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Andrea Simoncini
La pace
Riflessioni interdisciplinari e poesie
Esame di licenza media
A.A. 2012-2013
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“La pace è come un volo in cui le ali reggono il mondo, spingendolo verso una maggiore comprensione dell’esistenza”
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Introduzione: il volo della pace
Volare nella libertà ma correndo rischi e fatiche per superare la forza di gravità che agisce su di noi: la guerra e il conflitto. Spalancare le ali della pace per scivolare nelle correnti della vita che ruotano tra le nuvole. La similitudine del volo rappresenta la pace come ciò che sostiene il mondo, come le ali del nostro cuore. La pace è come un volo. Quando si comprende la pace si ha un punto di vista elevato, che permette di osservare tutto dall’alto, comportando una maggiore comprensione dei fatti.
Volando si è liberi.
Si può scegliere dove andare e cosa fare del proprio percorso. Si corrono anche dei rischi: dopo migliaia di chilometri con le ali della pace spalancate si può cadere vittima di uno sparo, un solo sparo che infrange la libertà del volo. Si può finire avvolti in una coltre di nubi e perdere il senso dell’orientamento. Il volo è una similitudine che comporta molti aspetti della pace, come la libertà e la possibilità di cadere nel conflitto, nella guerra.
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Che cos’è la pace?
Molto spesso nei dialoghi tra le persone si utilizza il concetto di pace senza averne chiaro il significato. La parola pace ha origine dal latino “pax” che a sua volta deriva dalla radice indoeuropea pak-, pag- (fissare, pattuire, legare, unire, saldare). Inoltre, un aspetto interessante è che il termine “pace” deriva o comunque è collegato al termine pangere (piantare), che a sua volta deriva dal termine greco pégnini.
Secondo il paradigma comune, si può definire la pace come un fenomeno interpersonale che serve a pacare i disguidi, il disaccordo fra persone e anche il disaccordo interno, in ambito quindi psicologico. Inoltre, la pace viene definita uno stato di quiete esterno come ad esempio un paesaggio privo di disturbo antropico.
Il vocabolo “pace” è legato con numerose altre parole che si possono definire sue importantissime ramificazioni:
- Indipendenza
- Non-violenza
- Bellezza
- Felicità
- Verità
- Onestà
- Uguaglianza
- Amore
- Responsabilità
- Vita
La pace è universale, essa contiene tutto il nutrimento di cui un essere può avere bisogno.
Nel dizionario etimologico edito da Rusconi alla voce pàce appare: “dal latino pak- (= il pattuire) collegabile a pangere (= piantare). Moltissimi i derivati della stessa radice: pagare, pala, patto, ecc. Pace era una divinità allegorica romana il cui culto si diffuse in Roma dopo il 44 a.C. (guerra civile), ma soprattutto dopo il 31 a.C. (Battaglia di Anzio). Il suo tempio, sulla via Sacra, era splendido e frequentato anche da
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ammalati, convinti che la Dea potesse guarirli. Durante le sue feste, le Pacalia, si celebravano solo sacrifici incruenti. Era raffigurata come una donna con una cornucopia e un rametto d’olivo. Spesso aveva fra le braccia il piccolo Pluto, simbolo della ricchezza che accompagnava sempre Pace. Per i Greci era Irene. SIGNIFICATO tranquillità dell’animo; armonia; condizione di un popolo che non è in guerra.”
Partendo da questa descrizione si possono trarre molti aspetti importanti ed interessanti della pace. Innanzitutto cosa il vocabolo pace significhi: tranquillità dell’animo, armonia e condizione di un popolo che non è in guerra. In questo significato, però, viene tracciato un profilo quasi costrittivo della pace; una situazione che non è la guerra, non è un risveglio, non è definita come una nascita. Invece, secondo me, la pace è un ideale, un ideale di bellezza che rifiuta la violenza, che germoglia dentro di noi e che noi cresciamo, consci che anche il fiore che nasce in noi sta contribuendo alla nostra crescita. L’armonia, la tranquillità e il rifiuto della guerra sono nati sotto forma di una Dea, la Dea Pace. Questa divinità si diffuse soprattutto in periodi di crisi e guerra, quando la fiducia veniva meno alle persone. I Romani decisero quindi di creare un’entità immaginaria che rispecchiasse la parte più oscura eppure la più intima che li turbava durante le battaglie: la voglia di tranquillità e armonia. Inoltre, questa Dea venne legata alla ricchezza, che la accompagnava sempre. La pace infatti è una risorsa, una ricchezza, non una misera speranza in cui cercare di riporre l’ultima parte di noi ancora integra e preservata dalla violenza che ci colpisce.
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Libertà
La parola “pace” è direttamente collegata alla parola “libertà”, che comporta vari aspetti: essere liberi nelle proprie decisioni, essere liberi di spostarsi all’interno del proprio Paese senza discriminazioni ed essere liberi di far valere i propri diritti. La convivenza pacifica e libera fra nazioni, sessi o persone è sempre stata difficile e complessa.
A partire dall’ultimo secolo, gli ideali di pace hanno cominciato a diffondersi dove la libertà non era concessa, dove ai diritti fondamentali di una persona non era permesso di esistere e manifestarsi.
La pace è un’àncora, la speranza che accomuna una lunga fila di persone, popoli e animali.
La pace viene definita come un fenomeno interpersonale. La pace comincia dentro di noi: con il nostro operato quotidiano possiamo diffonderla attraverso l’amore e la nostra felicità.
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Bellezza
La bellezza è un elemento fondante che caratterizza la pace, essa riempie tutta la vita e l’intreccio che ruota intorno ad essa. Spesso, la sensazione che evoca la pace nel nostro cuore è proprio la bellezza, lo stupore verso la magnificenza della vita e della natura.
La pace è un ambasciatore della bellezza, è un messaggero della natura, è la manifestazione più pura della vita. Ogni creatura che nasce sulla Terra, dalla formica all’uomo, viene a trovarsi dinanzi alla bellezza della sua stessa esistenza e quindi della pace che essa comporta.
Uno sguardo, lontano sul mare,
scintillii d’acqua si infrangono su candide pietre,
Il suono del blu riecheggia nello spazio sconfinato,
l’orizzonte è nullo, la sola armonia è il richiamo dei gabbiani.
Il mare sa che la natura è bellezza,
egli è puro, limpido, egli ama se stesso.
Egli ha imparato che doveva insegnare,
al mio cuore ha insegnato la pace.
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La pace è una filosofia eppure essa ci accompagna spontaneamente durante il nostro cammino, essa ci sussurra come agire, come rispettare il mondo e come ricercare e ammirare la bellezza. Un semplice passo nel verde di un giardino ci spiega che il solo camminare è un’arte incredibile e spettacolare, come la vita. La bellezza assume anche un altro significato: la pace è spesso identificata come una risoluzione di un conflitto. In questo caso la pace sussurra all’uomo di cercare la via della bellezza. Certamente il conflitto non porta bellezza, porta invece terrore, odio e incertezza nel presente.
Ci sono attimi in cui si sente di aver perso la pace che ci accompagna. La bellezza è come sparita, fatichiamo a ritrovarla e l’odio che è penetrato in noi scende in profondità. Il nostro corpo diventa un involucro, un involucro di odio e rabbia repressa, il contatto con il presente è nullo, l’involucro impedisce di sentire i passi, di ascoltare le parole del mare, del cielo, della vita, degli altri uomini che appaiono come ideogrammi sperduti. Ma il filo della pace è sempre lì, esso ci sarà sempre, è nato dentro di noi e anche durante il conflitto esso sarà con noi, nascosto ma evidente.
La soluzione si può ricercare allora nella pace, nella sua bellezza, nella natura, nell’amore. La bellezza di un tramonto così come i suoni della natura possono farci riflettere su quello che stiamo compiendo, su ciò che stiamo facendo nelle relazioni; ma anche internamente, perché la guerra non è solo esteriore ma anche e soprattutto interiore.
La pace implica il rispetto verso il mondo; la Terra necessita del nostro aiuto per poter crescere, migliorare e mostrare le sue bellezze. Rispetto verso l’ambiente, verso le persone, verso un animale, verso il prato che si stende fra le
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colline e verso la persona che più abbiamo odiato. Dobbiamo essere portatori di rispetto, bellezza e pace. Questo è il compito che abbiamo da svolgere in qualsiasi momento, anche nella più misera condizione. Questo atteggiamento comporterà innanzitutto un risveglio interiore e una maggiore consapevolezza di come agiamo, ma anche rispetto dalle altre persone.
Se esse non rispettano l’atteggiamento di pace e bellezza che assumiamo, saranno comunque spinte a rispettarlo e attuarlo, perché assumere comportamenti offensivi verso una persona rispettosa con la bellezza scintillante negli occhi è complesso specialmente internamente, dato che ogni persona ha un cuore. Spesso però la bellezza viene calpestata: impariamo a rispettare anche lei. Noi siamo la bellezza.
“Parvenza di bellezza
inonda i suoni del mistero
mistifica i regni dell’incosciente
apre il cuore della vita
solo un canto nel bisbiglio.
La melodia della vita nel sussurro della libertà”
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Responsabilità
La pace comporta delle responsabilità personali; responsabilità degli effetti delle nostre decisioni, dei nostri comportamenti e anche responsabilità nei confronti della pace stessa per il modo di vivere scelto da ognuno di noi. In certi momenti la pace potrebbe essere dimenticata; la responsabilità comporta però il non astenersi mai dall’ascoltare la nostra “voce della pace”, che ci accompagna sempre e dovunque.
“La pace e la bellezza si possono trasportare anche attraverso uno sguardo, gli occhi sono la più bella espressione della vita, misteriosi e reali”
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Pace e guerra
La pace è stata sempre legata strettamente alla guerra, pax (pace) era infatti l’opposto di bellum (guerra), e oggi la pace mantiene il suo significato di opposizione alla guerra. Il mondo è stato attraversato da numerosissime guerre e dispute, molte delle quali ancora in corso.
Alcune guerre sono state quasi dimenticate e sono scivolate velocemente nell’oblio, altre hanno cambiato la vita di milioni di persone e di molte non si è mai saputo niente. Ma tutte le guerre, di qualsiasi dimensione esse siano, portano morte, distruzione e orrore. Sebbene la cultura della pace si stia lentamente espandendo, le guerre continuano a dilaniare cuori e sferrare colpi indelebili alla nostra storia.
Da sempre l’uomo ha avuto il desiderio della pace; la pace è, infatti, un modello di vita che accomuna tutte le persone.
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