Federico Quattrocchi
Presenta
I Malavoglia
Di
Giovanni Verga
Genere
Romanzo storico Romanzo realista
Struttura: Rappresentazione oggettiva
Fra realtà e invenzione: Non più narrativo ma
“Medias res” e intreccio descrittivo
Il narratore “onnisciente”
Precisione documentaria
Funzione marginale dello scrittore
Personaggi
Il fine educativo
L’impersonalità
Citazione
Quando nel romanzo l'affinità e la coesione di ogni sua parte sarà così completa, che il processo della creazione rimarrà un mistero, come lo svolgersi delle passioni umane, e l'armonia delle sue forme sarà così perfetta, la sincerità della sua realtà così evidente, il suo modo e la sua ragione di essere così necessarie, che la mano dell'artista rimarrà assolutamente invisibile, allora avrà l'impronta dell'avvenimento reale, l'opera d'arte sembrerà aver essersi fatta da sé, maturato ed esser sorta spontanea, come un fatto naturale, senza serbare alcun punto di contatto col suo autore, alcuna macchia del peccato d'origine.
(Lettera dedicatoria di Giovanni Verga a
I Malavoglia
Titolo
Forma e soggetto
Impersonalità
Descrizione dal basso
Scene corali
Filtrare la realtà
La “ricostruzione intellettuale”
La tesi del 1879
Milano – Sicilia
Metodo di ricerca ed esistenziale
Ricostruzione in laboratorio
Istanze ideologiche
Franchetti e Sonnino
Franchetti e Sonnino
Esponenti della destra storica
Positivisti
Rassegna Settimanale
Questione meridionale
Brigantaggio
Brigantaggio
Estraneità delle classi contadine meridionali
Problema della massa povera dei contadini
Organizzazione
Provenienza
Nord VS Sud
La soluzione del governo
Il corpo di spedizione
Legge Pica
Edgar Degas
Impressionista
“La memoria”
La selezione
La classe di danza
Caratteri generali
Taglio prospettico
Tecnica dello sfondato
Vicenda
È il primo romanzo del “Ciclo dei vinti” rimasto incompiuto, in cui lo scrittore manifesta la sua visione amara della vita. La vicenda si svolge fra il 1863 e il 1878, narra la vicenda infelice della famiglia Toscano, nota in paese con il soprannome, antifrastico, di “i malavoglia”.
Per fare la dote a Mena, padron ‘Ntoni compra a credito una partita di lupini facendosi come debitore l’usuraio del paese, campana di legno.