La consapevolezza del tempo come desiderio di impegno nella vita
Federico Russo
V Liceo Linguistico Anno scolastico
G.B. Montini – Milano 2008-2009
La consapevolezza del tempo come desiderio di impegno nella vita
«Ogni lettore, quando legge, legge se stesso.
L'opera dello scrittore è soltanto
una specie di strumento ottico
che egli offre al lettore
per permettergli di discernere quello che,
senza libro, non avrebbe forse
visto in se stesso.»
Marcel Proust
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La consapevolezza del tempo come desiderio di impegno nella vita
Indice
Introduzione ...................................................................................................................... 4
- Il percorso tematico ........................................................................................................ 6
- Leopardi: Il tramonto di un tempo neonato ............................................................ 7
- Lamartine: Le Lac: Symbole entre la Vie et la Mort ........................................... 12
- L’espressionismo:
- La consapevolezza di un’esigenza di libertà all’interno della Storia ............... 17
Proust: La fixation du temps ...................................................................................... 20
- La stagione dell’impressionismo e del postimpressionismo:
- Ragioni di un’originalità evolutiva incompresa ..................................................... 23
Ungaretti: la vita come dimensione di adempimento di un compito .......... 26
- Conclusione ...................................................................................................................... 30
- Titoli e datazione opere d’arte selezionate ............................................................. 31
- Bibliografia – Webgrafia .............................................................................................. 32
-
Materie coinvolte
Letteratura italiana
- Letteratura francese
- Storia dell’arte
- 3
La consapevolezza del tempo come desiderio di impegno nella vita
Introduzione
“Tempo” è una parola alla quale molte volte diamo un significato sfuocato ed indefinito.
Salvador Domingo Jacinto Dalí Domènech
Soft watch at moment of first explosion
1954
Il percorso che compirò affrontando questo tema, prenderà in considerazione l’esperienza che gli autori dei quali parlerò hanno conosciuto per comprendere questa difficile statica eternità.
Ma che cosa è il tempo davvero e perché sta tanto a cuore all’uomo? Questa domanda non ha una precisa risposta definitiva come risoluzione al quesito esistenziale, tuttavia lascia aperte le porte ad ogni tipo di interpretazione o, per meglio dire, ad ogni tipo di cammino di crescita.
All’interno di questo lavoro desidero presentare la visione del tempo e della successiva pragmatica presa di coscienza, attraverso un percorso sistematico che prenda spunto da personaggi come Leopardi, Lamartine, Munch, Proust, Van Gogh e Ungaretti.
Ognuno di essi rappresenta uno stadio della consapevolezza della propria esistenza che l’uomo si trova ad affrontare almeno una volta durante la sua vita, la maggior parte delle volte a causa di un dolore o di una grave perdita che successivamente ha generato un’enorme sofferenza e che ha portato l’individuo a compiere un passo piuttosto che un altro, una scelta piuttosto che un’altra.
La coscienza di avere e di essere tempo, inevitabilmente fa rendere conto all’uomo di non essere lì per caso ma di avere un compito, un Destino che è libero di rifiutare, distruggere, abbracciare, o costruirsi da sé o con gli altri.
Di fronte a tutte queste possibilità una sola non è menzionata: scappare, poiché è impossibile. 4
La consapevolezza del tempo come desiderio di impegno nella vita
Nella vita prima o dopo tutti dobbiamo dare un senso alla nostra esistenza, o forse trovare l’utilità di questo sommo Crono che abbiamo dentro di noi dal momento del nostro primo battito del cuore.
Francisco José de Goya y Lucientes
Saturno che divora i suoi figli
Madrid, 1819-1823
Olio su intonaco
Madrid, Museo del Prado 5
La consapevolezza del tempo come desiderio di impegno nella vita
Il percorso tematico
Il tramonto di un
tempo neonato temps:
souvenir de la
douleur
l’incarnazione del
tempo sofferto
la fixation l’istantaneità di un
du temps tempo mutevole
tempo: dimensione
di adempimento di un
compito 6
Leopardi: Il tramonto di un tempo neonato
Il conte Giacomo Leopardi (Recanati, 29 giugno 1798 – Napoli, 14 giugno 1837) è stato un poeta, filosofo, scrittore, filologo e glottologo italiano.
Iniziamo il cammino che ci porterà ad avere piena consapevolezza di quale sia l’utilità del tempo attraverso vari autori; e chi meglio del “sommo Giacomo” (Leopardi) poteva, attraverso le sue numerose riflessioni, farci comprendere l’angoscia di una vita densa di significato ma che purtroppo si è conclusa prematuramente all’età di trentotto anni.
La vita di Leopardi, dunque il lasso di tempo che questo “gentil” poeta ha passato sulla terra, attraverso i suoi scritti e, in particolare, un componimento che analizzerò, rende particolarmente l’idea di quanto egli dovesse aver caro il “Sentimento del Tempo”.
Curioso come il nome della raccolta di un “ermetico” – soldato possa corrispondere così incredibilmente allo stato d’animo di un altro vissuto novant’anni prima.
Ritroviamo il componimento di cui sto parlando già all’interno dell’edizione Piatti dei “Canti” del 1831: la poesia è la numero XXV della raccolta e si intitola “Il sabato del villaggio”.
È stata scritta tra il 20 e il 29 settembre 1829 a Recanati; di lì a otto anni il poeta sarebbe venuto a mancare a causa di una grave malattia.
La poesia è uno spaccato della Recanati che il poeta presumibilmente doveva vedere aprendo la sua finestra. Ciò che ne risulta è un suggestivo quadro di una società agricola, dove viene richiamata l’attenzione sui personaggi tipici di un piccolo paese di campagna. 7
La consapevolezza del tempo come desiderio di impegno nella vita
All’interno però di queste caratteristiche descrizioni emergono in primis le incredibili doti poetiche di Leopardi, che è in grado di esprimere come nessun altro particolari talvolta ai nostri occhi insignificanti o addirittura indescrivibili.
In seconda analisi, emerge una notevole capacità di introspezione psicologica di ognuno di essi, considerando la brevità del componimento.
La poesia prende in considerazione il sabato di Recanati, ovvero il giorno prima della domenica, dunque della festa, come dicevano i nostri nonni.
Il sabato del villaggio
La donzelletta vien dalla campagna, E s'affretta, e s'adopra
In sul calar del sole, Di fornir l'opra anzi il chiarir dell'alba.
Col suo fascio dell'erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole, 5 Questo di sette è il più gradito giorno,
Onde, siccome suole, Pien di speme e di gioia: 40
Ornare ella si appresta Diman tristezza e noia
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine. Recheran l'ore, ed al travaglio usato
Siede con le vicine Ciascuno in suo pensier farà ritorno.
Su la scala a filar la vecchierella, 10
Incontro là dove si perde il giorno; Garzoncello scherzoso,
E novellando vien del suo buon tempo, Cotesta età fiorita 45
Quando ai dì della festa ella si ornava, È come un giorno d'allegrezza pieno,
Ed ancor sana e snella Giorno chiaro, sereno,
Solea danzar la sera intra di quei 15 Che precorre alla festa di tua vita.
Ch'ebbe compagni dell'età più bella. Godi, fanciullo mio; stato soave,
Già tutta l'aria imbruna, Stagion lieta è cotesta. 50
Torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre Altro dirti non vo'; ma la tua festa
Giù da' colli e da' tetti, Ch'anco tardi a venir non ti sia grave.
Al biancheggiar della recente luna. 20
Or la squilla dà segno
Della festa che viene;
Ed a quel suon diresti
Che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando 25
Su la piazzuola in frotta,
E qua e là saltando,
Fanno un lieto romore:
E intanto riede alla sua parca mensa,
Fischiando, il zappatore, 30
E seco pensa al dì del suo riposo.
Poi quando intorno è spenta ogni altra face, Vincent W. Van Gogh
E tutto l'altro tace, La mietitura
Odi il martel picchiare, odi la sega Arles, giugno 1888
Del legnaiuol, che veglia 35 Olio su tela (73x92 cm)
Amsterdam Van Gogh Museum
Nella chiusa bottega alla lucerna, 8
La consapevolezza del tempo come desiderio di impegno nella vita
Si può ipotizzare che il momento esatto sia verso il tramonto. Per comprendere meglio il componimento, lo si può dividere idealmente in nove parti, di cui cinque riguardano alcuni dei personaggi del paese: la fanciulla di ritorno verso casa, in fermento per il giorno della festa; l’anziana signora che fila con le amiche e che, guardando la giovane, rievoca forse con un po’ di amarezza i ricordi della sua giovinezza; i bambini che giocano urlando sulla piazza del paese; infine gli altri due personaggi sono i due lavoratori di campagna per antonomasia: l’agricoltore e il falegname; il primo sta tornando a casa dopo un’intensa giornata di lavoro, stanco ma felice, perché il giorno seguente riposerà; il secondo, non volendo lavorare il giorno della festa, cerca di concludere il lavoro da consegnare il lunedì il più in fretta possibile, sebbene egli dovrà stare alzato fino a notte fonda.
In seguito le altre due parti – la campana ed il paesaggio circostante – si possono definire corollari, cioè fanno semplicemente da contorno alla poesia sebbene le conferiscano un forte sapore rustico.
Le ultime due sono probabilmente quelle più interessanti dal punto di vista contenutistico poiché danno finalmente l’idea di cosa sia il sabato all’interno della settimana.
Fino a questo punto, Leopardi è come se ci avesse fatto leggere tutti i 37 versi descrittivi senza mai prendere un respiro e con lo struggimento della curiosità per l’ignoto che fa palpitare il cuore in attesa di qualcosa di ancora più straordinario.
Invece no.
Joseph Mallord William Turner
Pioggia, vapore e velocità
1844 - Olio su tela (91x122 cm)
Londra National Gallery
Quello che emerge come primo impatto leggendo i versi successivi è una sensazione di staticità totale, dopo una folle corsa contro il tempo che troppo rapidamente è trascorso da quel lontano improvviso sabato precedente, nel quale si sono vissute le medesime emozioni. 9
La consapevolezza del tempo come desiderio di impegno nella vita
Leopardi in questi versi ci fa comprendere come gli sforzi dell’uomo, nel vivere intensamente la propria vita, facendo del proprio meglio e svolgendo il proprio dovere in attesa del giorno di felicità suprema – il giorno della festa – siano totalmente inutili poiché, giunti alla domenica, sembra che tutto si spenga e che in fondo la festa sia solo un tragico espediente per fuggire temporaneamente dalla vita ordinaria che è priva di ogni gioia o soddisfazione.
Il nostro tempo, secondo il poeta, ovvero il tempo che impieghiamo nella nostra vita, rappresenta semplicemente un ciclo che prima o poi, presto o tardi, l’uomo deve vivere attraverso tre stadi fondamentali: giovinezza, età adulta, vecchiaia (morte).
Questi tre stadi purtroppo sono la concreta
Edvard Munch
Malincolia (Sera)
rappresentazione del ciclo della vita naturale al 1891, Olio su tela, Bergen,
Collezione Rasmus Meyer
quale Leopardi stesso era tanto legato quanto 1892
adirato, poiché non ne vedeva una soluzione ultima.
Un tempo infinito nel quale per pochi attimi – gli illusi li chiamano anni – siamo chiamati tragicamente a vivere come possiamo, rendendoci conto che un ruolo forse ce l’abbiamo, sebbene non sapremo mai quale, o comunque non avremo il tempo di adempierlo.
Leopardi però non si arrende e, dal verso 43 al 51, si sente chiamato a dare un consiglio spassionato a chi per lui forse è l’unico a gustarsi il momento più bello della vita: il giovane.
Edvard Munch
La pubertà
1894, Olio su tela, Oslo, Nasjonalgalleriet 10
La consapevolezza del tempo come desiderio di impegno nella vita
Questo appello, come diremmo noi oggi, non è semplicemente quello che eruditamente si definirebbe “carpe diem”, bensì mostra lo sforzo che Leopardi compie nel rifiuto dell’accettazione di un tempo privo di senso: “Se siamo a questo mondo ci sarà un motivo!”.
Tuttavia egli non riesce a trovare altra soluzione se non quella di esortare il fanciullo a sfruttare quel breve tempo di vita che ha a disposizione, poiché non tornerà mai più e, forse, è l’unico per il quale vale veramente la pena essere al mondo.
“Godi fanciullo mio, stato soave, stagion lieta è cotesta. Altro dirti non vo’, ma la tua festa ch’anco tardi a venir non ti sia grave” (48/51). Il sabato del villaggio
(c. 7r, vv. 1-19):
autografo conservato nella
Biblioteca Nazionale
«Vittorio Emanuele III» di Napoli 11
Le Lac: symbol entre la vie et la mort
Alphonse Marie Louis de Prat de Lamartine, né à Mâcon le
21 octobre 1790 et mort à Paris le 28 février 1869, est un poète, un
écrivain, un historien et un homme politique français. Il appartient
au mouvement romantique (sa poésie lyrique incarne une
idéalisation de la nature). On lui doit notamment le célèbre poème
Le Lac
.
Le lac de Bourget, France, où le poète avait séjourné, dans la ville de Aix-les-Bains, pour se curer. Là-bas il connaît Julie Charles, une femme créole, femme d’un célèbre médecin : avec elle il passe des vacances dans la Savoie – pendant un voyage à Hautecombe, leur embarcation se plonge dans le lac pendant une tempête – et a une relation avec elle que terminera avec la mort de Julie, le 18 décembre 1817. 12
La consapevolezza del tempo come desiderio di impegno nella vita
Le lac
Ainsi, toujours poussés vers de nouveaux rivages, Il coule, et nous passons ! "
Dans la nuit éternelle emportés sans retour, Temps jaloux, se peut-il que ces moments
Ne pourrons-nous jamais sur l'océan des âges d'ivresse,
Jeter l'ancre un seul jour ? Où l'amour à longs flots nous verse le bonheur,
Ô lac ! l'année à peine a fini sa carrière, S'envolent loin de nous de la même vitesse
Et près des flots chéris qu'elle devait revoir, Que les jours de malheur ?
Regarde ! je viens seul m'asseoir sur cette pierre Eh quoi ! n'en pourrons-nous fixer au moins la
Où tu la vis s'asseoir ! trace ?
Tu mugissais ainsi sous ces roches profondes, Quoi ! passés pour jamais ! quoi ! tout entiers
Ainsi tu te brisais sur leurs flancs déchirés, perdus!
Ainsi le vent jetait l'écume de tes ondes Ce temps qui les donna, ce temps qui les efface,
Sur ses pieds adorés. Ne nous les rendra plus !
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