria
La questione istriana
L’esodo degli Istriani rappresenta un momento per lungo tempo rimosso dalla memoria storica.
Oggi sappiamo che le ferite causate dalla Seconda Guerra Mondiale avevano concentrato
l’attenzione sulla necessità di ricostruire una nazione distrutta e i profughi erano stati vittime di una
diaspora che li aveva dispersi non solo in Italia, ma anche in paesi stranieri.
Collegamenti
Viaggio nella memoria, tesina
- Storia - La questione istriana
- Italiano - Ugo Foscolo, A Zacinto
- Inglese - George Orwell, 1984