La New Economy
Realizzato da: Cecola Gloria 1
INDICE
Introduzione………………………………………………………………………………………3
Capitolo primo
Italiano
1.1. Biografia e poetica di Giuseppe Ungaretti……………………………..……………….4
1.2. La veglia……………………………………………………………………………………6
Capitolo Secondo
Storia
1.3. Introduzione………………………………………………………………………………..7
1.4. Il nuovo ruolo degli Stati uniti e la politica isolazionistica…………………………….7
1.5. Il boom economico………………………………………………………………………..8
1.6. La crisi del ’29……………………………………………………………………………..8
1.7. Roosevelt e il New Deal………………………………………………………………….9
Capitolo Terzo
Economia Aziendale
3.1. L’origine dell’attività bancaria e sua evoluzione………………………………………10
3.2. L’organizzazione bancaria, le sue funzioni e operazioni………………………….....13
3.3. L’attività bancaria nella New Economy: l’Home Banking…………………………….16
Capitolo Quarto
Scienze delle Finanze
4.1. Il bilancio dello Stato, le sue teorie e quelle dell’attività finanziaria…………………19
4.2. La teoria della finanza neutrale e funzionale………………………………………….19
4.3. Il bilancio dello stato……………………………………………………………………..20
4.4. I principi del bilancio……………………………………………………………………..20
4.5. Le funzioni del bilancio…………………………………………………………………..21
4.6. Le teorie del bilancio………………………………………………………………….....22
Capitolo Quinto
Diritto
5.1. Il Governo………………………………………………………………………………...23
5.2. La composizione del Governo………………………………………………………….24
5.3. I Ministri…………………………………………………………………………………...24
5.4. Il Consiglio dei Ministri…………………………………………………………………..25
5.5. Il Consiglio di Gabinetto…………………………………………………………………25
5.6. Comitati di Ministri ed Interministeriali…………………………………………………25
5.7. La formazione del Governo……………………………………………………………..26
5.8. Le vicende del Governo…………………………………………………………………26
5.9. Le funzioni del Governo………………………………………………………………....26
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INTRODUZIONE
New Economy: una definizione che indica l’economia che in questi anni si sta sviluppando
grazie alla diffusine di internet. È considerata l’insieme delle attività delle aziende e degli
investimenti basati in grandissima parte sulla rete. Nasce a partire dagli anni ’90 grazie
alle nuove possibilità di gestione dell’informazione e alle crescenti qualità di trattamento e
velocità di trasmissione dell’informazione stessa. La cosiddetta New Economy è
comunque frutto di ondate successive di innovazione tecnologiche iniziate negli anni ’60,
culminate negli anni ’90 con l’introduzione di sistemi digitali per il commercio e la
navigazione in internet. Con uno sguardo prima al passato, cercherò di ripercorrere
brevemente le tappe della New Economy, partendo da cambiamenti fondamentali avvenuti
in seguito alla grande crisi economica del 1929, la quale determinò la nascita di nuove
teorie nel campo delle finanze e particolari evoluzioni nel sistema bancario. 3
CAPITOLO PRIMO
ITALIANO
GIUSEPPE UNGARETTI
Ungaretti nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1888 da
genitori lucchesi emigrati al tempo dei lavori per lo scavo
del Canale di Suez e dove il padre muore in un incidente sul
lavoro. Frequentò la scuola superiore ad Alessandria, ma
nel 1912 venne in Italia dove conobbe gli intellettuali Piero
Jahier e Giuseppe Prezzolini. In seguito si trasferì a Parigi
per studiare alla Sorbona dove venne a contatto con
l’ambiente delle avanguardie
europee sia dell’arte sia della letteratura che ebbero una grande
influenza nella sua formazione. Allo scoppio della prima guerra
mondiale, si trasferì a Milano e poco dopo si arruolò volontario
come soldato semplice. Combatté nel Carso e poi nel ’18 sul fronte
francese. Finita la guerra si stabilì a Parigi dove cominciò a
lavorare come corrispondente del “Popolo d’Italia”. Nel 1921 tornò
in Italia con la moglie che aveva sposato l’anno precedente. Dal ’31
al ’35 viaggiò in varie regioni italiane e all’estero, come inviato
speciale della “Gazzetta del Popolo”. Nel ’35 ricevette l’offerta della
cattedra di lingua e letteratura italiana all’Università di S. Paolo in
Brasile. Si trasferì quindi in Sud America dove rimase fino al ’42. Rientrato in Italia ottenne
la cattedra di letteratura italiana all’università di Roma e rimasto vedovo nel ’58, continuò
la sua attività di poeta e traduttore fino alla morte che lo colse nel 1970.
La prima fase dell’attività letteraria di Ungaretti è caratterizzata da una forte
sperimentazione che si pone sulla scia della poesia simbolista francese. A questo periodo
appartiene la prima raccolta il “Porto Sepolto” (1916) che contiene le prime poesie scritte
sul fronte di guerra in trincea, su pezzi di carta occasionali. Il titolo della raccolta si riferisce
ad un porto reale nei pressi di Alessandria, ha soprattutto un significato simbolico: il proto
sepolto è il mistero, l’assoluto alla cui ricerca il poeta si pone con la speranza di approdarvi
come in un porto di pace. Successivamente queste poesie confluiscono nella raccolta
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“Allegria di Naufragi” che poi diventerà “L’Allegria”, un titolo anche questo allusivo: la
guerra è come in naufragio della vita, i superstiti sono presi da una sorta di ebbrezza per
lo scampato pericolo e superano lo sgomento e il dolore con la fede e la speranza di un
domani migliore. Le due raccolte sono caratterizzate da una forte componente
autobiografica e rievocano gli anni trascorsi in Egitto e la cruda esperienza del fronte.
Secondo il poeta l’uomo è per condizione una creatura fragile ed indifesa.
Per esprimere questa condizione umana, Ungaretti usa poesie brevi, a volte brevissime,
ridotte a semplici notazioni, ma estremamente concentrate e dense di significato.
Introduce quindi una serie di novità sul piano stilistico come:
Adozione di un linguaggio scarno, essenziale, frammentario;
Abolizione della rima e della verso tradizionale;
La scomparsa della punteggiatura;
La riduzione del verso alla misura di singola parola;
L’uso frequente di spazzi bianchi, pause,silenzi.
Ungaretti modellò il linguaggio e lo stile scarni ed essenziali delle sue poesie sulla base
delle esperienze vissute in guerra. Intende distruggere il verso cercando nuovi ritmi
enfatizzando l’essenzialità e potenza della singola parola e della sua vita segreta,
liberandola da ogni incrostazione sia letteraria sia fisica.
La seconda fase dell’attività poetica dello scrittore coincide principalmente con la raccolta
“Sentimento del Tempo” recuperando la sintassi, la punteggiatura e le forme metriche
tradizionali con una diversa percezione del tempo inteso come continuità e fugacità.
Anche il linguaggio si fa più ricercato e ricco di aggettivi, compare tra i temi principali il
sentimento di Dio a placare le angosce esistenziali del poeta. La terza fase della
produzione poetica ungarettiana comprende le raccolte “Il dolore”, “La terra promessa”,
“Un grido e paesaggi” e “Il taccuino del vecchio”. In queste opere il poeta si orienta verso il
recupero della tradizione classica attraverso nuovi ritmi fatti di pause e suggestioni
musicali, aprendo un colloquio con gli altri uomini nel trattare contenuti più umani e
concreti nel comunicare il proprio dolore e quello dell’umanità intera per la seconda guerra
mondiale. 5
VEGLIA (1915)
Da “L’Allegria” sezione “Il porto sepolto”
Un intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore
Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita.
In questa lirica la guerra è vista nella sua tragica ed assurda disumanità, in modo del tutto
opposto alle celebrazioni retoriche dei futuristi, che chiamarono “sola igiene dei popoli
(Marinetti)” di D’Annunzio e degli interventisti.
“Veglia” è scritta con la tecnica consueta di Ungaretti, volta alla ricerca della parola
scarnificata, essenziale, pura e assoluta, immune dalle incrostazioni del linguaggio ipocrita
convenzionale: Ungaretti stesso spiegò la ragione di tale ricerca. “Stando fra i morti – egli
scrisse – non c’era tempo: bisognava dire delle parole decise, assolute, e allora questa
necessità di esprimersi in pochissime parole, di non dire che quello era necessario”.
La poesia indica la ragione della veglia notturna del poeta. Per un intera notte, egli dice,
buttato come uno straccio accanto ad un compagno
massacrato, con la bocca deformata rivolta verso il
plenilunio, e con le mani gonfie e arrossate dal freddo,
impresse nel silenzio assorto della mia anima col gesto
disperato di aggrapparsi alla vita, ho scrtitto lettere d’amore
mosso da un immenso bisogno d’affetto. Mai come in quel
momento davanti all’orrore della morte violenta, ho sentito
un più intenso attaccamento alla vita, un attaccamento non
egoistico, ma sentito come protesta contro la guerra, come
proclamazione del diritto di tutti gli uomini alla vita. 6
CAPITOLO SECONDO
STORIA
Introduzione
All’inizio degli anni ’20, mentre l’Europa era alle prese con l’inflazione e con gravi problemi
politici e sociali, gli Stati Uniti erano divenuti ormai protagonisti nel contesto internazionale.
Primi dal punto di vista produttivo, industriale e tecnologico erano lo stato-guida del mondo
capitalistico.
Il nuovo ruolo degli stati uniti e al politica isolazionista
Con la proposta dei “Quattordici punti” il presidente
statunitense Woodrow Wilson si proclamò difensore
della libertà, della democrazia e dell’autonomia di tutti
i popoli contro ogni rivendicazione di tipo
nazionalistico. Questa politica di stampo liberale trovò
forti opposizioni all’interno dello Stato poiché
significava aderire pienamente alla Società delle
Nazioni, prendersi grosse responsabilità e in più
andare contro gli interessi stessi del Paese. Tali
contrasti si concretizzarono nel 1920, le prime
elezioni in cui alle donne era concesso il diritto di
voto, con la sconfitta del partito uscente e la vittoria
del Partito Repubblicano con Warren Harding il quale
reinstaurò una politica isolazionista e conservatrice.
Vi fu il rifiuto di partecipare attivamente alla Società delle Nazioni preferendo trattati
bilaterali di pace con Germania, Austria e Ungheria. Si credeva che, isolandosi dal resto
del mondo, gli Stati Uniti avrebbero potuto godere i vantaggi ottenuti nel corso della
guerra. Pensarono di sfruttare il rientro degli ingenti prestiti concessi agli alleati così da
poter sviluppare le proprie capacità economiche e il mercato interno, dando inoltre
maggiore iniziativa alle imprese e allo stesso tempo difendendo fortemente il prodotto
nazionale con alte tariffe doganali. Vi furono anche provvedimenti contro l’immigrazione
straniera che portarono anche a casi di razzismo e xenofobia. Fu anche il periodo del
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proibizionismo infatti la produzi
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