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La trasgressione

“Ciò che non abbiamo osato, abbiamo certamente perduto. Rischiando avremmo solo avuto più o meno probabilità di perdere. Il piacere è l’unica cosa per cui si dovrebbe vivere e morire. Niente invecchia come la felicità.”

Oscar Wilde

Collegamenti interdisciplinari

  • Italiano: G. D’Annunzio – “Il piacere”
  • Storia: Benito Mussolini
  • Filosofia: Søren Kierkegaard
  • Latino: Petronio – Satyricon
  • Geografia astronomica: I terremoti
  • Educazione fisica: Il doping
  • Inglese: The Victorian age
  • Storia dell’arte: L’impressionismo
  • Matematica: Gli intervalli 1
  • Fisica: Il campo magnetico

Il tema della mia tesina è la trasgressione, ho scelto questo tema perché mi ha affascinato molto l’andare oltre le regole di molti filosofi, fisici, poeti per affermarsi e per dire la loro. Infatti fin dall’antichità, l’uomo ha sempre cercato di trasgredire quelle regole che gli venivano imposte. Etimologicamente “trasgressione” deriva dal latino trasgredior che significa passare oltre, al di là.

Non tutte le forme di trasgressione sono però negative, è lecito trasgredire per una giusta causa, per progredire o per ottenere qualcosa di significativo. Si trasgredisce ogni qual volta l’uomo esce dal proprio stile abituale di agire e in qual caso diventa parte del comportamento evolutivo di un individuo. Trasgredire significa dunque vivere e mettere in pratica un bisogno di autoaffermazione.

Trasgredire può significare fare nuove esperienze uscendo da ciò che è considerato usuale e rassicurante; misurarsi con i limiti prestabiliti mettendo alla prova se stessi e gli altri, come avviene per esempio in adolescenza. Le trasgressioni sicuramente costituiscono una parte fondamentale della nostra vita, senza le quali rischiamo di sentirci ingabbiati dalle regole e dai “Devo”. Si trasgredisce tutte le volte che si esce dal proprio stile abituale di agire, dallo schema che si ha di sé stessi. L’uomo ha uno schema in mente, secondo cui si muove e si comporta, uno schema costruitosi durante la vita: uscire da quello schema è ogni volta una piccola perdita di equilibrio, che può apparire molto difficile da accettare.

Trasgredire può anche servire ad ampliare le possibilità di azione e le opportunità, scoprendo che è possibile uscire dallo schema di riferimento, senza che ciò destabilizzi tutta la vita, sperimentando anziché una piccola trasgressione fatta al momento giusto, può aiutare a rendere più stabile e più forte proprio quello schema, lo schema di regole scritte o non scritte che permette di avere una immagine chiara di quello che si è e che si vuole essere.

Proprio pensando a questo, forse, un autore rimasto anonimo un giorno ha scritto: “La crescita è nella lotta alle abitudini di ciascuno di noi, proprio quelle abitudini così radicate da non essere quasi coscienti”.

Italiano e storia

Figura emblematica ed estremamente trasgressiva nella letteratura italiana fu Gabriele D’Annunzio, egli seppe costruire un vero e proprio modello di vita, proponendo un’immagine carismatica di sé fondata sul prezioso, l’eccentrico, l’inimitabile, proponeva un’ideologia fondata sulla trasgressione delle regole e su un’illimitata affermazione di sé e suggeriva un tipo di comportamento privo di freni morali percorso da un’accesa componente di piacere estetico, di sensualità e di erotismo.

Nato a Pescara pubblica la sua prima raccolta poetica Primo vere. Fu precocissimo nello scrivere e immediatamente si manifestarono le sue ambizioni di personaggio d’eccezione, raffinato, avventuroso e sensuale. Le sue prima Novelle prose interessanti erano state racconti di ispirazione verghiana e naturalista, della Pescara; Canto novo Il piacere.

ma la carriera poetica e del romanzo Nei romanzi dannunziani, è sempre presente un protagonista maschile che emerge per la sua superiorità e la sua volontà di potenza: superuomo. Dal superuomo di Nietzsche, il superuomo dannunziano non riceve altro che la volontà di potenza creativa e la ricerca di una gioia nuova, derivata dalla capacità di non dubitare più di sé davanti al mondo.

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Il superuomo dannunziano è pertanto l’artista, un essere superiore che in virtù della propria vitalità fisica e intellettuale ha un diritto di dominio assoluto sulla folla. Certo anche il superuomo non è esente da insuccessi e conflitti, che emergono spesso attraverso il rapporto con una “superfemmina”, sensuale e distruttrice oppure con una donna-vittima debole e pura; l’elemento femminile appare dunque come oggetto di desiderio e di dominio, ma anche come elemento perturbante e problematico, funzionale a scatenare la crisi del protagonista.

Secondo l’estetismo dannunziano la società moderna, sommersa dalla volgarità e volta alla mercificazione del bello rende la vita banale e insignificante, tanto che in esistenza di altre tensioni spirituali e morali, questa può apparire degna solo se riesce a rivolgersi in arte. Ecco quindi che la vita si risolve nell’arte e diventa artificio e costruzione. Estetismo è amore per tutto ciò che è bello, è il culto della forma e della bellezza che spinge l’esteta a concepire la propria stessa esistenza come una manifestazione artistica. Vita e arte devono coincidere, e la ricerca della bellezza non deve riguardare solo le opere ma anche quotidianità e lo stile di vita.

(Primo vere, Canto novo, Laudi)

Opere in versi

La racconta della sua maturità poetica è Laudi, divisa in libri dovevano essere 7 come le Pleiadi, da cui prendono Maia, Elettra, Alcione, Merope, Asterope infatti il nome i 5 pubblicati: . È proprio nelle opere in versi che trionfa il panismo: immersione totale e profonda in una natura viva e solare da cui trarre energia e slancio vitale.

Si avverte nel poeta una nuova carica di vitalismo panico che si esprime nella volontà di adorare la natura e confondersi in essa per ritrovare le radici dell’essere e attingere una dimensione divina. Soprattutto in Alcyone il poeta interprete le voci segrete della natura, interroga le misteriose presenze femminili che esse evoca, modula la propria voce all’unisono con l’infinita varietà dei toni e delle voci della pioggia, del vento, del mare.

Qui il superuomo dannunziano si lascia alle spalle l’eroismo civile, politico e guerresco e s’immerge nella natura, rinunciando alle complicazioni celebrali dell’estetismo e dell’erotismo.

Produzione teatrale

Questa produzione fu stimolata dall’incontro dell’attrice E. Duse. Il teatro dannunziale è lontano dal teatro borghese e verista allora in voga; anche qui infatti incombe la figura del superuomo, ma maggiore risalto hanno le figure femminili, concepite per l’interpretazione della donna amata. Le vicende sono generalmente intessute di carnalità e sangue.

Tra le opere migliori La città morta, La fiaccola sotto il moggio La figlia di Iorio. e (Faville del maglio, Contemplazione della morte,

Ultima fase di D’Annunzio

Notturno) dopo gli anni dell’attivismo bellico la produzione di D’Annunzio si attesta su uno stile più sfumato fatto di prose non narrative, ma descrittive, memoriali e intimiste in cui l’autore si incentra appunto sulla propria vita intima. Queste ultime opere sono caratterizzate da uno spirito intimista e riflessivo dinanzi alla vecchiaia, alla malattia e al decadimento vitale.

In particolare, Notturno è un libro nato durante il periodo di cecità seguito all’incidente aereo del 1916. È costituito da un insieme di appunti, ricordi, meditazioni, in una lingua essenziale, nuda e frammentaria.

Il piacere 1889

Trama

Il romanzo racconta in terza persona, ma con evidente proiezione autobiografica, le vicende dell’amore di Andrea Sperelli, eccezionale, eccentrico, trasgressivo, dedito alla bellezza e al superfluo. Ultimo rampollo di un’antica famiglia nobile, per la bella e dissoluta Elena Muti.

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All’inizio della narrazione viene precisato che Andrea non vede da circa due anni l’amata, che nel frattempo è andata in sposa a lord Heathfield; egli intende riannodare i fili della relazione. Il rifiuto di Elena induce il deluso Andrea a rituffarsi nel libertinaggio amoroso e nel mondo galante e raffinato dell’aristocrazia romana.

Ferito durante un duello, Andrea trascorre la convalescenza in casa di una cugina e qui ha modo di conoscere la bella e dolce Maria Ferres, che impersona una femminilità opposta a quella, dirompente e aggressiva, di Elena. Andrea, instaura con M. Ferres una relazione, ma non riesce a dimenticare la prima amante. Il desiderio dell’altra donna si fa in lui sempre più prepotente.

Si arriva così all’epilogo, allorché Andrea pronuncia il nome di Elana mentre ha finalmente tra le braccia Maria, che sta salutando prima di un lungo distacco.

Decadentismo

Il termine decadentismo nasce in Francia negli anni Ottanta dell’Ottocento. Basandosi su di un verso del poeta Verlaine la critica ufficiale usò il termine per indicare gli artisti anticonformisti del tempo, che riconoscevano il proprio modello nel poeta Baudelaire, questi artisti adottano invece l’aggettivo come segno positivo di distinzione, per sottolineare, in un momento di decadenza della civiltà, la propria diversità nei confronti della società.

Più tardi il termine passò ad indicare scrittori e artisti accomunati sia dalla coscienza del fallimento della cultura positivista e dei suoi facili ottimismi nei confronti della scienza e del progresso tecnologico, sia dalla ricerca di nuovi valori spirituali.

Per i decadenti, sempre protesi verso l’inconoscibile, verso il mistero, tutti gli elementi della realtà sono legati tra di loro da arcane analogie, corrispondenze, e ogni cosa visibile non è che il simbolo di qualcosa di più profondo che solo la sensibilità veggente, dell’artista riesce a cogliere.

Il decadentismo considera il poeta come un uomo cui è consentito di esplorare l’essenza segreta della realtà. L’artista decadente si sente sradicato dal mondo borghese di cui rifiuta i valori; da un lato egli manifesta il proprio distacco e il senso di superiorità, dall’altro il desiderio di fuga.

(Estetismo) Ai decadenti l’arte appare come il valore più alto: essa deve ispirare la vita, che va costruita come un’opera d’arte, arricchendola di esperienze eccezionali nel bene e nel male, nella ricerca di un vivere inimitabile.

Questo culto sacro dell’arte determina l’estetismo. L’esteta è colui che basa la propria vita non su principi morali, ma solo sulla bellezza. L’esteta va quindi alla ricerca di sensazioni rare, si circonda di oggetti preziosi, prova disgusto per la normalità e la banalità della gente comune.

Accanto all’artista esteta raffinato ed eccentrico si affianca l’artista che si compiace di una vita errabonda e sregolata, scegliendo come propri strumenti il male, il vizio, la droga, l’alcol.

Storia

Oltre che seduttore senza scrupoli e maschilista, D’Annunzio viene archiviato nel secondo dopoguerra come fascista.

Era a favore della guerra e nel 1919 organizzò l’occupazione della città di Fiume, che le potenze alleate vincitrici non avevano assegnato all’Italia. I rapporti tra il Vate e Mussolini sono stati, infatti, spesso tesi.

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Mussolini pur appoggiando D’Annunzio aveva evitato di schierarsi troppo apertamente contro il governo, perché lo stato liberale era ancora abbastanza forte e Mussolini non si sentiva in grado di attaccarlo frontalmente e così si attirò i rimproveri del poeta-soldato.

Anche se la sua cautela era fondata perché nel 1920 D’Annunzio fu costretto ad abbandonare Fiume. In seguito si esiliò nella sua villa di Gardone, il “Vittoriale degli Italiani”, dove visse fino alla morte, avvenuta nel 1938.

Mussolini si presentava come un uomo aperto alle innovazioni, che non guardava al passato ma al futuro. Dopo la marcia su Roma del 28 ottobre 1922, Mussolini formò un primo governo di coalizione per mostrare di voler arrivare al potere in maniera legale e costituì questo governo con rappresentanti liberali e del partito popolare.

Chiese alla Camera i poteri per un anno e li ottenne, si servì dei pieni poteri per ridurre l’intervento dello Stato nella vita economica, così da ottenere il sostegno al suo governo sia da parte del mondo degli affari sia da parte dei lavoratori.

Fece approvare una legge, elaborata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giacomo Acerbo, che assegnava i due terzi dei seggi alla lista che avesse riportato la maggioranza relativa dei voti.

Nell’aprile del 1924 si svolsero così le elezioni e i fascisti riuscirono a formare una lista in cui entrarono anche uomini di altri partiti e fu perciò definita “listone”. Grazie all’azione d’intimidazione degli avversari, il listone vinse le elezioni.

Gli oppositori denunciarono le violenze e in questa denuncia fu particolarmente attivo il deputato socialista Giacomo Matteotti, che fu rapito da un gruppo di fascisti e ucciso.

L’uccisione di Matteotti provocò un’ondata d’indignazione, che rischiò di travolgere il governo, ma Mussolini riuscì a superare la crisi sia per il sostegno che ricevette dalla monarchia sia per l’incapacità dei deputati di svolgere una decisa azione antigovernativa.

La loro protesta veniva definita dell’Aventino, luogo in cui si ritiravano i plebei nella lotta contro i patrizi quando non ottenevano ciò che chiedevano.

Mussolini rivendicò a sé la responsabilità dell’accaduto e il 3 gennaio 1925 il fascismo si trasformò in un vero e proprio regime, vennero subito emanate le “leggi fascistissime” che prevedevano:

  • Lo scioglimento di tutti i partiti e movimenti politici, ad eccezione di quello fascista.
  • La cessazione della libertà di parola.
  • La stampa fu sottoposta a una forte censura.
  • Il potere legislativo venne sottratto al Parlamento e attribuito al capo del governo.
  • Fu restaurata la pena di morte.
  • Fu creato il tribunale speciale per la difesa dello Stato, volto a reprimere tutti gli attacchi contro il fascismo.
  • A tale tribunale fu affiancata l’OVRA, che serviva per individuare le zone di malcontento sociale e le persone che potevano costituire un pericolo, così da mettere il governo in grado d’intervenire tempestivamente.
  • Tolse ogni carattere di democraticità alle elezioni, gli elettori infatti potevano votare soltanto per una lista formata da candidati proposti da organizzazioni fasciste e convalidati dal Gran Consiglio.

Dal 1925 in poi si accelerò anche quello che fu chiamato il “culto di Mussolini” che da lì a poco impartì l’ordine di essere chiamato Duce.

Col passare degli anni l’influenza del fascismo si andava allargando sempre di più,

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ad esempio il sabato venne dichiarato il giorno dedicato al fascismo e per questo chiamato “Sabato fascista”.

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Sintesi

Materie e argomenti

  • Italiano: G. D’Annunzio – “Il piacere”
  • Storia: Benito Mussolini
  • Filosofia: Søren Kierkegaard
  • Latino: Petronio – Satyricon
  • Geografia astronomica: I terremoti
  • Educazione fisica: Il doping
  • Inglese: The Victorian age
  • Storia dell’arte: L’impressionismo
  • Matematica: Gli intervalli
  • Fisica: Il campo magnetico
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