Presentazione del percorso
Il mio percorso si articola in diverse sezioni che cercano di offrire al meglio una visione d’insieme del rapporto complesso tra la cultura e il sistema totalitario da prospettive differenti (storica, letteraria, filosofica, senza dimenticare l'esperienza degli antichi).
La scelta di un tale argomento, vasto e soprattutto con riferimento ad un argomento tuttora suscettibile a diverse interpretazioni, è stata dettata da interesse personale.
Ho sempre guardato alla problematica del potere con attenzione e fascino, cercando di coglierne i caratteri essenziali e quelli più pericolosi, nella convinzione che una riflessione sul passato possa costituire un valido supporto nella comprensione del presente.
1. Storia
Di stato “totalitario” si cominciò a parlare in Italia verso la metà degli anni ’20, per denotare le caratteristiche dello stato fascista contrapposto allo stato liberale.
Nella Germania nazista, invece, il termine ebbe scarsa fortuna e si preferì parlare di stato “autoritario”.
Intanto l'espressione cominciava ad essere usata in tutta Europa per designare tutte le dittature di un solo partito, sia quelle fasciste sia quelle comuniste.
Ho analizzato in particolare gli eventi concernenti l’avvento del fascismo in Italia e del nazismo in Germania, con particolare attenzione alla lettura storiografica offerta negli ultimi decenni.
I sistemi totalitari strumentalizzarono la cultura passata e presente, molte volte usandola per avallare le loro teorie come nel caso dei …
2. Discorsi alla nazione tedesca
Fichte scrive i Discorsi alla nazione tedesca tra il 1807 e il 1808, quando le armate di Napoleone occupavano la Prussia e Berlino.
Il tema fondamentale riguarda l’educazione, un compito da affidarsi al popolo tedesco, che è l'unico tra tutti gli europei ad aver conservato intatte le sue caratteristiche nazionali originarie e naturali, ed inoltre era l'unica lingua priva di barbarismi.
Questo è comprovato dal fatto che la lingua tedesca è l'unica ad essersi conservata pura nel corso dei secoli, mantenendo così intatta la cultura germanica.
Il popolo tedesco ha così conservato non solo la purezza della lingua, ma anche quella del sangue e quindi della razza, che caratterizza il popolo tedesco come il popolo per eccellenza.
Quindi i tedeschi sono gli unici ad avere un fattore unificatore spirituale e materiale che li caratterizza come razza, nazione.
La stessa storia culturale della Germania, con le grandi figure di Lutero, Leibniz, Kant, dimostra la sua superiorità spirituale, che ne fa una nazione eletta.