V per Vendetta
La mia mappa concettuale è incentrata sul film “V per Vendetta”, diretto dai fratelli Wachowski e tratto
dall’omonima serie di fumetti ideata da Alan Moore. La vicenda è ambientata tra il 2015 e il 2020, in una
Gran Bretagna futuristica e distopica in cui, dopo una guerra nucleare che ha devastato il mondo, il partito
neoconservatore “Norsefire”, guidato da Adam Sutler, è riuscito ad ottenere un largo consenso dalla
popolazione. Approfittando della paura diffusa in tutto il popolo a causa di un periodo economico-politico-sociale instabile, il leader del partito riesce ad ottenere il potere con la forza, facendosi nominare
“cancelliere supremo”. Il regime imposto in Gran Bretagna ha tratti comuni ai totalitarismi del Novecento:
l’opinione pubblica e la vita di ogni individuo vengono controllate dallo Stato, soprattutto attraverso i mass
media; vi è una spietata polizia segreta che non esita ad agire in difesa del regime; il partito unico Norsefire
controlla lo Stato e ogni aspetto della società. Adam Sutler promette agli inglesi di risollevare la nazione
dalla crisi, riportando la sicurezza nello Stato, imponendo così una “pace civile”: in cambio, però, il
popolo perde la sua libertà individuale. Qualche anno dopo il sistema viene turbato dalle azioni di un
misterioso uomo che si presenta solo con il nome di “V”. Egli nasconde la propria identità dietro una
maschera di Guy Fawkes, un cospiratore britannico cattolico, artefice della cosiddetta “congiura delle
polveri” (“Gunpowder Plot”) nella quale, il 5 novembre del 1605, cercò di far esplodere il Parlamento
inglese con lo scopo di uccidere il re Giacomo I che perseguiva una politica repressiva nei confronti dei
cattolici e tentava di imporre l’assolutismo: Fawkes, però, venne scoperto, arrestato e infine giustiziato. V
si rivelerà essere un uomo-cavia, miracolosamente sopravvissuto a terrificanti esperimenti nel campo di
concentramento di Larkhill, dove venivano internati dissidenti politici, ebrei, musulmani e omosessuali.
Inoltre V ha sviluppato una grande forza fisica e prontezza di riflessi che gli permettono di avere sempre la
meglio sui propri nemici, uccidendoli spietatamente per ottenere i propri obiettivi. Lungo il suo cammino, V
si imbatte nella giovane Evey Hammond, una ragazza orfana che per sopravvivere nasconde il suo odio
profondo nei confronti dell’attuale governo. Egli si vendica di coloro che lo hanno torturato e fatto soffrire
nel campo di concentramento, senza avere alcuna pietà di loro, uccidendoli. Nonostante ciò, il vero
obiettivo di V è l’abbattimento del regime imposto da Sutler: così il 5 novembre 2020, anniversario della
“congiura delle polveri”, con la collaborazione di Evey, distrugge con un’esplosione il Parlamento inglese,
simbolo supremo del marcio di cui era impregnato il Paese. Durante l’atto conclusivo della sua opera, però,
V viene ferito a morte, ma prima di morire dichiara il suo amore per Evey. Quel giorno, il popolo si sveglia
dal torpore e, indossando la maschera di V, scende lungo le strade per iniziare una nuova epoca, fatta di
giustizia, libertà ed uguaglianza.
Premessa
Ho costruito questa mappa concettuale in modo da approfondire i diversi aspetti del film attraverso l’analisi
di temi trattati nelle varie discipline, come: lo Stato totalitario; il tema della maschera; la rivoluzione; la
protesta contro il sistema. Collegamento con storia e inglese
Stato totalitario
Per quanto riguarda il tema dello Stato totalitario ho scelto di collegare il Nazismo per la Storia e “1984”
di George Orwell per l’Inglese in quanto è possibile notare molte analogie con “V per Vendetta”.
Il Nazismo
Il Nazionalsocialismo e il Norsefire sono due regimi molto simili tra di loro:
- Innanzitutto, il leader del partito Norsefire, Adam Sutler, impone il suo regime con la forza
approfittando di una situazione di instabilità economica e politica del Paese, presentandosi come
garante della libertà civile. La popolazione britannica si affida a lui affinché possa riportare ordine e
stabilità nella nazione, proprio come è accaduto in Germania con l’avvento del Nazismo, asceso al
potere durante il periodo della crisi del ’29 e della crisi della Repubblica di Weimar.
- Anche Sutler diffonde idee guida semplici e chiare.
- Hitler e Sutler sono per certi versi due personalità piuttosto simili: entrambi hanno una volontà
forte; sono convinti delle loro idee e cercano di imporle utilizzando un linguaggio duro ed
aggressivo, offrendo un’immagine autoritaria e rassicurante di se stessi e del partito. Più
conquistano potere e più è evidente il loro fanatismo e più aggressivi diventano i loro sostenitori.
- Molto importante nel film è la funzione che svolgono i mass media, i quali manipolano le notizie.
Mi ha colpito molto una frase espressa da un’esponente dell’emittente televisiva del film: “Noi
giornalisti riferiamo solamente le notizie; è compito del governo fabbricarle”. Allo
stesso modo, Hitler ha utilizzato la propaganda politica e ideologica, bombardando la psiche e le
coscienze dei tedeschi.
- Sia Hitler che Sutler fanno costruire campi di concentramento in cui rinchiudono dissidenti politici,
ebrei, omosessuali e chiunque fosse considerato inferiore, ostile, diverso per razza, ideologia,
religione, avviando un programma di sicurezza nazionale con lo scopo di risanare il Paese e
imporre maggiormente il loro potere.
Mi sembra opportuno fare un collegamento tra l’incendio appiccato dai Nazisti alla sede del Reichstag nel
periodo precedente le elezioni del 5 marzo 1933 e l’esplosione del Parlamento inglese ad opera di V nel
film. L’incendio del Reichstag, nell’ambito del Nazismo, fu un atto provocatorio. Esso era finalizzato a
legittimare il potere del Nazionalsocialismo, in modo da condannare ed escludere dalla vita politica i
comunisti, accusati dell’incendio, e le altre forze politiche. L’incendio del Reichstag può essere
interpretato chiaramente come negazione dello Stato in quanto repubblica, distruggendo il simbolo della
democrazia per instaurare una dittatura. La distruzione del Parlamento inglese da parte di V, invece,
assume la funzione opposta nell’immaginario distopico del film: il Parlamento era diventato l’emblema del
marcio e della corruzione che albergava nel Paese e per questo, con la sua distruzione, V vuole inaugurare
una nuova epoca, un’epoca migliore, in cui Libertà e Uguaglianza risultano essere gli elementi cardine su
cui fondare il nuovo corso dell’Inghilterra.
“1984” di George Orwell
Guardando il film è possibile notare una certa somiglianza con il best seller “1984” di George Orwell.
Entrambi rappresentano delle distopie, ovvero le peggiori società che è possibile immaginare: sono tutto
l’opposto delle utopie. In esse si afferma un regime totalitario: infatti, in “1984” il Grande fratello ha il
controllo dello Stato, del partito, dell’opinione pubblica, occupa ogni aspetto della società, allo stesso modo
di Adam Sutler in “V per Vendetta” ma, mentre il protagonista del libro, Winston Smith, non sarà in grado di
liberarsi dalle costrizioni imposte dallo Stato, V riesce a sovvertire il sistema, abbattendolo, con l’aiuto di
Evey e del popolo che ha preso coscienza della situazione.
Collegamento con italiano e arte
La maschera
Per quanto riguarda il tema della maschera ho inserito un collegamento che si fonda sulla differenza tra
come viene trattato tale concetto in “V per Vendetta” e come lo hanno interpretato Luigi Pirandello in
Letteratura Italiana e James Ensor in Arte.
Le maschere di Luigi Pirandello
La maschera di V assume un grandissimo significato all’interno del film: essa non è utilizzata dal
protagonista solo per nascondere la propria identità come fanno molti supereroi della tradizione
cinematografica o fumettistica; V incarna gli ideali di Libertà, Uguaglianza, Giustizia. La maschera, quindi,
assume una funzione sociale: è lo strumento di lotta contro lo strapotere dello Stato che occupa la
società. Emblematica è una frase che lo stesso V riferisce: “Sotto questa maschera non c’è solo
carne; sotto questa maschera c’è un’idea e le idee sono a prova di proiettile”. Per tutta la
durata del film V non mostra mai il suo vero volto in modo da non sminuire la sua azione: ciò è dovuto al
fatto che sotto la maschera vi è un uomo, il quale è soggetto al tempo, quindi può morire; le idee invece
sono eterne, immutabili e la sua maschera è il simbolo di quelle idee. V, inoltre, rappresenta ognuno di
noi. L’ultima scena è molto significativa in quanto si può comprendere che non è importante l’uomo
particolare in sé quanto le idee diffuse da quella maschera, la quale può essere figurativamente indossata
da tutti, ritrovando l’identità umana perduta, passando prima per un’identità collettiva che ci rende
consapevoli di noi stessi, svegliandoci dal sonno profondo a cui il sistema ci ha costretto. Nella realtà,
invece, l’uomo moderno appare come omologato: sembra essere una merce prodotta in serie, non
possiede un volto e non indossa una maschera autentica come quella di V: egli è “uno, nessuno e
centomila” come direbbe Pirandello; ogni Vita si cala in una Forma prestabilita dalla società, dallo Stato,
dal tempo, non manifestandosi per quello che essa è in realtà, indossando una maschera fasulla, simbolo
della disgregazione della personalità.
James Ensor e “L’Ingresso di Cristo a Bruxelles”
L’azione di V si svolge nell’ambito di una società in cui la popolazione appare come una massa informe, la
quale non si rende conto di essere oppressa dal regime di Sutler. Essa non si accorge di essere controllata e
oppressa dallo Stato, senza rendersi conto che la loro libertà gli è stata revocata da un tiranno senza ideali
e senza scrupoli. V ha smosso le coscienze del popolo, lo ha risvegliato da quel torpore e da quel sonno in
cui era caduto e, poco a poco, esso si schiera completamente con il protagonista tanto che, alla fine del
film, tutti scendono in piazza indossando la sua maschera. È possibile effettuare un parallelismo tra il
dipinto “L’Ingresso di Cristo a Bruxelles” di James Ensor e il fotogramma che ritrae una delle ultime scene
di V per Vendetta. In Ensor la folla appare come una massa informe, priva di ideali, la quale non si rende
conto di essere strumentalizzata, indottrinata e controllata dai poteri forti dello Stato, del governo,
dell’esercito. Invece, la moltitudine che scende in piazza, alla fine del film, indossando la maschera di V, è
completamente diversa dalla massa anonima del quadro di Ensor: qui la popolazione ha acquistato
coscienza di sé; si schiera con V e con la sua maschera vogliono dimostrare di credere in quegli ideali di
Libertà e Uguaglianza professati dal protagonista. Tutti diventano dei “tanti V”, non si è più schiavi di culti,
di politiche, di sette, di pregiudizi ecc... I cittadini sono uniti. L’unico loro fine diventa il miglioramento della
qualità della vita di tutti. Migliaia di persone marciano verso la sede del potere, non in modo aggressivo,
ma ordinato, consapevoli di essere diventati un’unica coscienza collettiva che persegue l’ideale della Libertà
in modo pacifico. Collegamento con filosofia e scienze
Rivoluzione
Per quanto riguarda il tema della rivoluzione, l’ho scelto in quanto nel film risulta essere fondamentale,
così come lo è nella filosofia di Karl Marx e lo è stato in scienze con la scoperta della rivoluzione terrestre
intorno al Sole.
Marx e la rivoluzione
V è un rivoluzionario perché riesce a distruggere l’ordine che era stato imposto in Gran Bretagna dal regime
totalitaristico di Sutler. Egli ha successo nella propria impresa in quanto è stato capace di svegliare il popolo
dal torpore e dall’oblio in cui versava, offrendo loro una coscienza personale, indipendente dal controllo
statale. Il messaggio diffuso da V permette a chiunque l’ascolti di acquisire consapevolezza di se stessi,
delle proprie capacità e del proprio ruolo all’interno della società. Egli, contestualizzato nella nostra epoca,
potrebbe apparire come un anarchico che agisce contro lo Stato, aizzando il caos. In realtà, ciò che
possiamo notare è che gli ideali professati da quella maschera appaiono oggi più che mai utopici, in un
sistema che, per certi versi, tende ad assumere fattezze distopiche come quelle del film in questione. In
ogni caso V smuove le folle: egli ha a cuore le condizioni di vita del popolo; mette a nudo tutti i caratteri
negativi e contraddittori del regime: in tal modo essi acquistano coscienza di sé. Questa sua operazione è
molto simile a quella svolta dal filosofo Karl Marx, il quale si interessa delle condizioni materiali di vita
dell’uomo contemporaneo, mettendo in luce tutti i mali di un sistema: il capitalismo borghese. Il
capitalismo sfrutta e controlla la classe lavoratrice, la quale non può essere libera: ciò è accaduto a causa
della borghesia che ha imposto il proprio dominio sulla società, non occupandosi minimamente delle
problematiche che affliggono il proletariato: per questo Marx professa l’abbattimento dello Stato borghese
attraverso una rivoluzione al fine di creare una società senza sfruttamento, senza miseria, senza divisioni
fra gli uomini e senza Stato. Il capitalismo e la borghesia agiscono come il regime totalitario di Sutler nella
Gran Bretagna distopica: Marx e V sono due emblemi della società: entrambi hanno smosso le coscienze
dei destinatari del loro messaggio, ovvero il popolo, affinché si rendano conto delle loro potenzialità e
attuino una rivoluzione che distrugga i vecchi sistemi vigenti per creare un nuovo mondo, più giusto,
imperniato sui valori dell’Uguaglianza, della Giustizia, della Libertà e della Fratellanza.
La rivoluzione terrestre
In genere, quando si parla di rivoluzione, si intende un mutamento repentino all’interno di una società,
ottenuto al suo interno con mezzi pacifici o violenti da parte di un soggetto collettivo che si impadronisce
dello Stato. In “V per Vendetta”, con la conquista e l’abbattimento dello Stato totalitario, vi è la
conseguente ricostruzione di un nuovo Stato, uno Stato di diritto, in cui Libertà e Uguaglianza sono i
principali valori su cui si fonda. La rivoluzione è anche intesa come restaurazione, ovvero come ritorno alla
quiete e al vecchio ordine che era stato sovvertito. Infatti in V per Vendetta il popolo riacquista i propri
diritti e la libertà perduta con l’ascesa al potere di Sutler. Quindi ogni rivoluzione implica un mutamento
radicale ma ciò si manifesta in funzione di un “ritorno” verso una condizione di tranquillità e stabilità. Il
termine rivoluzione deriva dal latino “revolutio” e significa proprio “ritorno”. In età moderna la parola
rivoluzione viene utilizzata per la prima volta per indicare il moto degli astri sulla propria orbita intorno al
proprio centro di gravità: questo movimento viene proprio inteso come il ritorno ciclico dell’astro il quale
ripercorre durante ogni periodo di rivoluzione gli stessi punti. Questo fenomeno venne scoperto da Niccolò
Copernico il quale elaborò la teoria eliocentrica secondo la quale è la Terra a ruotare intorno al Sole e non
viceversa come veniva affermato dalla teoria geocentrica. Sulla base della teoria eliocentrica possiamo
parlare di Rivoluzione terrestre. Collegamento con latino
Protesta contro il sistema
Giovenale e l’indignatio
V per Vendetta è diventato un’icona per le nuove generazioni. In diverse manifestazioni giovanili degli
ultimi tempi è possibile notare che molti partecipanti indossano la maschera di Guy Fawkes. Essi protestano
contro i poteri forti del governo, contro le politiche di austerità, contro la crisi economica. V per Vendetta,
oggi, è un aggregatore sociale e la maschera del protagonista è diventata il vessillo esposto dal movimento
degli Indignados di tutto il mondo. Questo movimento coinvolge tutte le generazioni che stanno vivendo
sulla loro pelle gli effetti della crisi mondiale. Essi sono appunto “indignati” dalla società, dalla politica,
dall’economia, dalla mancanza di lavoro, protestando, scendendo nelle piazze di tutte le città del mondo,
come è accaduto a Madrid a Puerta del Sol oppure a New York a Wall Street. Essi non riescono più a
sopportare le “fatiche” a cui il sistema li ha costretti. Secoli fa c’è stato anche un importante autore latino
che ha riportato in forma di satira tutta la propria collera e il proprio sdegno nei confronti dell’ordine
imposto dalla società in cui viveva, ovvero Decimo Giunio Giovenale. Egli fu profondamente infelice,
essendo costretto a vivere una vita di stenti a causa del potere domizianeo che controllava molti aspetti
della società: queste sono le motivazioni della sua collera nei confronti di tutto il sistema, ragioni che egli
esplicherà come un fiume in piena nelle “Satire”. L’opera è come un urlo di indignazione, tanto che la sua
poetica sarà definita proprio “poetica dell’indignatio”. L’autore vede degenerazione ovunque, sia nelle
classi dirigenti che nella società civile.
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Tesina per la maturità basata su V per Vendetta
I temi sono 4:
- Lo Stato totalitario (Storia e Inglese)
- La maschera (Italiano e Arte)
- La rivoluzione (Filosofia e Scienze)
- La protesta contro il sistema (Latino)
Gli argomenti delle materie sono:
- Storia: Il Nazismo
- Inglese: "1984" di George Orwell
- Italiano: Le Maschere di Luigi Pirandello
- Arte: James Ensor e l'"Entrata di Cristo a Bruxelles" (Espressionismo)
- Filosofia: Marx e la Rivoluzione
- Scienze (Geografia astronomica): La Rivoluzione Terrestre
- Latino: Giovenale e l'Indignatio
La mappa concettuale e il PowerPoint sono all'interno del file in allegato.