Estratto del documento

Introduzione

Ho deciso d’affrontare, in questa tesi, l’argomento “musica”, non per il semplice e scontato motivo che, essendo un musicista, io sia coinvolto “emotivamente” nella materia, ma semplicemente perché, da quando sono entrato in contatto con questa arte magistrale, ho deciso di farne il frutto dei miei studi.

Collegamenti

Letteratura italiana

  • Clemente Rebora: Per un Leopardi mal noto. La musica secondo Leopardi
  • Gabriele D’Annunzio: La pioggia nel pineto

Letteratura latina

  • Sant’Agostino: De Musica

Letteratura inglese

  • The theme of music in English literature. James Joyce. Music in: “Eveline” & “The dead”

Storia

  • Musica come strumento di consenso nel totalitarismo nazista (nuova musica tedesca e il LA a 440 Hz)

Filosofia

  • Schopenhauer: la musica come metodo di liberazione.
  • Nietzsche e Wagner

Scienze

  • Musicoterapia.

Fisica

  • Onda sonora
  • I pick-up

Geologia

  • AlNiCo: il cobalto

Arte

  • Kandinsky e il suo rapporto con la musica

Argomentazione

La musica è l’arte e la scienza

Per definizione, dell’organizzazione dei suoni nel tempo e nello spazio. Si tratta di arte in quanto, attraverso norme pratiche adatte a conseguire determinati effetti sonori, il musicista riesce ad esprimere la propria interiorità e a condividerla con l’ascoltatore. Si tratta invece di scienza poiché, il generare suoni avviene mediante il canto o strumenti musicali che, attraverso i principi dell’acustica, provocano la percezione uditiva e l’esperienza emotiva voluta dall’artista. Nel corso della storia, la musica, seguendo un processo di evoluzione e ramificazione, si è adattata ai gusti, per così dire, dell’epoca e ha influenzato tutti gli altri ambiti.

Concentrandoci sul programma svolto in quinto liceo, possiamo riscontrare vari aspetti della musica. Il primo, in sequenza cronologica, che dà particolare importanza alla musica è l’autore latino “Sant’Agostino”.

Letteratura latina

Sant’Agostino: De Musica

Aurelio Agostino d’Ippona (354-430), noto santo padre e fondatore della Chiesa cattolica, ricoprì la musica di un ruolo preminente nel suo pensiero, tanto che egli le dedicò un’opera in sei volumi dal titolo appunto “De Musica”.

L’importanza attribuita alla “scientia” (così considerata la musica all’epoca) da Sant’Agostino, è sia filosofica che teologica. Iniziò il “De Musica” poco dopo la sua conversione, quando la sua conoscenza era ancora in fase di formazione. Comunque l’opera fu terminata in età matura con il sesto libro, e qui si possono notare differenze nel percorso compiuto dal santo. All’inizio la sua visione della musica era puramente ritmica e scientifica, si parla quindi di metro musicale. La musica era una pratica al servizio del contesto in cui era usata, vista similmente alla matematica. Anche se non le vengono attribuiti effetti filosofici più profondi, si evidenzia che nella musica la pratica e la teoria si sviluppano entrambe dall’esperienza e viene sottolineato il ruolo importante del silenzio.

L’Agostino teologo dell’età più matura, riprenderà il discorso sulla musica, grazie alle conoscenze e alla saggezza conquistate, e le attribuirà un valore più profondo, che supera la matematica delle sfere, arrivando alla contemplazione dell’amore di Dio. Si nota un elemento nuovo nell’unità della musica, che prima non le era stato riconosciuto: il Mistero. La musica diviene così “sacra”, nel senso che se dai numeri arriva a Dio, può anche pretendere di passare dallo “iubilus” all’esperienza.

N.b.: Iubilus = Vocalizzo tipico del canto liturgico latino.

Il tema del Mistero sarà poi ripreso dal poeta italiano Giacomo Leopardi.

Letteratura italiana

Clemente Rebora: Per un Leopardi mal noto. La musica secondo Leopardi

Nel 1910 uscì, a Roma, sulla “Rivista d’Italia” un saggio del poeta milanese Clemente Rebora (1885-1957), intitolato ”Per un Leopardi mal noto”. Nel saggio il giovane poeta, analizzando le pagine dei Pensieri di varia filosofia, di bella letteratura e quelle dello Zibaldone, prende in considerazione la particolare concezione della musica propria di Leopardi, e ne mostra i legami con le sue idee poetiche e filosofiche.

L’interesse leopardiano per la musica deriva dal fatto che essa è la meno imitativa tra le arti. Più che imitare un oggetto o un concetto, la musica esprime un sentimento, crea un’esperienza emotiva. La musica, al contrario delle altre arti, prescinde da un significato preciso e definito, non è legata ad alcun concetto determinato. Non è quindi la parola, o il contenuto di essa, ma la sua musicalità a “esprimere il vago e l’indefinito” del sentimento. Se è vero che la musica consta inseparabilmente di armonia e di suono, tuttavia, per Leopardi, il “germe del suo fascino occulto” - capace di muovere in profondità il cuore degli uomini non sta tanto nell’armonia, quanto nel “suono”, vale a dire nella “materia della musica”, nel suo corpo sensibile. La musicalità della poesia non è quindi prodotta dal ritmo canonico dei versi, né dall’ordine predefinito dello schema metrico, ma dal suono, dal corpo fonico della voce. Come l’effetto della musica non sta nell’armonia, ma nel suono, così la bellezza umana “non dipende dalla convenienza assoluta dei tratti, ma dal sentimento che ne traluce”. La bellezza di un volto che conquista o innamora non dipende da concetti astratti o regole predefinite: è un mistero inspiegabile e tuttavia affascinante nella sua palpabile concretezza. Allo stesso modo, secondo Leopardi e secondo Rebora, la bellezza della parola poetica non deriva dall’applicazione di regole stilistiche e norme metriche, e neppure dal contenuto dei termini adoperati: è la misteriosa consistenza sonora che la trasforma in “espressione vaga e indefinita del sentimento”.

L’influenza della musica sull’animo spetta al canto, o suono, così definito da Leopardi, apportatore di un “effetto naturale” e indipendente dall’arte, mentre l’armonia, dipendente dall’arte, arreca, a chi abbia i mezzi per coglierlo, il senso di bellezza. Dai Ricordi di infanzia e adolescenza, quasi invidiando i musicisti, vorrebbe poter dire con la musica ciò che non gli riesce con le parole, perché ineffabile la musica è anche una componente essenziale della produzione poetica leopardiana. Numerosi sono i riferimenti al suono, al canto, al tuono, al vento ed ai rumori di cui è ignota la fonte. Ad esempio, si pensi al “solitario canto” dell’artigiano ne “La sera del dì di festa”; o al “perpetuo canto” di Silvia e il “suon della” sua “voce”; o al “canto notturno di un pastore errante dell’Asia” etc., privilegiati nella poetica del vago e dell’indefinito, e ritenuti di grande spessore poetico.

La musica è sublimata nell’eco della lontananza e del ricordo, e più che ogni altra sensazione evoca l’immagine dell’infinito e dell’eterno. Infatti, essendo la musica arte in movimento, sviluppandosi, cioè, nella dimensione temporale, qualora essa sia resa ancor più evanescente dalla lontananza, tanto da non poter più distinguerne un inizio o una fine, sembrerà essere eterna oltre che infinita (la musica è intrinsecamente caratterizzata dall’assenza della spazialità, dissolta nell’infinito), con somma gioia dell’animo dell’ascoltatore, trascinato in un “dolce naufragare”. E proprio ne “L’infinito” emergono più compiutamente questi aspetti e riflessioni. Come, infatti, l’esclusione dell’orizzonte alla vista del poeta, gli consente di “fingere” nel pensiero “interminati spazi” e “sovrumani silenzi”; così comparando “quello infinito silenzio” alla “voce” del vento gli “sovvien l’eterno”. Dunque la sensazione uditiva del vento stimola la percezione dell’eternità, a cui il poeta non può giungere attraverso la poesia; a quest’ultima è invece destinato il resoconto dell’esperienza vissuta. Gli stessi versi, nella componente metrico-sintattica e lessicale sono riusciti a molti critici e lettori intrisi di grande musicalità. Infatti la struttura così libera e aperta della canzone libera leopardiana (canzone in cui le strofe si succedono con libertà di lunghezza e struttura) sembra riprodurre, trascrivere, l’andamento ondeggiante della musica pura, ed emana musicalità ogni silenzio, ogni pausa, ogni enjambement, ogni singola vocale e consonante.

Gabriele D’Annunzio: La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie

del bosco non odo

parole che dici

umane; ma odo

parole più nuove

che parlano gocciole e foglie

lontane.

Ascolta. Piove

dalle nuvole sparse.

Piove su le tamerici

salmastre ed arse,

piove sui pini

scagliosi ed irti,

piove su i mirti

divini,

su le ginestre fulgenti

di fiori accolti,

su i ginepri folti

di coccole aulenti,

piove su i nostri volti

silvani,

piove su le nostre mani

ignude,

su i nostri vestimenti

leggeri,

su i freschi pensieri

che l’anima schiude

novella,

su la favola bella

che ieri

t’illuse, che oggi m’illude,

o Ermione.

Ascolta, ascolta. L’accordo

delle aeree cicale

a poco a poco

più sordo

si fa sotto il pianto

che cresce;

ma un canto vi si mesce

più roco

che di laggiù sale,

dall’umida ombra remota.

Più sordo e più fioco

s’allenta, si spegne.

Sola una nota

ancor trema, si spegne,

risorge, trema, si spegne.

Non s’ode su tutta la fronda

crosciare

l’argentea pioggia

che monda,

il croscio che varia

secondo la fronda

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Sintesi

Sintesi tesina sulla musica, anima del mondo

Per definizione, la musica è l'arte e la scienza dell'organizzazione dei suoni nel tempo e nello spazio. Si tratta di arte in quanto, attraverso norme pratiche adatte a conseguire determinati effetti sonori, il musicista riesce ad esprimere la propria interiorità e a condividerla con l’ascoltatore. Si tratta invece di scienza poiché, il generare suoni avviene mediante il canto o strumenti musicali che, attraverso i principi dell'acustica, provocano la percezione uditiva e l'esperienza emotiva voluta dall'artista. Nel corso della storia, la musica, seguendo un processo di evoluzione e ramificazione, si è adattata ai gusti, per così dire, dell’epoca e ha influenzato tutti gli altri ambiti.

Nella seguente tesina di maturità ho deciso d’affrontare, in questa tesi, l’argomento “musica”, non per il semplice e scontato motivo che, essendo un musicista, io sia coinvolto “emotivamente” nella materia, ma semplicemente perché, da quando sono entrato in contatto con questa arte magistrale, ho deciso di farne il frutto dei miei studi.

Collegamenti

Tesina sulla musica, anima del mondo

  • Latino: Sant'Agostino e il "De Musica".
  • Italiano: Leopardi e la sua concezione di musica; D'Annunzio e "La pioggia nel pineto".
  • Inglese: Music and epiphanies in James Joyce: "Eveline" & "The dead".
  • Filosofia: Schopenhauer: La musica come metodo di liberazione; Nietzsche: "Nietzsche contra Wagner".
  • Storia dell'arte: L'astrattismo di Kandinsky e la musica.
  • Storia: La musica nel regime nazista: La nuova musica tedesca; la musica nel regime nazista: Il "La" corista a 440 Hz.
  • Fisica: L'onda sonora; i pick-up degli strumenti musicali elettrici cordofoni.
  • Geologia: L'AlNiCo e il Cobalto.
  • Scienze: La musicoterapia.
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