Liceo Scientifico “Salvador Allende”
Francesca Derghi
Classe 5^ sezione A
A.s. 2008/2009
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Indice
I. La lussuria e “Il piacere” di D’Annunzio…………………………………4
II. La superbia e “Pride and Prejudice” di Jane Austen……………………7
III. L’ira e l’eruzione del Vesuvio………………………………………11
IV. L’invidia e le teorie di Freud………………………………………15
V. L’ingordigia e la “Cena di Trimalchione”……………………………18
VI. L’accidia e il Purgatorio dantesco…………………………………21
VII. L’avarizia e “La morte dell’avaro”…………………………………25
VIII. Bibliografia…………………………………………………………28
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La lussuria e “Il piacere” di D’Annunzio
I.
La lussuria
Secondo la morale cattolica è uno dei sette vizi capitali in contrapposizione alla temperanza.
La lussuria è la tendenza irresistibile, il desiderio smodato e la brama sfrenata dei piaceri sessuali; la passione accesa dei sensi, la libidine e la lascivia.
“La lussuria conduce alla lascivia e la lascivia alla crudeltà”
Dostoevskij
Frammenti di vita
D’Annunzio (Pescara 1863 - Gardone Riviera, Brescia 1938) visse una vita molto lussuriosa: trasferitosi a Roma nel 1881 ebbe inizio per lui una vera e propria vita mondana di eccessi e vizi. Quelli del soggiorno a Roma furono anni di fervido lavoro creativo, di giornalismo, ma soprattutto di vita mondana e di amori: da quello con la bionda duchessina Maria Hardouin di Gallese, che sposò nel 1883 e dalla quale nacquero tre figli, alla grande passione per Elvira Natalia Leoni, la bella romana
Romane” “Trionfo della Morte”.
ispiratrice delle “Elegie e l’Ippolita Sanzio del La vita
romana non fece svanire nel poeta l’amore per Giselda Zucconi, conosciuta a Firenze.
Il soggiorno romano avrebbe potuto rappresentare un periodo sereno per il poeta, se un nuovo amore non lo avesse immischiato in una situazione così difficile da spingerlo quasi alla soglia del suicidio, come risulta da alcune sue lettere scritte all’amico Pasquale Masciantonio: la passione per Maria Gravina. Quest’ultima, abbandonato il tetto coniugale, si trasferì con D’Annunzio presso Ottajano, paese alle falde del Vesuvio. Dalla loro unione nacque Renata, che con Maria si trasferì a Roma presso Masciantonio, mentre il poeta si rifugiò in Abruzzo per ritrovare l’ispirazione, dove in seguito si fece raggiungere dalle due. ~ 4 ~
In seguito ad una crociera, D’Annunzio rivide Eleonora Duse, dopo circa un anno dalla prima casuale conoscenza. I due si ritrovarono in Toscana all’inizio del 1896, vivendo “sogni meravigliosi”. Nel 1897 D’Annunzio abbandonò Maria Gravina e si stabilì nei pressi di Firenze, a poca distanza dalla dimora di Eleonora. Al periodo di relazione con la Duse, seguì nel 1904, il periodo d’amore e di follie con Alessandra Starabba di Rudinì.
Nel 1907 entrò nella vita di D’Annunzio la contessa Giuseppina Mancini e l’anno seguente la bella e passionale contessa slava, Natalia Victor de Goloubeff.
Lo scrittore dimostrò un interesse quasi morboso, oltre che per le donne, anche per l’arte e per la vita lussuosa. Nel 1898, infatti, si ritirò a vivere in Toscana, a Settignano, nella villa della Capponcina, e condusse un’esistenza fastosa a imitazione dei signori del Rinascimento. La sua vita prese un ritmo frenetico di mondanità e spese: il numero dei domestici e delle persone addette alla scuderia salì da cinque a ventuno, il numero dei cavalli da due a otto e quello dei cani da quattro a trentanove. Ma a causa dei numerosi debiti, D’Annunzio dovette vendere all’asta i mobili e gli oggetti d’arte di villa Capponcina.
Il piacere
“Non ricordo più nulla. Vi amo. Amo voi sola.
Penso per voi sola. Vivo per voi sola.
Non so più nulla; non desidero più nulla,
oltre il vostro amore.”
“Il Piacere”
Andrea Sperelli, da
La vicenda è ambientata in una Roma di lusso. Protagonista della storia è il conte Andrea Sperelli, ricco aristocratico. Egli è un giovane intellettuale e poeta, educato dal padre a costruire la propria esistenza come “un’opera d’arte”, cioè di perseguire la bellezza, la lussuria e il piacere sessuale: il padre ne ha incoraggiato la propensione agli amori facili e quindi Andrea passa da una storia all’altra per divertimento e senza alcun rimorso.
Andrea Sperelli eredita il “seme del sofista” (privilegio della menzogna), che agisce contro lo stesso protagonista e, perdendo la sincerità, perde anche il libero dominio su di sé e non gode pienamente dei piaceri inseguiti; di conseguenza la menzogna diventa per lui una ragione di vita rendendo i suoi discorsi eleganti, ma vuoti per quanto riguarda i contenuti.
La sua regola di vita è basata su una forma di esasperato estetismo, infatti il senso estetico ha sostituito quello morale. La raffinatezza, la bellezza come dono personale e aristocratico vanno raggiunte ad ogni costo, in un processo sociale di innalzamento al di sopra degli altri e la stessa corruzione può diventare strumento di questo innalzamento.
Andrea è molto cinico nei confronti delle donne; secondo lui la seduzione e la conquista sono solo strategie per ottenere ciò che vuole da una donna. Quando però incontra Elena Muti, giovane vedova molto bella e affascinante, alla prima sensazione di volerla fare sua, subentra qualcosa di nuovo, poiché egli rimane incantato dalla sua bellezza e dal suo modo di fare, fino ad innamorarsene.
Per questo motivo il successivo distacco tra i due è molto doloroso per Andrea, che riprende il suo atteggiamento da seduttore con maggior cinismo, essendo alla disperata e continua ricerca di un particolare che rievocasse Elena in ogni donna che seduceva.
In seguito egli incontra Maria Ferres, moglie dell’ambasciatore a Roma del Guatemala e donna molto religiosa attaccata alla famiglia, in vacanza con la figlia Delfina. Andrea rimane affascinato dalla bellezza spirituale della donna poiché essa è delicata e sensibile
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e per questo tra i due nasce un’intimità affettuosa, che più avanti si trasformerà in un vero e proprio rapporto d’amore.
Andrea la vede come un esempio di purezza e spiritualità, ma quando ricompare la figura di Elena i suoi comportamenti iniziano a farsi più freddi e distaccati poiché subentra la gelosia di vedere la sua eterna amata Elena sposata ad un altro uomo. Il protagonista si sente offeso, ingannato e tradito, è rabbioso e impotente, ma il desiderio per Elena cresce sempre di più; intanto pensa anche a Maria, che desidera riconquistare lentamente e la donna cede ad Andrea, ma è sempre più diffidente e gelosa perché è consapevole che i pensieri del suo amato convergono sulla figura di Elena e quindi Maria diviene solo un inconsapevole strumento per placare la sua passione per l’altra donna.
Poco a poco l’amore per Maria gli è quasi indifferente, se non nella misura in cui approfitta del suo corpo per illudersi di possedere l’altra, ma, durante l’ultimo incontro amoroso tra Andrea e Maria, egli pronuncia il nome di Elena, e la donna sconvolta se ne va per sempre.
Alla fine possiamo comprendere che egli non ricerca solo Elena Muti o Maria Ferres ma le vuole entrambe, poiché esse hanno qualità che lo hanno incantato e non può rinunciare alle caratteristiche di una per far prevalere quelle dell’altra perché i loro caratteri formano la perfetta sintonia e conciliazione di cui il protagonista necessita. Egli è felice quando possiede sia Maria che Elena perché l’una compensa l’altra: una simboleggia la spiritualità, l’altra la passione, insieme formano quel doppio che non può esistere se manca uno dei due elementi che la compongono.
Andrea Sperelli riassume in sé tutte le qualità dell’esteta poiché trasforma la sua vita in “un’opera d’arte”, perseguendo il culto della bellezza, dell’eleganza e della raffinatezza, insegue la lussuria e ricerca avventure amorose brevi per conservare la sua libertà. Egli è attratto dalle belle cose e da oggetti raffinati, ricercati e insoliti, ed è per questo che la sua dimora è arredata con mobili antichi e lussuosi; la sua abitazione è l’esaltazione del desiderio poiché gli oggetti presenti rivelano il gusto per l’esotico, il particolare e allo stesso momento la perversione del protagonista che rende l’ambiente in cui vive una parte attiva della sua personalità.
Alla fine del romanzo assistiamo al fallimento dell’arte, dell’esteta e del progetto di quest’ultimo perché la società viene invasa dalla volgarità, dalla sconfitta della bellezza, messa in vendita e poi acquistata da “uomini impuri”; infatti l’ultima scena riguarda l’asta tenutasi nella casa di Maria Ferres, in cui Andrea si sente pervaso da un forte senso di morte che trasforma quel luogo in una sorta di tomba. In seguito, è costretto a seguire i facchini che trasportano nella sua abitazione un armadio acquistato all’asta: questo è una simbolica cassa da morto ed è come se egli seguisse un ipotetico funerale, segno definitivo del fallimento di tutti gli ideali estetici.
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II. Haughtiness and Jane Austen’s
“Pride & Prejudice”
Haughtiness or proud
Feeling that you are better and more important than other people.
“Pride is a very common failing I believe. By all that I ever read,
I am convinced that is very common indeed, that human
nature is particularly prone to it, and that there are very few of us
who do not cherish a feeling of self-complacency
on the score of some quality or other, real or imaginary.
Vanity and pride are different things, though the words are often used synonymously.
A person may be proud without being vain.
Pride relates more to our opinion of ourselves, vanity to what
we would have others think of us”
Lady Lucas, from “Pride and Prejudice”
J A ’
Fragments of Ane Usten’s life
Jane Austen was born on 16 December 1775 at Steventon, near Basingstoke, the seventh child of the rector of the parish. She had a quite short life and an uneventful life. She was born in a small village in the south west of England. She had a very close circle of relationship, only her family. She was educated at home by her father, and she
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showed an early interest in literature. All her novels were published anonymously and some were published posthumous. Jane Austen was famous in her own time among intellectuals. Scott was one of the first to realize her greatness. She wasn’t a romantic writer, despite the period chronologically belongs to the romantic age.
Her works were published only after much revision, four novels being published in her Sense and Sensibility, Pride and Prejudice, Mansfield Park Emma.
lifetime. These are and
Northanger Abbey Persuasion,
Two other novels, and were published posthumously in
1818. ’
Pride and Prejudice’s plot
The story takes place in the 19 century in the English province. The quiet life of a
th
village it upset by Mr. Byngley’s and his family’s arrival. He is a rich man from London. The Bennet family receive him like a good friend especially Mrs. Bennet who’d like one of her five daughters to get married with him. During a ball Jane, the oldest of the five sister, knows Mr. Byngley and everybody says that they are a beautiful couple. On the contrary Elizabeth Bennet is hurt by Mr. Darcy’s conceited behaviour. One day Jane goes and sees Mr. Byngley’s family but she falls ill and she must remain there. Elizabeth, who loves her sister very much, goes to help her. When they came back home, they know some army officers, among which Mr. Wickham who seems very nice. Elizabeth talks with him and is told that he was Mr. Darcy’s childhood friend. Wickham tells her also that Mr. Darcy was a very proud boy and that when his father died he did not respect his intention to provide for his protégée. Meanwhile Elizabeth, goes to Rosings to visit Charlotte. There she knows Lady Catherine De Bourgh, a very proud lady and Mr. Darcy’s aunt. In fact Darcy arrived at Rosing with his cousin Mr. Fitzwilliam, who tells Elizabeth that Darcy was the instrument of the separation between Jane and Bingley.
After a few days Darcy proposes to Elizabeth, telling her at the same time how upset he is because she is only a member of the middle-class and so much of a lower social position Elizabeth is offended, furious and she refuses him harshly, accusing him of awing destroyed Jane and Mr. Wickham’ s happiness. On the day after Darcy gives her letter in which he explains his position and asks for pardon. Elizabeth must go home but she is too upset to tell Jane her story. After another few weeks Elizabeth goes with her uncle’s family to Northern England and visits Darcy’s house, thinking that he is not at home. But he is. He show himself very nice to her uncle and aunt. Elizabeth is very surprised. They talk about their previsions meeting and both Elizabeth and Darcy admit that they were wrong and too proud. Meanwhile Mr. Coardiner receives a letter in which Mr. Bennet explains that Lydia has escaped with Wickham. Elizabeth is very worried because she knows from Darcy that Wickham is not an honest man, so she comes back home with her uncle while Darcy goes to London in secret, finds the fugitives and convinces Wickham to marry Lydia. Mr. Gardiner and Mr. Bennet go to London, too and after some weeks they find Lydia and Wickham when everything is already settled. The couple is welcome by Mrs. Bennet, but Jane and Elizabeth, who know the truth, are not so kind with them. Lydia tells, Elizabeth that she saw Darcy in London, so Elizabeth writes to Mrs. Gardiner to ask her for some explanation. She gets the answer that Darcy settled everything on his own account only for some sake. She meets him at long bourn. In fact he came back with Bingley because he wants his friend to marry Jane. Elizabeth thanks him. They talk a long time and understand that they are in love Jane and Bingley are in love, too, so all can marry. ~ 8 ~
Main characters
Elizabeth Bennet
Elizabeth Bennet is one of the daughters and she is favourite one of his father, because she has something more of quickness than her silly and ignorant sisters. Elizabeth receives from Darcy the proposal to become his wife. She doesn’t accept it, because she is proud and doesn’t admit that Darcy considers her inferior in front of him. Elizabeth was not very rich so it was very courageous of her to refuse Mr Darcy. It was a risky behaviour to refuse such a rich man, because it was unlikely that another man would like to marry her without her. She proves to be a very independent girl. Elizabeth Bennet is an example of round character, whose personality is modified by experience. Then she realises she has been prejudiced and partial towards Mr Darcy, so she is not the same girl of first chapters of the novel, she is a new woman. Now she is capable of self-analysis and even self-accusation. She concludes saying: “Till this moment, I never knew myself!”.
Fitzwilliam Darcy
His manners are proud and his speech measured and formal. He is a cultured man. The vulgarity of the Bennet family soon offends him but Elizabeth attracts him against his will.
Behind his reserve and fastidiousness there are genuine qualities:
- He is generous to his servants, his tenants;
- He is affectionate to his sister;
- He knows the meaning of discretion.
He is a good man who has been made stiff and proud by his upbringing.
Darcy, as a lover, is deeply in love, but shy and embarrassed. He finds difficult to speak about his deepest feelings and his manners make him unpopular.
Both Elizabeth and Darcy set out with an imperfect understanding of themselves and each other.
She accuses him of pride and he accuses her of prejudice. They are humbled one by the other:
- She learns from Darcy's letter that she has based her opinion of him on a unfounded prejudice (all that Wickham told her had been wrong) so she realises her error and she is humbled by Darcy. Also when she learns of what Darcy has done for Lydia she is humbled, she recognises his generosity.
- He realises that his pride had made him certain of her accepting his marriage proposal.
The novel involves both characters in a journey towards self-awareness and self-knowledge.
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