Prefazione
Complessa, ma allo stesso tempo ricca di significati
Nel corso di quest’ultimo profondi che si tramandano
anno scolastico ho avuto da secoli.
L’occasione di scoprire, conoscere e vivere vari tipi di culture, tradizioni e religioni diverse dalla mia.
Tra queste, quella che mi ha affascinato di più, e che ho quindi voluto approfondire, è stata quella Ebraica.
Personalmente ammiro
Il fattore determinante che molto questa cultura e
mi ha portato a fare questa l’elemento che più mi ha
scelta è stato la caparbietà affascinato di questo
e il modo con cui, popolo è stato appunto il
nonostante le numerose suo forte legame Religioso.
persecuzioni e ostilità
subite, il popolo ebraico è Nel corso della storia, il
riuscito a mantenere popolo ebraico è sempre
intatte la propria identità, rimasto fedele a Dio e ai
cultura e tradizioni suoi comandamenti, e di
essi ne ha fatto uno stile di
Durante la fase di vita, infatti, diversamente
documentazione mi sono dalle altre religioni, si può
reso conto di quanto dire che l’appartenenza
questa religione sia 1
etnica e quella religiosa di soprattutto per quanto
questo popolo si riguarda l’alimentazione
sostengono a vicenda. che prevede dei divieti
molto severi, nonostante i
Un altro punto quali gli ebrei hanno
caratterizzante e molto saputo evolvere la loro
interessante di questa cucina adattandola a
religione è la rigidità, questi tabù.
2
Introduzione
La storia dell’ebraismo è una storia lunga e complessa, ancora oggi, dopo circa 3000 anni non si ha una panoramica chiara di questo popolo sfortunato che si è trovato coinvolto in situazioni in cui nessun altro popolo si è mai trovato.
La religione degli ebrei è la più antica fra le fedi monoteistiche. La tradizione ebraica considera la propria esperienza religiosa eminentemente come osservanza della Torah, la legge suprema che Dio ha donato al suo popolo, e come una “via”, un percorso di fede e di vita da seguire scrupolosamente a livello personale e collettivo.
Nato nella regione storica della Palestina, in parte coincidente con il territorio dell’odierno stato di Israele, l’ebraismo è oggi diffuso in tutto il mondo: è praticato fuori d’Israele dalle comunità della diaspora, formatesi in seguito ai fenomeni di emigrazione che, spesso a causa di persecuzioni ed espulsioni, hanno caratterizzato l’intera storia ebraica.
È comunque necessario puntualizzare il fatto che non tutti i 18 milioni di ebrei presenti nel mondo (dei quali 6.800.000 negli Stati Uniti, oltre 3.600.000 in Israele, quasi 2.000.000 in Russia, circa 1.500.000 in Europa) praticano la religione tradizionale, nell’ambito della quale non mancano poi orientamenti diversi, talora contrastanti.
Caratteristica fondamentale dell’ebraismo è un monoteismo radicale, la fede in un unico Dio, assolutamente trascendente e creatore di un universo che governa provvidenzialmente dall’inizio dei tempi.
Israele esprime la consapevolezza che Dio abbia “parlato” al suo popolo e, nel corso della storia, la Scrittura sacra, la Bibbia, documenta le tappe di questa rivelazione progressiva, interpretata dagli ebrei come un’alleanza, berith, che Dio ha istituito con loro in quanto popolo eletto, chiamato a custodire gelosamente i precetti della legge.
Che differenza c’è tra Ebraismo e Cristianesimo?
Una distinzione molto evidente tra la religione ebraica e quella cristiana è che gli ebrei non accettano Gesù Cristo come figlio di Dio, non ammettono la Trinità.
Qui abbiamo a che fare con la questione più difficile che divide i cristiani e gli ebrei, perché gravata da pregiudizi e fraintendimenti quasi insuperabili.
Non c’è pace tra le nazioni senza pace tra le religioni – non c’è pace tra le religioni senza dialogo tra le religioni – non c’è dialogo tra le religioni senza una ricerca sui fondamenti delle religioni. Hans Kung
Nascita dell’Ebraismo
La storia della nascita dell’ebraismo quindi è scritta nella Bibbia e precisamente nel Pentateuco, i cinque libri del Vecchio Testamento che vanno da Noè fino a prima della nascita di Gesù, quindi fino a Mosè.
Mosè, altra figura molto importante nella storia dell’ebraismo in quanto testimone e depositario della legge (Torah) data da Dio sul monte Sinai.
Questo è quanto possiamo dire in sintesi come origine del popolo ebraico.
Dalle tavole di Mosè (Torah), i famosi dieci comandamenti che Dio ha dato a Mosè, gli ebrei hanno elaborato prima la Mishnà, scritta in ebraico (2000 a.C.), comprende, senza distinzioni tra diritto sacro (religioso) e diritto civile (profano), 63 trattati raggruppati in 6 sezioni principali (ordini) per lo più tematiche: «festività», «origini», «donne», «danni», «cose sacre» (sacrifici, giuramenti, prescrizioni alimentari, purificazioni cultuali).
Solo un trattato (padri) è di contenuto non legale, edificante.
Seconda fase: Talmud
Nei tre secoli seguenti – si tratta dell’enorme lavoro di molte generazioni – anche la Mishnà viene a sua volta commentata – e precisamente in due centri di studi: in Palestina, ma soprattutto in Babilonia.
Ciò avvenne mediante la Ghemarà (ebraico «complemento») composta in numerosi dialetti aramaici.
Ghemarà e Mishnà poi formano insieme il Talmud (studio, dottrina).
Il Talmud è dunque, al di là di tutti gli ampliamenti edificanti, semplicemente un gigantesco commento alla Mishnà, nella misura in cui i trattati di questa sono ancora rilevanti dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme.
Esso si è imposto universalmente nell’ebraismo.
Nel Talmud si contano 613 precetti, di cui 365 divieti.
Ma bisogna tener presente che Dio ha dato solo i dieci comandamenti, come può un popolo convivere nell’età postmoderna con 365 divieti?
הרות
La Bibbia ebraica
La differenza della Bibbia Ebraica dalla Bibbia Cristiana è sottile, ma rilevante.
Manca tutto il Nuovo Testamento.
Il non credere che Gesù sia il Messia è stato un fatto che distingue anche un altro aspetto teologico delle due religioni: nell’Ebraismo manca la Santa Trinità.
Esiste solo JHWH [pronuncia: Iavèh] (Dio), senza Figlio e Spirito Santo.
L’interpretazione da Bibbia a Bibbia è diversa per ogni scuola rabbinica.
Torah (ebraico: הרות), a volte scritto Thorah, è una parola ebraica che significa insegnamento. (pente
Con questo termine si indicano i primi 5 libri del Pentateuco in
teuchos
greco significa cinque, significa libro),
I libri della Torah sono (I nomi ebraici sono presi dalle parole iniziali del primo verso dei rispettivi libri)
Genesi Bereshit:
(Gen; תישארב, “In principio...”)
Esodo Shemot:
(Es; תומש, “Nomi”)
Levitico Vayikra:
(Lv; ארקיו, “Ed egli chiamò...”)
Numeri Bamidbar:
(Nm; רבדמב, “Nel deserto...”)
Deuteronomio Devarim:
e (Dt; םירבד, “Parole”, o “Discorsi”)
Secondo l’esegesi ebraica la Torah venne rivelata a Mosè e donata al popolo d’Israele sul monte Sinai, nel calendario ebraico nell’anno 2448 dalla Creazione.
Inoltre bisogna specificare che la Torah va letta da destra verso sinistra, girando con la manopola sinistra il rotolo.
I sommi sacerdoti, o le altre persone che la leggono, devono pronunciare molto lentamente e chiaramente le parole perché scritte in una sorta di “ebraico antico”; inoltre le sacre scritture non vengono considerate tali se lette con pronuncia errata.
È consuetudine completare la lettura della Torah in un anno e per questo scopo essa è
parashoth, parashà,
stata suddivisa in 54 (plurale di ossia “porzione”) quanti sono i
sabati negli anni lunghi (di 13 mesi lunari)
La Torah non è un codice legislativo completo e sistematico, ma una base filosofica di tipo generale con un gran numero di leggi specifiche e con la storia sacra del popolo d’Israele a cominciare dalla creazione del mondo.
Secondo la tradizione ogni parola del Tanakh ed ogni aspetto anche successivo della Torah furono dati a Mosè da Dio sul Monte Sinai, il dettato include sia le citazioni che Dio parlò a Mosè....
ogni parola contenuta nel Pentateuco, anche frasi del tipo:
I rabbini considerano che le parole del libri non solo forniscono un messaggio divino esplicito ma sono anche portatrici di un messaggio intrinseco che si estende oltre il loro significato.
Infatti sostengono che anche il più piccolo segno della lettera ebraica è stato messo là da Dio come insegnamento.
Io sono il Signore tuo Dio
A monito di questo viene posta una yod nella frase: ed in
E Dio disse a Mosè
quella spesso ripetuta: poiché la yod è il più piccolo segno indipendente dell’alfabeto ebraico
Come affermato in precedenza il punto di vista ebraico è che la Torah sia stata dettata direttamente da Dio a Mosè e messa per iscritto prima della morte di Mosè.
Nell’ebraismo il concetto di Tradizione è la trasmissione della parola e della sapienza
la trasmise a Giosuè, Giosuè la trasmise agli
divine, già iniziata da Dio a Mosè che poi
Anziani e gli Anziani ai Profeti; ed i Profeti la trasmisero ai membri della Grande Assemblea.. Yad teitel)
Lo yad (in ebraico די, letteralmente “mano”; yiddish è un puntatore usato per guidare le letture pubbliche del testo del Sefer Torah.
Durante la lettura della Legge in
segan
sinagoga il lettore sta sul lato destro, il “chiamato” al centro e il segan (rappresentante della congregazione) sul lato sinistro.
Il usa lo yad per puntare il testo che il lettore deve leggere.
Contenuto della Torah
Nella Torah c’è scritto “Santi sarete perché santo sono io” (Levitico: 19, 1-2).
Dunque, per distinguersi dagli altri popoli gli ebrei sono tenuti a seguire tutta una serie di norme che regolano la vita quotidiana, in modo da renderla diversa dalle altre.
Molto importanti sono le norme che regolano la loro alimentazione.
La Casherut è una serie di regole alimentari prescritte dalla Torah.
Esse costituiscono un corpo di normative molto complesse, che forma il fondamento dell’alimentazione dell’ebreo, a casa come all’esterno.
La coscienza ebraica ha sempre sentito molto queste restrizioni e la violazione di queste norme è vista come sintomo di scarso attaccamento alla Torah.
Non mancano nella storia esempi di persone che hanno addirittura subìto torture pur di non mangiare taref
Introduzione
Primo Levi, laureato in chimica e chimico di professione, diventa scrittore in seguito alla traumatica esperienza della deportazione ad Auschwitz.
È questo l’evento centrale della sua vita, che fa scattare in lui la molla della scrittura, sentita come un’impellente necessità di confessione, di analisi e come un ineludibile dovere morale e civile.
Il ricordo mai estinto di Auschwitz è anche probabilmente alla base dell’inatteso ed enigmatico suicidio con il quale lo scrittore pone termine alla sua esistenza, nel 1987.
Io so cosa vuol dire non tornare.
A traverso il filo spinato
ho visto il sole scendere e
morire;
ho sentito lacerarmi la carne
le parole del vecchio poeta:
“Possono i soli cadere e tornare:
a noi, quando la breve luce è
spenta,
una notte infinita è da dormire”
*.
“Il tramonto di Fossoli”
Primo Levi
*Gli ultimi versi, tra virgolette, sono tradotti dal latino, presi in prestito dal quinto carme di Gaio Valerio Catullo
Primo Levi
Vita e opere
Primo Levi nasce a Torino nel 1919 da una famiglia ebrea piemontese di solide tradizioni intellettuali.
Fino al 1938 Primo Levi è un normale studente di agiata famiglia con la passione della chimica, dalla quale spera
“la chiave dell’universo…il perché delle cose”;
di ricavare
le leggi razziali rappresentano per lui una svolta che gli apre gli occhi sulla natura del fascismo e lo orienta verso l’azione politica.
Alla fine del 1942 entra nel Partito d’Azione clandestino e dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 si unisce a un gruppo partigiano di “Giustizia e libertà” operante nella Valle d’Aosta.
Catturato dalla milizia fascista il 13 dicembre 1943, viene internato nel campo di concentramento di Fossoli e successivamente deportato ad Auschwitz (febbraio 1944).
Nel Lager, dove rimane circa un anno, Primo Levi riesce a sopravvivere grazie a circostanze fortunate, sulle quali torna per tutta la vita a mettere l’accento:
“Sono stato fortunato: per essere stato chimico, per avere incontrato un muratore che mi dava da
mangiare, per avere superato le difficoltà del linguaggio…; mi sono ammalato una volta sola, alla fine, e anche questa è stata una fortuna, perché ho evitato l’evacuazione dal lager: gli altri, i sani, sono morti tutti, perché sono stati deportati verso Buchenwald e Mauthausen, in pieno inverno”.
Il Lager incide profondamente sulle sue convinzioni: gli dà la coscienza di essere diverso in quanto
ebreo e lo spinge verso lo scetticismo religioso.
“Sono diventato ebreo in Auschwitz. La coscienza di sentirmi diverso mi è stata imposta.”
“L’esperienza di Auschwitz è stata per me tale da spazzare qualsiasi resto di
educazione
religiosa….C’è Auschwitz, quindi non può esserci Dio”.
A testimonianza di questa tragica esperienza, Primo Levi scrive di getto nel
Se questo è un uomo
1946 e pubblica nel 1947, il libro che solo dieci anni più tardi sarà riconosciuto come il capolavoro della letteratura concentrazionaria, sul quale la nostra classe ha svolto uno studio approfondito.
Dal momento in cui le truppe russe entrano nel Lager di Auschwitz, abbandonato dai tedeschi in
La tregua
ritirata, prende avvio, il secondo libro di memoria di Levi, pubblicato nel 1963 e considerato da alcuni la sua opera più alta.
La tregua narra il tormentato viaggio di ritorno in patria dell’autore con un gruppo di compagni attraverso un’Europa ancora sconvolta dalla guerra.
Come l’esperienza del Lager è associabile all’inferno (cfr. Il Lager come metafora dell’inferno), così l’odissea del viaggio di ritorno, nel quale avviene una lenta e travagliata resurrezione alla vita, rimanda al purgatorio, in una sorta di percorso simile a quello dantesco; tuttavia l’analogia si ferma qui, in quanto Levi, a differenza di Dante, non potrà mai raggiungere la completa liberazione.
Questo secondo libro rivela l’acquisita consapevolezza di una vocazione letteraria: scrivere non è più per Levi un fatto occasionale o episodico e, al dolente testimone del Lager, si affianca uno scrittore dall’ispirazione varia, che sperimenta forme letterarie diverse dalla memorialistica.
Nell’ambito del filone legato agli interessi scientifici dell’autore, l’opera più
La
importante è forse
chiave a stella (1978), dove si raccontano le esperienze di vita e di lavoro dell’operaio piemontese
Faussone, che gira il mondo per svolgere il suo lavoro di montatore: nel personaggio, quasi una
proiezione dell’autore, spiccano la curiosità intellettuale e un vivo senso della dignità del proprio lavoro.
Ma il filone memoriale-saggistico nella produzione letteraria di Levi non si
La tregua Se non ora,
interrompe: direttamente a si collega infatti il romanzo
quando? (1982), che descrive il viaggio di un gruppo di partigiani ebrei russi che vanno dalla Bielorussia all’Italia passando per la Palestina, e il libretto
I sommersi e i salvati
memoriale-ragionativo (1986) torna sulla tragedia di Auschwitz con l’intento non più di raccontare ma di riflettere, riallacciandosi a
Se questo è un uomo.
Su una linea di sostanziale continuità rispetto alle opere in prosa si collocano le raccolte poetiche (
L’osteria di Brema Ad ora incerta Altre poesie
, 1975; , 1984; , riunite
Se questo è un
postume), anticipate dai versi che precedono come un’epigrafe
uomo La tregua
e e ispirate alla tematica del Lager.
Il punto di contatto fra le “due nature” di Primo Levi, quella del letterato e quella dello scienziato, sta in una fiducia illuministica nella ragione che si traduce in una scrittura limpida, chiara, essenziale, dove ogni parola viene
“Pesata”. Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Periodo storico
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Materie e argomenti
- Italiano: Primo Levi (Se questo è un uomo);
- Storia: la nascita dell'ebraismo; il Nazismo (la persecuzione degli ebrei);
- Diritto: il contratto di Banqueting;
- Spagnolo: la cocina judìa;
- Inglese: the jews;
- Ed. Fisica: sport e potere;
- Ristorazione: la cucina kosher;
- Alimentazione: cucina kosher e dieta mediterranea.