A. Olivetti: l’innovatore
La storia di un grande uomo.
Tesina di maturità – Indirizzo Informatica
Daniele Ferri – V BI - Sirio
Anno scolastico 2012/2013
A. Olivetti: l’innovatore
La storia di un grande uomo.
Tesina di maturità – Indirizzo Informatica Anno scolastico 2012/2013
Daniele Ferri
Indice
1. Adriano Olivetti: la storia di un grande uomo. .......................................................................................... 4
a) Le origini – il padre e la famiglia ............................................................................................................ 4
b) Durante la prima guerra mondiale – Adriano finisce gli studi ed inizia l’apprendistato con il padre ......... 4
c) Gli anni 30 – Adriano da direttore a presidente dell’Olivetti. ................................................................... 5
d) Il periodo bellico – morte del padre. Adriano fonda Casa Editrice NEI. .................................................... 5
e) Il dopoguerra – espansione internazionale dell’Olivetti ........................................................................... 6
f) Gli anni cinquanta – la nuova elettronica e il pensiero urbanistico olivettiano ......................................... 7
g) Il dopo Adriano (anni ’60)........................................................................................................................ 8
i) Nel 1978 – Il futuro dell’Informatica per Olivetti ..................................................................................... 10
l) Gli anni 90: le telecomunicazioni e la crisi dell’informatica .................................................................... 11
m) L’Olivetti oggi ...................................................................................................................................... 11
2. Steve Jobs: ispirato dall’italianità? ....................................................................................................... 12
3. “The Italian soul of Steve Jobs” by Art Molella of the National Museum of American History. ............... 15
Conclusione: ................................................................................................................................................ 17
Bibliografia: ............................................................................................................................................. 18
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A. Olivetti: l’innovatore
La storia di un grande uomo.
Tesina di maturità – Indirizzo Informatica Anno scolastico 2012/2013
Daniele Ferri
Introduzione
Questa tesi vuole testimoniare la mia passione per l’elettronica e l’Informatica, ma soprattutto la mia ammirazione per uomini che si sanno distinguere dalle masse e così facendo creano qualcosa di grande. In particolare mi riferisco ad Adriano Olivetti, uomo di grande capacità, valore, lungimiranza e capace di autentico cambiamento.
Negli ultimi anni si segnalano alcuni lavori specialistici, anche pregevoli, ma è e sarà importante studiare la storia dell’Olivetti con una visione d’insieme, per capire come sarebbe potuta andare la modernizzazione dell’Italia (la biforcazione tra progresso e sviluppo) e cosa possiamo imparare da quella esperienza. Al centro di quella storia, anche cronologicamente, c’è Adriano Olivetti.
Una tale personalità si distingue maggiormente nella società odierna nella quale convergono sfiducia profonda nell’agire umano, fatalistica accettazione del presente, radicato pessimismo generato dall’idea che ogni tentativo di cambiamento sia tragicamente impossibile. Nelle vie delle moderne metropoli, o nelle aule dei nostri Atenei, sembrano riecheggiare, paradossalmente, «I motti degli antichi» del mondo rurale di Verga: «Chista è la vita» (Così va il mondo), «Munnu è statu e munnu è» (il mondo come stato così continua a essere). Una visione, quella sull’attuale condizione lavorativa in Italia, più metafisica che storica; un’indignazione e un pessimismo più universali che contingenti. E si sa, proprio come accade ai personaggi di Verga, più avanza il fato più indietreggia la Provvidenza; se così è, non resta che arrendersi all’«ideale dell’ostrica»: soltanto quelli che si adattano alla propria condizione potranno salvarsi.
Non è per tutti così, e non deve essere così. Occorrerebbe far memoria – oggi più che mai – di uomini, anche italiani, capaci di autentico cambiamento, perché dotati di grande fiducia nell’agire umano e nell’azione della divina provvidenza nel tempo.
Quanti italiani conoscono la vita di Steve Jobs, e quanti sanno, invece, che il nostro Adriano Olivetti inventò la prima macchina da scrivere portatile, uscita nel 1932 con il nome di MP1? Comunque, Olivetti non fu solo questo. Basterebbe visitare il sito della Fondazione Adriano Olivetti, per rendersi conto che fu uno dei più grandi innovatori del Novecento, non solo in campo industriale e imprenditoriale; si occupò di problemi di urbanistica, di architettura, di cultura, di riforme sociali e politiche che costituiscono la base programmatica del Movimento Comunità fondato nel 1947. Tra le tante attività, già prima della guerra, Olivetti fondò la casa editrice NEI (Nuove Edizioni Ivrea), trasformata, nel 1946, nelle più celebri Edizioni di Comunità.
Egli si distinse per i suoi innovativi progetti industriali basati sul principio secondo cui il profitto aziendale deve essere reinvestito a beneficio della comunità. 3
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1. Adriano Olivetti: la storia di un grande uomo
a) Le origini – il padre e la famiglia
Camillo Olivetti nasce nel 1868 in una famiglia di origini ebraiche, il padre è agricoltore e mediatore di terreni. Sposatosi nel 1899 con la figlia di un pastore valdese, Camillo ha 6 figli.
Dopo gli studi di Ingegneria al Politecnico di Torino passa un periodo a Londra e negli Stati Uniti dove è assistente di elettrotecnica alla Stanford University.
Nei primissimi anni ’20, Camillo Olivetti con la moglie Luisa Revel (seduti al centro) e i sei figli (da sinistra, in piedi: Massimo, Laura, Elena, Adriano; seduti: Dino, Silvia) sullo sfondo dei boschi di Monte Navale a Ivrea.
Rientrato in Italia si dedica prima alla realizzazione di strumenti elettrici, poi il 29 Ottobre 1908 fonda la “Ing. C. Olivetti e C.” per realizzare macchine da scrivere.
Il maggiore dei figli maschi, Adriano, nasce ad Ivrea l’11 Aprile 1901.
Egli è stato un imprenditore, ingegnere e politico italiano.
Camillo nel 1911 presenta all’Esposizione universale di Torino la sua prima macchina da scrivere, la M1. Nell’azienda lavorano circa 20 persone, preparate personalmente da Camillo, che producono 23 macchine la settimana.
b) Durante la prima guerra mondiale – Adriano finisce gli studi ed inizia l’apprendistato con il padre
La Olivetti produce materiali per l’esercito e l’aviazione. Terminato il conflitto l’azienda ritorna al prodotto originale con l’introduzione, nel 1920, del nuovo modello M20.
Adriano si laurea in ingegneria chimica nel 1924 al Politecnico di Torino e successivamente inizia il suo apprendistato in azienda lavorando come operaio. Il padre lo manda tra l’agosto 1925 e il gennaio 1926 in viaggio studio negli Stati Uniti, dove visita numerose fabbriche. Adriano si immerge in una realtà sociale ed industriale molto lontana da quella dell’Italia dell’epoca. La sua esperienza americana influirà notevolmente sia sul futuro dell’azienda che sul suo impegno sociale e culturale.
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Già nel 1927 Adriano, al fianco del padre, inizierà una ristrutturazione che trasforma una azienda sostanzialmente artigianale in una realtà industriale. L’azione di riorganizzazione porta anche nel 1929 alla creazione del primo stabilimento estero in Spagna.
Camillo era vicino al socialismo e anche Adriano ne rimase affascinato. In gioventù conobbe in prima persona i maggiori esponenti dell’antifascismo italiano: Piero Gobetti, Carlo Rosselli, Ferruccio Parri e Filippo Turati, che nel 1926 aiutò a fuggire all’estero.
c) Gli anni 30 – Adriano da direttore a presidente dell’Olivetti
Adriano dal 1932 è direttore dell’azienda.
Nel 1932 la presentazione della MP1, la prima macchina da scrivere portatile, che in breve tempo rappresenterà una considerevole fetta della produzione.
Dal 1934 iniziano gli studi per la realizzazione di una addizionatrice che porteranno alla commercializzazione, nel 1940, della MC4 Summa.
L’azienda si dedica inoltre dal 1937 alla realizzazione di telescriventi, con il modello T1, e successivamente di mobili per ufficio (la famosa linea Synthesis).
Nel 1938 Adriano sostituirà il padre, ormai settantenne, alla carica di presidente.
Olivetti non fu estraneo a contatti con il fascismo: prese la tessera del Partito Nazionale Fascista, ottenne un colloquio con Mussolini, dal quale uscì molto deluso. Tuttavia, la promulgazione delle leggi razziali prima e l’entrata dell’Italia in guerra poi rappresentarono gli elementi decisivi per cui l’imprenditore non esitò a schierarsi decisamente con gli antifascisti. Costretto a riparare in Svizzera nel 1943 in seguito a mandato di cattura, rientrò in Italia dopo la fine della guerra.
d) Il periodo bellico – morte del padre. Adriano fonda Casa Editrice NEI
Durante il conflitto l’Olivetti non fermerà mai la sua produzione ma vedrà mancare dalla sua guida i suoi massimi esponenti. Camillo, ebreo, dopo l’8 settembre 1943 si nasconde in una casa di contadini nel Biellese. Ma le sue condizioni di salute precipitano e morirà nell’ospedale di Biella il 4 dicembre 1943.
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Adriano fonda una casa editrice e cerca di influenzare la scena culturale e politica con le sue idee sul futuro della società. Questa attività lo porterà fino al carcere, nel luglio del 1943, e poi in esilio in Svizzera da dove si mantenne in contatto con la Resistenza.
Il Movimento Comunità è stato un partito politico italiano di orientamento liberal-democratico nato in Piemonte nel secondo dopoguerra come movimento culturale, e trasformato in organizzazione politica dall’imprenditore progressista Adriano Olivetti.
Per simbolo aveva una campana adornata da un nastro.
Il movimento cominciò dapprima a competere nelle elezioni amministrative con un programma volto ad opporsi alla partitocrazia e allo stato centralista di impostazione giacobina, supportando il federalismo sulla base di libere comunità locali.
In occasione delle elezioni politiche del 1958, il movimento decise di presentarsi insieme al Partito dei Contadini d’Italia e al Partito Sardo d’Azione: la lista ottenne 173.227 voti e lo 0,59%, portando alla Camera dei deputati il proprio fondatore.
Introduzione tesina su Adriano Olivetti
Questa tesina vuole testimoniare la mia passione per l’elettronica e l’informatica, ma soprattutto la mia ammirazione per uomini che si sanno distinguere dalle masse e così facendo creano qualcosa di grande. In particolare mi riferisco ad Adriano Olivetti, uomo di grande capacità, valore, lungimiranza e capace di autentico cambiamento.
Negli ultimi anni si segnalano alcuni lavori specialistici, anche pregevoli, ma è e sarà importante studiare la storia dell’Olivetti con una visione d’insieme, per capire come sarebbe potuta andare la modernizzazione dell’Italia (la biforcazione tra progresso e sviluppo) e cosa possiamo imparare da quella esperienza. Al centro di quella storia, anche cronologicamente, c’è Adriano Olivetti.
Una tale personalità si distingue maggiormente nella società odierna, in cui convergono sfiducia profonda nell’agire umano, fatalistica accettazione del presente, radicato pessimismo generato dall’idea che ogni tentativo di cambiamento sia tragicamente impossibile. Nelle vie delle moderne metropoli, o nelle aule dei nostri Atenei, sembrano riecheggiare, paradossalmente, «I motti degli antichi» del mondo rurale di Verga: «Chista è la vita» (Così va il mondo), «Munnu è statu e munnu è» (il mondo come stato così continua a essere). Una visione, quella sull’attuale condizione lavorativa in Italia, più metafisica che storica; un’indignazione e un pessimismo più universali che contingenti. E si sa, proprio come accade ai personaggi di Verga, più avanza il fato più indietreggia la Provvidenza; se così è, non resta che arrendersi all’«ideale dell’ostrica»: soltanto quelli che si adattano alla propria condizione potranno salvarsi.
Non è per tutti così, e non deve essere così. Occorrerebbe far memoria – oggi più che mai – di uomini, anche italiani, capaci di autentico cambiamento, perché dotati di grande fiducia nell’agire umano e nell’azione della divina provvidenza nel tempo.
Quanti italiani conoscono la vita di Steve Jobs, e quanti sanno, invece, che il nostro Adriano Olivetti inventò la prima macchina da scrivere portatile, uscita nel 1932 con il nome di MP1? Comunque, Olivetti non fu solo questo. Basterebbe visitare il sito della Fondazione Adriano Olivetti, per rendersi conto che fu uno dei più grandi innovatori del Novecento, non solo in campo industriale e imprenditoriale; si occupò di problemi di urbanistica, di architettura, di cultura, di riforme sociali e politiche che costituiscono la base programmatica del Movimento Comunità fondato nel 1947. Tra le tante attività, già prima della guerra, Olivetti fondò la casa editrice NEI (Nuove Edizioni Ivrea), trasformata, nel 1946, nelle più celebri Edizioni di Comunità. Egli si distinse per i suoi innovativi progetti industriali basati sul principio secondo cui il profitto aziendale deve essere reinvestito a beneficio della comunità. La mia tesina di maturità inoltre permette anche di creare un collegamento con la materia scolastica di Inglese.
Collegamenti
Tesina su Adriano Olivetti
- Informatica - La creazione dei primi PC italiani, con O.S. Nativo e lo sviluppo hardware.
- Inglese - L'articolo di giornale.