Estratto del documento

Istituto di Istruzione Superiore “J.M. Keynes”, Castelmaggiore (BO)

A.S. 2008/2009

Cassanelli Andrea, classe 5^ HL

L’oscurità ed i suoi aspetti

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Indice

  • Latino
  • – Seneca: l’ottenebramento della mente; “L’ira”.
  • Francese
  • – Gérard de Nerval: “El Desdichado”.
  • Italiano
  • – Giovanni Pascoli: il mistero; “Il Libro”.
  • Filosofia
  • – Sigmund Freud: l’inconscio.
  • Educazione Artistica
  • – Francisco Goya: gli anni della maturità, con riferimento specifico al quadro “Saturno che divora i suoi figli” e ad altre opere.
  • Astronomia
  • – La materia oscura.
  • Inglese
  • – Il lato oscuro della Forza in “Star Wars”.

Seneca

La vita

Lucio Anneo Seneca nasce a Cordoba in Spagna intorno al 4 a.C. da una ricca famiglia. Avviato alla carriera politica e forense, si segnala presto per le sue qualità oratorie durante l’impero di Caligola.

Senatore romano, fu esiliato in Corsica nel 41 d.C. dall’imperatore Claudio con l’accusa di aver partecipato ad una congiura di corte tramata da Messalina (moglie dell’imperatore). Solo nel 49 d.C. viene richiamato a Roma dove divenne precettore e ministro di Nerone (figlio di Agrippina, nuova moglie di Claudio).

In seguito, pur essendosi ritirato a vita privata e dedicatosi alla meditazione, viene sospettato di complicità nella congiura di Pisone per abbattere Nerone e sostituirlo con un uomo più degno.

Viene condannato a morte dall’imperatore ma nel 65 d.C. Seneca si suicida prima di essere raggiunto dalla notifica della condanna.

Tra le sue opere morali (raccolte in 12 libri dopo la morte) Epistolae morales ad Lucilium, De Beneficiis, De Clementia, Dialogorum Libri e Naturales Quaestiones.

Come scrittore, è stato definito il più moderno della letteratura latina; le sue nove tragedie sono le uniche rimasteci del teatro romano: Hercules Furens, Troades, Phaenissae, Phaedra, Oedipus, Agamemnon, Thyestes, Hercules Octacus.

Scrisse anche una satira contro Claudio (Apokolocyntosis).

Visione dell’oscurità: ottenebramento della mente – “De ira”

L’interesse per l’oscurità, intesa come ottenebramento della mente, lo ritroviamo già in Seneca, esponente dello Stoicismo romano, secondo cui l’ideale etico (morale) è rappresentato dall’apathia, cioè da quella fermezza d’animo che si può conquistare solo attraverso lo sradicamento di qualsiasi turbamento e l’esercizio della virtù (serenità interiore), per il raggiungimento della vera felicità.

In varie opere come nelle “Epistulae ad Lucilium”, ma soprattutto nel “De ira” (che fa parte della raccolta in 12 libri dei “Dialoghi”), Seneca affronta il problema delle passioni come esperienze psichiche che inducono l’uomo a perdere il dominio di sé, distorcendo la realtà e allontanandola dal conseguimento della vera felicità.

Per questo è importante riconoscerne i sintomi e intervenire immediatamente prima che l’animo vi sprofondi completamente, considerando che ogni passione passa attraverso tre fasi: una involontaria, una seconda consapevole, una terza incontrollabile dalla ragione ed impossibile vincerla.

Tra tutte le passioni, la più orribile, secondo Seneca, è l’ira, associata alla follia. Le ragioni dell’interesse di Seneca per l’ira sono probabilmente da ricercarsi sia nella domanda esplicita del fratello Novato (a cui il “De Ira” è dedicato), sia nelle vicende storiche e politiche che hanno visto coinvolti da questa passione, uomini comuni ma anche potenti.

In particolare nell’incipit del “De ira”, i sintomi dell’ira, come follia, vengono descritti con grande efficacia, elencandone persino i terribili effetti fisici.

L’ira, traduzione dell’incipit

Hai preteso da me, Novato, che scrivessi come si può placare l’ira e mi pare che non a torto tu tema particolarmente questa passione, la più orribile e furiosa di tutte.

Nelle altre infatti vi è qualcosa di tranquillo e placido, questa è tutta concitazione ed è tutta nell’assalto della rabbia, ardente di un desiderio di armi, di sangue, di supplizi che non ha nulla di umano, incurante di sé, pur di nuocere all’altro, pronta a gettarsi sulle proprie armi e avida di una vendetta che trascinerà con sé il vendicatore.

Perciò alcuni sapienti hanno definito l’ira una breve follia, infatti (l’ira) è allo stesso modo (della follia) incapace di controllarsi, dimentica del decoro, immemore degli obblighi sociali, tenace e concentrata in ciò che ha cominciato, chiusa alla ragione ed ai suggerimenti, stimolata da futili motivi, incapace di distinguere il giusto e il vero, quanto mai simile alle macerie che si rompono sopra ciò che hanno schiacciato.

Ma affinché tu sappia che coloro che sono in preda all’ira non sono sani, osserva il loro stesso aspetto.

Infatti come sono indizi certi di pazzia la fronte accigliata, l’aspetto torvo, l’andatura accelerata, le mani inquiete, il colorito modificato, i respiri frequenti ed emessi con maggior veemenza, così gli stessi indizi si manifestano in coloro che sono in preda all’ira: gli occhi divampano e luccicano, aumenta il rossore in tutto il volto perché il sangue affluisce dal profondo del cuore, le labbra tremano, i denti si stringono, i capelli si rizzano e si sollevano, il respiro è strozzato e sibilante, (si odono) lamenti e grida e un modo di esprimersi spezzato a causa delle parole mal pronunciate, e mani battute assai di frequente, terreno calpestato dai piedi, tutto il corpo agitato e che spira gravi minacce, sconcio e pauroso a vedersi l’aspetto di coloro che si alterano e si gonfiano.

Non sapresti se sia un vizio più detestabile o più brutto.

Noir

Introduction : le romantisme

À côté du Romantisme historique, celui des grands maîtres, le romantisme “noir” se développe de 1820 à 1850, culmine en 1840, et assurera la continuité avec les écrivains de la modernité (Baudelaire, Rimbaud principalement).

Au début il s’agit de jeunes gens, volontiers bohèmes, caractérisés par le goût des mystères et de l’occultisme. Leur obscurité est avant tout celle de leur infortune littéraire, de leurs précaires conditions d’existence : ce sont des écrivains méconnus ou méprisés.

Ensuite les grands du mouvement romantique (Gautier, Hugo et même Balzac) ne restent pas à l’écart de cette mode “noire”.

Mais ce sera avec Nodier et Nerval que le mouvement se définira : goût des atmosphères médiévales, gothiques, fascination pour les superstitions, les légendes et les mythes, obsession de l’insolite, du surnaturel, du fantastique.

Nerval

La vie

Gérard Labrunie, dit Gérard de Nerval, né à Paris en 1808, est élevé par un oncle, à la façon de la rêverie. Il fait ses études à Paris, s’intéresse à la littérature allemande, traduit des œuvres de Goethe, compose des contes fantastiques et publie des vers.

Il s’éprend de l’actrice Jenny Colon mais cet amour non réciproque le pousse lentement vers la folie.

Après une première crise de folie, il part pour l’Orient où il se passionne pour la mythologie.

À cause de ses prostrations il doit être interné plusieurs fois et seulement dans les moments de lucidité il rédige ses chefs-d’œuvre. Il se pend dans une rue de Paris en 1855.

Nerval et l’ombre de la folie

Nerval ne se limite pas à exprimer le goût pour l’étrange et l’inédit.

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