La Madonna del Cardellino e l’Opificio delle Pietre Dure
Dopo circa nove anni la “Madonna del Cardellino” è tornata al suo originario splendore grazie all’incredibile intervento di restauro coordinato dall’Opificio delle Pietre Dure fiorentino….
L’opera è stata esposta a Palazzo Medici Riccardi, dove è rimasta fino al 1 marzo 2009, per poi ritornare agli Uffizi.
Ho avuto l’opportunità di partecipare ad una visita guidata dalla restauratrice ufficiale dell’opera, Patrizia Ritano, che fa parte del team dell’Opificio delle Pietre Dure.
L’Opificio delle Pietre Dure
L’Opificio delle Pietre Dure è un Istituto strettamente autonomo del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e la sua attività si realizza prevalentemente nell’ambito del Restauro.
L’istituto nacque per volere di Ferdinando I de’ Medici nel 1588 e all’inizio si occupava prevalentemente della creazione di arredi in pietre dure. Un esempio di questa attività originaria è la Cappella dei Principi in San Lorenzo.
Negli ultimi decenni del secolo XIX, cominciò a indirizzare la sua attività lavorativa anche nel restauro, dapprima solo di opere appartenute alla scuola, in seguito anche provenienti da tutto il patrimonio artistico italiano.
Oggi la sua attività è riconosciuta a livello internazionale, grazie alla notorietà acquisita in seguito all’importanza che rivestì dopo la grande catastrofe dell’alluvione del novembre 1966.
Fu in quest’occasione che vennero fusi in un’unica entità l’antico Opificio mediceo ed il Laboratorio di restauro della Soprintendenza, che si occupò più strettamente dei restauri dell’alluvione.
A questo nucleo furono annessi i laboratori minori sorti in seguito all’emergenza dell’alluvione.
Le attività e le strutture dell’istituto
Oggi è sede di:
- Una Scuola di restauro ufficiale dello Stato, definita di Alta Formazione;
- Un museo della produzione artistica in pietre dure;
- Un laboratorio scientifico;
- Una biblioteca altamente specializzata nel campo del restauro;
- Un ricchissimo archivio dei restauri compiuti;
- Un centro di ricerca sulla climatologia;
- Laboratori di restauro all’avanguardia.
L’attività dell’istituto si articola per settori di restauro e di ricerca individuati in base ai materiali costitutivi delle opere d’arte.
Molta parte dell’attività si svolge anche all’esterno, sia sotto forma di cantieri operativi che di consulenze tecnico-scientifiche, su tutto il territorio nazionale ed in ambito internazionale.
Museo
Il museo, diretto da un organo specializzato nella lavorazione delle pietre dure e creato nel 1588 da Ferdinando I, non rispecchia una precisa volontà collezionistica, ma conserva opere incompiute o parti di collezioni che testimoniano comunque un percorso storico della manifattura attraverso i secoli.
Fra le opere conservate troviamo anche progetti ed elementi decorativi che dovevano far parte della cappella funeraria della famiglia Medici in San Lorenzo, iniziata da Ferdinando I nel 1604.
All’interno del museo annesso all’Opificio o in altre sedi europee sono conservati dunque manufatti qui realizzati di vario genere:
- Intagli (con questo termine ci si riferisce sia a quelli in pietre dure che ai cammei, dove viene sfruttata la stratificazione delle pietre, data la differenza cromatica, per ricavarne un disegno);
- Mobili (uno dei quali è attribuibile ad una manifattura boema e proviene da Palazzo Vecchio);
- Quadri a commesso (che permettono di ammirare la variegata gamma di colori delle pietre);
- La raccolta di pietre (che conta oltre cinquecento esemplari, tra pietre dure e tenere).
Per quanto riguarda questo campionario, è noto che erano in genere gli artisti stessi a recarsi per conto dei Medici alla ricerca dei giacimenti più adatti.
Ci sono marmi (porfido, granito), alcune pietre tenere come l’alberese, una pietra calcarea, e l’alabastro di Volterra.
Oltretutto fra le pietre pregiate è da ricordare sicuramente il lapislazzulo, particolarmente in voga nel Cinquecento.
La qualità migliore era il lapislazzulo di Persia, allora proveniente dall’Afghanistan; questo fu poi sostituito nel Settecento da quello siberiano.
- Mosaici.