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“Mutatas dicere formas”

Variazioni sul tema della metamorfosi

Introduzione

L’argomento che ho scelto di trattare in questo percorso interdisciplinare è quello della metamorfosi, della trasformazione, di come le “forme” mutano in corpi nuovi, in lettere nuove, in idee nuove.

L’interesse per un argomento tanto complesso e ampio è nato dal mio amore per la musica e per l’arte: dall’ascolto delle “Metamorphosis” di Philip Glass e dall’osservazione affascinata del dipinto di Salvador Dalí, “La Metamorfosi di Narciso”, che mi incuriosisce molto soprattutto alla luce del lungo poema scritto dall’artista stesso proprio in riferimento a questa opera.

Le “Metamorphosis” di Glass rendono l’idea della trasformazione, attraverso l’accostamento squisito di accordi che si fondono incessantemente, attraverso l’esclusione quasi totale di pause musicali, attraverso modulazioni (cambiamenti, per l’appunto) sublimi nelle tonalità: ascoltando l’opera di Glass, ciò a cui si pensa è un tumulto di colori versati su tela che cambiano forma costantemente, o un flusso cangiante di organismi.

“La Metamorfosi di Narciso” di Dalí ritrae una delle metamorfosi più note della mitologia greca, quella del giovane e bellissimo Narciso, innamorato della sua stessa immagine, un mito che Ovidio descrive magistralmente nella sua opera più importante. Tuttavia, Dalí ne dà una nuova interpretazione: in pieno accordo con l’intero corpus delle sue opere, che sono insieme pittoriche, cinematografiche, poetiche, fotografiche, egli inscena una metamorfosi tra realtà e illusione, in un’ambientazione onirica e visionaria.

Come non ricordare poi Ovidio e le sue “Metamorphoseon”, che tanto ho amato.

Nel titolo ho per questo inserito un celebre verso ovidiano, quello con il quale il poeta latino dà l’avvio al suo poema: “In nova fert animus mutatas dicere formas corpora”.

Questo lavoro avrà, inoltre, la struttura di un concerto musicale, con una introduzione (e la presentazione del tema) e delle variazioni (“variazioni sul tema della metamorfosi”, appunto).

La prima variazione interesserà le materie letterarie, con una trattazione sul genere del romanzo nella sua completezza e nella sua complessità. La seconda variazione avrà come oggetto la filosofia della trasvalutazione dei valori di Nietzsche e le trasformazioni socio-politiche che, storicamente, hanno portato alla formazione di stati totalitari all’inizio del Novecento, accennando alle analoghe trasformazioni che si possono riconoscere nel contesto della crisi della Res Publica romana (che porterà all’instaurazione del principatus e, successivamente, del “dominatus”, come affermerà lo storiografo Tacito). La terza ed ultima variazione, di carattere scientifico, prenderà invece in considerazione la trasformazione “in corpi nuovi”, trattando il ciclo litogenetico delle rocce, le transizioni di fase e le formule di trasformazione goniometriche.

Variazione I

Greco

Romanzo come paraletteratura?

  • “Il romanzo antico era recepito dagli intellettuali dell’età imperiale come una letteratura di evasione, di grande successo ma di durata effimera”; questo genere non ha ricevuto alcuna codificazione retorica.

Dalle poche fonti si può dedurre che il romanzo fosse un equivalente della letteratura di consumo, della paraletteratura. “Il paragone […] tra i romanzi greci e la paraletteratura moderna si basa su di un insieme di fattori: la ripetitività dei loro topoi e delle loro situazioni narrative, l’elementare caratterizzazione psicologica, l’assoluta dominante sentimentale, l’ambientazione snobistica delle classi alte, il carattere consolatorio dell’inevitabile happy end, l’abbondanza di ricapitolazioni che aiutano il lettore”.

Nascita del romanzo

  • “Il romanzo greco e i suoi antecedenti”, di Erwin Rohde.
  • Rohde vede il romanzo greco come la fusione (operata sotto l’influsso della Seconda Sofistica) di due generi letterari distinti: i resoconti di viaggi etnografici e utopistici e l’elegia erotica alessandrina.

Questa ipotesi, di impostazione decisamente positivistica, cade con il ritrovamento papiraceo di frammenti del romanzo di Nino, risalente già alla tarda età ellenistica (II-I secolo a.C.).

Károly Kerényi e l’interpretazione in chiave religiosa

  • Il romanzo greco, con la presenza ricorrente della coppia di amanti separati e destinati a ricongiungersi dopo infinite peripezie, riproduce simbolicamente le vicende della coppia di sposi divini egizi Iside e Osiride.

“Il romanzo greco. Polifonia e eros”, di Massimo Fusillo

  • Il romanzo greco è inteso come un’“enciclopedia di tutti i generi antichi”: elementi romanzeschi si ritrovano nell’epica omerica, in parte di certa storiografia (basti pensare alla tragica storia di “Pantea e Abradata, inserita nella “Ciropedia” di Senofonte), nella tragedia dell’ultimo Euripide, nelle commedie di Menandro, nelle elegie erotiche alessandrine; naturalmente vale anche il contrario, nel senso che nel romanzo si riconoscono elementi tragici, storiografici, lirici, comici etc.

Romanzo erotico e romanzo comico e d’avventura

Si possono distinguere due linee ben distinte:

  • Linea chiusa, sentimentale e edificante;
  • Linea aperta, grottesca e ambigua.

Romanzo erotico

Fase presofistica

Considerabile come paraletteratura sentimentale:

  • “Cherea e Calliroe”, di Caritone di Afrodisia:

Romanzo tipico, con struttura base; tratto caratteristico è il cosiddetto “travestimento storiografico”, ma in realtà “la storia serve solo a dare un nobile travestimento a un racconto tutto privato e sentimentale”.

  • “Efesiache”, di Senofonte Efesio:

Visione eroicizzante dell’eros.

In questi romanzi si riconosce una chiara consapevolezza delle convenzioni che costituiscono il genere erotico: gli autori conoscono l’orizzonte di attesa del lettore (ostacoli che impediscono la felicità dei due giovani e finale all’insegna del ricongiungimento) e il pubblico al quale si rivolgono (semicolto, eterogeneo e prevalentemente femminile data la natura prevalentemente sentimentale delle opere).

Fase sofistica

Più matura, con maggiori ambizioni letterarie e diversa elaborazione retorica:

  • “Leucippe e Clitofonte”, di Achille Tazio:

Pastiche ludico; ironia volta contro le convenzioni letterarie; il lettore deve identificarsi non con la coppia protagonista, bensì con il gioco ironico che l’autore imbastisce a scapito del protagonista-narratore.

  • “Dafni e Cloe”, di Longo Sofista:

Ambientazione bucolica che determina un mutamento strutturale (le avventure sono eliminate, alcuni topoi sono miniaturizzati).

  • “Etiopiche”, di Eliodoro:

Sublime veste epica e tragica data da uno stretto rapporto ipertestuale con l’Odissea; impostazione neoplatonica (che si concretizza nel personaggio di Calasiris); il lettore è chiamato a identificarsi non con la coppia protagonista ma con la figura di Calasiris, che realizza il piano degli dei e quindi il progetto dell’autore.

“Alla base di tutti e tre i romanzi sofistici c’è un’operazione radicale di riscrittura del genere erotico: cioè del romanzo popolare e ‘paraletterario’ di Caritone e Senofonte Efesio”. Achille Tazio lo riscrive attraverso un pastiche ludico; Longo sofista lo riscrive attraverso la contaminazione bucolica; Eliodoro lo riscrive in chiave filosofica.

Romanzo comico

  • Stile poco curato e colloquiale, tematica apertamente sessuale, presenza di elementi soprannaturali, alternanza di versi e prosa:
  • “Storie Fenicie” di Lolliano;
  • Romanzo di Iolao (definito da Peter Parsons come il “Satyricon greco”);
  • “Lucio e l’asino”, dello pseudo-Luciano (probabilmente una parodia del romanzo erotico-idealizzante; esplorazione di un universo basso e grottesco);
  • Romanzo di Esopo (biografia fittizia del più famoso favolista dell’antichità; prototipo del romanzo picaresco).

Romanzo utopico

  • Testi caratterizzati dal viaggio in prima persona in una terra lontana dove viene descritta una forma di vita ideale; le tecniche narrative e molti motivi tematici sono quelli propri del romanzo erotico, ma tutto confluisce non in una vera e propria configurazione narrativa bensì in un progetto filosofico.
  • La “Storia Vera” di Luciano nasce come polemica letteraria nei confronti di questa narrativa, ma diviene capostipite della letteratura fantastica.

Romanzo fantastico

  • “Le incredibili avventure al di là di Tule”, di Antonio Diogene:

Impianto filosofico (metaforicamente questa opera tratta del voler trascendere la finitezza corporea del reale, con una dichiarata ispirazione neopitagorica).

  • “Storie Babilonesi”, di Giamblico:

Adesione spiccata agli schemi del romanzo erotico, senza alcun impianto filosofico.

  • Romanzo di Alessandro:

Struttura libera basata sull’accumulo paratattico di episodi e avventure legati solo dall’impianto biografico.

Il romanzo erotico ha “una struttura tendenzialmente chiusa, dominata da una componente centripeta, che subordina tutto al tema dell’eros reciproco; è attiva anche una componente centrifuga, che apre il romanzo alla polifonia del mondo esterno. […] Il romanzo comico e fantastico risolve questa dialettica tra chiusura e apertura tutta a favore del secondo termine”.

Il romanzo greco, dunque, non può essere assolutamente considerato un blocco monolitico per la sua complessità, per la sua varietà di temi, per la sua varietà di forme.

Bibliografia

M. Fusillo, Letteratura di consumo e romanzesca, in Lo spazio letterario della Grecia antica, vol. I, Tomo III.

I Greci a Roma, a cura di G. Cambiano – L. Canfora – D. Lanza, Salerno 1994, pp. 233-273.

Latino

Origine e teoria del genere

  • Si è visto come, riguardo alla nascita del romanzo greco, siano state avanzate varie ipotesi. Considerando poi i due esempi di narrativa a Roma (“Satyricon” di Petronio e “Metamorphoses” di Apuleio), i problemi si acuiscono maggiormente, in quanto “il problema delle origini si pone innanzitutto per il romanzo greco d’amore e d’avventura, ma finisce per coinvolgere anche quello latino, che […] al greco si rivela sempre più vicino, cronologicamente e contenutisticamente”.

Tra le altre già sopra elencate (le ipotesi di Rohde, Kerényi e Fusillo), la teoria che sembra meglio resistere è la più semplice:

Il romanzo sarebbe nato dal tramonto dell’epos; e nell’antichità, così come negli ultimi secoli (XVIII-XIX), “il tramonto dell’epos si verificò in un periodo di affermazione di una mentalità diversa dalla tradizionale […] e di un ampliamento dei destinatari dell’opera letteraria”.

Romanzi a Roma: il Satyricon di Petronio

  • Il romanzo petroniano, nei confronti dei prodotti greci del genere, presenta per vari aspetti caratteristiche proprie e tratti problematici.

Il Satyricon come “collana” di fabulae Milesiae

  • Ipotesi poco accreditata in quanto la novella in età classica non ha una vita autonoma rispetto al romanzo, che possiede una maggiore complessità.

Il Satyricon come satira menippea

  • Il romanzo di Petronio ha sicuramente subito l’influenza della satira menippea per la presenza del prosimetrum, che era comunque presente anche in alcuni romanzi greci (quali il romanzo di Iolao, di Tinuphis, di Alessandro).

Il Satyricon come romanzo, sulla scia dei romanzi greci d’amore e d’avventura

  • L’ipotesi di Heinze, che alla luce delle analogie (riguardo allo schema di base) e le differenze (riguardo alla coppia protagonista, all’eros tutt’altro che casto, al contatto saldo con la contemporaneità) tra il romanzo di Petronio e il genere greco, vede nel Satyricon una presentazione parodica e degradata del romanzo d’amore e d’avventura greco;
  • “Oggi anche la struttura e la forma narrativa del romanzo petroniano appaiono più vicine agli esemplari greci”: il prosimetrum era presente in molti romanzi greci (non solo nel romanzo di Iolao, ma anche in Caritone di Afrodisia) ed aveva l’importante funzione, così come in Petronio, di far progredire l’intreccio.

Il Satyricon come romanzo, sulla scia del filone comico del romanzo greco

  • Nella narrativa greca era ben presente anche un filone comico (il romanzo di Iolao, di Esopo, le “Storie Fenicie” di Lolliano, il romanzo dell’asino).

Fili tematici apparentemente incoerenti

  • Apparentemente è presente una scarsa connessione logica tra i blocchi ben distinti attraverso i quali procede il racconto, ma in realtà esistono linee di continuità, talvolta sottilissime ma precise: “motivi che sembravano abbandonati vengono ripresi in sezioni diverse dell’opera”; altre volte Petronio utilizza un complesso sistema di segnali (di natura contenutistica o linguistica) che chiariscono al lettore “accorto” gli sviluppi narrativi; motivi quali la morte o il labirinto sono proposti con particolare insistenza e percorrono tutto il romanzo e ne definiscono il carattere.

Degradazione dell’eroe

  • La degradazione dell’eroe Encolpio (che è, quindi, un anti-eroe) sta non solo nelle situazioni più o meno paradossali in cui è coinvolto, ma soprattutto nel non poter essere come il suo modello, Ulisse, a causa della polytropìa che al personaggio petroniano manca: “Encolpio, come tutti gli uomini, non può che essere un Odisseo imperfetto”; l’eroe è dunque soggetto a un processo di umanizzazione (che si concretizza in una narrazione omodiegetica), che riflette un’epoca diversa con un diverso sistema di valori.

La degradazione non investe solo l’eroe protagonista, ma molti personaggi, se non tutti (grazie a quel processo di umanizzazione che è poi una grande innovazione rispetto allo schema “standard” del romanzo greco); investe, inoltre, questa degradazione, anche i luoghi.

Rapporto con la contemporaneità

  • Il rapporto dei personaggi del romanzo con la realtà sociale del loro tempo è stretto: “Se non compare mai un accenno all’imperatore e al periodo […], non è assente, tuttavia, la determinazione temporale […] di un’epoca di crisi. […] Petronio mostra piena e problematica coscienza […] dei notevoli mutamenti sociali e economici”. Si denota un’attenta presenza dell’autore nel romanzo, che non assume mai atteggiamenti moralistici, ma che lascia in ogni caso capire le sue posizioni al lettore “accorto” e capace di cogliere i vari livelli del racconto e le sue sfumature.

Realismo stilistico

  • La grande innovazione è proprio questa: i personaggi parlano la “loro lingua”, secondo il loro rango sociale (in questo modo, Petronio fornisce una “testimonianza preziosa delle forme espressive del ceto emergente e degli strati bassi della società”).

La citazione fra omaggio e parodia

  • “Petronio ha reinterpretato e parodiato i generi letterari più diversi, ma nei confronti dell’epos la sua lettura degradata si è esercitata nel modo più appariscente”: il romanzo è ricchissimo di citazioni in versi, che assumono “una forte valenza ironica proprio perché […] in forte contrasto con la narrazione”. È però anche presente, tra le righe, la volontà di omaggiare dei modelli, quello virgiliano e quello omerico odissiaco, che sono sicuramente due delle fonti di maggiore ispirazione per Petronio (basti pensare alla novella della matrona di Efeso, per l’appunto omaggio e parodia della vicenda virgiliana di Didone e Enea, oppure al viaggio di Encolpio, perseguitato dall’ira divina, che riprende certo il viaggio di Ulisse ma con i risaputi ribaltamenti): “il principio di imitazione, infatti, implica sempre il rovesciamento della fonte assunta come modello, tanto che si può affermare a buon diritto che il romanzo, nelle sue linee generali, si configura come una degradazione dei generi letterari di volta per volta riecheggiati”.

Romanzi a Roma: le Metamorphoses di Apuleio

  • Romanzo molto diverso da quello petroniano (abbandono del prosimetrum, chiara organizzazione narrativa in cui un racconto-cornice accoglie novelle anche di notevole interesse ed estensione).

I modelli

  • “Le metamorfosi” di Lucio Di Patre: probabilmente Apuleio utilizza questa opera perduta come fonte primaria, con l’aggiunta di un finale di carattere mistico-filosofico.
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Sintesi

Materie e argomenti

  • Greco: nascita ed evoluzione del romanzo greco
  • Latino: Apuleio e Petronio (lo sviluppo del romanzo latino)
  • Italiano: il romanzo italiano
  • Inglese: the English novel in nineteenth and in the twentieth centuries
  • Filosofia: Friedrich Nietzsche (la trasvalutazione dei valori)
  • Storia: le trasformazioni politiche che portano alla nascita dei regimi totalitari
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