Liceo scientifico statale “Giuseppe Berto”
L’amore
“All you need is love......love is all you need....”
Alunno
Danilo Taglione
Classe V M
Indice
Prefazione
1 Filosofia: la visione dell’amore secondo Schopenhauer
2 Italiano: Foscolo, l’amore per la patria e quello non
3 corrisposto di Ortis
4 Storia: la seconda guerra mondiale e i partigiani,
5 l’amor patrio
Latino: Apuleio, la favola di Amore e Psiche
6 Storia dell’arte: Antonio Canova
7 Scienze: Venere, il pianeta dell’amore
8 Inglese: Oscar Wilde “The picture of Dorian Gray”
9 “All you need is love......love is all you need....”
Prefazione
Ho citato un verso di una delle più famose canzoni dei Beatles, “All you need is love”, scritta da John Lennon e pubblicata nel 1967. “There’s nothing you can do that can’t be done [...] There’s nothing you can make that can’t be made”, recita il testo.
Non si può fare nulla che non è stato già fatto…
L’amore è tutto ciò che resta, tutto ciò di cui si ha bisogno.
Arthur Schopenhauer
“La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia, passando per l’intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere e della gioia.”
- Nacque il 22 febbraio 1788 a Danzica.
- Fin da giovane compì numerosi viaggi in Francia e in Inghilterra.
- Nel 1813 si laureò a Jena.
- Visse a Dresda, dove preparò per la stampa la sua opera principale, “Il mondo come volontà e rappresentazione”.
- Si trasferì a Berlino, ma l’epidemia di colera lo costrinse ad abbandonare la città.
- Morì a Francoforte il 21 settembre 1861.
Schopenhauer si pone come punto d’incontro (o di scontro) di esperienze filosofiche eterogenee.
Il velo di Maya
Il punto di partenza della filosofia di Schopenhauer è la distinzione tra fenomeno e noumeno.
Secondo Schopenhauer
Kant
Noumeno = realtà che si nasconde dietro l’ingannevole trama
Noumeno = fenomeno = illusione, sogno, ciò che nella realtà accessibile alla mente umana è detto “velo di Maya”
Fenomeno = unica realtà accessibile alla mente umana
Pro-memoria per rammentare i limiti della conoscenza
Antica sapienza indiana
Il filosofo ha il compito di scoprire l’accesso alla cosa in sé: la volontà di vivere.
Se noi fossimo soltanto conoscenza e rappresentazione, secondo Schopenhauer, non potremmo mai uscire dal mondo fenomenico. Ma poiché esistiamo anche come corpo, non ci limitiamo a “vederci” dal di fuori, bensì ci “viviamo” anche dal di dentro, godendo e soffrendo. L’essenza profonda del nostro io è la brama o la volontà di vivere.
L’illusione dell’amore
- Schopenhauer ritiene l’amore un fenomeno basilare per l’individuo, e di cui deve la filosofia occuparsi.
- L’amore, che “si impadronisce della metà delle forze e dei pensieri dell’umanità più giovane”, è uno dei più forti stimoli dell’esistenza.
- In realtà dietro il suo incanto sta il freddo Genio della specie che mira alla perpetuazione della vita; il fine dell’amore, o lo scopo per cui esso è voluto dalla Natura, è solo l’accoppiamento.
- Caso-limite della mantide religiosa.
“Ogni innamoramento, per quanto etereo voglia apparire, affonda sempre le sue radici nell’istinto sessuale.”
“Se la passione del Petrarca fosse stata appagata, il suo canto sarebbe ammutolito….”
Ugo Foscolo
L’amore per la patria e quello non corrisposto di Ortis
Pensiero
Le “Ultime lettere di Jacopo Ortis”
- Romanzo epistolare composto dalle lettere inviate da Ortis all’amico Lorenzo Alderani.
- Pubblicazioni:
- 1978 a Bologna: incompleto a causa della guerra contro gli Austro-russi. L’editore volle che l’opera fosse completata e la fece pubblicare un anno dopo con il titolo “Vera storia di due amanti infelici”.
- 1801 a Milano: Foscolo, dopo aver sconfessato quest’opera, decise di completare il suo romanzo e di pubblicarlo.
- 1816 a Zurigo e 1817 a Londra: presentano delle leggere modifiche.
- Le lettere raccontano le vicende, le ansie, le meditazioni interiori di Jacopo, studente veneto di passione repubblicana, che in seguito al crollo dei suoi ideali di patria, libertà, amore, giunge al rifiuto dell’esistenza.
- Foscolo si è ispirato al romanzo “I dolori del giovane Werther” di Goethe.
Trama
Dopo il trattato di Campoformio, Jacopo si ritira sui Colli Euganei, dove conosce Teresa e se ne innamora. Ma il padre di Teresa l’ha già destinata in sposa al ricco Odoardo, e Jacopo sa che il suo amore è un sogno senza speranze. Egli tuttavia decide di vivere questa passione con l’intensità di chi, sente in essa, dopo il crollo degli ideali che davano un senso alla propria esistenza, un estremo richiamo della vita. Per sfuggire alla polizia Jacopo viaggia molto: a Milano incontra Parini, a Firenze venera in Santa Croce le tombe dei grandi italiani. Ritorna, infine, sui Colli Euganei, dove trova Teresa già sposata, e qui si uccide.
L’Ortis è un’autobiografia ideale di Foscolo, lo specchio della sua giovinezza appassionata. In esso confluiscono i suoi amori infelici, le sue esperienze politiche, in primo luogo quella di Campoformio, tanto più grave perché segnò il crollo di quegli ideali che erano ragione e giustificazione della vita; e quindi le sue meditazioni sull’uomo e sul destino, la sua lotta fra materialismo e fede nelle “illusioni”.
Fra di esse ha un posto dominante l’amore per la patria, e l’Ortis parlerà per questo alla mente e al cuore degli uomini del nostro Risorgimento, soprattutto perché afferma l’identificazione del diritto alla libertà col diritto alla vita e sostiene vivamente l’ideale della patria, che deve essere liberata o con la quale si deve morire.
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