Aras90: nichilismo
Generalmente con il termine nichilismo si può indicare sia una concezione della realtà destinata inesorabilmente a declinare nel nulla, sia un atteggiamento o una dottrina caratterizzata da una negazione definitiva e radicale di alcuni, o di tutti, gli aspetti della realtà.
A tale proposito è possibile distinguere tra nichilismo etico e nichilismo gnoseologico (gnoseologia = teoria della conoscenza).
Nel primo caso la negazione coinvolge quelli che sono i valori dell’uomo.
Nel secondo caso, invece, la negazione riguarda l’esistenza di verità oggettive, tanto che, nei casi più estremi, arriva a giudicare la realtà totalmente inconoscibile.
In realtà affermare che la realtà è destinata a giungere al nulla significa, dal punto di vista etico, che è assente la finalità ultima che guida tutte le cose e l’agire umano, invece, dal punto di vista gnoseologico, che viene esclusa la possibilità che l’uomo possa giungere ad una verità universale.
Infatti l’essere umano, sperimentando ogni giorno la propria limitatezza, è spinto, più o meno consapevolmente, a considerare il niente la vera essenza dell’essere; da questa affermazione la realtà risulta essere inconsistente e quindi inconoscibile.
Origine e diffusione del termine
Il termine nichilismo, derivante dal nihil latino, venne inizialmente utilizzato da sant'Agostino per designare gli atei; il suo significato moderno risale al XVIII secolo, dal momento in cui alcuni filosofi iniziarono ad utilizzarlo per descrivere dottrine che negano determinati sistemi di valori.
Esso ha iniziato a diventare di uso comune, anche tra coloro che non si intendono di filosofia, grazie alle opere di un gruppo di intellettuali, denominati nichilisti russi, operanti tra il 1850 e il 1860.
Questi giovani sentivano la necessità di ripudiare il cristianesimo, criticare l’arretratezza della società russa e auspicare un cambiamento rivoluzionario.
Nietzsche e il nichilismo
Il filosofo che meglio di tutti si è fatto interprete del nichilismo è senza ombra di dubbio Nietzsche.
Egli afferma che il nichilismo sarebbe l’essenza della crisi che ha investito la civiltà europea moderna, una situazione a cui l’uomo approda in seguito alla notizia della “morte di Dio”.
Questo provoca un senso di spaesamento e di angoscia, in quanto vengono meno tutte le certezze religiose, filosofiche e scientifiche e tutti i valori vengono svalorizzati.
Tuttavia il nichilismo risulta essere una fase di transizione; infatti la perdita di tutti i valori e di tutte le certezze dell’Occidente risultano essere l’annuncio di una nuova epoca.
Le forme del nichilismo
Nietzsche affronta questa tematica dividendo tra:
- Nichilismo incompleto: i vecchi valori vengono distrutti, ma i nuovi hanno la stessa fisionomia dei precedenti.
- Nichilismo completo: il nichilismo vero e proprio.
Quest’ultimo a sua volta si distingue tra:
- Nichilismo passivo: ci si limita a prendere atto del declino dei valori e delle certezze.