Medicina, salute e vita: il valore dell’esistenza umana nella regina delle scienze, la medicina
Tesina d’esame del candidato
Carla Ruscitti
V A
Liceo Scientifico Tecnologico
a. s. 2008/2009
Medicina, salute e vita, il valore della vita nella regina delle scienze: la medicina
Mappa concettuale: sintesi logica del percorso d’esame
La vita nella medicina e non solo… Fisica e laboratorio
Approfondimento:
l’elettromagnetismo come viene usato nella medicina nelle risonanze magnetiche e se questo esame può compromettere la salute dell’uomo
Definizione di vita biologicamente parlando e in quanto esistenza
Ippocrate di Koos e la prima esperienza medica
Bioetica
Giuramento moderno di Ippocrate e concetto di vita nella medicina:
BIOETICA: etica della vita.
È meglio puntare sulla qualità della vita o considerare la sacralità spirituale della stessa, donataci direttamente dal Signore?
Italiano
Giacomo Leopardi e il pessimismo
La Ginestra
“ ”:
prometeico: la risposta
Che valore ha avuto la vita eroica che Leopardi dà alla vita per renderla nella storia dell’umanità? migliore: l’uomo deve prendere coscienza,
Quale senso è stato dato nella con coraggiosa intransigenza del destino di
letteratura, nella storia, nella noia e morte riservato a tutti gli uomini, lui
filosofia, cioè in tutte quelle compreso, della tragicità della vita, non per
discipline scientifiche o meno cedere o per rassegnarsi, ma per
da noi studiate? contrastarlo.
Filosofia
Arthur Schopenhauer e la sua concezione di vita umana come pendolo che oscilla tra dolore e noia, passando per la sensazione, meramente negativa, del piacere.
Energia nucleare
L’energia prodotta nelle centrali elettronucleari e gli effetti sull’uomo,
Letteratura inglese
Frankenstein or the modern Prometheus by Mary Shelley: un romanzo che racconta la creazione, da parte dell’omonimo medico Victor Von Frankenstein, di un essere perfetto partendo da materia inanimata, unendo le parti esteticamente più belle dei suoi riesumati.
Il progetto riesce e viene creata la nuova creatura, la nuova vita…
Storia: mutazioni
La seconda guerra mondiale: cause ideologiche e storiche, evoluzione del conflitto e conseguenze inevitabili. Fondamentale l’esperienza dell’olocausto (Shoah) come una delle esperienze più atroci e vergognose della storia di tutti i tempi che ha negato assolutamente la dignità di un’intera umanità durante il secondo conflitto mondiale, perseguitando uomini e donne considerati “diversi”, tutto al fine di realizzare una razza perfetta, la “razza ariana”, sulla base del concetto di eugenetismo e palingenesi.
Biologia: ecologia
L’uso degli indicatori biologici per analizzare la qualità ambientale di acque correnti, aria, suolo e i possibili effetti sulla salute dell’uomo.
Inquinamento atmosferico
L’inquinamento atmosferico causato dal mal agire umano: problemi su scala mondiale e su scala locale. Analisi dei possibili effetti sulla salute umana.
L’inquinamento dell’aria a causa di particelle sospese, gas e odori, sottolineando il fenomeno del bioaccumulo subito da alcuni metalli pesanti come Pb, Cd, Ni, Al, emessi dalle industrie, che, una volta giunti attraverso la catena alimentare all’uomo, possono provocare gravi danni alla salute umana. Il fenomeno del bioaccumulo lo subisce anche il DDT.
Chimica e laboratorio
Il fenomeno del bioaccumulo subito dal DDT, idrocarburo aromatico e la descrizione generale degli idrocarburi aromatici e delle loro caratteristiche peculiari.
L’inquinamento dell’aria a causa di particelle sospese, gas e odori, sottolineando il fenomeno del bioaccumulo subito da alcuni metalli pesanti come Pb, Cd, Ni, Al, emessi dalle industrie, che, una volta giunti attraverso la catena alimentare all’uomo, possono provocare gravi danni alla salute umana. Il fenomeno del bioaccumulo lo subisce anche il DDT.
Definizione di vita: che cos’è?
«La vita non è altro che un brutto quarto d’ora, composto da momenti squisiti.»
Oscar Wilde
Esistenza,
Per gli esseri umani, la vita assume importanza in quanto ampliando così il suo significato dal campo puramente biologico e scientifico a quello filosofico e spirituale (religioso). La vita è, biologicamente parlando, la condizione che distingue gli organismi animati dagli oggetti inanimati; è il complesso delle proprietà quali la nutrizione, la respirazione e la riproduzione che caratterizzano la materia vivente; in linea semplificativa, si possono definire vivi quegli enti fisici che dispongono della capacità di contrastare l’entropia mantenendo quindi l’omeostasi in un ambiente interno ben distinto dall’universo esterno, al fine di favorire le reazioni chimiche vitali e mantenendo costante nel tempo la propria struttura fisica e che dispongono della capacità di riprodurre un’entità simile a sé stessa; tutti gli esseri viventi nascono, crescono, si riproducono e muoiono. Però queste definizioni sono definizioni oggettive, cioè definizioni che restano nel campo biologico e scientifico. Ma ciò non vuol dire che siano le definizioni complete o definizioni corrette perché se intendiamo la vita come esistenza, la definizione biologica non basta più.
E se non fosse solo questo?
Se dietro all’apparente valore della vita che ci danno gli scienziati, ci fosse qualcosa di più profondo?
Nella società in cui viviamo, il valore della vita umana è sottovalutato: si pensa di essere invincibili, forti, superbi di fronte alla vita, che ti mette alla prova ogni giorno. Come valore nessuno la considera sufficientemente. Vita non è solo biologia, vita è salvaguardia, è esistenza e deve essere tutelata in termini di diritto. Questioni di tipo etico determinano le scelte circa la difesa e la salvaguardia della vita, quando questa è messa in discussione da altri tipi di scelte, come la pena di morte, l’aborto o l’eutanasia.
Nella cultura letteraria e filosofica, l’esistenza è stata associata alle emozioni, alle passioni e in generale alla storia di ciascun uomo. Poeti, letterati, filosofi e pensatori hanno associato alla vita significati diversi e presentando una personale concezione di vita. La vita, dunque, va difesa perché è il dono più bello e più grande che abbiamo.
Ma come fare? Come difenderla? Chi ci suggerisce le regole da seguire?
Il concetto di difesa e tutela della vita non è un concetto così recente: si crede che sia nato con la bioetica, cioè quella disciplina che si interroga su ciò che è moralmente auspicabile rispetto alla vita. In realtà ha origini molto lontane, sin prima della nascita di Cristo… Ippocrate di Coo o Kos.
Ippocrate di Coo o Kos
Correva l’anno 430 a.C. Era un giovane aristocratico greco interessato ai “riti medici” del tempo. Il padre era medico, credeva di essere un discendente diretto di Asclepio, dio della Medicina. Fu proprio il padre insieme ad Erodico ad insegnare al giovane Ippocrate l’arte medica. Egli lavorò a Kos, viaggiò molto in Grecia e godette in vita di una fama eccezionale e fu anche ad Atene. Ma esercitò specialmente nelle regioni della Grecia settentrionale, in Tracia e a Taso. Visitò l’Egitto, che al tempo era considerato il paese più avanzato nella cultura scientifica e tecnologica, nonché nell’aritmetica e nella geometria.
La vocazione verso la medicina di Ippocrate fu innovativa per il tempo: introdusse il concetto che la malattia e la salute di una persona dipendessero da specifiche circostanze umane della persona stessa e non da superiori interventi divini. Inventò la cartella clinica e teorizzò la necessità di osservare razionalmente i pazienti prendendone in considerazione l’aspetto ed i sintomi; nasce la diagnosi e la prognosi!
La sua fama è dovuta anche, e forse soprattutto, alla sua attività di maestro; fondò una vera e propria scuola medica e regolò in maniera precisa le norme di comportamento del medico, raccolte nel suo famoso giuramento, in cui, tra l’altro, si introduce il concetto di segreto professionale.
Sostenne la teoria umorale, secondo la quale il nostro corpo è governato da quattro umori diversi (sangue, bile gialla, bile nera, flegma), che combinandosi in differenti maniere conducono alla salute od alla malattia. A lui si deve l’importanza del concetto di dieta e alimentazione all’interno della dottrina degli umori; la coniugazione di medicina e chirurgia (allo stato di pratica di purghe e salassi). Ancora oggi alcune malattie portano il suo nome.
Ricordiamo le dita ippocratiche, o a bacchetta di tamburo e la “facies ippocratica”, tipica delle condizioni di grave sofferenza e indebolimento come, ad esempio, le peritoniti.
E sebbene Ippocrate sia stato importantissimo per la delineazione della scienza della Medicina, perché è colui che la fondò su principi universali, il giuramento che attualmente recitano medici ed odontoiatri di tutto il mondo è cambiato. Non esistono più dei a cui appellarsi.
Giuramento moderno di Ippocrate
Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro:
- Di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento;
- Di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
- Di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente;
- Di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze;
- Di prestare la mia opera con diligenza, perizia e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione;
- Di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali;
- Di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione;
- Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;
- Di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica;
- Di prestare assistenza d’urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell’Autorità competente;
- Di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto;
- Di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato;
- Di astenermi dall’“accanimento” diagnostico e terapeutico.
Bioetica
bios e ethos: vita e etica.
Il termine “bioetica” è stato coniato dall’oncologo statunitense Van Rensselaer Potter nel 1970, il quale lo ha utilizzato per la prima volta in un articolo “Bioethics, Science of Survival” e in una famosa opera “Bioethics, Bridge to the future”.
Potter, con questo termine, allude ad un “approccio cibernetico alla ricerca della saggezza” ed a un tipo di etica della biologia capace di garantire la “sopravvivenza umana e il miglioramento della qualità di vita”. Tuttavia il termine secondo la seguente accezione:
La bioetica è lo studio sistematico della condotta umana, nell’area delle scienze della vita e della cura della salute, in quanto viene esaminata alla luce di valori e principi morali.
Tale accezione però non annulla le profonde divergenze sulla natura e sui compiti della bioetica: tali compiti prospettano in termini di barriera o fronte morale, concependo la bioetica un’attività tesa a porre dei limiti nell’agire della pratica tecnico-scientifica.
Limiti per altro invalicabili che escludono una libera e spregiudicata discussione attorno ai problemi morali in campo biomedico.
Ma da dove nasce la bioetica?
Sull’origine e sulla nascita della bioetica ci sono tuttora tante divergenze: c’è chi crede che sia basata sui principi di diritto naturale affermati in Europa al processo di Norimberga (1946-1947); c’è chi pensa che sia sorta negli USA negli anni ’70 così come la discutiamo oggi, appunto grazie al medico Potter; altri la considerano l’inevitabile conseguenza dello sviluppo scientifico-tecnologico e la necessità di mettere “dei paletti” etici a questo; altri invece rigettano completamente questa idea affermando che lo sviluppo tecnico non è che la causa indiretta e la bioetica nasce quando gli individui riconoscono che ci sono etiche diverse e non sanno a quale debbano fare riferimento.
Comunque la bioetica negli anni ’90 ha assunto un compito strategico: cerca di dare, provvisorie o meno, le norme che servono per evolvere la cultura e il punto di vista di un popolo.
Perché la filosofia si interessa di bioetica?
Se la bioetica come bio-etica è una scienza particolare (anche se vedremo che non è considerata scienza), i problemi che affronta cosa hanno a che fare con la filosofia? La filosofia se ne interessa perché se la bioetica interessa il campo medico e le regole morali da seguire di fronte ad una malattia, vuol dire che è una disciplina che interessa tutti gli aspetti della società e dunque tutti gli uomini.
La filosofia, come affermava Platone, è la riflessione che l’uomo compie di fronte a tutto ciò che gli interessa. È la disciplina che si interroga su come l’uomo deve usare il sapere a proprio vantaggio. La bioetica, dunque, rappresenta una delle maggiori incarnazioni del pensiero filosofico, cioè un atteggiamento che, invece di limitarsi a ciò che è tecnicamente o legalmente possibile, si interroga su ciò che è moralmente auspicabile.
La bioetica non è una scienza?
Le idee sono molteplici. Tuttavia però possiamo tranquillamente affermare che la bioetica non è una scienza, ma è l’etica tradizionalmente intesa e applicata ad un particolare campo di indagine, quello del mondo vivente.
Che problemi si pone la bioetica?
I problemi della bioetica vertono su questioni normative e morali sollevate in campo biomedico, come l’aborto, l’eutanasia, l’accanimento terapeutico, trapianto degli organi, fecondazione artificiale o assistita, trattamento degli embrioni, manipolazione genetica ecc... (anche se non mancano studiosi che considerano sbagliato dire che i problemi della bioetica si limitano a questi interrogativi, visto che la bioetica è globale e si estende oltre l’uomo in direzione dell’ambiente e delle altre specie.
I due paradigmi dominanti della bioetica nella società moderna
All’interno del policromo quadro della bioetica contemporanea, possiamo individuare due grandi modelli teorici che si ispirano a due diverse concezioni generali del mondo a due distinte filosofie:
- Una di matrice religiosa.
- Una di matrice laica.
La bioetica di matrice religiosa
La bioetica di matrice religiosa si configura in una molteplicità di bioetiche, almeno quante sono le religioni del mondo (ebraismo, induismo, cristianesimo, islamismo, buddismo). In Italia, o comunque in Occidente, la bioetica di matrice religiosa è quasi in modo emblematico e predominante, anche se non esclusivo, rappresentata dalla bioetica cristiana di tipo cattolico-ortodosso.
Tale bioetica si fonda su un personalismo ontologico teologico, fondato sul principio della sacralità e inviolabilità della vita, ovvero sulla dottrina secondo la quale l’esistenza, essendo un dono di Dio, non appartiene all’uomo ma a colui che l’ha creato e l’ha posto al vertice del disegno cosmico.
L’uomo perciò è solo ministro della sua vita. La bioetica cattolica, rifacendosi alla filosofia aristotelico-tolemaica afferma:
- L’esistenza di un piano divino del mondo, che prende corpo in un ordine naturale immutabile, manifesto all’universo e negli organismi che ne fanno parte;
- La conoscibilità, per mezzo della ragione, di tale ordine ontologico destinato a fungere da vincolante dover essere etico;
- La presenza di un ente intermediario tra uomo e Dio (la Chiesa) che, sulla base delle conclusioni razionali della filosofia e degli insegnamenti rivelati dalle Sacre Scritture, indica, nel solco della tradizione, la retta via da seguire nelle questioni morali.
Se la vita è sacra vuol dire che è sacro anche il corpo, con tutti i suoi organi, i quali hanno un fine specifico: gli occhi hanno come fine la vista, l’apparato digestivo la nutrizione, l’apparato sessuale la riproduzione e così via. Ogni intervento tecnico che modifichi il naturale finalismo del corpo e degli organi è illecito. L’uomo non ha nessun diritto di scegliere quando morire o quando vivere, perché appartiene ad un piano divino.
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