Estratto del documento

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Scienze: le razze e il DNA

Storia: nazismo e discriminazione

Geografia: la Germania

Arte: cubismo e Pablo Picasso, Guernica

Letteratura: “Se questo è un uomo” (Primo Levi)

Tecnica: l’elettricità ö

Musica: un sopravvissuto di Varsavia (A. Schönberg)

Francese: il razzismo nelle poesie francesi

“L’homme qui te ressemble” (l’uomo che ti somiglia), “L’homme de couleur” (l’uomo di colore).

Ed. fisica: le Olimpiadi del 1936 e Jesse Owens

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Il razzismo è quell’insieme di teorie per cui le popolazioni vengono distinte in base al patrimonio genetico e alle loro caratteristiche biologiche.

Stabilendo, quindi, scientificamente la superiorità di alcune razze sulle altre, nel corso dei secoli i popoli hanno giustificato lo sfruttamento, il predominio e gli stermini di massa, sostenendo che ci fosse una razza superiore alle altre.

Gli studi sulla genetica invece hanno dimostrato l’infondatezza di queste teorie, anzi hanno evidenziato che due persone appartenenti a due gruppi etnici differenti hanno più caratteri in comune rispetto a due appartenenti allo stesso gruppo etnico.

Si è dimostrato infatti che alcuni tratti sono comuni a tutte le persone e che i colori (ad esempio della pelle o degli occhi) sono “varianti” più presenti in alcuni popoli semplicemente perché più adatti all’ambiente.

Fino al XVIII secolo le differenze tra i gruppi umani non furono esaminate con un’ottica scientifica. Dal 1700 si è cominciato a studiare le differenze somatiche tra i singoli gruppi senza però poter approfondire le basi biologiche di queste differenze. Si confrontavano semplicemente gli aspetti esteriori delle persone raffrontandoli con quelli degli altri mammiferi o con i canoni estetici di quel periodo.

Nel 1800 Carus cercò di dimostrare come il colore chiaro della pelle e degli occhi determinassero l’appartenenza di un individuo al popolo “solare”, che ovviamente si supponeva superiore al popolo “notturno” di colore scuro. Nel 1853 il conte de Gobineau sintetizzò le conoscenze scientifiche dei due secoli precedenti e dette alle stampe il suo Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane.

Gobineau utilizzò argomenti antropologici, linguistici, storici e culturali per dimostrare che il mondo era abitato da tre razze principali e che ognuna di queste razze era caratterizzata da aspetti fisici e caratteriali specifici. L’obiettivo era di dimostrare che la razza tedesca era superiore alle altre e che per mantenerla pura era necessario evitare incroci e contaminazioni con le razze inferiori. Le conoscenze in campo genetico di quel periodo erano comunque insufficienti per un vero approfondimento di queste teorie scientifiche. I nuovi concetti sulla selezione naturale vennero utilizzati per sostenere la necessità di eliminare gli individui affetti da malformazioni congenite e da malattie ereditarie. Dal 1960 ad oggi le conoscenze scientifiche sulla specie umana hanno subito una potente accelerazione per merito della ricerca genetica e ciò ha permesso di chiarire meglio l’evoluzione della specie umana nei

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vari continenti nell’arco degli ultimi tre milioni di anni; anche le influenze ambientali e geografiche sulla nostra specie sono state profondamente studiate.

Schema del DNA umano

L’acido desossiribonucleico si trova nel nucleo di ogni cellula e contiene tutte le informazioni genetiche di un organismo. In pratica costituisce il nostro patrimonio genetico ereditario.

Ogni molecola di DNA è costituita da una sequenza di unità elementari, chiamate nucleotidi, ciascuna delle quali è formata dall’unione di tre pezzi: acido fosforico, desossiribosio (uno zucchero a cinque atomi di carbonio) e una base azotata, cioè un composto organico dell’azoto formato da adenina, guanina, citosina, timina. La molecola di DNA è formata da due filamenti avvolti a spirale al cui interno si trovano le basi azotate accoppiate tra loro.

L’unione tra le basi non può avvenire in maniera casuale: l’adenina si deve unire sempre con la timina mentre la citosina si deve unire sempre con la guanina. Ciò che invece è variabile è l’ordine con cui si susseguono le varie unioni. Per ciascun individuo di ogni singola specie la sequenza delle combinazioni delle varie unioni rappresenta una sorta di messaggio in codice attraverso il quale vengono trasmesse da una generazione all’altra i caratteri ereditari.

Un singolo gene è formato da un certo tratto della scala del DNA;

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il carattere particolare determinato da ogni singolo gene dipende dalla disposizione delle coppie di basi di tale molecola.

Durante la mitosi (da una cellula madre si producono due cellule figlie) i due filamenti ai quali sono unite le coppie di basi si separano e ogni filamento dà origine a uno nuovo uguale a quello materno, i due filamenti si riuniscono e riavvolgendosi danno origine a una nuova molecola. Quando la molecola di DNA si duplica, ogni filamento dirige la formazione del filamento complementare funzionando da stampo.

Il nostro corpo è fatto di proteine (emoglobina, elastina, pigmenti degli occhi) e le proteine sono composte da catene di aminoacidi.

Nel DNA ci sono le informazioni che permettono di costruire le sequenze delle proteine, quindi l’informazione contenuta nel DNA di una cellula descrive principalmente quali proteine devono essere prodotte e le istruzioni per la loro sintesi. Le basi vengono lette a gruppi di 3 e ogni tripletta corrisponde a un aminoacido: il linguaggio delle triplette è il codice genetico. Per arrivare alla sintesi c’è bisogno di un acido RNA (acido ribonucleico), simile al DNA ma con un solo filamento. È composto da uno zucchero (ribosio) e 4 basi azotate (adenina, guanina, citosina, uracile).

La sintesi si applica in questo modo:

  • La doppia elica del DNA si apre in corrispondenza del gene che codifica la proteina.
  • L’RNA messaggero esce dal nucleo della cellula ed entra nel citoplasma dove si associa ai ribosomi.
  • Un ribosoma scorre lungo l’RNA come una carrucola su una corda e a ogni tripletta di basi associa l’aminoacido corrispondente.
  • I vari aminoacidi vengono via via legati chimicamente uno all’altro secondo la sequenza stabilita sull’RNA.
  • Quando lo scorrimento del ribosoma è terminato anche la proteina è completa.

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Storia: nazismo e discriminazione

Dal punto di vista storico, la teoria delle razze è stata utilizzata da molte dittature per controllare il pensiero della popolazione e giustificare la loro politica aggressiva e violenta.

Il massimo esponente del razzismo in Europa fu Hitler, che fondò in Germania il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, noto con il nome di Partito Nazista, e fu la principale guida del nazionalsocialismo. Guidò la Germania dal 1933, anno in cui diventò Primo Ministro, fino alla fine della II Guerra Mondiale nel 1945.

Hitler conquistò il potere approfittando dello scontento del popolo tedesco, a causa della sconfitta nella prima guerra mondiale e della grave crisi economica che colpì la Repubblica di Weimar.

Dopo aver perso la guerra, infatti, la Germania aveva fondato la Repubblica di Weimar. Il nuovo governo doveva affrontare le conseguenze politiche ed economiche derivanti dalle sanzioni economiche stabilite dagli Alleati durante la firma del Trattato di Versailles. La perdita della regione mineraria ceduta alla Francia determinò la chiusura di molte fabbriche; di conseguenza la disoccupazione divenne altissima e il valore del marco, la moneta tedesca, crollò. Gli operai scesero in piazza contro il governo. Le destre, grandi nemiche del socialismo, manifestarono contro i lavoratori e le città divennero teatro di scontri sanguinosi. In quegli stessi anni uno degli esponenti della destra fondò le SA o “camicie brune”. Egli si chiamava Adolf Hitler, condivideva le idee di fondo del fascismo e, come il fascismo, trovava nel ceto medio i suoi sostenitori.

Soprattutto dopo la crisi economica del 1929 partita dagli Stati Uniti, che avevano economicamente aiutato la Germania, l’economia tedesca entrò di nuovo in crisi e i disoccupati aumentarono. Adolf Hitler

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Appena uscito di prigione, dopo aver tentato un colpo di stato qualche anno prima, Hitler fondò il Partito nazista. Nel 1930 si presentò alle elezioni e ottenne un grande successo grazie a un programma politico basato sul nazionalismo, l’anticomunismo e l’antisemitismo e, in particolare, sull’esaltazione della nazione tedesca e la difesa della razza ariana contro quella ebraica. Dopo le elezioni, il Partito nazista divenne il partito unico, fu imposta la censura, furono creati due corpi di polizia e nacque il Terzo Reich, il Terzo impero, cioè una comunità di popolo basata sulla comune appartenenza alla razza ariana. Escludeva quindi zingari, ebrei, slavi, e altre minoranze presenti in Germania.

Il razzismo nei confronti degli ebrei nascondeva in realtà soprattutto motivazioni di natura economica. La Germania attraversava un periodo di grave crisi e Hitler indicò i cittadini di cultura e religione ebraica come i responsabili di questa crisi. Molte banche tedesche, infatti, erano controllate da ebrei, perciò era facile far credere che gli ebrei fossero i responsabili della situazione economica disastrosa. Ma Hitler era anche convinto che gli ebrei fossero una razza inferiore, che stava contaminando la purezza della razza ariana (la razza “nordica” di cui i tedeschi, secondo lui, erano l’espressione migliore).

Con le leggi di Norimberga, emanate nel 1935, gli ebrei furono esclusi dal diritto di voto e dagli impieghi pubblici (insegnanti, impiegati negli uffici statali tipo poste, ferrovie, ospedali...), non poterono più esercitare professioni quali il medico, l’avvocato..., non poterono più commerciare, lavorare in banca e inoltre non poterono più sposarsi con tedeschi. Dal 1938 la persecuzione divenne ancora più aggressiva e sistematica: vennero sequestrati tutti i beni appartenenti ad ebrei. Soprattutto la confisca dei beni

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degli ebrei e la loro costrizione al lavoro forzato diedero ai tedeschi dei vantaggi immediati: guadagnarono grandi ricchezze e poterono sfruttare un gran numero di lavoratori che non dovevano pagare e che non potevano protestare. Questo permise per qualche anno ai tedeschi di vivere meglio degli altri stati europei.

Il regime nazista utilizzò come pretesto per scatenare la sua rabbia contro gli ebrei l’assassinio, avvenuto a Parigi, del diplomatico tedesco Ernst von Rath da parte di un giovane esule ebreo, Hirsch Grynszpan. Tre giorni dopo, nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, si svolse in Germania la più dura e violenta manifestazione di razzismo antiebraico in Europa: durante la notte dei cristalli vennero date alle fiamme 119 sinagoghe, saccheggiati 7500 negozi di ebrei, 91 israeliti vennero uccisi e 26000 chiusi nei campi di concentramento.

Interno di una sinagoga distrutta durante la Notte dei Cristalli (1938)

La polizia ricevette l’ordine di non intervenire e i vigili del fuoco badavano soltanto che il fuoco non attaccasse anche altri edifici. Nessuno tra i vandali, assassini e incendiari venne processato.

L’origine della definizione “notte dei cristalli”, più correttamente “Notte dei cristalli del Reich”, è riferita alle vetrine distrutte, ed è un termine utilizzato per deridere i proprietari dei locali danneggiati, fatto circolare da parte dei nazionalsocialisti e diffuso fino ad oggi.

Per prendersi gioco dei cittadini classificati “ebrei” fece parte anche l’obbligo imposto alle comunità ebraiche di rimborsare il valore economico dei danni causati nella “notte dei cristalli”.

Dopo lo scoppio della guerra (1939) si iniziò a parlare di “soluzione finale”, con la quale si intendeva procedere allo sterminio di tutti gli ebrei e dal 1942 in poi furono allestiti veri e propri campi di sterminio che funzionavano come fabbriche di

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morte e servivano esclusivamente all’uccisione tramite le camere a gas e i forni crematori in cui in un’ora si uccidevano circa 20.000 ebrei.

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Geografia: la Germania

La Germania è uno Stato membro dell’Unione Europea, situato nell’Europa centro-occidentale. I suoi confini naturali sono il fiume Reno a Ovest e dall’Oder e dal suo affluente Neisse a Est, mentre a Nord il Mare del Nord e il Mar Baltico e a Sud le Alpi bavaresi. Inoltre confina con la Danimarca a nord, la Polonia e la Repubblica Ceca a Est, l’Austria e la Svizzera a Sud, e la Francia, il Lussemburgo, il Belgio e i Paesi Bassi a ovest.

Fanno parte della Germania anche l’arcipelago delle Isole Frisone nel Mare del Nord e la grande isola di Rügen nel Mar Baltico.

Il territorio è caratterizzato da coste sabbiose e basse, ricche di dune e interrotte da isolotti e zone paludose.

La regione settentrionale è occupata dal Bassopiano Germanico, una pianura di origine glaciale e di formazione molto antica.

La zona centrale è formata da colline e altopiani, tra cui il

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Massiccio Renano e le Selve di Turingia e della Franconia.

La regione meridionale è caratterizzata dai rilievi più alti, come le Alpi Bavaresi al confine con l’Austria, con il monte più alto della Germania (2963 m).

I fiumi sono numerosi e ricchi d’acqua perché alimentati dai ghiacciai e dalle frequenti piogge: il principale è il Reno, che nasce in Svizzera e attraversa il Paese dal Sud al Nord, sfociando nel Mare del Nord. Gran parte dei fiumi tedeschi è navigabile e ospita importanti porti fluviali; inoltre la rete idroviaria è arricchita da un insieme di canali artificiali che collegano i principali fiumi.

Sono presenti anche numerosi laghi di origine glaciale, il più grande è quello di Costanza.

Il clima varia a seconda delle regioni. In generale, presenta inverni freddi ed estati calde. È di tipo alpino, con inverni rigidi, estati fresche e molte piogge nella regione meridionale; di tipo continentale nella zona interna, con inverni freddi alternati ad estati molto calde; lungo la costa nord, il clima è fresco e umido e reso più mite dalle correnti del Mare del Nord.

La lingua ufficiale è il tedesco, parlato da quasi tutta la popolazione. La religione principale è quella protestante, ma è presente anche un gran numero di cattolici ed è in crescita anche la diffusione della religione musulmana a causa della forte immigrazione.

Dal 1991, in seguito alla riunificazione delle due Germanie, la capitale tedesca è Berlino con 3.400.000 abitanti circa. Berlino è di origine medievale, capitale sia dell’Impero Tedesco nell’Ottocento che della Repubblica Democratica Tedesca fino al 1990.

Infatti, dopo la seconda guerra mondiale, l’attuale territorio tedesco fu diviso in due Stati differenti con due diverse capitali: la Repubblica Federale Tedesca, nota come Germania Occidentale, con capitale Bonn, e la Repubblica Democratica Tedesca, con capitale Berlino.

Dopo la caduta del Comunismo e del muro di Berlino, le due Germanie sono state unificate sotto un unico governo.

La regione denominata oggi Germania fu abitata da diversi popoli germanici, conosciuti e documentati già dal 100 a.C. Nel X secolo questi territori tedeschi costituirono la parte centrale del Sacro Romano Impero e dopo la sua caduta fu istituito nel 962 il Primo Impero Germanico, chiamato I Reich.

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Sintesi

Collegamenti interdisciplinari

  • Scienze: Le razze e il DNA.
  • Storia: Nazismo e discriminazione.
  • Geografia: La Germania.
  • Arte: Cubismo e Pablo Picasso, Guernica.
  • Letteratura: "Se questo è un uomo" (Primo Levi).
  • Tecnica: L'elettricità.
  • Musica: Un sopravvissuto di Varsavia (A. Schomberg).
  • Francese: Il razzismo nelle poesie francesi: "L'homme qui te ressemble" (l'uomo che ti somiglia), "L'homme de couleur" (L'uomo di colore).
  • Educazione fisica: Le olimpiadi del 1936 e Jesse Howens.
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