Vampiri tra creazione e distruzione
Liceo Polivalente Statale “Don Quirico Punzi”
Indirizzo Scientifico-Tecnologico Brocca
Galasso Marzia
A.S. 2013/2014
Indice
“Il castello dei destini erranti”
- La biosintesi dell’eme
- Lo spettro elettromagnetico
- Eros e Thanatos
- “Interview with the vampire
Introduzione
Perché il vampiro?
L’uomo ha paura della morte, ma ne è irrimediabilmente attratto …
Deve parlare della Signora vestita di nero, personificarla in qualcosa o qualcuno. Ed ecco come nasce il Vampiro.
Ma oggi siamo qui per parlare d’altro, per tentare di razionalizzare questa figura. Il modo migliore per farlo è partire da una storia fantastica scritta da Italo Calvino la cui morale è: Tutti abbiamo paura della morte! Il Thanatos, la pulsione della morte, che si oppone all’Eros, la pulsione della vita ... è ciò che siamo. La psicoanalisi freudiana e il metabolismo biologico ci insegnano che è sempre in atto tale processo creativo-distruttivo.
Anne Rice, con il romanzo “Intervista col vampiro”, porta alla ribalta il concetto dell’uomo disperato che non vuole più vivere, ma non ha il coraggio di togliersi la vita, a cui un vampiro dona la possibilità di vivere per sempre, nutrendosi di sangue e vittime umane.
Cercavo soltanto la morte …
Ora lo so cosa cercavo:
La liberazione dal dolore di vivere …
“Il castello dei destini incrociati”
La terza stagione, definita della letteratura combinatoria, ritrova un Calvino più sperimentale il quale crea nei suoi scritti un incastro di vicende e personaggi che ritornano più volte all’interno della storia.
Le opere che nascono durante questo periodo seguono le regole di comunicazione dello strutturalismo e della scienza dei segni, la semiotica. L’autore arriva, così, alla convinzione che le narrazioni sono combinazioni di materiali e segni ricorrenti.
A questa stagione risale la raccolta di racconti “Il castello dei destini incrociati” del 1969. In essi si narra la vicenda di un viandante che giunge in un castello dove tutti gli ospiti hanno perso il dono della parola ad opera di un incantesimo. Ognuno di loro vorrebbe raccontare la propria storia e per far ciò ricorrono ad un mazzo di tarocchi. A turno ciascuno di loro posiziona le carte sul tavolo e le incrocia con quelle del racconto precedente, al fine di creare un gioco che coinvolge gli spettatori superando le difficoltà del non parlare.
L’idea da cui parte Calvino per la struttura di questo romanzo è quella di porre dei limiti alla fantasia per poi superarli. Egli riprende la sollecitazione da scrittori francesi come Perec, il quale nel suo romanzo “La sparizione” non usa mai parole che contengano la lettera “e”.
Quindi, la letteratura diventa un gioco intellettuale e ciò porta allo sfaldamento della narrativa tradizionale in quanto:
- L’autore non è più una figura autorevole;
- Il personaggio non è più una figura tradizionale;
- La struttura del romanzo sembra quasi scomparire;
- Il lettore è chiamato a partecipare con l’intelligenza e non con il sentimento;
- Il narratore si perde nella storia che racconta e per ritrovare l’identità ci si affida alla scrittura.
La seconda stagione della “letteratura fantastica”
Con la letteratura fantastica si era aperta la seconda stagione dello scrittore che aveva preso il via con le “Fiabe italiane”, una raccolta di storie di ogni regione d’Italia. L’autore sceglie “la fiaba” per il suo valore narrativo, perché le prove che il protagonista deve affrontare sono un sinonimo delle sfide che ogni giorno la società ci pone attraverso le quali si arriva alla realizzazione di sé.
La prima stagione del “realismo
Calvino, però, nasce come realista.
Introduzione vampiri, tra creazione e distruzione tesina
La tesina descrive i vampiri. L’uomo ha paura della morte, ma ne è irrimediabilmente attratto … deve parlare della Signora vestita di nero, personificarla in qualcosa o qualcuno. Ed ecco come nasce il Vampiro. Ma oggi siamo qui per parlare d’altro, per tentare di razionalizzare questa figura. Il modo migliore per farlo è partire, nella tesina, da una storia fantastica scritta da Italo Calvino la cui morale è: Tutti abbiamo paura della morte! Il Thanatos, la pulsione della morte, che si oppone all’Eros, la pulsione della vita... è ciò che siamo. La psicoanalisi freudiana e il metabolismo biologico ci insegnano che è sempre in atto tale processo creativo-distruttivo. Anna Rice, con il romanzo “Intervista col vampiro”, porta alla ribalta il concetto dell’uomo disperato che non vuole più vivere, ma non ha il coraggio di togliersi la vita, a cui un vampiro dona la possibilità di vivere per sempre, nutrendosi di sangue e vittime umane.
Collegamenti
Vampiri, tra creazione e distruzione tesina
- Italiano - Italo Calvino "Il castello dei destini incrociati".
- Biochimica - La biosintesi dell'eme.
- Fisica - Lo spettro elettromagnetico.
- Filosofia - Freud "Eros e Thanatos".
- Inglese - Anne Rice "Interview with the vampire".