Le testimonianze della resistenza nella letteratura: “Il sentiero dei nidi di ragno”
Nell’introduzione alla pubblicazione del 1964, Calvino descrive anche il Neorealismo e lo definisce come un’atmosfera.
Il romanzo è ambientato negli anni della Resistenza in Liguria. L’opera ha per protagonista un bambino, Pin, che vive solo con una sorella che, per mantenere sé e il fratello, fa la prostituta.
Pin trascorre le sue giornate all’osteria affascinato dai grandi dei quali non comprende appieno le passioni e i desideri; questi tuttavia in qualche modo lo accettano poiché il bambino li fa ridere con le sue battute.
Egli conosce nella campagna circostante un posto segreto, dove i ragni fanno il nido, ed è in questo posto che nasconde un “tesoro”, la pistola che ha rubato ad un soldato tedesco, cliente abituale della sorella.
In seguito a questo gesto, compiuto unicamente per sentirsi grande nei confronti dei compagni di osteria, viene catturato e imprigionato.
In carcere conosce un personaggio mitico della Resistenza ligure, il giovanissimo Lupo Rosso, e insieme con lui riesce a evadere e a trovare poi rifugio presso una brigata partigiana, costituita da sbandati che uniscono ai drammi personali, all’ignoranza e alla miseria una fede politica fondata principalmente sul sogno di una società più giusta e più felice.
Con gli uomini della brigata Pin instaura un rapporto simile a quello che aveva con i grandi dell’osteria: li fa ridere, canta per loro canzoni oscene e in cambio viene accettato, nonostante la sua giovane età.
Tra i partigiani si lega particolarmente al grande e buono Cugino, che fa la guerra perché la moglie lo ha tradito e che considera tutte le donne cattive, esclusa sua madre.
Il giovane Pin tuttavia si sente sempre più estraneo al gruppo, dominato da quelle passioni che non capisce, e, emarginato dall’azione di guerra, decide di andarsene a recuperare la pistola nascosta per continuare la Resistenza da solo, ma sul sentiero dove si trova il nascondiglio segreto trova finalmente il “grande amico”, il Cugino che per il suo odio verso le donne egli sente più vicino, e insieme i due se ne vanno per la campagna di notte.
La Repubblica libera della Carnia
Nella primavera del 1944, dopo un durissimo inverno, le formazioni partigiane della Carnia iniziarono nuove attività di contrasto del regime nazifascista. In tutte le vallate carniche si moltiplicarono le formazioni garibaldine e osovane.
Si susseguirono attacchi ai presidi tedeschi e fascisti e alle colonne di mezzi in movimento. I tedeschi si ritirano a Tolmezzo e nei centri pedemontani, non senza distruzioni ed eccidi: furono bruciati i villaggi Forni di Sotto, Esemon di Sotto e Barcis ed in luglio si ebbe l’efferata strage di malga Pramosio.
Alla fine del luglio 1944 risultava di fatto interdetta al controllo tedesco, e quindi liberata, l’intera Carnia (Tolmezzo esclusa) assieme alle valli Cellina, Meduna e Tramontina.
La Zona libera della Carnia e dell’Alto Friuli avrebbe raggiunto l’estensione di 2.580 kmq, con una popolazione di circa 90 mila abitanti, suddivisi in 38 Comuni liberati interamente e 7 parzialmente, tra cui Lorenzago e Sappada nel Bellunese.
La non facile decisione di creare sul territorio un governo provvisorio venne raggiunta nell’agosto 1944.
In tutti i comuni della Zona cominciarono a svolgersi comizi e libere elezioni, che portarono all’insediamento di Giunte popolari comunali e Sindaci. Il voto ebbe luogo per capifamiglia e quindi votarono anche le donne che ricoprivano tale ruolo.
Il 21 settembre, ad Ampezzo, ebbe luogo la riunione preparatoria del C.L.N. della Zona Libera, che in pochi giorni avrebbe assunto i poteri di Giunta provvisoria di Governo del territorio liberato.
Essa organizzò il proprio lavoro in una serie di Ispettorati (Polizia, Istruzione, Forestale, Giustizia, Interni, Finanze), al cui interno operavano apposite Commissioni.
Operò concretamente sul territorio, trasfondendo nella realtà quotidiana quei valori di libertà e democrazia che l’avevano ispirata e che prefigureranno il cambiamento costituzionale che avrà luogo nel Paese nel 1946.
La sua attività fu caratterizzata da:
- Separazione del potere politico, esercitato da civili, dal potere militare;
- Libere elezioni comunali per capifamiglia con voto anche alle donne;
- Soluzione del problema dell’alimentazione della popolazione;
- Calmiere sui prezzi dei generi alimentari di prima necessità;
- Riforma scolastica;
- Costituzione di un Tribunale del Popolo;
- Abolizione della pena di morte per reati comuni;
- Gratuità dell’amministrazione della giustizia;
- Riforma fiscale patrimoniale;
- Difesa del patrimonio boschivo;