L’ingiustizia e la violenza sulle donne
“Non c’è nulla di più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”
Si può dire che l’ingiustizia consista nel dare o fare a qualcuno ciò che non merita, e togliere o non dare a qualcuno ciò che gli spetta. L’ingiustizia è dunque qualcosa che si subisce, per cattiveria o per ignoranza.
In realtà la vera giustizia è qualcosa di più vasto ed elevato: consiste nel dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno anche a chi apparentemente non lo merita. A livello sociale solo la vera giustizia può determinare un cambiamento, e solo chi porterà davvero giustizia sarà determinante.
Fin dall’antichità c’è stato il predominio dei prepotenti sui deboli: basti pensare a tutti i soprusi subiti dagli schiavi, dai poveri e dalle donne che tutt’ora vengono discriminate rispetto all’uomo.
Spesso le donne si trovano in posizione economica, fisica e psicologica subordinata all’uomo e non hanno i mezzi o la capacità di reagire. Anzi, spesso si crea un meccanismo chiamato “ciclo della violenza” con cui si indicano le modalità attraverso cui l’uomo violento raggiunge il suo scopo di sottomissione della partner facendola sentire incapace, debole, impotente, totalmente dipendente da lui. Ma la violenza più grande che le donne subiscono è non poter accedere a certe carriere professionali e politiche: non abbiamo avuto mai un presidente della Repubblica donna o un 1 presidente della Corte Costituzionale. Eppure, io penso che la società italiana così malata, forse ha bisogno delle cure e delle competenze delle donne per diventare più equa e più giusta. 2
Storia
La nascita della Repubblica
Nel dopoguerra, l’Italia è impoverita da inflazione e disoccupazione, case e infrastrutture sono distrutte.
Gli italiani residenti in Istria e Dalmazia sono costretti a fuggire dalle persecuzioni da parte dei partigiani.
Il 2 giugno del 1946 gli italiani vennero chiamati per stabilire se l’Italia dovesse continuare a essere una monarchia o diventare una repubblica. Furono le prime votazioni a suffragio universale a cui parteciparono anche le donne. Nel referendum, la monarchia fu sconfitta e l’Italia diventò una repubblica.
Nello stesso giorno i cittadini elessero anche l’Assemblea Costituente che doveva redigere la nuova carta costituzionale. L’Assemblea Costituente ristabilì la libertà dei cittadini e il diritto di esprimere le proprie opinioni. La Costituzione entrò in vigore il 1° gennaio 1948.
La Festa della Repubblica Italiana è una giornata celebrativa nazionale istituita per ricordare la nascita della Repubblica. 3
Italiano
Lamento di donna
Non so leggere
Né scrivere.
(mia madre diceva lo stesso)
Non so cosa vuol dire
Mangiare
né dormire in un letto caldo.
Non so mettere insieme due lettere
Né firmare col mio nome.
(mia madre diceva lo stesso)
Non so cosa vuol dire
Passare
Un giorno senza lavorare. 4
Commento
La poetessa portoghese Maria Teresa Horta sottolinea con i suoi versi il lamento di una donna per la sua condizione in cui è costretta a vivere. Nei primi tre versi evidenzia il suo dolore per non saper leggere né scrivere, lo stesso dolore che aveva provato la madre. Mentre gli ultimi tre versi chiudono la poesia mettendo ancora più in evidenza la miseria della sua vita.
L'ingiustizia e la violenza sulle donne
“Non c’è nulla di più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”.
Si può dire che l’ingiustizia consista nel dare o fare a qualcuno ciò che non merita, e togliere o non dare a qualcuno ciò che gli spetta. L'ingiustizia è dunque qualcosa che si subisce, per cattiveria o per ignoranza.
In realtà la vera giustizia è qualcosa di più vasto ed elevato: consiste nel dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno anche a chi apparentemente non lo merita. A livello sociale solo la vera giustizia può determinare un cambiamento, e solo chi porterà davvero giustizia sarà determinante.
Fin dall’antichità c’è stato il predominio dei prepotenti sui deboli: basti pensare a tutti i soprusi subiti dagli schiavi, dai poveri e dalle donne che tutt’ora vengono discriminate rispetto all’uomo.
Spesso le donne si trovano in posizione economica, fisica e psicologica subordinata all’uomo e non hanno i mezzi o la capacità di reagire. Anzi, spesso si crea un meccanismo chiamato “ciclo della violenza” con cui si indicano le modalità attraverso cui l’uomo violento raggiunge il suo scopo di sottomissione della partner facendola sentire incapace, debole, impotente, totalmente dipendente da lui. Ma la violenza più grande che le donne subiscono è non poter accedere a certe carriere professionali e politiche: non abbiamo avuto mai un presidente della Repubblica donna o un presidente della Corte Costituzionale. Eppure, io penso che la società italiana così malata, forse ha bisogno delle cure e delle competenze delle donne per diventare più equa e più giusta.
Collegamenti materie
- Storia: La nascita della Repubblica.
- Italiano: Lamento di donna.
- Scienze motorie e sportive: Simona Atzori.
- Inglese: La discriminazione.
- Arte: La libertà guida il popolo.
- Musica: Il romanticismo e Robert Schumann.
- Violino: Niccolò Paganini.
- Francese: Il romanticismo e i monumenti.
- Geografia: Il Marocco.
- Scienze: I terremoti e i vulcani.
- Tecnologia: La centrale geotermica.