Istituto di istruzione superiore
Alessandro Manzoni
Suzzara
di Arianna De Vincenzi
Classe VaAM
Indice
- Mappa pag. 3
- L’introduzione pag. 4
- La tutela dell’ambiente pag. 7
- Il Protocollo di Kyoto pag. 9
- La “Blue Economy” (l’economia blu) pag. 11
- Darwin pag. 14
- Seconda rivoluzione industriale pag. 16
- Verga: darwinismo sociale pag. 18
- Conclusione pag. 20
- Bibliografia e sitografia pag. 22
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La tutela dell’ambiente
Protocollo di Kyoto
Economia blu
Darwin: “L’origine delle specie”
Seconda rivoluzione industriale
Verga: darwinismo sociale
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Introduzione
L’argomento che ho scelto di trattare è “la tutela dell’ambiente”, perché negli ultimi anni l’inquinamento è diventato uno dei problemi più seri da risolvere.
Il mio interesse è nato a causa della diffusa crisi ecologica che ha colpito il nostro pianeta.
Ho voluto approfondire questo argomento, perché lo sfruttamento della natura ha delle notevoli ripercussioni sulla vita dell’uomo e perché il progresso economico deve sempre e comunque confrontarsi con le risorse che l’ambiente mette a disposizione, imparando ad utilizzarle e non a sfruttarle.
Inizialmente fu la rivoluzione industriale a segnare il momento di rottura col passato, promuovendo un progresso economico che aveva come unico obiettivo la produttività.
Questo intenso sfruttamento delle materie prime venne chiamato Red Economy (economia rossa), perché caratterizzata da consumi di massa a basso costo, con prodotti che non tenevano conto dello spreco delle risorse, e conseguentemente enormi danni all’ambiente.
Nel 1997 con il Protocollo di Kyoto, siglato da 180 paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), si è cercato di impegnare gli stati nella tutela dell’ambiente.
Nel 2000 si è arrivati alla “Green Economy” (economia verde) e quindi alla presa di coscienza dell’impatto che un regime di produzione può avere sull’ambiente.
La Green Economy può essere una soluzione all’inquinamento ambientale, solo per i paesi che godono di una determinata economia, e che possono investire e incentivare una produzione volta al risparmio e allo smaltimento delle materie dannose per l’ambiente.
Per questo motivo anche se la sensibilizzazione verso il rispetto della natura è aumentata, di fatto troviamo ugualmente paesi come la Cina o il Brasile che comunque inquinano e compromettono la qualità della vita, alterando sia il clima che l’ecosistema.
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Gli economisti e i biologi di tutto il mondo si sono interrogati spesso sulla possibilità di agevolare le imprese per portarle a produrre senza inquinamento o comunque limitandolo.
Da qualche anno, Gunter Pauli, economista, imprenditore e scrittore belga, ha cercato di trovare una soluzione a questo insidioso problema, e la sua risposta è la “Blue Economy”.
L’economista Gunter Pauli (vedi foto) attraverso la “Blue Economy” (economia blu) ha sentito la necessità di aprire un nuovo fronte verso la sostenibilità globale. A supporto della sua tesi ha elencato cento esempi di come gli animali abbiano saputo adattarsi all’ambiente.
Queste prove dimostrano la veridicità della teoria sull’evoluzione di Darwin e l’adattamento sociale dell’uomo e, appunto, il “Darwinismo sociale”.
Secondo Darwin, in natura non sopravvive necessariamente il più forte, bensì colui che ha saputo adattarsi.
Darwin pensava che i cambiamenti fossero dovuti alla lotta per la sopravvivenza per la quale gli esseri lottano, si modificano ed evolvono.
La stessa ragione per cui, anche noi, secondo Gunter Pauli, dovremmo adattarci e mutare in base all’ambiente, prendendo come riferimento l’evoluzione attuata nella natura.
Basti pensare ai pinguini che bevono soltanto acqua salata, e che si sono adattati producendo un metodo di desalinizzazione, oppure alle zebre che grazie alle loro strisce bianche-nere mantengono la temperatura corporea costante.
Una soluzione per il rispetto dell’ambiente che offrirebbe un business a livello mondiale, perché garantirebbe molti posti di lavoro e un impiego più ottimale delle risorse eliminandone gli sprechi.
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Secondo Gunter Pauli i metodi utilizzati dalla “Blue Economy” non sarebbero onerosi per le imprese, ma anzi, incentiverebbero notevolmente il risparmio di energie e di materie.
La “Blue Economy” rimane, forse, l’unica (o l’ultima) possibilità per riemergere da una crisi, non solo economica, ma morale, prendendo a cura la tutela dell’ambiente e la salute dell’individuo.
Un impegno che può riuscire davvero nel suo intento, in un mondo in cui il consumismo e il capitalismo senza limiti sembrano essere le armi vincenti del progresso; si può così sperare in un’alternativa ecologica, sana e che ha a cuore l’ambiente e la salute degli individui.
Una spinta verso un progresso innovativo, che prenda in esame il buon senso e la scienza, imitando un modello naturale in cui ogni elemento è utile per mantenere l’equilibrio terrestre.
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La tutela dell’ambiente
La tutela dell'ambiente è divenuta un importante problema politico, sociale e scientifico negli ultimi decenni, per questo gli Stati a livello mondiale hanno sentito la necessità di stipulare accordi per la sua salvaguardia.
Infatti, tra le esigenze più sentite dall'uomo contemporaneo c'è quella di vivere in un ambiente salubre ed esteticamente piacevole.
Le metropoli, troppo densamente abitate, sono già oggi invivibili; i centri urbani del mondo sviluppato sono soffocati dal traffico, dallo smog che impedisce di respirare.
Le acque sono spesso usate senza razionalità e rispetto e cominciano già a scarseggiare.
L'utilizzo di fonti fossili di energia, petrolio e carbone soprattutto, produce come sottoprodotto l'immissione nell'atmosfera di biossido di carbonio (CO2), un gas che contribuisce ad aumentare l'effetto serra, quindi il riscaldamento terrestre, fonte, secondo molti studiosi, di cambiamenti climatici catastrofici.
Il disastro ecologico determinato dal cambiamento radicale della produzione e dell'economia ha determinato, come reazione, un movimento di idee critico verso la civiltà industriale.
Nascono veri e propri filoni di pensiero come il movimento ecologista che ha come obiettivo quello di garantire una vita sana all’uomo.
Qualsiasi intervento parziale, settoriale, locale sull'ambiente ha scarse probabilità di successo, quindi è necessario il contributo di tutti i paesi del mondo.
Sempre più va profilandosi la necessità di intervenire sul modo di produrre, nell'impedire quelle lavorazioni che, come sottoprodotti, generano veleni pericolosi per l'uomo, nel cercare delle fonti di energia il più pulite possibile.
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- Finanze/Diritto: il protocollo di Kyoto
- Darwin _
- Storia: seconda rivoluzione industriale
- Italiano: Verga: darwinismo sociale