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Il primo dopoguerra negli Stati Uniti
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Storia – Il primo dopoguerra negli Stati Uniti
I primi anni del dopoguerra furono per gli Stati Uniti un periodo di prosperità e tranquillità sociale.
Durante il conflitto le esportazioni americane erano aumentate perché molti paesi dell’America Latina e dell’Asia, non potendo commerciare con l’Europa in guerra, avevano intensificato i loro scambi con gli Stati Uniti.
Anche il mercato interno era in forte ripresa perché il buon andamento dell’economia aveva diffuso nel paese un benessere generale e la domanda dei beni di consumo da parte della popolazione era in continua crescita.
Per dieci anni, fra il 1918 e il 1928, gli Americani si godettero “l’età del jazz”. Viene indicata così un’epoca di spensierata euforia, di entusiasmo per il cinema, lo sport, la boxe e il baseball, la musica jazz e il ballo.
Molti americani cercavano di sfruttare la situazione favorevole per arricchirsi con compravendite in borsa, e comperavano, magari facendo debiti, automobili, elettrodomestici e beni di consumo di ogni genere.
La società americana sembrava dominata dal desiderio di guadagnare e di consumare. Vi si affermava chi aveva pochi scrupoli e molto spirito di iniziativa.
Nel 1920 fu eletto alla presidenza il repubblicano Warren Harding. I repubblicani limitarono le immigrazioni e imposero alti dazi alle merci importate.
La paura del comunismo e la pressione dei potenti gruppi industriali provocarono un atteggiamento di rifiuto nei confronti delle richieste della classe operaia.
Vennero introdotte leggi che proibivano di fabbricare e commerciare alcolici. Ma in conseguenza delle leggi proibizioniste si sviluppò un attivissimo contrabbando; le bande di gangster fecero affari d’oro trafficando in liquori, e poi controllando il gioco d’azzardo, il mondo della prostituzione e della droga.
Verso la fine degli anni Venti, però, la crescita dell’economia americana finì bruscamente, con gravi conseguenze su tutto il mondo occidentale.
Per prima entrò in crisi l’agricoltura. Con la ripresa della produzione agricola in Europa, dopo la guerra, la richiesta di prodotti americani diminuì.
I contadini americani dovettero ridurre i prezzi e il loro tenore di vita si abbassò di colpo. Soprattutto non furono più in grado di pagare i prodotti dell’industria e i debiti contratti con le banche.
Le industrie furono colpite da una crisi di sovrapproduzione. Enormi quantità di beni restarono invendute, perché era diminuito il potere d’acquisto delle famiglie.
Si abbassarono i prezzi e calò il valore dei prodotti industriali. Fu una caduta di grandi proporzioni, che portò al fallimento un gran numero di imprese e di banche e impaurì tutti coloro che avevano investito i loro risparmi in borsa, comperando azioni.
Essi cercarono affannosamente di vendere le azioni che possedevano.
Quando troppe persone cercano di vendere azioni in fretta, il valore delle azioni precipita. È ciò che avvenne il 24 ottobre 1929 alla Borsa di New York.
Il valore delle azioni scese a un decimo delle quotazioni del giorno precedente: patrimoni enormi furono annientati da un giorno all’altro.
Fu la rovina per milioni di risparmiatori; per le banche che, comperando azioni, avevano finanziato le imprese; per le industrie che, prive di capitali, furono costrette a chiudere.
Le città americane si riempirono di gente affamata e disperata, che si accalcava davanti ai centri di assistenza pubblica.
Nelle campagne i prodotti furono lasciati marcire, perché il loro trasporto sarebbe costato più di quanto si poteva ricavare dalla vendita.
La crisi del 1929 fece crollare la fiducia in un progresso illimitato, che aveva caratterizzato tutto il decennio precedente.
Il disastro del 1929 era dipeso anche dal fatto che le forze economiche erano state lasciate agire senza regole e la speculazione privata aveva potuto scatenarsi liberamente.
Migliaia di imprese commerciali e finanziarie avevano fatto fortuna violando senza scrupoli le leggi.
Di questo era convinto il democratico Franklin Delano Roosevelt, che fu eletto presidente nel 1932.
Il nuovo presidente, anche per consiglio di valenti economisti, puntò sull’intervento dello stato nell’economia.
Compiti dello stato furono:
- Porre degli obbiettivi allo sviluppo economico.
- Controllare che le leggi fossero rispettate.
- Proteggere le classi sociali più deboli.
Il piano di ripresa economica, il New Deal, il “nuovo corso”, fu realizzato.
Furono aumentati i salari degli operai e ridotte le ore lavorative; fu avviato un programma grandioso di lavori pubblici, che ridussero la disoccupazione; fu introdotto il controllo statale sulla borsa e sul sistema bancario; furono fissati prezzi minimi per i prodotti agricoli.
Il New Deal in pochi anni risollevò l’economia degli Stati Uniti. A poco a poco diminuì anche la grande povertà.
Geografia – Gli Stati Uniti
Gli Stati Uniti sono bagnati a ovest dall’Oceano Pacifico, a est dall’Oceano Atlantico e a sud si affacciano sul Golfo del Messico.
Confinano a nord con il Canada e a sud con il Messico. Appartengono al territorio statunitense anche le isole Hawaii e l’Alaska.
Dal punto di vista fisico si distinguono tre regioni degli Stati Uniti: la regione orientale dove si elevano i Monti Appalachi con il Monte Mitchell che raggiunge i 2.037 m, la regione centrale che comprende le Grandi Pianure e scorrono i fiumi più importanti e la regione occidentale dove si trovano le Montagne Rocciose.
Un’articolata rete fluviale attraversa gli Stati Uniti. Il Mississippi ne costituisce l’elemento principale. Il suo affluente principale è il Missouri.
Il Mississippi e il Missouri si congiungono nei pressi della città di Saint Louis e sfociano con un delta nel Golfo del Messico.
Tra gli altri affluenti del Mississippi ricordiamo il Minnesota a destra e l’Ohio a sinistra.
Numerosi sono i laghi, tra cui i cinque Grandi Laghi: Superiore, Huron, Erie, Ontario e il Michigan, dei quali solo quest’ultimo appartiene interamente agli Stati Uniti.
Si distinguono diverse tipologie di clima negli USA: sub-polare in Alaska, montano sui Monti, temperato nei pressi dei Grandi Laghi, mite nelle Hawaii e tropicale lungo il Golfo del Messico.
Gli Stati Uniti furono abitati nell’antichità da popolazioni chiamate genericamente “pellerossa”.
Gli USA originariamente erano formati da 13 colonie fondate dall’Inghilterra a partire dal 1607.
Nel 1764 l’Inghilterra iniziò a imporre alti dazi.
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