Di
Inghese Pierpaolo
Presentazione
Scelta del tema
“Siamo ciò che sappiamo fare, ciò che diciamo, ciò che sogniamo. Siamo un insieme di frammenti e non sempre si sa quale ha il maggior peso”. Davvero siamo l’abito che indossiamo?
E’ questo l’interrogativo principale che mi sono posto quando ho scelto per questo lavoro il tema dell’ “essere e apparire”.
Essere e apparire sono così distanti? O forse si intrecciano in una corsa senza fiato? Così cerchiamo cose che ci rappresentino e mettano in luce quello che altri non vedono.
Oggigiorno risulta più difficile essere che apparire, soprattutto in situazioni pubbliche. Un individuo è condizionato dal mondo esterno, e anche inconsciamente, deve adattarsi a varie condizioni.
La società costituisce una sorta di trappola in cui non possiamo esprimere il nostro IO perché l’ambiente in cui viviamo è costrittivo come appunto affermava Freud. Si cerca sempre di più rifugio in miti irraggiungibili, creando intorno a sé un mondo di cristallo, così affascinante e fragile allo stesso tempo, che permette di sognare l’impossibile e di essere per qualche istante una persona diversa da quella che si è. Anche Pirandello sosteneva che l’uomo non può fare a meno di una maschera che gli doni un ruolo o un’apparenza. È impossibile mostrarsi agli altri per quello che si è, perché quello che si è neanche noi stessi riusciamo a capirlo.
Rapportando Pirandello ai giorni nostri, mi sono reso conto di come i suoi pensieri fossero moderni, in quanto lui li basava sul contrasto tra vita e forma, maschera e volto, apparire ed essere, contrasto che oggi viene accentuato dalla tecnologia che, sostituendo alla nostra realtà un’altra virtuale ci propone una realtà fittizia che troppo spesso prende il posto di quella reale.
Procedimento
Ho proceduto nella stesura di questa tesina tenendo sempre presente, per quanto possibile, il dualismo dell’essere e dell’apparire.
Per le motivazioni su esposte nella scelta del tema, ho inserito al primo posto Pirandello Freud e Fascismo.
Le mie scelte successive sono cadute sul che è stato il periodo governato da Mussolini che cercava di dare all’Italia un’immagine, e quindi “un’apparenza”, quanto più maestosa possibile. Questo è anche il periodo in cui vissero sia Pirandello che Freud oltre ad Einstein che è stato uno dei più grandi rivoluzionari della fisica. A lui si deve la famosa formula e = mc che portò anche difetto di massa all’intuizione del nella trasformazione dell’idrogeno in elio (reazione nucleare all’interno del Sole).
Ho parlato poi del libro di “Strange case of Dr Jekyll and Mr. Hyde” in quanto il suo protagonista ha una doppia vita che segna lo sdoppiamento della sua personalità.
La scelta di un autore francese, poi, è caduta su Marcel Proust il cui stile particolare tradisce la volontà di afferrare la realtà in tutte le sue dimensioni, raggiungendo la preoccupazione degli impressionisti: la realtà non ha senso che attraverso la percezione reale o immaginaria che ne ha il soggetto.
In arte, la corrente che più di tutte rappresenta le varie sfaccettature della realtà e la sua frammentazione è il Cubismo il cui massimo rappresentante è lo spagnolo Picasso.
Anche nella Divina Commedia troviamo una scissione: Dante che si propone come “autore” e allo stesso tempo “personaggio” della sua opera.
Il risultato vuol essere una stesura organica e concatenata di tutti gli elementi della tesina... sperando di aver raggiunto il fine che mi sono proposto.
Italiano
_____________________________________
Luigi
Pirandello
(1867 – 1936)
Abbiamo tutti dentro un mondo di cose:
ciascuno un suo mondo di cose!
E come possiamo intenderci, signore,
se nelle parole ch'io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me;
mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé,
del mondo com'egli l'ha dentro?
Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!
Ciascuno di noi si crede "uno" ma non è vero: è "tanti", signore, "tanti", secondo tutte le possibilità d'essere che sono in noi: "uno" con questo, "uno" con quello diversissimi! E con l'illusione, intanto, d'esser sempre "uno per tutti", e sempre "quest'uno" che ci crediamo, in ogni nostro atto.
Non è vero!
Certo un oggetto può piacere anche per se stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell'oggetto per se medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d'immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano. Nell'oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l'accordo, l'armonia che stabiliamo tra esso e noi, l'anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi.
Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso.
La vita
1867-1879
Luigi Pirandello nasce a Girgenti (odierna Agrigento) il 28 giugno 1867 da Caterina Ricci-Gramitto e da Stefano Pirandello. La madre proveniva da una famiglia che aveva partecipato alle lotte antiborboniche e per l'unità d'Italia. Il padre Stefano era stato garibaldino. Luigi trascorse la sua prima infanzia tra Girgenti e Porto Empedocle, sul mare. Assiduo lettore di romanzi, a dodici anni scrive una tragedia in cinque atti che rappresentò con le sorelle e gli amici.
1880-1886
Il padre, vittima di una frode, cade in dissesto, e la famiglia si trasferisce a Palermo. Nascono in Pirandello, fanciullo e poi adolescente, le prime appassionate accensioni sentimentali; comincia, in quegli anni, la sua preparazione umanistica e si palesa la sua vocazione letteraria. Nel 1885 la famiglia si stabilisce a Porto Empedocle e Luigi rimane a Palermo, dove, lo stesso anno, termina il liceo. Ritornato a Porto Empedocle prende coscienza della realtà umana e sociale delle solfatare. Si iscrive alle facoltà di legge e di lettere a Palermo, dove conosce alcuni dei futuri dirigenti dei Fasci siciliani.
1887-1891
Nel novembre del 1887 si iscrive all'università di Roma. Vive alcuni mesi in casa dello zio Rocco, luogotenente di Garibaldi ad Aspromonte. Scrive in questo periodo alcune opere teatrali che sono andate perdute. Nell'89 pubblica "Mal giocondo", una raccolta di poesie. In seguito a un incidente con un insegnante decide di abbandonare l'università di Roma e continua gli studi a Bonn, dove scrive le liriche raccolte in "Elegie renane" e "Pasqua di Gea". Il 21 marzo 1891 si laurea con una tesi sugli sviluppi fonetici dei dialetti greco-siculi.
1892-1902
Rientrato a Roma, collabora a diverse riviste letterarie. Il 27 gennaio 1894 sposa a Girgenti Maria Antonietta Portulano. Fra il 1895 e il 1899 nascono tre figli: Stefano, Lietta e Fausto. Nel 1894 pubblica una prima raccolta di novelle "Amori senza amore". Dal 1897 insegna letteratura italiana all'Istituto superiore di Magistero. Nel 1898 stampa sulla rivista "Ariel" il primo testo teatrale, un atto unico dal titolo "L'epilogo", poi ribattezzato "La morsa". Nel 1901 pubblica il romanzo "L'esclusa" e nel 1902 "Il turno".
1903-1910
Una frana allaga all'improvviso la zolfara nella quale il padre di Pirandello aveva investito i suoi averi e la dote di Maria Antonietta. Lo scrittore si trova in gravi difficoltà economiche e sembra pensare al suicidio. Forse sulla base di questa esperienza scrive "Il fu Mattia Pascal" (1904).
Moltiplica il suo lavoro letterario. Continua a collaborare al "Marzocco" e alla "Nuova antologia" e comincia a dare lezioni private di tedesco e di italiano: una vita di intenso lavoro. Nel 1908 viene nominato ordinario dell'Istituto superiore di Magistero; nello stesso anno scrive due saggi: "L'umorismo" e "Arte e scienza". Ne nasce una lunga polemica con Benedetto Croce. Il successo del "Fu Mattia Pascal", tradotto subito in varie lingue, vale a Pirandello l'ingresso nella importante Casa editrice Treves. Collabora alla rivista "Trisettimanale politico-militare" e successivamente al "Corriere della Sera". Nel 1909 pubblica sulla "Rassegna contemporanea" il romanzo "I vecchi e i giovani". Il 9 dicembre 1910 vengono rappresentati al Teatro Metastasio di Roma gli atti unici "La morsa" e "Lumie di Sicilia". Nel 1910 pubblica la raccolta di novelle "La vita nuda".
1911-1917
Nel 1913 riscrive "I vecchi e i giovani", che viene pubblicato in volume da Treves. Nel 1912 pubblica la raccolta di novelle "Terzetti"; "La trappola", altra raccolta di novelle, esce nel 1915, sempre per le edizioni Treves. Tra il 1912 e il 1915 scrive una cinquantina di novelle, tra cui "Berecche e la guerra", in parte pubblicate su rivista, le più raccolte in volume. Nel luglio del 1916 Angelo Musco porta al successo "Pensaci, Giacomino!". Pirandello, stimolato dall'esito della commedia, scrive altre opere teatrali: "Il berretto a sonagli" e "Liolà", entrambe rappresentate da Musco. Nel 1917 scrive le commedie: "Così è (se vi pare)", "La giara" e "Il piacere dell'onestà", che vengono rappresentate lo stesso anno. Queste opere segnano il passaggio dal verismo all'arte propriamente pirandelliana. Nel 1915 gli muore la madre, e si aggrava la malattia psichica della moglie. Inoltre il figlio Stefano viene inviato al fronte e cade prigioniero.
1918-1922
Scrive "Il giuoco delle parti" e "Ma non è una cosa seria", portati in scena rispettivamente da Ruggero Ruggeri e da Emma Gramatica sul finire del 1918. Presso Treves esce il volume di novelle "Un cavallo nella luna". Nel 1920 lascia l'editore Treves e diventa autore di Bemporad. Il 10 maggio 1921 Dario Niccodemi rappresenta "Sei personaggi in cerca d'autore", che provoca contrasti nel pubblico e nella critica. Nel 1921 la figlia Lietta si sposa e si trasferisce nel Cile. Il 24 febbraio 1922 viene rappresentato l'"Enrico Quarto", mentre altre sue opere entrano nel repertorio di molte compagnie italiane. Nello stesso anno scrive "Vestire gli ignudi", mentre a Londra e a New York vengono rappresentati i "Sei personaggi in cerca d'autore". Sempre nel 1922, Adriano Tilgher, amico e ammiratore di Pirandello, pubblica "Studi sul teatro contemporaneo", opera che pone le basi della critica pirandelliana.
1923-1930
Prosegue la febbrile attività letteraria di Pirandello: fra il '22 e il '23 scrive gli atti unici "All'uscita", "L'imbecille", "L'uomo dal fiore in bocca" e "L'altro figlio", e la commedia in tre atti "La vita che ti diedi". Nel 1924 scrive per il teatro "Ciascuno a suo modo", nel 1927 "Diana e la Tuda", nel 1929 "Lazzaro", nel 1930 "Come tu mi vuoi" e "Questa sera si recita a soggetto". Contemporaneamente riprende a scrivere novelle e romanzi nel 1926 pubblica "Uno, nessuno e centomila". Stefano Pirandello, Orio Vergani, Massimo Bontempelli e altri fondano a Roma un Teatro d'Arte: la direzione artistica è assunta da Pirandello. In questa Compagnia debutta Marta Abba, la giovanissima interprete che diverrà l'ispiratrice dell'opera di Luigi Pirandello degli ultimi anni. Nel 1928, scioltasi la Compagnia Pirandelliana, Marta Abba formerà poi una propria Compagnia che porterà ovunque il teatro di Luigi Pirandello.
1931-1936
Il successo internazionale del suo teatro induce Pirandello a viaggiare ininterrottamente. Sono forse gli anni migliori della sua vita. Il 9 novembre 1934 riceve a Stoccolma il Premio Nobel per la letteratura. Scrive i drammi "Trovarsi" (1932), "La favola del figlio cambiato" (1933), "Quando si è qualcuno" (1933), "Non si sa come" (1934) e "I giganti della montagna". Quest'ultimo resterà incompiuto (manca il terzo atto, che Pirandello non giunse a scrivere ma che raccontò al figlio Stefano) e andrà in scena, postumo, a Boboli il 5 giugno 1937. Scrive inoltre un soggetto cinematografico e un libretto d'opera.
10 dicembre 1936
Grande appassionato di cinematografia, mentre assisteva a Cinecittà alle riprese di un film tratto dal suo "Il fu Mattia Pascal", si ammalò di polmonite. Aveva già subito due attacchi di cuore, e il suo corpo, ormai segnato dal tempo e dagli avvenimenti della vita, non sopportò oltre.
Pirandello morì lasciando incompiuto un nuovo lavoro teatrale, I giganti della montagna.
Il regime fascista avrebbe voluto esequie di Stato. Vennero invece rispettate le sue volontà espresse nel testamento: "Carro d'infima classe, quello dei poveri. Nudo. E nessuno m'accompagni, né parenti né amici. Il carro, il cavallo, il cocchiere e basta". Per sua volontà il corpo fu cremato, per evitare postume consacrazioni cimiteriali e monumentali. Le sue ceneri furono sparse per il "Caos" (la sua tenuta, nell'omonima contrada).
Gli è stato dedicato un asteroide, 12369 Pirandello.
La vita politica e sociale
Rapporti con il Fascismo
Nel 1924 il quotidiano L'Impero pubblica un telegramma inviato da Pirandello a Mussolini:
« Eccellenza, sento che questo è per me il momento più proprio di dichiarare una fede nutrita e servita sempre in silenzio. Se l'E.V. mi stima degno di entrare nel Partito Nazionale Fascista, pregierò come massimo onore tenermi il posto del più utile e obbediente gregario. Con devozione intera »
Nel 1925 Pirandello è tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali fascisti, redatto da Giovanni Gentile.
L'adesione di Pirandello al Fascismo fu alquanto imprevedibile, sorprendendo anche i suoi più stretti amici.
La motivazione più credibile per spiegare tale scelta è che il fascismo lo riconduceva a quegli ideali patriottici e risorgimentali di cui Pirandello era convinto sostenitore, anche per le radici garibaldine del padre.
Pirandello vedeva nel Fascismo la prima idea originale post-risorgimentale, che doveva essere la "forma" nuova per l'Italia e divenire modello per l'Europa.
Un'altra motivazione molto più pragmatica è la fondazione della nuova compagnia teatrale: l'iscrizione al partito serviva per poter ricevere il sostegno governativo e le relative sovvenzioni economiche.
In ogni caso non sono infrequenti suoi scontri violenti con autorità fasciste e dichiarazioni aperte di apolicità:
« Sono apolitico: mi sento soltanto uomo sulla terra. E, come tale, molto semplice e parco; se vuole potrei aggiungere casto... ».
Clamoroso è il gesto del 1927, narrato da Corrado Alvaro, in cui Pirandello a Roma strappa la sua tessera del partito davanti agli occhi esterrefatti del Segretario Nazionale.
Nel 1935, in nome dei suoi ideali patriottici, partecipa alla raccolta dell' "oro per la patria" donando la medaglia del premio Nobel ricevuto l'anno prima.
La critica fascista non esaltava le opere di Pirandello, anche perché queste non erano in linea con gli ideali fascisti. Parecchi lavori furono ancora accusati dalla stampa di regime di disfattismo anche dopo il Nobel, e Pirandello finì anch'egli tra i "controllati speciali" dell'OVRA (L'OVRA è stata la polizia segreta dell'Italia fascista).
La disgregazione dell'io
L'analisi dell'identità condotta da Pirandello lo portò a formulare la teoria della disgregazione dell'io.
Questa nuova concezione si inserisce in quel contesto culturale di inizio '900 nel quale il crollo dei valori e delle certezze aveva portato ad una profonda crisi dell'individuo che si trovava sottoposto a forze "disgreganti".
In un articolo del 1900 scrisse:
« Il nostro spirito consiste di frammenti, o meglio, di elementi distinti, più o meno in rapporto tra loro, i quali si possono disgregare e ricomporre in un nuovo aggregamento, così che ne risulti una nuova personalità, che pur fuori dalla coscienza dell'io normale, ha una propria coscienza a parte, indipendente, la quale si manifesta viva e in atto, oscurandosi la coscienza normale, o anche coesistendo con questa, nei casi di vero e proprio sdoppiamento dell'io. [...] Talché veramente può dirsi che due persone vivono, agiscono a un tempo, ciascuna per proprio conto, nel medesimo individuo. Con gli elementi del nostro io noi possiamo perciò comporre, costruire in noi stessi altre individualità, altri esseri con propria coscienza, con propria intelligenza, vivi e in atto. »
Ciascuno vede la realtà secondo le proprie idee e i propri sentimenti, in un modo diverso da quello degli altri. Tra realtà e apparenza ci sono due distinte dimensioni:
- La dimensione della realtà oggettiva, che è esterna agli individui e che apparentemente è uguale e valida per tutti, perché presenta per ognuno le stesse caratteristiche fisiche ma è inafferrabile e non riconoscibile.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.