Neutralismo elvetico: solo condizione politica o espressione di un’umana volontà?
Di
Marco Andrea Bolandini
5° C Liceo Scientifico
Istituto d’istruzione Lorenzo Guetti
Tione di Trento
Tesina di maturità
Sommario
Schema riassuntivo 3
Introduzione 4
Storia
Situazione militare in Svizzera dal 1800 al 1918 5
Politica svizzera durante la 1° guerra mondiale 6
Filosofia
Stato hegeliano e il cittadino kantiano 9
Latino
Seneca rapporto tra Stato e individuo 11
Bibliografia 13
Istituto d’Istruzione Lorenzo Guetti 2
Tesina di maturità
Schema riassuntivo
Neutralità elvetica nella
storia grande guerra
Com’è stato possibile?
Stato hegeliano e cittadino
Filosofia kantiano Una nazione, che persegue una politica
vicina alla volontà del proprio popolo,
è più facilitata a raggiungere i suoi
obiettivi.
Seneca e il rapporto tra
Latino Stato e individuo
Istituto d’Istruzione Lorenzo Guetti 3
Tesina di maturità
Introduzione
La storia è una fonte inesauribile di conoscenza. Da questa si possono capire le proprie origini, comprendere il presente, intuire un possibile futuro. La filosofia è stata strumento d’indagine che ha permesso di vedere e di rapportarsi al mondo in modo diverso e più profondo. Così, per esempio, anche il latino è considerato una lingua morta, ma in essa si nasconde un universo di saggezza che gli antichi hanno lasciato alle generazioni dell’avvenire.
Premesso questo, il tema centrale di questa tesina è la comprensione di un processo storico che agli occhi di molti ha suscitato un particolare interesse. Le ragioni per cui scrivo su questo argomento sono due sostanzialmente: primo, sono metà elvetico; secondo, con lo studio della storia, della filosofia e del latino ho potuto “viaggiare” nel tempo e nello spazio cercando di comprendere meglio gli altri e la mia origine.
La Svizzera nella prima guerra mondiale era circondata dall’Impero austro-ungarico, Regno d’Italia, Repubblica di Francia e l’Impero prussiano. Nessuno di questi Stati, se pur militarmente più forti e grandi, ebbero nelle loro offensive e controffensive l’intenzione di invadere o farsi alleata la Confederazione. Eppure era un’ottima via per aggirare le forze armate degli avversari. Anche la politica estera di questa piccola nazione era molto diversa dalle altre: nessuna mira espansionistica e una ferrea volontà di mantenere una neutralità fragile da preservare. Per quale motivo?
Hegel affermava che lo Stato era un organismo che fondava il principio di libertà individuale, perché gli uomini erano veramente liberi solo quando sentivano di appartenere a ciò che lo Stato rappresentava, cioè l’unità sostanziale di un popolo. La guerra serviva per preservare la popolazione dalla putrefazione morale che la pace portava. Il conflitto permetteva, perciò, di trasportare i problemi interni dello Stato all’esterno rafforzando l’unità nazionale.
Invece Kant, se pur contrario alla guerra, credeva nell’“insocievole socievolezza” dell’uomo. Solo gli Stati repubblicani, uniti in una federazione, avrebbero potuto preservare una pace durevole. Un Paese non è formato da individui? Se la loro volontà e i loro desideri non sono considerati dallo Stato, come fa quest’ultimo a governare e applicare una specifica politica?
Se è vero che il cittadino è la “particella” fondamentale di una nazione, è auspicabile supporre che le sue idee, le convinzioni politiche e il suo “benessere” siano anche le prerogative dell’amministrazione. Possiamo considerare la storia come l’insieme delle decisioni che ogni essere umano assume per sopravvivere in un dato contesto sociale. Se la volontà dell’individuo è così importante, in che rapporto stanno Stato e cittadino?
Dall’antica Roma imperiale, Seneca ha dato una risposta a questa domanda.
Istituto d’Istruzione Lorenzo Guetti 4
Tesina di maturità
Storia: situazione militare e politica della Svizzera durante la 1° guerra mondiale
Situazione militare in Svizzera dal 1800 al 1918
La Svizzera è uno Stato confederato di ventisei cantoni con origini culturali e linguistiche diverse che in vari momenti della storia si unirono per essere liberi e indipendenti. Non è stata sempre neutrale. Infatti, in alcune occasioni vari distretti fecero guerre per conquistare territori, o prestarono truppe mercenarie agli imperatori, o a chi poteva pagare: il papa o Regno di Napoli. Ci furono anche battaglie molto feroci all’interno della Federazione a causa d’intolleranze religiose e divisioni politiche.
Dopo l’ascesa al potere di Napoleone Bonaparte e la sua incredibile campagna militare, la Confederazione vide la necessità di formare un esercito intercantonale che potesse difendere la popolazione e il territorio da futuri invasori.